Settembre, tempo di vendemmia/e...

Rendo merito al produttore e wine blogger Gianpaolo per aver dato inizio alle danze, anzi all'informazione - e avermi suggerito l'idea; lui aggiornerà sulla vendemmia dalle sue parti, io dalle mie. Se qualche altro blogger dal resto d'Italia si unisce alla cordata, potremo fornire una fotografia reale della vendemmia 2006, come e forse meglio dell'Assoenologi.
Le "mie parti" sono Soave e Valpolicella (con qualche sconfinamento in Valdadige, Trentino, Vicentino, se capita): due aree che quanto a importanza, notorietà e volumi di produzione non scherzano affatto.
Premesso che un quadro più chiaro potremo averlo solo verso metà mese, a vendemmie iniziate, quando il 15 settembre presso il centro congressi di Borgo Rocca Sveva di Soave (VR) si terrà un apposito convegno (aperto anche al pubblico), qualcosa si può anticipare già adesso, sperando che non arrivi subito Giove Pluvio a inficiare le nostre previsioni.
In alcune aree del Veronese sono già iniziate le raccolte delle uve precoci - chardonnay e pinot grigio - che si presentano in ottima salute: sane, mature, con un grado zuccherino che in alcuni casi supera i 20 gradi Babo (per lo chardonnay).
Anche la garganega viaggia intorno ai 16-17 gradi: la vendemmia sarà anticipata, ma non di molto. A settembre perciò le strade della provincia torneranno a intasarsi di tanti bei trenini, formati dal canonico trattore che precede una quasi interminabile teoria di auto. Tutti a passo d'uomo. Armarsi di pazienza, ché se no l'uva si innervosisce, e il trattorista pure.
L'escursione termica giorno/notte regalerà, si spera, tanti bei profumi soprattutto ai bianchi: se il tempo regge, e in cantina non combinano guai, si dovrebbero avere dei Soave fantastici. La conformazione dei grappoli, quest'anno piuttosto spargoli, dovrebbe assicurare anche dei grandi Recioto di Soave. Le previsioni per i vini da appassimento sono insomma molto buone: anche in Valpolicella fsi registra una certa soddisfazione per l'andamento dei vigneti, le cui uve presentano in molti casi gradazioni superiori alla media.
Circa la quantità, a fronte di un'annata piuttosto scarsa come quella scorsa, e in considerazione della forte siccità cui ha fatto seguito un periodo di piogge abbondanti, gli esperti - ovvero i tecnici di campagna - sostengono che si dovrebbe tornare su livelli "normali": una cinquantina di milioni di ettolitri in tutta Italia.



