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31.07.06

Vino "taroccato"? lo scopre il robot degustatore

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Lo ammetto, sono una fan accanita di Isaac Asimov. All'epoca in cui studiavo astronomia ho imparato le 3 leggi della robotica ben prima di quelle della termodinamica (anche perchè sono molto più facili da ricordare).
Perciò non posso che accogliere con positivo interesse questa novità che arriva dritta dal Giappone (poteva essere altrimenti?)

La NEC System Technologies laboratory e la Mie University hanno messo a punto un robotino simile a questo della foto, che appartiene alla classe degli "optical tongue-robot" ed è in grado di dare un nome ai cibi che esamina riconoscendone anche gli ingredienti.
Il robot-degustatore invece si chiama "Wine-bot". E' grande come un bag-in-box da tre litri, e possiede un microcomputer e un sensore ottico, grazie ai quali riesce a distinguere tra 30 diverse varietà di uve; gli bastano 5 millilitri di vino e ti snocciola di cosa il vino è fatto e persino da dove viene, identificando la lunghezza d'onda dei raggi infrarossi assorbiti dal campione. Il tutto in soli 30 secondi.
Scopo di Wine-bot, aiutare consumatori e acquirenti di vino a evitare le truffe: al momento infatti sono necessarie analisi lunghe e costose per poter dire con sicurezza che, per esempio, quell'Amarone è fatto più col merlot che con la corvina (e ovviamemente l'etichetta dichiara il contrario).
...ogni tanto questo genere di sospetti vengono anche a me, ma sono solo sospetti, appunto.
Come faccio a provarlo?

Ora c'è Wine-bot, e i ricercatori che l'hanno ideato promettono di arricchire il suo bagaglio di conoscenze ampelografiche ed enologiche prima di metterlo in commercio.

Spero che si sbrighino. Così saprò cosa chiedere a Natale come regalo.
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Durello & bacalà alla vicentina: w gli sposi!

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Accogliamo con soddisfazione la notizia dell'avvenuto matrimonio - dopo ben 28 anni di fidanzamento - tra il Lessini Durello e il bacalà alla vicentina.

"Gli sposi novelli hanno dato il pubblico annuncio a al ristorante al Torcio, a Chiampo di Vicenza, questo luglio, di fronte alla commossa platea dei presenti tra cui spiccavano nomi illustri della Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina accanto a produttori di spicco del pregiato spumante di Verona - si legge sul comunicato del Consorzio Tutela Vini Monti Lessini - La dichiarazione di fidanzamento ufficiale era stata già celebrata nel 1978 da Aldo Dall’Igna, uno dei più geniali storici dell’enogastronomia vicentina, che indicava nel Lessini Durello il vino ideale per accompagnare la tradizionale preparazione del Bacalà alla Vicentina. Oggi quella commovente testimonianza è diventata l’atto ufficiale dell’evento.

Una dichiarazione sottoscritta in primis da Michele Benetazzo, Gran Priore della Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina e da Giovanni Pranovi, Presidente del Consorzio di Tutela Vino Lessini Durello. Testimone d’eccezione una qualificata rappresentanza della Confraternita, il presidente della Strada del Vino Lessini Durello, Gianberto Bocchese, con tutti i produttori oltre a trenta giornalisti esperti enogastronomi arrivati in occasione della VI° edizione del Durello and Friends.

Se questa storia d’amore nasce nel ’78 e si consacra oggi, non va dimenticato il 1987, un anno importante perché viene riconosciuta la DOC Lessini Durello e viene fondata la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina. Da quella data sarà questo solerte sodalizio a tutelare e promuovere il vero Bacalà alla Vicentina in tutto il mondo, facendosi carico della certosina ricerca di abbinamenti perfetti. Vengono così presi in considerazione tutti i vini a livello nazionale alla ricerca del partito migliore, ma alla fine il Lessini Durello trionfa indiscusso, proprio perché il primo amore non si scorda mai. Evidente il motivo di questo legame che dopo 28 anni di fidanzamento ha finalmente condotto gli sposi promessi all’altare. In tutta Italia infatti molti sono i modi per cucinare succulenti piatti di Baccalà e due sono gli ingredienti che accomunano la maggior parte delle ricette: il pomodoro, ovvero un ingrediente dal marcato grado acidulo, e i capperi, che si utilizzano per regalare ad ogni piatto note saline e talvolta minerali. Il Bacalà alla Vicentina, secondo tradizione non prevede né l’uno né l’altro e proprio per questo chiama a sé un vino che presenti sfumature saline, minerali e in qualche caso acidule. Non poteva che essere il Lessini Durello a conquistare il cuore di questo piatto che per la ricchezza, la morbidezza e la rotondità che lo caratterizzano richiede al suo fianco un vino dal carattere deciso e fresco, in grado di far ritrovare a chi gusta insieme Bacalà alla Vicentina e Lessini Durello un’armonica sinfonia di sapori.
Se dunque la ricetta più famosa della tradizione vicentina ha avuto per qualche tempo numerosi corteggiatori, il Lessini Durello, ha avuto la meglio sui molti pretendenti con la sua ricchezza di profumi, la sua inconfondibile sapidità, la bassa presenza di tannini e la sua vivace acidità".

Alla felice cerimonia la sottoscritta non era presente - ebbene sì, li ho traditi entrambi per provare altri "accoppiamenti" : per la precisione, moussaka e Mandilari, e souvlaki e Athiri - tuttavia appartengo anch'io all'eletta schiera dei "Giornalisti Amici del Durello". Sulla mia tavola il Durello, specie d'estate, è una presenza pressocchè fissa.
E di tanto in tanto amo gustare anche il bacalà - più raramente, purtroppo, perchè i miei pargoli lo detestano ferocemente (che sia colpa delle mie ascendenze romane, se non amano molti piatti della cucina tradizionale veneta?)
Fortuna che già mi piacciono entrambi, ripeto. Perchè se dovessi basare le mie simpatie su questo comunicato stillante melassa avrei già cambiato vino e pietanza. Suvvia, amici del Consorzio, il Durello - e la Confraternita del Bacalà - meriterebbero un annuncio un po' più serio - che non vuol dire noioso - di questo pseudo-romanzetto da fidanzatini di Peynet...




24.07.06

Blog e dintorni: parliamo di noi...

.. che ci piace tanto.
Anche perchè, in caso contrario, c'è il rischio che non lo faccia nessuno. Dal 23 al 25 settembre a San Patrignano si terrà la manifestazione Squisito, all'interno della quale è previsto un (speriamo ampio e articolato) dibattito proprio sul modo di fare giornalismo nei blog.

Tale evento dovrebbe segnare tra l'altro il debutto ufficiale delle attività pubbliche della Wine Blog Association (versione 2.0), come spiega anche l'amico Franco Ziliani.
Io non ci sarò (anche se mi dispiace), per motivi personali - che vi risparmio - e oggettivi - leggi: impegni di lavoro presi già da mesi. Da maggio, per la precisione.
Tuttavia, in questi giorni di ferie e di convulsi accadimenti anche nel mondo del vino, su cui tanto ci sarebbe da riflettere ma per i quali come al solito non ci lasciano il tempo per farlo - così chissà quante cavolate verranno fuori, da decisioni affrettate e azioni frettolose... - , consiglio la lettura di questo articolo. Come contributo al dibattito.
A me è piaciuto, e mi trova anche parzialmente - ripeto: parzialmente. Significa "non del tutto" - d'accordo.
Ma soprattutto è scritto bene, il che non guasta.




22.07.06

Viaggio in Portogallo in 4 giorni e 21 lettere - ultima puntata

valle del Douro da Pinhao, 1.jpg

...e ultime lettere.
S come...sponsor. Un viaggio così costa caro, per questo è risultato prezioso il sostegno di tre aziende leader - come si dice, anche perchè lo sono davvero - nei loro rispettivi settori. Amorim, Enologica Vason e Albrigi tecnologie in acciaio.

Ovvero tappi in sughero, prodotti per l'enologia e fermentini vari. Sostenere anche economicamente l'aggiornamento e lo scambio di conoscenze dei loro (anche solo eventuali) clienti - gli enologi - per un'azienda è sicuramente una delle forme più efficaci e intelligenti di promozione. Un esempio da imitare.

T come...Touriga Nacional. Una delle uve portoghesi più pregiate, considerata la migliore nella regione del Douro. Ha una resa bassissima - circa le metà di quella degli altri vitigni, in alcuni casi anche il 33 per cento in meno - e risente dei capricci della metereologia, ma quando riesce a raggiungere la completa maturazione da' vini rossi eccezionali: profumi intensi, bel frutto anche in bocca, tannini setosi. Ottimo anche il Tinta Cao; i vini che ne derivano possono essere meno colorati, ma avere bellissimi sentori di pepe (se l'estate è stata calda) o floreali (se è stata più fresca). Più recente la presenza del Tinta Barroca, che con il Touriga Francesca e il Tinta Roriz è tra le principali varietà di uve rosse: il Barroca è presente qui da circa un secolo di vita, è resistente al freddo e produce vini più vellutati e floreali.

U come...Universita di Tràs-os-Montes e Alto Douro. Tra un viaggio&un assaggio non poteva mancare l'incontro con l'istruzione superiore: una piccola quanto gradevole lezioncina su viticoltura ed enologia portoghesi tenuta da un paio di docenti di questa università. Simpatici i prof e interessante l'excursus su quanto il Portogallo ha fatto, fa e farà in materia di vino e viticoltura.

V come...vinho verde. . E' una regione del nord, ma anche un vino bianco poco alcolico, leggermente frizzante e con elevata acidità. Bevuto freddo d'estate è una meraviglia. Certo, non è uno "impegnativo". Ed è fantastico anche per questo.

Z come...zzzz.... Ovvero la colonna sonora che ad un certo punto si è imposta sul pullman che ci riportava a casa. Dopo tutto, in quattro giorni avevamo attraversato da sud a nord una nazione produttrice - spostandoci in aereo, pullman, taxi, treno, barca, bus - assaggiatone il passato, il presente e il futuro, visto un sacco di cose, incontrato persone...e dormito pochissimo. Tutti.
Però, ragazzi, ne è valsa la pena.




13.07.06

Viaggio in Portogallo in 4 giorni e 21 lettere - terza puntata

Oporto.jpg

M come...Mateus e come Maiale. E' il celebre prodotto della Sogrape, lanciato negli anni '40 e divenuto rapidamente il più famoso rosato del mondo. Molto trendy negli anni '60-'70, oggi lo è decisamente meno, ma se ne vendono ancora oltre 10 milioni di bottiglie e pare che il suo consumo sia di nuovo in crescita.

Per altre notizie su Sogrape, vi rimando alla mia rubrica "Il vino del mese" . Circa il maiale, l'abbiamo mangiato in tutti i modi, uno più buono dell'altro. Straordinario sia grigliato che al latte.

N come...notti. Quelle portoghesi non sono diverse dalle notti spagnole. Alla gente latina piace tirar tardi. I ristoranti non aprono prima delle nove di sera e a mezzanotte c'è un traffico come neanche alle 11 di mattina. Locali aperti, negozi, ovunque gente di ogni età. Anche il nostro gruppo ha fatto la sua parte: nonostante ogni giorno ci buttassero giù dal letto piuttosto presto, dopo mezzanotte c'era chi non resisteva al richiamo della discoteca...e il giorno dopo, partenza alle 8 per nuove escursioni e nuovi appuntamenti. Con grande gioia di chi aveva dormito sì e no tre ore.

O come... Oporto. Posta sulla foce dle fiume Douro, è una città molto bella, con un centro storico dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Per girarlo un po', l'ultimo giorno di permanenza mi sono alzata ancora prima del solito, e con altri tre amici abbiamo fatto una rapida escursione. Suggestiva di notte, alla luce del sole Oporto è ancora più bella, con palazzi e chiese imponenti. Notevole anche la sua stazione ferroviaria, decorata con gli azulejos e considerata tra le più belle d'Europa.

P come...Porto. Il famoso vino fortificato. Un tempo veniva trasportato a Oporto utilizzando le caratteristiche barcos - lungo il fiume Douro fino alla città di Vila Nova de Gaia; qui veniva fatto maturare beneficiando del clima oceanico. Tale pratica fu obbligatoria fino al 1985: oggi non lo è più, tuttavia molti produttori di Porto trasportano ancora i loro vini fino a questo paese, utilizzando camioni al posto delle romantiche barcos
Vino tanto affascinante quanto complesso, il Porto è splendido sia nella tradizionale versione Vintage - più sono vecchi, più sono buoni - che Tawny o Ruby. Una piacevole sorpresa è stata per noi il Porto bianco, che può essere dolce, molto dolce o, al contrario, del tutto secco, ed è generalmente offerto come aperitivo.

Q come...Quinta. Ovvero azienda. Nel Douro abbiamo visitato la Quinta do Crasto, degna esponente del movimento dei Douro Boys. E' una delle aziende più antiche, famose e spettacolari: in una posizione a picco sul fiume Douro, circondata dai famosi vigneti con pendenze vertiginose, le mancava solo una panoramica piscina...beh, se la son fatta. Qui il sole picchia duro ("Nove mesi d'inverno, 3 d'inferno" dice il proverbio locale) e la sola vista dell'acqua è già rinfrescante...
I vini? solo quelli valgono il viaggio. Che da Oporto dura oltre un'ora. Di curve. Astenersi chi soffre il mal d'auto (nel nostro caso, il mal di pullman).

R come...ristoranti. Ovunque ci siamo trovati benissimo. Carne o pesce che sia, in Portogallo si mangia benissimo, si beve anche meglio e si spende il giusto, a volte poco. Da segnalare "Sal y brasas", rustica trattoria dalle parti di Coruche dove abbiamo gustato abbondanti porzioni di maiale alla griglia. (continua....)




03.07.06

Viaggio in Portogallo in 4 giorni e 21 lettere - seconda puntata

piazza di Coimbra.jpg
F come...Fatima. Un luogo che non ha bisogno di molte presentazioni, ma avrebbe avuto bisogno di più tempo. Mezz'ora di sosta - tanta ce ne concedeva l'implacabile ruolino di marcia - è poco anche per un visita alla basilica e una preghiera per il mondo in generale, che ne ha tanto bisogno. Sì, certo, anche quello del vino.

..e come fado. Dal portoghese "destino, fato", è un canto con il quale le donne dei marinai che partivano per terre ignote al seguito di Vasco de Gama salutavano i loro compagni. Poichè era loro proibito piangere, cantavano. Ovviamente non erano canti allegri. Portata al successo dall'indimenticata Amalia Rodrigues, il fado è ancora oggi una forma musicale molto sentita, ed è possibile ascoltarla in alcuni locali tipici portoghesi.

G come ...guida: la nostra, Maria Rosa, era un simpatica e coltissima ragazza che parlava un italiano invidiabile, pur non avendo mai messo piede in Italia. E' stata il nostro angelo custode per tutta la durata del viaggio, sempre sorridente, disponibile, allegra. Ci ha raccontato il Portogallo come se fosse una fiaba, e con la saggezza dell'esperienza ha sopportato con pazienza anche alcune...vivacità verbali del gruppo. Figuratevi, una donna in mezzo ad una trentina di maschi...! E' vero, c'ero anch'io. Ma dopo oltre dieci anni che frequento enologi, produttori e cantinieri ormai faccio parte del paesaggio, come le barrique delle loro cantine: non mi notano neanche più. E mi lasciano in pace.

H come...hotel. In quattro giorni ne abbiamo cambiati tre. Uno più bello, confortevole e lussuoso dell'altro. Prima o poi scriverò un libro, comunque. Titolo: "Il mistero delle chiavi elettroniche". Quelle delle camere d'albergo ormai somigliano tutte a delle carte di credito, o dei bancomat, e mai nessuno che ti spieghi come vanno usate. Ce ne fosse una uguale all'altra...! invece c'è quella che s'infila dritta, quella che s' infila rovescia, quella di lato, quella di piatto, quella che si striscia e che si estrae subito, quella che si lascia dentro e poi si gira la maniglia...insomma, un casino. L'unico lato positivo della faccenda è che solidarizzi subito con il disgraziato della camera accanto, alle prese con i tuoi stessi problemi: si fa a gara a chi impreca di più.

J come...Juana. L'altra donna. Insieme a Maria Rosa avevamo anche la p.r. della Amorim. Studi da ingegnere chimico, bella presenza, multilingue (ne parla quattro o cinque disinvoltamente), giovane, dinamica, preparata. Per i rapporti con il gruppo, vedi alla lettera "G". Circa la professionalità con cui ha svolto il suo ruolo d'immagine dell'azienda, è da laurea honoris causa. Se mai un giorno aprirà qualche scuola per p.r., ci spedirei almeno l'80 per cento delle e dei p.r. delle aziende del settore vitivinicolo italiano. Ad imparare da lei come si organizzano e si gestiscono davvero le relazioni esterne.

L come...Lisbona. Bellissima città, per quel che abbiamo potuto vedere dal pulman che dall'aeroporto ci ha portato dall'ambasciatore, e dal ristorante all'hotel. Ovvero quasi nulla.

...e come Luis Pato. Dovrebbe essere un'azienda famosa, titolata e vezzeggiata dalle guide enologiche di mezzo mondo. Probabilmente famosa lo è. Per la sua scarsa ospitalità sicuramente. La visita a quest'azienda si è rivelata deludente sia per l'accoglienza - pressocchè nulla - sia per la mediocrità del contesto. Non ho ancora capito cosa ci fosse di così particolare o caratteristico o eccezionale da vedere. Da assaggiare, di eccezionale non c'era proprio niente. (continua...)