Registrati!

hai dimenticato la password?

Inserisci il tuo indirizzo e-mail e premi invia.

ricerca avanzata

cerca in
Home
In terra lombarda la vite è presente già dalla preistoria infatti sulle rive del lago di Garda sono stati ritrovati nelle terrecotte e nelle palafitte, semi di vite che appartenevano proprio alla nostra vitis vinifera silvestris. Questo non indica che si utilizzava per produrre una bevanda, per trovare indicazioni in tal senso arriviamo al VII-VI secolo a.C. quando gli Etruschi sostituiranno la vitis sativa alla vite selvatica. Con i romani e in particolare con Augusto lo sviluppo agricolo e l'uso della vite diventarono estremamente importanti nella vita del tempo. Arrivando ai giorni nostri, bisogna ricordare come Pavia e Brescia avessero creato già dei consorzi di tutela dei propri vini prima ancora che fosse nato il disciplinare delle DOC. Geograficamente la Lombardia ha in sé molte caratteristiche differenti, dalla zona montuosa a nord a quella collinare, la pianura padana e le zone del lago di Garda. La zona collinare è solo il 12% dell'intero territorio ma è molto sfruttato dal punto di vista vitivinicolo. Esiste solo una valle che è disposta longitudinalmente, la Valtellina, dove infatti i vigneti si trovano tutti nella zona più esposta al sole per meglio sfruttare le poche ore di luce che permette l'allevamento di nebiolo con grandi risultati. Il clima è continentale ma con molte differenze in base alla zona e all'altitudine, le piogge sono abbastanza abbondanti e portano al fenomeno della nebbia in autunno e inverno nelle zone di pianura e di prima collina. Le zone vinicole più importanti sono la Valtellina con vini a base nebbiolo e in particolare l'ultima DOCG, lo Sforzato o Sfurzat, vino importante prodotto da parziale appassimento delle uve nebbiolo su graticci. Poi la Franciacorta, che con le sue "bollicine", spumanti a metodo classico, sta conquistando sempre di più un ruolo fondamentale nel panorama vinicolo italiano e non solo, infatti spesso si trovano questi prodotti a confronto con i più conosciuti e rinomati Champagne. L'Oltrepò Pavese con la Bonarda, vino rosso prodotto frizzante o mosso e gli spumanti metodo classico e charmat; la zona del lago di Garda bresciano con i vini rosati e chiaretti e per terminare nel basso mantovano con il Lambrusco. Le uve a bacca bianca più utilizzate sono chardonnay per la produzione di spumanti, pinot bianco e riesling, a bacca nera invece pinot nero, sempre per la produzione di spumanti e per la vinificazione in rosso sempre in aumento, e poi nebbiolo, barbera, marzemino, lambrusco, schiava. Una curiosità è la produzione molto limitata di un vino fatto con vitigno autoctono, il Moscato di Scanzo, da Scanzorosciate in provincia di Bergamo, un vino rosso dolce molto interessante. Da segnalare che a seguito dell'introduzione di alcuni disciplinari più restrittivi, in Lombardia negli ultimi 6-7 anni c'è stata una riduzione dei quantitativi di vino prodotti dovuti ad una diminuzione delle rese per ettaro che ha portato ad una qualità superiore da parte di moltissimi produttori.

Articoli [69 risultati]

Lista completa Articoli

Degustazioni Vino [164 risultati]

Lista completa degustazioni vino

Degustazioni Olio [9 risultati]

News [81 risultati]

Lista completa news

Eventi [387 risultati]

Lista completa eventi
Pubblicità Risorse Interagisci Ultimi Commenti