Sarò sfortunato, sarò critico, sarò tutto quello che volete voi, ma ogni volta che ho a che fare con il Servizio Sanitario Nazionale (ammesso si chiami ancora così... diciamo allora con la Sanità Pubblica, anche se chiamarla "sanità" mi pare veramente impegnativo), ne esco a dir poco perplesso.
Ieri pomeriggio ho iniziato a sentire alcuni dolorini al ventre, presto trasformatisi in un fastidio diffuso e pesante. Sono le tre del mattino e, complici anche un guasto all'impianto dell'aria condizionata (che a gennaio, però, sarà in perfetta efficienza) ed una calata di zanzare senza precedenti, non riesco a dormire.
I dolori aumentano ed alle tre faccio il grande passo e chiamo il 118.
Mi risponde l'operatore:
"buonasera, mi dica".
"buonasera, ho forti dolori al ventre, molto forti, mi dice, per favore, cosa posso fare".
"da dove chiama? Come si chiama? Quanti anni ha? Dove abita?"
"da Milano, mi chiamo Dante De Benedetti, ho __ anni, abito in piazza ________"
"Benissimo: che disturbi ha?"
"Molto forti in tutta l'area del torace e del ventre..."
"E quindi cosa vuol fare? Le mando un'ambulanza o un medico? Per il medico ci vogliono due ore, mi dica lei cosa preferisce"
"Scusi ma il medico è lei, mi consigli"
"E chi le ha detto che sono un medico? Io, se vuole, un medico glielo mando, ma poi non si lamenti con me se arriva troppo tardi"
"Come sarebbe troppo tardi? Troppo tardi per cosa?"
"Non so, sa, non si sa mai, da quello che mi dice potrebbe esserci anche un infarto in arrivo, lei è in età a rischio... ma facciamo una cosa, io le mando un medico, se poi capita qualcosa di grave nel frattempo, mi richiama che le mando un'ambulanza. Cosa ne dice?"
"Mi pare un'idea straordinaria, non so come ho fatto a non pensarci prima... si vede che lei è un esperto. Allora, se mentre aspetto un medico mi viene un infarto, la chiamo subito, va bene? Non è che mi darebbe anche il numero di telefono di questo medico? Grazie, troppo gentile, arrivederci".
Chiamo il medico...
"Si, capisco... io posso essere da lei nel giro di un paio d'ore... si, so che lei ha fatto un numero fisso e quindi non sono da un paziente... no, non abito a 300 chilometri di distanza, sono a Milano... si, lo so che può sembrare strano, ma sono i tempi che ci vogliono..."
"Scusi, ma... sono i tempi che ci vogliono, per fare cosa? No, non fa niente, non me lo dica... guardi, mi dica solo se potrebbe essere una cosa urgente o pericolosa... non vorrei aspettare due ore ed aggravare la situazione"
"Eh, lo so lo so... lei è preoccupato, la capisco, ma se non la visito come faccio a saperlo?"
"E quindi, alla fine, cosa faccio, aspetto lei o chiamo il 118?"
"Eh, lo so lo so, lei è preoccupato, vero? Ma io mica ho la sfera di cristallo..."
"rubo una battuta a Bergonzoni, mi scusi... lei non ha la sfera di cristallo nel senso che non dispone di un testicolo artificiale? Perchè il suo mestiere è capire, per telefono, se un caso sia o meno urgente... mi dice qualcosa, per favore, che sono quasi le quattro del mattino, sto male, sono preoccupato ed inizio anche ad essere incazzato?"
"No, non si incazzi che poi peggiora la sua salute ed aumenta i rischi... facciamo una cosa, io vengo, ma lei mi promette che se nel frattempo peggiora chiama il 118"
Saluto e richiamo il 118...
"Ho chiamato il medico, ma mi sembrava uno del cast di Scherzi a Parte... Siccome sto sempre peggio, non è che mi verreste a prendere, prima che mandi una mail ai giornali a futura memoria, nel caso stanotte venissi colto da infarto?"
"Vabbeh, se proprio insiste, le mando un'ambulanza"
Arriva l'ambulanza, dalla quale scendono alcuni volontari, educatissimi, gentilissimi, che mi misurano la pressione, il tasso di ossigeno nel sangue, mi fanno qualche domanda, decidono che potrei essere un soggetto a rischio, mi mettono su un'ambulanza e mi portano in ospedale...
Nel frattempo, sono passate oltre due ore da quando mi era stato diagnosticato un possibile infarto in arrivo... se fosse stato vero, a quel punto non so cosa sarebbe stato di me...
"Ok, allora siamo arrivati. La lasciamo qui che tra un pò la vengono a prendere"
"Ok, grazie, sapete che codice mi hanno dato?" (in ogni pronto soccorso si viene classificati, all'arrivo, con un codice, rappresentato da un colore: il rosso indica i casi urgentissimi, il giallo quelli abbastanza urgente, il verde quello dei casi tranquilli ed il bianco quello di chi non si capisce bene cosa diavolo sia andato a fare a rompere le scatole in un pronto soccorso invece che stare a casa sua)
"Si, le hanno dato il verde. Buonasera, in bocca al lupo"
Tiro un sospiro di sollievo: o sono finito in una gabbia di matti, o la pelle la porto a casa anche stavolta... però continuo a stare male, molto male e non so perchè...
"Grazie mille di tutto, in bocca al lupo anche a voi. Complimenti"
Aspetto mezz'ora: sono passate circa tre ore, sono a pezzi dai dolori, dalla stanchezza, sono spaventato e non ho idea di cosa posso avere. Si temeva l'infarto, ma il codice verde non sarebbe coerente...
Finalmente, da qualche parte, una voce poco femminile, per quanto di donna, grida il mio cognome, svegliando due poveri pazienti che erano su una branda in corridoio. Rispondo che ci sono.
Vedo un'infermiera che mi dice che il dottore mi vuole vedere.
Dopo tre ore ed un quarto vedo, finalmente, un dottore in carne ed ossa.
Ovviamente, non finisce qui...