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Non si hanno molte informazioni storiche sulla produzione del vino nell'antichità anche se ne fa cenno Plinio il Vecchio parlando di "vino del Sannio". Le prime informazioni certe risalgono al 1871 quando uno storico cita il Molise come una delle zone di maggiore produzione di vino che "ne fa commercio con gli Abruzzi perché ne abbisognano". I primi riconoscimenti a DOC arrivano solo nel 1983 con il Biferno nelle varie tipologie nella provincia di Campobasso e il Pentro nella provincia di Isernia. La regione è per il 55% montuosa e 45% collinare. Il terreno è di origine quaternaria di tipo argilloso-sabbioso e di colore giallo rossiccio; si possono trovare anche terreni ghiaiosi con un importante contenuto di ferro. In collina i terreni hanno una buona percentuale di argilla che rende un colore grigio. Le terre più fertili si trovano lungo il fiume principale della regione, il Biferno. Il clima è mediterraneo nella zona costiera mentre più freddo e continentale all'interno e verso la zona montuosa. I vitigni più coltivati sono montepulciano e sangiovese a bacca nera e trebbiano, malvasia e bombino bianco a bacca bianca. Da segnalare che negli ultimi anni è stata introdotta la DOC Molise che prevede anche un vino a base di tintilia, vitigno autoctono, lontano parente di lambrusco e ancellotta.
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