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30.07.06

Tannaten italianen ci afete fregaten...

E' proprio l'anno mondiale.
Non si arresta la serie dei successi che il nostro Paese sta ottenendo in tutti i campi, sull'onda del trionfo ai mondiali di calcio.
Non paghi, per esempio, di avere eliminato i tedeschi a casa loro nella semifinale della kermesse calcistica, stiamo minando anche quelle poche certezze che in Germania erano ancora convinti di avere.
Come ricorderete, il governo tedesco (assieme a quello austriaco, per la verità, ma sono dettagli), con l'uccisione di Bruno, piccolo orsetto vagabondo per i boschi di Tirolo e Baviera, si era attirato le antipatie degli animalisti di mezzo mondo.
Potevamo essere da meno, in questa estate mondiale?
Ma nemmeno per sogno, per cui...

... come ci riferisce lastampa.it, non ci siamo fatti sfuggire l'occasione che il destino ha deciso di darci.
La sovrappopolazione di cerbiatti e caprioli dei boschi intorno ad Alessandria è stata, quindi, sfruttata a dovere ed è stato ordinato l'abbattimento di 600 (seicento) esemplari.
Per essere ammessi alla mattanza, i cacciatori dovranno pagare 40 euro per ciascun cucciolo abbattuto e 110 per ogni esemplare adulto.
E così, da buoni italiani, abbiamo anche trovato il modo di guadagnarci qualche soldo... alla faccia dei tedeschi che, loro si, sono persone cattive.

Nella foto: rimani pure in America, che qui tira una brutta aria


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[Immagine da: http://www.cel-ebration.com]

Non ho voglia

Non ho voglia di ROTFLare, non ho voglia di sorridere, non ho voglia di pensare alle vacanze, non ho voglia di parlare di vino, trucioli, Inter, ritoranti, cazzate varie e non ho voglia di provare a sdrammatizzare o ad usare sarcasmo...
Vorrei solo, finalmente, provare a capire una cosa...

PERCHE'?

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PERCHE'?

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PERCHE'?

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26.07.06

Siamo noi, siamo noooooooi...

... i campioni dell'Italia siamo noooooooooi!!!!

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[Immagine da: www.inter.it]

25.07.06

Let it... "B"

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L'offerta è dovuta al fatto che, per un errore della tipografia, queste maglie di una squadra della serie cadetta sono state stampate con uno scudetto tricolore...

24.07.06

O-o-o-o-o-ooooooooooooooooohhhhh

Facciamo un piccolo test.

Il titolo di questo post:

(a) non vi dice nulla

(b) vi fa pensare che sia impazzito

(c) vi fa venire in mente la vicenda del vino fatto coi trucioli

Valutazione risposte:

(a) le fatiche di un anno lavorativo non hanno prodotto danni sulla vostra psiche nè sulla vostra capacità di discernere. Siete dotati di ottimo equilibrio, sia interno che nelle vostre manifestazioni esteriori. Siete, in altri termini, il/la compagno/a ideale. Buone vacanze a tutti voi!

(b) siete persone dotate di buon equilibrio e di un discreto sense of humour. Non siete comunque, poi così lontani dal vero. Unico elemento a vostro demerito: state leggendo il blog di uno che, secondo voi, è impazzito...

(c) mi spiace per voi. So cosa state passando: è dura mantenere l'equilibrio in mezzo al logorio della vita moderna, specie da quando ci hanno tolto Ernesto Calindri ed il Cynar. Però, allo stesso tempo, siate orgogliosi di voi: solo pochi potevano mettere in connessione il titolo del mio post con la nomina del nuovo commissario italiano per le politiche agricole della UE. L'uomo destinato a rappresentarci nei più alti consessi ed a difendere la varietà dei nostri vigneti, la cultura italiana del vino, le nostre radici storiche, la bontà delle nostre imprese e dei nostri imprenditori...
Beh, voi già sapete chi sarà l'uomo che ci tutelerà avanti alla UE e che con la sua fermezza e carisma respingerà l'attacco dei trucioli, ma i lettori delle prime due categorie, forse ancora non sanno che... è lui...

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E, prossimamente su questi schermi: "Le avventure di Tafazzi". Accorrete numerosi...

21.07.06

Casa Savoia: il colpo di scena

Nemmeno Ionesco aveva osato tanto.

Dopo l'arresto di SAR Vittorio Emanuele di Savoia, disposto da un PM di nome Woodcock, dopo la serie di aristocratiche imboscate di cui la cronaca ci ha fatto omaggio in questo periodo, dopo le dichiarazioni della Gregoraci, di Sottile, dopo le discese in campo del figlio Emanuele Filiberto a difesa del nobile orgoglio paterno nei confronti di Amedeo d'Aosta, oggi giunge il colpo di scena al quale, come detto, nemmeno i più grandi scrittori dell'assurdo e del grottesco potevano pensare.

Ricorderete, infatti, che i discendenti della famiglia Savoia, per quasi sessant'anni, sono vissuti in esilio. Dorato, ma pur sempre esilio.
Ricorderete anche che rientrarono in Italia solo dopo lunghe manovre diplomatiche ed a seguito di una riforma costituzionale.

Ebbene, mai nessuno avrebbe pensato che, una volta rientrati in Italia, sarebbe mai successo che ad un Savoia sarebbe stato impedito di lasciare il suolo natio, nel quale, sino a poco fa, non potevano ufficialmente mettere piede.

Ma le vie della giustizia italiana, al pari di quelle del Signore, pare che siano infinite.

Nel disporre la revoca del provvedimento cautelare nei confronti di SAR, il Gup ha, infatti, disposto che il Principe indagato non potrà... lasciare lo Stato.

Non sono più le sole mezze stagioni a non esserci più: anche le mezze misure, ormai, cominciano a scarseggiare.

Nella foto: lo avreste mai detto?

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[Immagine da http://www.manicomio.tv]

20.07.06

Crisi delle vocazioni

Immagine scattata dal sagrato della Chiesa di San Prosdocimo, in Padova. alle 14.00 del 12 luglio 2006

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18.07.06

Segnatevelo in agenda

Tempi duri per gli scrittori di fantascienza.
Da qualche ora Corriere.it riferisce una notizia di quelle che, di solito, circolano solo il primo d'aprile:

Berlusconi: contratto con gli italiani, causa rinviata a gennaio

MILANO - Rinviata al 31 gennaio 2007 la causa che vede imputato Silvio Berlusconi per non aver adempiuto al contratto firmato con gli italiani durante la trasmissione "Porta a Porta" di Bruno Vespa l'8 maggio 2001. L'udienza si svolge davanti alla prima sezione del tribunale civile di Milano. La causa e' stata avviata da un 35enne di Roma che ha chiesto un risarcimento simbolico di 5mila euro e le dimissioni dell'ex premier dal Parlamento.

Nella foto: non ci servite più.

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[Immagine da: http://au.i1.yimg.com]

Non si starà esagerando?

Chissà se si potranno ancora dire frasi che ormai fanno parte del nostro DNA (penso al proverbiale "ma chi ti ha dato la patente?).

E', infatti, di ieri (salvo che sia una bufala del TGcom), la notizia che la Cassazione (non il Giudice di Pace di Trepalle...) ha ritenuto che "Dire a qualcuno "impara a lavorare" è un reato. Il termine ha "valore lesivo della dignità professionale".

I giudici, prosegue TGcom hanno confermato la multa a una giovane che aveva ingiuriato la propria ginecologa, considerata non all'altezza del lavoro. La ragazza sosteneva di aver esercitato un "legittimo diritto di critica".

Nella foto: così impara a dire "Perdindirindina, a mio modesto avviso voi svolgete con lieve imprecisione le vostre funzioni di Vigili Urbani"

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15.07.06

Tutto in una notte: parte seconda

Sta albeggiando, dietro i vetri dell'ambulatorio del pronto soccorso nel quale entro per essere, finalmente, visto dal medico.

E' una donna, avrà circa 40 anni e la stessa voglia di lavorare di Jerome K. Jerome nei "Diari Oziosi di un Ozioso". Mi guarda con aria di rimprovero, mi fa le domande di prassi, mi misura la pressione e mi dice:

Lucy.jpeg "Sa che lei ha la pressione alta?"

JFS.jpeg "Non mi dica: davvero? Chissà come mai... ma lei, solo per sapere, è mai stata male alle due di notte? Ha mai chiamato la guardia medica alle tre di notte? Le hanno mai detto che sta rischiando un infarto? La hanno mai rimpallata tra medici ed ambulanze per ore sino a che, alle 5.54 del mattino, ti riceve un dottore quando da ore stai aspettando di sapere se ti sta per venire un infarto o se hai il raffreddore? Beh, se l'avesse provato, forse avrebbe la pressione alta anche lei..."


Lucy.jpeg "Facciamo gli esami del sangue?"

JFS.jpeg "E' una domanda? Posso fargliene una io? Sto per avere un infarto? Sa, se così fosse, magari una telefonatina a casa le chiederei di farla..."

Lucy.jpeg "Non lo so, ma non credo. Facciamo gli esami, comunque"

JFS.jpeg "Adesso si che mi sento tranquillo"

Mi danno qualcosa per abbassare la pressione con un effetto così violento che avrei poi faticato due giorni a stare in piedi.

Arriva l'infermiere per le analisi del sangue.


4632_16_2.jpg "Non si agiti"

JFS.jpeg "Io non mi agito, ma lei potrebbe trovarmi la vena? Saremo al ventesimo buco che mi fa, mi sento un puntaspilli"

4632_16_2.jpg "E' che la sua vena si vede poco"

JFS.jpeg "Sapevo che era colpa sua: è una vena poco educata, glielo dico sempre. Poi a casa mi sente... fatto? Bene, ma... cosa è sto coso? Un tubicino? Dovete farmi una flebo?"

Lucy.jpeg "No, è che se dobbiamo rifarle le analisi, abbiamo già la vena aperta"

JFS.jpeg "Capisco, ma ora che faccio?"

4632_16_2.jpg "Aspetta un'ora e mezza per le analisi"

JFS.jpeg "Ah, procedura d'urgenza?"

4632_16_2.jpg "Venga che la porto da una mia collega per la lastra al torace"

Vedo la signora di prima: fuma e sta parlando con un collega, immagino di una collega:

images-1.jpeg "Vaffanculo, ma cosa cazzo vuole quella stronza?"

JFS.jpeg "Mi scusi... mi diceva il suo collega che dovrei fare una lastra al torace e di chiedere a lei"

images-1.jpeg "Come? ah si... Di Benedetto vero? Venga con me. Augusto vieni che mi dai una mano a fare sto torace"

JFS.jpeg "Si... De Benedetti... sa, non vorrei che si scambiassero le lastre"

images-1.jpeg "Ma no, venga che dobbiamo scendere... ecco qui... ma cazzo, questo ascensore di merda fa proprio cagare... non andava neanche ieri, ma porca puttana. Augusto, ma come cazzo lavorano quegli stronzi dell'assistenza? Lei, Benedettis, aspetti lì"

Augusto sbadigliava. Mi portano giù e mi fanno le lastre al torace. Mi riportano su e mi mettono ad aspettare in una stanza. Passa il tempo: una poveretta a tre metri da me si lamenta dei dolori fortissimi che sta sentendo, piange ma nessuno se la fila. Mi chiede di chiamare qualcuno, vado a cercare l'infermiere che mi dice che è normale che si lamenti. Rispondo che non ne dubito e che forse proprio per questo ha bisogno di una mano. Sbuffa e dice che arriva subito. Dopo venti minuti di pianti torno a chiamarlo. Gli dico che quella poveretta sta soffrendo come un cane e non è il modo di fare. Viene a vederla e la tratta con una sufficienza che non mi risulta fosse riservata nemmeno agli schiavi ai tempi dei romani. Le fa un'iniezione, credo di antidolorifico e torna da dov'era venuto, a giocare al solitario di windows (non è uno scherzo). Passando davanti a me mi dice: "così va bene?" Io non sono vendicativo, ma quel tipo mi ha fatto venire strane voglie...
Passa un altro pò di tempo: sono le otto.
Mi richiama il medico:

Lucy.jpeg "Ok, può andare"

JFS.jpeg "Ero in stato di arresto? Mi dice cosa ho?"

Lucy.jpeg "A giudicare dalle analisi, direi nulla. Ci sono dei valori sballati ma non hanno nulla a che vedere con un possibile infarto. Firmi qui, per favore... ok, grazie ed arrivederci"

Sono le otto e quaranta quando esco dal Pronto Soccorso: giusto in tempo per andare in studio... sorrido, penso che era ciò che ci voleva per stare meglio... cerco un taxi, sto per salire, ma sento un fastidio al braccio... non mi hanno tolto la cannetta per attaccare le flebo o gli aghi per i prelievi...

Torno al Pronto Soccorso. Vado dritto dalla dottoressa.
Le faccio vedere il tubicino.
Ride.

Lucy.jpeg "Glielo faccio togliere subito. Certo che lei è una persona molto distratta, vero?"

Sarò anche distratto, ma sono un uomo fortunato. Non avevo nulla: non oso pensare a cosa sarebbe successo se non fosse stato così.

Tutto in una notte

Sarò sfortunato, sarò critico, sarò tutto quello che volete voi, ma ogni volta che ho a che fare con il Servizio Sanitario Nazionale (ammesso si chiami ancora così... diciamo allora con la Sanità Pubblica, anche se chiamarla "sanità" mi pare veramente impegnativo), ne esco a dir poco perplesso.

Ieri pomeriggio ho iniziato a sentire alcuni dolorini al ventre, presto trasformatisi in un fastidio diffuso e pesante. Sono le tre del mattino e, complici anche un guasto all'impianto dell'aria condizionata (che a gennaio, però, sarà in perfetta efficienza) ed una calata di zanzare senza precedenti, non riesco a dormire.

I dolori aumentano ed alle tre faccio il grande passo e chiamo il 118.

Mi risponde l'operatore:

images-2.jpeg "buonasera, mi dica".

JFS.jpeg "buonasera, ho forti dolori al ventre, molto forti, mi dice, per favore, cosa posso fare".

images-2.jpeg "da dove chiama? Come si chiama? Quanti anni ha? Dove abita?"

JFS.jpeg "da Milano, mi chiamo Dante De Benedetti, ho __ anni, abito in piazza ________"

images-2.jpeg "Benissimo: che disturbi ha?"

JFS.jpeg "Molto forti in tutta l'area del torace e del ventre..."

images-2.jpeg "E quindi cosa vuol fare? Le mando un'ambulanza o un medico? Per il medico ci vogliono due ore, mi dica lei cosa preferisce"

JFS.jpeg "Scusi ma il medico è lei, mi consigli"

images-2.jpeg "E chi le ha detto che sono un medico? Io, se vuole, un medico glielo mando, ma poi non si lamenti con me se arriva troppo tardi"

Lindablair.jpeg "Come sarebbe troppo tardi? Troppo tardi per cosa?"

images-2.jpeg "Non so, sa, non si sa mai, da quello che mi dice potrebbe esserci anche un infarto in arrivo, lei è in età a rischio... ma facciamo una cosa, io le mando un medico, se poi capita qualcosa di grave nel frattempo, mi richiama che le mando un'ambulanza. Cosa ne dice?"

JFS.jpeg "Mi pare un'idea straordinaria, non so come ho fatto a non pensarci prima... si vede che lei è un esperto. Allora, se mentre aspetto un medico mi viene un infarto, la chiamo subito, va bene? Non è che mi darebbe anche il numero di telefono di questo medico? Grazie, troppo gentile, arrivederci".

Chiamo il medico...

10379.jpg "Si, capisco... io posso essere da lei nel giro di un paio d'ore... si, so che lei ha fatto un numero fisso e quindi non sono da un paziente... no, non abito a 300 chilometri di distanza, sono a Milano... si, lo so che può sembrare strano, ma sono i tempi che ci vogliono..."


JFS.jpeg "Scusi, ma... sono i tempi che ci vogliono, per fare cosa? No, non fa niente, non me lo dica... guardi, mi dica solo se potrebbe essere una cosa urgente o pericolosa... non vorrei aspettare due ore ed aggravare la situazione"

10379.jpg"Eh, lo so lo so... lei è preoccupato, la capisco, ma se non la visito come faccio a saperlo?"

JFS.jpeg "E quindi, alla fine, cosa faccio, aspetto lei o chiamo il 118?"

10379.jpg"Eh, lo so lo so, lei è preoccupato, vero? Ma io mica ho la sfera di cristallo..."

JFS.jpeg "rubo una battuta a Bergonzoni, mi scusi... lei non ha la sfera di cristallo nel senso che non dispone di un testicolo artificiale? Perchè il suo mestiere è capire, per telefono, se un caso sia o meno urgente... mi dice qualcosa, per favore, che sono quasi le quattro del mattino, sto male, sono preoccupato ed inizio anche ad essere incazzato?"

10379.jpg"No, non si incazzi che poi peggiora la sua salute ed aumenta i rischi... facciamo una cosa, io vengo, ma lei mi promette che se nel frattempo peggiora chiama il 118"

Saluto e richiamo il 118...

JFS.jpeg "Ho chiamato il medico, ma mi sembrava uno del cast di Scherzi a Parte... Siccome sto sempre peggio, non è che mi verreste a prendere, prima che mandi una mail ai giornali a futura memoria, nel caso stanotte venissi colto da infarto?"

images-2.jpeg "Vabbeh, se proprio insiste, le mando un'ambulanza"

Arriva l'ambulanza, dalla quale scendono alcuni volontari, educatissimi, gentilissimi, che mi misurano la pressione, il tasso di ossigeno nel sangue, mi fanno qualche domanda, decidono che potrei essere un soggetto a rischio, mi mettono su un'ambulanza e mi portano in ospedale...
Nel frattempo, sono passate oltre due ore da quando mi era stato diagnosticato un possibile infarto in arrivo... se fosse stato vero, a quel punto non so cosa sarebbe stato di me...


images-5.jpeg "Ok, allora siamo arrivati. La lasciamo qui che tra un pò la vengono a prendere"

JFS.jpeg "Ok, grazie, sapete che codice mi hanno dato?" (in ogni pronto soccorso si viene classificati, all'arrivo, con un codice, rappresentato da un colore: il rosso indica i casi urgentissimi, il giallo quelli abbastanza urgente, il verde quello dei casi tranquilli ed il bianco quello di chi non si capisce bene cosa diavolo sia andato a fare a rompere le scatole in un pronto soccorso invece che stare a casa sua)


images-5.jpeg "Si, le hanno dato il verde. Buonasera, in bocca al lupo"

Tiro un sospiro di sollievo: o sono finito in una gabbia di matti, o la pelle la porto a casa anche stavolta... però continuo a stare male, molto male e non so perchè...

JFS.jpeg "Grazie mille di tutto, in bocca al lupo anche a voi. Complimenti"

Aspetto mezz'ora: sono passate circa tre ore, sono a pezzi dai dolori, dalla stanchezza, sono spaventato e non ho idea di cosa posso avere. Si temeva l'infarto, ma il codice verde non sarebbe coerente...
Finalmente, da qualche parte, una voce poco femminile, per quanto di donna, grida il mio cognome, svegliando due poveri pazienti che erano su una branda in corridoio. Rispondo che ci sono.
Vedo un'infermiera che mi dice che il dottore mi vuole vedere.
Dopo tre ore ed un quarto vedo, finalmente, un dottore in carne ed ossa.


Ovviamente, non finisce qui...

11.07.06

Casa Savoia - The sequel

Torniamo agli sviluppi del nostro reali(ty) show (la Commissione per l'assegnazione del Pulitzer sta, evidentemente, dormendo...).

Non passa giorno senza qualche novità di rilievo nella "caaaaaaaaasa"...

Oggi si segnalano due sviluppi importanti.

Vittorio Emanuele,
che, come ricorderete, aveva perso la prova settimanale e per questo era finito nel "Tugurio", ne è uscito oggi, grazie al Grande Fratello che, con ordinanza del GUP di Como, Nicoletta Cremona (mi risparmio la facile ironia sul fatto che una che si chiami Cremona faccia il giudice a Como...), gli ha permesso di tornare a raggiungere gli altri partecipanti.

Mentre Vittorio Emanuele si liberava dal Tugurio, Emanuele Filiberto continuava la sua lotta con Amedeo.

Come ricorderete, Amedeo aveva vinto la prova della settimana scorsa e, grazie alla sino a quel momento sconosciuta "Consulta del Regno", aveva detronizzato Vittorio Emanuele durante la sua assenza.

Emanuele Filiberto, però, non si è dato per vinto ed oggi, con un colpo di scena, si è impossessato della ribalta l'ancor più ignoto "Partito della Alternativa Monarchica" che, dal sito di casertanews.it, lancia un vero anatema contro la Consulta del Regno ed Amedeo.

Siamo, quindi, ad una vera e propria rottura in due fazioni che, all'interno della "caaaaaaaasa", continueranno a darsele di santa ragione, sino a che una delle due compagini, anche grazie ai vostri televoti da casa, riuscirà ad avere la meglio...

Per oggi è tutto, amici, ma... restate con noi, presto sarà di nuovo tempo per la nuova puntata di... "Casa Savoia", il primo ed unico "reali(ty) show" della tv mondiale.

Nelle foto:

Quiz illustrato: definizione di "regali".

Scegliete la uno...


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... la due...

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... o la tre?

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Umorismo involontario

Repubblica.it riferisce una dichiarazione di David Trezeguet a dir poco incauta: "Zidane può lasciare il calcio a testa alta"

Nella foto: ROTFL!


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[Immagine da www.panorama.it]

Shine on you crazy diamond...

Si ride per non piangere perchè
Se penso a quel che eri e quel che ero
Che compassione ho per me e per te

(F. Guccini - Eskimo)

Addio Syd.

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[Immagine da www.computer-age.net]

09.07.06

Mi sbagliavo...

Ho tifato come quando ero bambino...
Non so come sia successo... il rigore l'ho vissuto come un'ingiustizia.
Il goal di Matrix, quello che nessuno voleva, mi ha fatto saltare e poi mi sono ritrovato a fare gesti scaramantici sino all'ultimo rigore, segnato da un grande protagonista di questo mondiale, Grosso (rigore procurato con l'Australia, gol decisivo con la Germania e rigore decisivo in finale... non male per uno sconosciuto a livello internazionale).
So di sembrare uno che salta sul carro dei vincitori, ma, al contrario, sono grato a questi ragazzi ed a Lippi... con questi chiari di luna sono riusciti a farmi vedere di nuovo il lato pulito dello sport.
Grazie.

Nella foto: Grosso

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[Immagine da www.interisti.org]

Reali(ty) show

Se, con questo titolo, non dovessi vincere il Pulitzer per tre anni di fila... beh, sarebbe l'ennesimo segnale del degrado al quale si è ridotta questa civiltà occidentale.

Sapete già di cosa sto parlando: da quando c'è stato l'arresto di SAR (Sua Altezza Reale) Vittorio Emanuele, non passa quasi giorno senza che la famiglia reale ci faccia giungere notizie che, solitamente, provenivano da palcoscenici più plebei, quali la casa del Grande Fratello, l'Isola dei Famosi o la Fattoria.

L'ultima, in ordine di tempo, è stata la "usurpazione" dello scettro di Casa Savoia, da parte di Amedeo d'Aosta. Come ciò possa essere accaduto ce lo hanno spiegato i giornali.

Non diversamente da quanto accade nei reality show, ci dev'essere stato qualche accordo sottobanco, dato che la decisione è stata presa, come ci spiega ilgiornale.it, dalla "Consulta dei senatori del Regno, organismo nato nel 1955, con l'approvazione dell'ex re Umberto II, per conservare le tradizioni del Senato del regno d'Italia. Motivo ufficiale: il matrimonio di Vittorio Emanuele con una borghese senza l'assenso dell'ex sovrano.".

Ora, il motivo è palesemente ridicolo, dato che il matrimonio non risale esattamente alla settimana scorsa, ma ciò non ha impedito al nuovo leader di casa Savoia, di precipitarsi ai microfoni del TG1, dichiarando "Sento in questo momento una grande responsabilità, una responsabilità che mi porterò dietro per il resto della mia vita", il che ci dà un'idea di quali grandi responsabilità quest'uomo abbia sino ad oggi portato sulle sue nobili spalle...

Dall'altra parte, comunque, non l'hanno presa benissimo e, dopo avere annunciato azioni legali, hanno comunicato, per bocca di Emanuele Filiberto (il padre, in questo momento, ha qualche impedimento a tenere relazioni con la stampa), che "La consulta dei senatori del regno che ha spodestato Vittorio Emanuele per passare lo scettro al cugino, non esiste.".

Vabbeh, io i popcorn e la coca cola li ho presi, mi sono messo comodo ed attendo le prossime puntate...

Nelle foto: le nomination di questa settimana di "Casa Savoia", l'unico Reali(ty) show della TV Italiana


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[Immagini da www.adnkronos.com e da www.polistampa.com]

Cosa fate stasera?

Si, lo so che c'è una partita di calcio, ma... io francamente non ne posso più di nazionalismi, trionfalismi e di tutti gli "ismi" di circostanza.

Scoprii di avere un coinvolgimento di tipo più sociologico che emotivo ai successi della Nazionale quando, nel 1982, uscii per le strade a festeggiare il titolo mondiale con amici, ma passai il tempo a guardare cosa facevano gli altri che celebravano la vittoria. Mi sembravano pazzi...

Non soffrii per le successive eliminazioni ai rigori ed il risultato di questa sera mi lascerà sostanzialmente indifferente.

Come dite? Non sono un buon italiano? Beh, al di là del fatto che domani vado a pagare le tasse, tutte, sino all'ultimo centesimo, il che mi costringe ad un senso di appartenenza molto più stretto del sapere se siamo o meno campioni del Mondo di calcio, per il resto... pazienza.

Nella foto: almeno una volta eravamo in due

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[Immagine da www.debaser.it]

08.07.06

I diari di una cotoletta: dubbi amletici

Eravamo rimasti al prezioso intervento di Orson, che indicava nel tortino caldo di cioccolato un contributo dell'alta cucina alla tradizione.

Ora, al di là di cosa io pensi in merito, resta il fatto che si tratterebbe di un solo esempio, proveniente da un "incidente" e da un cuoco straniero.

Non ce n'è abbastanza per chiedersi "perchè"?

Provo a fare alcune ipotesi:

(i) non è compito dell'alta cucina innovare la cucina tradizionale. L'alta cucina si occupa d'altro;

(ii) un piatto tradizionale nasce dalle contingenze e dalle casualità: impossibile prevedere quando capiterà;

(iii) è solo un caso;

(iv) è presto per dirlo: i tempi necessari perchè l'esperimento di un grande cuoco si travasi nelle tavole del quotidiano sono molto lunghi. Ne parliamo tra una decina d'anni;

(v) boh?

Ci sono altre ipotesi che vi vengono in mente?

Se non ce ne sono, tra qualche giorno proseguiamo...

Nella foto: la soluzione di molti dubbi

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[Immagine da http://lnx.altromolise.it]

L'uomo che non deve chiedere mai

6 luglio 2006

"Mastella: capisco chi chiede l'amnistia"
"io credo che la maggior parte dei tifosi la chieda questa amnistia. E mi spiego, da tifoso: è giusto che Cannavaro e Del Pietro e tanti altri giochino in serie C dopo quello che hanno fatto?"


7 luglio

"Calciopoli, coro di «no» all'amnistia di Mastella"
"Mi sembra una proposta propagandistica, parlarne è ridicolo»., afferma Gennaro Migliore, capogruppo di Rifonfazione alla Camera. Secco il presidente della Camera Fausto Bertinotti: «Non capisco perché la grande gioia per una vittoria dell'Italia ai Mondiali dovrebbe cancellare fenomeni gravi di corruzione che hanno investito il calcio e che costituiscono in elemento anche di riflessione profonda sul costume del Paese». Ma «assolutamente contario all'amnistia» è anche Ignazio La Russa, An. Del resto Giovanna Melandri, ministro per lo sport, era già stata lapidaria: «Parlare di amnistia è un'idiozia."

8 luglio

"Mastella: "Mai pensato ad un'amnistia"
"Non ho mai proposto o auspicato un'amnistia, nemmeno se l'Italia vincesse i
Mondiali". Lo ha chiarito il Guardasigilli Clemente Mastella, intervenuto a
Viterbo alla cerimonia di inaugurazione del nuovo Palazzo di Giustizia, a
proposito di una possibile amnistia per i condannati di Calciopoli nel caso
di una vittoria dell'Italia in Germania."


Nelle foto: trasformazioni ambiziose

www.brickshelf.com_gallery_LEGO-DESIGNER_LEGOLANDCA_ART-Gallery_andy-warhol-marylin.jpg clemente_mastella.jpg

[Immagini da: www.mocpages.com e da www.iprovinciali.it]

06.07.06

Imprevisti genetici

Dichiarazioni rilasciate nel corso del processo sportivo in corso al Foro Italico in Roma:

"Nel dna del Milan sta il rispetto delle regole".

Nella foto: ed in lei stava il DNA della verginità

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[Immagine da www.thecomicshop.it]

05.07.06

Grammatica calcistica

Ovvero, l'"abc" del calcio italiano secondo Stefano Palazzi...

"A"

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"B"

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"C"

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02.07.06

Cosa resterà dell'alta cucina?

Comincio, con questo, una serie di interventi, assolutamente aperiodici ed asistematici, su alcune mie idee sul mondo della cucina e, soprattutto, dell'alta cucina...

Stasera mi sono fatto una cotoletta alla milanese e la cosa mi ha fatto pensare (il viaggio dell'altro ieri sta lasciando pesanti segni sulla mia già provata psiche, come potete constatare).

Pensavo che... ci sarà stato un bel momento nel quale ad un tizio sarà venuto in mente di friggere un pezzo battuto di carne di vitello, dopo averlo passato in uovo e pangrattato (lasciando stare le mille variazioni possibili).

Beh, in qualunque istante ciò sia avvenuto, da allora la cosa è stata ripetuta milioni di volte. La cotoletta è divenuta un classico, nessuno può dubitarne...
Quanto tempo ci avrà messo, per diffondersi e consolidarsi, questo modo di fare la carne? Non molto, immagino: non riesco a pensare che ci sia stata, per decenni, una elite che mangiava la carne impanata, sconosciuta al resto del mondo...

Ora, io sono ormai tanti, troppi anni, che giro per ristoranti di alta cucina, ma...

... ma, riflettevo, non mi vengono in mente piatti che siano diventati dei classici o che, ad occhio, possano diventarlo.

Quando parlo di classici, intendiamoci, non parlo del risotto con la foglia d'oro di Marchesi, che è un "suo" classico, che rimane confinato alle cucine di Erbusco o, al limite, a qualche suo fan, nè a cose tipo il gelato al parmigiano di Adrià, che, quando viene replicato (come da Cedroni), viene accompagnato, già nella presentazione, dal chiarimento che "è una ricetta di Ferran Adrià".

Io parlo di una vera innovazione della tradizione (concetto secondo me solo apparentemente contraddittorio; la cotoletta "ha" innovato la tradizione), di un piatto che, nato dalla mente di un grande cuoco ed avendo, magari, anche la dignità di un piatto di alta cucina, risulti, per vari motivi, di tali caratteristiche da poter essere eseguito anche da altri cuochi, nel tempo e diventare un piatto "di tradizione".

Sinora, invece, l'alta cucina si è limitata a "prendere" dalla tradizione, a volte rendendole esplicito omaggio (penso a molti piatti del Pescatore di Canneto, del Rododendro di Boves, etc...), altre elaborandola ma lasciando un evidente punto di contatto (in questo cito Gualtiero Marchesi, con il suo risotto e con la cotoletta del 2000, solo per dirne un paio), a volte in modo commercialmente più subdolo, sostenendo di rielaborarla (penso alla moda/mania della destrutturazione, scomposizione o quello che è e, parlando dei singoli, mi viene in mente Scabin, con il suo Piola kit, supposto piatto creativo che, in realtà, è più tradizionale di un piatto di tagliatelle al ragù o con la zuppizza).

Nessun contributo, invece, mi risulta che sia stato dato dall'alta cucina alla tradizione.
Attenzione, parlo di contributo alla tradizione, non di contributo alla cucina. In questo, invece, qualche episodio, anche importante, me lo ricordo bene (parlo, nuovamente, di Gualtiero Marchesi: senza di lui, forse, la panna sarebbe ancora una protagonista delle nostre cucine).

Ma nessun piatto di quelli che, in ormai (fatemi sedere...) quasi trent'anni di vagabondaggio per ristoranti stellati, cappellati, forchettati, cangurati, chiocciolati ho provato, è mai divenuto un classico, nè ci sono segni che lo possa diventare.

In un rudimentale sondaggio che ho abbozzato, è emerso che il piatto che più di altri viene ritenuto un possibile nuovo contributo alla tradizione, è la passatina di ceci e gamberi di Pierangelini: mi sorprenderebbe molto che ciò avvenisse, ma faccio anche fatica a pensare ad una possibile, diversa, ipotesi.

Come si spiega tutto ciò? Resterà qualcosa di tutto ciò che l'alta cucina, con dispendio di cervelli e talenti sopraffini, sta creando?

Beh, mica posso spiegare tutto al primo intervento... vediamo se riusciremo a farlo nel prossimo, che si occuperà di "arte e metodo".

Sino ad allora, buon appetito.

Nella foto: a ciascuno i suoi dubbi

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[Immagini da: http://www.poesiamasini.it]

Cose cinesi

Non si è ancora spenta l'eco generata dal comportamento del telecronista "ultrà", costretto alle pubbliche scuse, che dalla Cina giunge il racconto di un nuovo episodio di eccesso di tifo nei nostri confronti.
Repubblica.it riferisce infatti che:

"Li, un ragazzino cinese residente nella provincia orientale di Shandong, è ossessionato dal Mondiale di Germania 2006, di cui ha visto tutte le partite. Li ama imitare in continuazione le gesta dei suoi idoli, per la disperazione dei genitori che - come riporta il quotidiano China Daily - hanno dovuto raccogliere i 'cocci' di vari oggetti distrutti dalle 'pallonate' del figlio. Martedì notte, Li ha sognato di giocare assieme a Totti per l'Italia, ma, mentre nel sogno colpiva il pallone e segnava un gol, nella realtà stava prendendo a calci il muro vicino il suo letto. Il ragazzo si è svegliato con un gran dolore al piede e il medico ha poi constatato la rottura di un dito"

Mentre i sociologi si interrogano su quanto sta accadendo, vi riporto il commento più divertente che ho trovato in rete, su isci-fc (il Newsgroup non moderato dedicato all'Inter, ritrovo virtuale di autentici professionisti della nobile arte del cazzeggio): "ecco i lati positivi del tifare per Del Piero: male che vada ti prendi un'insolazione".

Nella foto: un tifoso cinese festeggia l'accesso dell'Italia alla semifinale dei mondiali

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[Immagini da: http://www.wallpaperbase.com]

Stanno lavorando per chi?

Sembrava il più accattivante degli inviti: cena, venerdì sera, a Santa Margherita Ligure (affettivamente solo "Santa", per sboroni di tutta Italia), in compagnia di amici, praticamente in riva al mare, con partita dell'Italia su schermo gigante.
Cosa c'è di meglio per finire una settimana?
Accetto di corsa, ovviamente non sapendo che...

Appuntamento ore 20.30/21.
Tempo medio del viaggio in condizioni normali: un'ora e mezza.
Prevedo un pò di traffico: parto alle 18.
Alle 19.00 sono praticamente a Genova, 30 chilometri e ci sono...
Coda.

Vabbeh, ci sono i mondiali e sono in anticipo, nessun problema, anche se quella frase "stiamo lavorando per voi", mi è sempre sembrata una presa in giro... devono lavorare per noi proprio sulla Milano - Genova e proprio in un week end estivo?

Il momento brutto della coda (quello nel quale vedi che la gente inizia a scendere dalla macchina ed a scrutare l'orizzonte come una vedetta di una nave pirata) mi prende mentre sono in galleria e, quindi, tagliato fuori dal mondo e dalle onde radio... i commenti su Germania/Argentina ed il pre partita me li scordo...

Sono le 21.10 ed ho la sensazione che la situazione sia gravissima: di colpo, infatti, parte una serie di clacson impressionanti che, a causa del rimbombo della galleria, danno l'idea che, fuori di là, si stia consumando l'Apocalisse.

Niente di tutto questo: secondo la miglior tradizione fantozziana, il passaparola mi informa che l'Italia è andata in gol con Zambrotta. Sento due milanisti che si dicono: "Sheva bastardo te lo meriti"... Vabbeh...

Sono le 21.20, in qualche modo arrivo a Rapallo. Il navigatore mi dice che, all'albergo presso il quale è organizzata la cena, mancano pochi chilometri, che in breve (c'è la partita e, di conseguenza, il traffico è ridotto a zero), diventano due, poi uno e la strada... inizia a salire. Strano, dovremmo essere in spiaggia...

I metri diventano ottocento, poi cinquecento e, quando sono in una strada in salita, nel bel mezzo del nulla, la metallica voce del navigatore mi comunica che... "avete raggiungo la vostra meta".
Mi guardo in giro: il vuoto.
Possibile?
Guardo il navigatore, come se avessi il diritto ad una risposta... in giro non c'è anima viva... proseguo e scendo verso il mare. Abbandono la tecnologia e chiedo lumi ad ogni essere vivente che incontro.

Sono le 21.50: con mia sorpresa, alla fine riesco ad arrivare, dopo "solo" tre ore e cinquanta minuti.

Vengo accolto come un sopravvissuto al fuoco nemico, mentre tutti stanno commentando il primo tempo e mi descrivono un bellissimo gol.

E' mezzanotte e mezza.
La cena è finita ma il mio destino non è quello di andare in pace.
Considerato il viaggio d'andata e l'ora tarda, avevo cercato un albergo, senza trovare una stanza. Riparto, quindi, con l'idea di fermarmi quasi subito, a Nervi ed andare lì a cercare un albergo.

Mi metto in macchina: in lontananza, ancora i clacson di festeggiamento.
Entro in autostrada: apparentemente tutto bene, ma... alla prima uscita (Recco), l'autostrada è chiusa per lavori. Bisogna abbandonarla: stanno lavorando per noi, ma... proprio ora?

Ovviamente tutto il traffico è convogliato verso la deviazione, per cui si viaggia lentissimi.
E' l'una e dieci e cerco Nervi come uno sperduto nel deserto cerca l'acqua.
Niente da fare: non la trovo. Il navigatore mi rimanda verso l'autostrada, chiusa e non mi segnala nulla di diverso.
Vado verso Genova. Ci arrivo.
Riprendo l'autostrada e vado verso Nervi, ma è chiusa anche all'altezza di Genova est... si esce di nuovo.

Sono quasi le due ed inizio a manifestare segni di squilibrio.
Il navigatore mi farebbe girare a vuoto. Cerco le indicazioni per l'autostrada.
Mi trovo nella zona del porto di Genova che, a quell'ora, è sostanzialmente indescrivibile. Prego...

Sono le due e venti, ho attraversato Genova e trovo l'autostrada.
L'idea di fermarmi a dormire, ormai, è alle spalle.
Entro in autostrada e trovo un bivio: Milano a destra, Ventimiglia ed Alessandria a sinistra.
Vado a destra.
Faccio dieci chilometri, arrivo all'ingresso della A7 per Milano, ma... accesso chiuso!
Si esce di nuovo: attendo di vedere lo striscione di "Scherzi a parte", che non arriva.
Rido, da solo, sperando di non essere visto e ricoverato mentre rientro a Genova e, alle tre, mi ritrovo per le strade del porto, con addosso una paura che non fa sentire il sonno.

Alle tre e un quarto ritrovo l'indicazione: prendo per Ventimiglia. Il navigatore mi comunica che i chilometri, da quella parte, non sono più 129, ma 165... pazienza.

Trovo un paio di cantieri, ma non ci faccio caso. Faccio benzina, bevo un Red Bull e vado, vado...

Alle quattro e mezza entro in casa. Oltre otto ore di macchina per fare andata e ritorno (di solito ne basterebbero tre).
Accendo il computer ed aspetto che l'adrenalina defluisca...

Sono le 5 e un quarto.
Sento che sto per addormentarmi e lo faccio con un sorriso, perchè, in fin dei conti, devo capire che stanno lavorando anche per me...

Nella foto:
Finita l'assemblea condominiale, un gruppo di proprietari di appartamenti nella zona del porto di Genova, rientra a casa in tarda ora guidato dall'amministratore di condominio.


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[Immagine da: http://blogs.knoxnews.com]

Spic es iu it

Il dott. Donadio, medico di Pessotto, ha dichiarato:

"Ieri era 1-0 al 20` di gioco, oggi Pessotto e` 1-0 al 30`. Pero’ il problema e’ che non sappiamo quanto durera’ la partita. L’ematoma che ha tra schiena e reni e’ stabile, e i problemi che potrebbero spuntare ora sono un`insufficienza renale e una polmonite. Fino ad adesso Pessotto ha preso solo cartellini gialli, ma nessuna espulsione. Nel caso di insufficienza renale o polmonite, pero`, rischia l`autoespulsione dal campo. Quindi piu’ gialli prendiamo meglio e’."

A Roma si dice... "ma nun fà er fenomeno".

Se dovesse avere un paziente sciatore, direbbe... "ieri eravamo in testa alla fine della prima manche dello slalom, ora siamo al primo intertempo della seconda. Va meglio ma c'è l'ultima serie di porte"? O, ad un tennista: "eravamo alla fine del primo set ora stiamo andando verso il tie break del secondo"?

A me, francamente, questi atteggiamenti da protagonista, proprio non piacciono e non dico altro...