
F come...Fatima. Un luogo che non ha bisogno di molte presentazioni, ma avrebbe avuto bisogno di più tempo. Mezz'ora di sosta - tanta ce ne concedeva l'implacabile ruolino di marcia - è poco anche per un visita alla basilica e una preghiera per il mondo in generale, che ne ha tanto bisogno. Sì, certo, anche quello del vino.
..e come fado. Dal portoghese "destino, fato", è un canto con il quale le donne dei marinai che partivano per terre ignote al seguito di Vasco de Gama salutavano i loro compagni. Poichè era loro proibito piangere, cantavano. Ovviamente non erano canti allegri. Portata al successo dall'indimenticata Amalia Rodrigues, il fado è ancora oggi una forma musicale molto sentita, ed è possibile ascoltarla in alcuni locali tipici portoghesi.
G come ...guida: la nostra, Maria Rosa, era un simpatica e coltissima ragazza che parlava un italiano invidiabile, pur non avendo mai messo piede in Italia. E' stata il nostro angelo custode per tutta la durata del viaggio, sempre sorridente, disponibile, allegra. Ci ha raccontato il Portogallo come se fosse una fiaba, e con la saggezza dell'esperienza ha sopportato con pazienza anche alcune...vivacità verbali del gruppo. Figuratevi, una donna in mezzo ad una trentina di maschi...! E' vero, c'ero anch'io. Ma dopo oltre dieci anni che frequento enologi, produttori e cantinieri ormai faccio parte del paesaggio, come le barrique delle loro cantine: non mi notano neanche più. E mi lasciano in pace.
H come...hotel. In quattro giorni ne abbiamo cambiati tre. Uno più bello, confortevole e lussuoso dell'altro. Prima o poi scriverò un libro, comunque. Titolo: "Il mistero delle chiavi elettroniche". Quelle delle camere d'albergo ormai somigliano tutte a delle carte di credito, o dei bancomat, e mai nessuno che ti spieghi come vanno usate. Ce ne fosse una uguale all'altra...! invece c'è quella che s'infila dritta, quella che s' infila rovescia, quella di lato, quella di piatto, quella che si striscia e che si estrae subito, quella che si lascia dentro e poi si gira la maniglia...insomma, un casino. L'unico lato positivo della faccenda è che solidarizzi subito con il disgraziato della camera accanto, alle prese con i tuoi stessi problemi: si fa a gara a chi impreca di più.
J come...Juana. L'altra donna. Insieme a Maria Rosa avevamo anche la p.r. della Amorim. Studi da ingegnere chimico, bella presenza, multilingue (ne parla quattro o cinque disinvoltamente), giovane, dinamica, preparata. Per i rapporti con il gruppo, vedi alla lettera "G". Circa la professionalità con cui ha svolto il suo ruolo d'immagine dell'azienda, è da laurea honoris causa. Se mai un giorno aprirà qualche scuola per p.r., ci spedirei almeno l'80 per cento delle e dei p.r. delle aziende del settore vitivinicolo italiano. Ad imparare da lei come si organizzano e si gestiscono davvero le relazioni esterne.
L come...Lisbona. Bellissima città, per quel che abbiamo potuto vedere dal pulman che dall'aeroporto ci ha portato dall'ambasciatore, e dal ristorante all'hotel. Ovvero quasi nulla.
...e come Luis Pato. Dovrebbe essere un'azienda famosa, titolata e vezzeggiata dalle guide enologiche di mezzo mondo. Probabilmente famosa lo è. Per la sua scarsa ospitalità sicuramente. La visita a quest'azienda si è rivelata deludente sia per l'accoglienza - pressocchè nulla - sia per la mediocrità del contesto. Non ho ancora capito cosa ci fosse di così particolare o caratteristico o eccezionale da vedere. Da assaggiare, di eccezionale non c'era proprio niente. (continua...)