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31.08.06

Settembre, tempo di vendemmia/e...

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Rendo merito al produttore e wine blogger Gianpaolo per aver dato inizio alle danze, anzi all'informazione - e avermi suggerito l'idea; lui aggiornerà sulla vendemmia dalle sue parti, io dalle mie. Se qualche altro blogger dal resto d'Italia si unisce alla cordata, potremo fornire una fotografia reale della vendemmia 2006, come e forse meglio dell'Assoenologi.

Le "mie parti" sono Soave e Valpolicella (con qualche sconfinamento in Valdadige, Trentino, Vicentino, se capita): due aree che quanto a importanza, notorietà e volumi di produzione non scherzano affatto.
Premesso che un quadro più chiaro potremo averlo solo verso metà mese, a vendemmie iniziate, quando il 15 settembre presso il centro congressi di Borgo Rocca Sveva di Soave (VR) si terrà un apposito convegno (aperto anche al pubblico), qualcosa si può anticipare già adesso, sperando che non arrivi subito Giove Pluvio a inficiare le nostre previsioni.

In alcune aree del Veronese sono già iniziate le raccolte delle uve precoci - chardonnay e pinot grigio - che si presentano in ottima salute: sane, mature, con un grado zuccherino che in alcuni casi supera i 20 gradi Babo (per lo chardonnay).
Anche la garganega viaggia intorno ai 16-17 gradi: la vendemmia sarà anticipata, ma non di molto. A settembre perciò le strade della provincia torneranno a intasarsi di tanti bei trenini, formati dal canonico trattore che precede una quasi interminabile teoria di auto. Tutti a passo d'uomo. Armarsi di pazienza, ché se no l'uva si innervosisce, e il trattorista pure.

L'escursione termica giorno/notte regalerà, si spera, tanti bei profumi soprattutto ai bianchi: se il tempo regge, e in cantina non combinano guai, si dovrebbero avere dei Soave fantastici. La conformazione dei grappoli, quest'anno piuttosto spargoli, dovrebbe assicurare anche dei grandi Recioto di Soave. Le previsioni per i vini da appassimento sono insomma molto buone: anche in Valpolicella fsi registra una certa soddisfazione per l'andamento dei vigneti, le cui uve presentano in molti casi gradazioni superiori alla media.
Circa la quantità, a fronte di un'annata piuttosto scarsa come quella scorsa, e in considerazione della forte siccità cui ha fatto seguito un periodo di piogge abbondanti, gli esperti - ovvero i tecnici di campagna - sostengono che si dovrebbe tornare su livelli "normali": una cinquantina di milioni di ettolitri in tutta Italia.




30.08.06

Forum Spumanti: Villa dei Cedri, 8-12 settembre

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C' è sempre una ragione per concedersi un calice di bollicine: e la “Mostra&Enoteca degli Spumanti d’Italia” ospitata presso Villa dei Cedri dall'8 al 12 settembre prossimi è l'occasione ideale per decidere quale spumante stappare a seconda delle diverse occasioni.

In 4 giorni di full-immersion negli Spumanti d’Italia sarà possibile assistere a incontri di cultura e di didattica enogastronomia guidati e curati dallo staff-degustatori delle guide di Veronelli Editori: da Fabio Scarpitti (direttore di Spazio Scarpitti a Milano) a Osvaldo Murri (Vivere meglio-Rete 4-Mediaset e docente di analisi sensorial); da Luigi Bortolotti (Guida 2000vini di Ais-Bibenda) a Massimo di Cintio (giornalista enogastronomo) a Michele Bressan (enotecario di Treviso). Tutti gli appuntamenti si svolgeranno su prenotazione con ticket di ingresso e un’ ampia presentazione di abbinamenti con le eccellenze nazionali, ovvero i prodotti dop e igp.

Un ticket di ingresso di soli 10 euro per l’intera giornata, aprirà le porte alla “Aule&Enoteche tematiche” delle degustazioni riservate agli spumanti suddivisi per territori di origine docg e doc e per metodi di produzione. Nel frattempo, gli ottocenteschi Saloni di Villa dei Cedri ospiteranno al piano terra “Il Banco dei Mille Spumanti d’Italia”, al quale i visitatori potranno assaggiare centinaia di etichette italiane, scegliendo e acquistando un calice per volta, per metodo o per tipologia, senza obbligo del biglietto d’ingresso.

Molto attese, alla luce del successo ottenuto lo scorso anno che testimonia la crescita di un numero sempre maggiore di consumatori “consapevoli”, le “Degustazioni” a cura della Veronelli Editore con i Consorzi di tutela, e le “cene conviviali” presso le case spumantistiche associate ad Altamarca, che ospitano i vini di colleghi di altre docg e doc di altri territori da presentare a giornalisti e operatori economici (escludendo in ogni caso il Prosecco doc Conegliano Valdobbiadene). Gli anfitrioni di quest'anno sono Casa Ruggeri e Casa Bisol.
(Prenotazione vivamente consigliata presso la Segreteria del Forum Tel. 042397199 – segreteria@forumspumantiditalia.it www.forumspumantiditalia.it-www.altamarca.it).

Ricco anche il calendario dei convegni inseriti nell’evento, con un appuntamento privilegiato fra tutti: quello di sabato 9 settembre alle ore 11.00 con la presentazione del Rapporto 2006 sul mercato ed i consumi a cura dell’Osservatorio Economico Nazionale Spumanti, in collaborazione con Ismea-Buonitalia-Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari. Ovvero lo strumento più aggiornato per avere un quadro delle tendenze del comparto.

La “Mostra&Enoteca degli Spumanti d’Italia” inoltre sarà l’occasione per l’assegnazione di importanti riconoscimenti a personalità, aziende, giornalisti, attori che si muovono all’interno del variegato mondo della spumantistica nazionale. Accanto alle premiazioni dei 17 Nastri d’argento, che verranno consegnati alle aziende vincitrici del “Concorso Enologico Nazionale Spumanti“, venerdì 8 settembre alle 18.00, verrà consegnato il Premio della prima edizione del Concorso giornalistico internazionale “Spumanti a… sproposito”, che vuole appunto segnalare la creatività di chi riesce a comunicare i termini legati al campo semantico “Spumanti” al di fuori dei contesti comunicativi e dei significati abituali. Il riconoscimento per il 2006 è stato attribuito ad una prestigiosa testata tedesca “NZZ”, per la campagna “P-ROSE-CCO”, come simbolo della ospitalità e del vivere piacevole italiano.

Largo spazio in Villa dei Cedri anche alla cultura e alla storia legata al vino. Continua l’apertura della grande mostra - prima assoluta nazionale - di sculture e incisioni dell’artista Paolo Menon “Dei Tirsi Divini” che propongono il mito e le celebrazioni nel tempio del dio pagano Dioniso, scoperto nel 2002 sui Monti Rodopi. Accanto alle opere di Menon anche altri pezzi d’antiquariato, cartoline, manifesti, quadri, macchine antiche legate agli Spumanti e l’esposizione dei disegni selezionati nell’ambito del Concorso “Bollicine d’Artista”. Sabato e domenica inoltre è aperto il 2° Salone degli Scudi che permetterà ai collezionisti di capsule di spumanti di incontrarsi per mostrare e scambiarsi i pezzi pregiati.




25.08.06

Appuntamento con il Teroldego

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Il Teroldego è un magnifico vino rosso considerato da sempre il principe dei vini trentini, che trova il suo terreno d'elezione nella piana rotaliana, dove viene allevato a pergola trentina.
Una romantica leggenda vuole che le prime barbatelle siano nate dalle gocce di sangue di un drago che in passato aveva messo dimora dove ora si trovano i ruderi del Castel San Gottardo, sulla parete sud del Monte di Mezzocorona. Da qui terrorizzava la gente della valle, finchè non venne eliminato dal conte Firmian.

Una buona scusa per assaggiare un po' di Teroldego - che può dare vini complessi e importanti come il celebre "Granato" di E.Foradori, ma anche prodotti di più pronta beva - ci viene dall'appuntamento organizzato dalla Pro Loco di Mezzocorona, Provincia Autonoma di Trento e Trentino S.p.A. in collaborazione con l'Associazione nazionale Città del Vino per i giorni dal 1 al 3 settembre: la mostra “Alla scoperta del Teroldego”.

Si tratta di un variegato percorso di degustazione allestito presso Palazzo Conti Martini, nel centro storico di Mezzocorona, paese simbolo della produzione di questo vino.
La mostra presenta un itinerario tra 42 etichette (edizione 2005) e di 27 cantine trentine (l’anno scorso erano 25). Un'occasione imperdibile per degustare la totalità della produzione di Teroldego rotaliano D.O.C.

Per maggiori informazioni: www.settembrerotaliano.it




22.08.06

Il Valpolicella Ripasso è un vino (anche) da bag in box. Come il Tavernello.

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Certo che nella Valpolicella Classica (dove l'aggettivo "classico" sta per "zona originaria di produzione") hanno un concetto ben strano di promozione del vino di qualità.
La foto che vedete è di una confezione in vendita nel Nord Europa. Anche l'imbottigliatore è estero (tedesco o svedese)

Il vino però è valpolicellese a denominazione d'origine controllata (si fa per dire).

Può la cantina in questione - ovvero la vinicola La Castellana, di Marano di Valpolicella - vendere del vino Valpolicella Ripasso sfuso a un cliente estero? Sì che può, l'attuale disciplinare glielo consente. Può il cliente straniero mettere in bag - in- box un vino italiano a denominazione d'origine controllata (si fa per dire)? Purtroppo sì. Il Ripasso non rientra fra le denominazioni riconosciute dall'UE. E' diventato marchio collettivo solo qualche mese fa, in mano alla Camera di Commercio di Verona, e non tutti i paesi lo riconoscono come marchio protetto.
La Valpolicella è in provincia di Verona, Italia. Che gliene frega al cliente straniero delle leggi italiane? Lui vende all'estero. E il Valpolicella Ripasso piace sempre di più, così lui fa dei bei soldi, l'azienda che gli vende il vino -e che continuerà a venderglielo - anche, e sono tutti contenti. E così, per qualche cisterna venduta a cuor leggero (o con consapevole cinismo: money is money!) si mandano al diavolo anni di lavoro per costruire e promuovere l'immagine di un territorio e dei suoi vini e l'impegno e gli sforzi di tanti produttori onesti e responsabili.

Perciò, cari i miei eno-snob, smettetela di criticare il Tavernello.

Con un po' di pazienza, dentro ai brik ci troveremo pure Valpolicella Ripasso e il suo fratellone maggiore, l'Amarone della Valpolicella.
All'estero già succede, da noi... è (forse) solo questione di tempo.

ps.n.1 Sul sito di questa azienda c'è scritto: "Il frutto dell'impegno e dell'amore che quotidianamente ci tiene legati all'attività che svolgiamo è riscontrabile nei nostri prodotti".

Che razza di amore è quello che permette che uno dei vini più importanti (per l'economia e l'immagine) del Veronese e dell'Italia come il Valpolicella Superiore Doc Ripasso sia venduto in un bag-in-box??

ps. n.2 Se per caso trovate in giro per il mondo dell'Amarone della Valpolicella in brik...fotografatelo e speditemi la foto. Così mettiamo su una galleria. Degli orrori.





19.08.06

Del commercio del vino in America: Villa Monteleone vs Stato dell'Illinois

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Il fatto:
Villa Monteleone, rinomata azienda vitivinicola della Valpolicella, ha fatto causa allo Stato dell’Illinois, accusandolo di incostituzionalità. La notizia è riportata su diverse testate americane, perché riguarda un argomento di stretta attualità: il commercio del vino in America.

Diversamente dall’Italia, dove un privato cittadino può comprare vino anche presso l’azienda produttrice, in America questo, in genere, non è possibile; anzi, ogni Stato ha adottato una legislazione propria in fatto di commercio delle bevande alcoliche. In California molte aziende hanno aggirato l'ostacolo creando per i propri clienti degli appositi club, dove si può comprare vino, ricevere offerte, partecipare ad attività e simili. La battaglia comunque, infuria un po' dovunque, al punto che è sorta persino un'associazione, Free the Grapes!, con l'obiettivo, appunto, di "liberare le uve" dal monopolio degli intermediari.
In Illinois, come anche altrove, l’acquisto del vino da parte dei privati può avvenire solo presso supermercati, enoteche, negozi o ristoranti, che a loro volta si riforniscono da distributori e importatori; ma di recente, per aiutare lo sviluppo della nascente industria vinicola locale, è diventata legge di Stato la possibilità per le aziende vinicole locali di vendere direttamente anche ai consumatori finali.

Un privilegio che, a detta di Lucia Duran Raimondi, titolare di Villa Monteleone, è anticostituzionale. “Oltre due terzi della nostra produzione sono destinati all’estero – spiega – e gli Stati Uniti sono uno dei nostri mercati principali. Lo Stato dell’Illinois da solo ne assorbe gran parte. Questa legge, che favorisce solo i produttori di questo Stato, è fortemente discriminatoria nei confronti di tutti gli altri, soprattutto in considerazione dell’importanza che grazie a internet, sta assumendo la vendita diretta al cliente”.
Di qui la causa, presentata presso il Judicial Circuit Court dell’Illinois e di cui si sta occupando l’ufficio degli avvocati Hinshaw & Culberston, con sede a Chicago. Una città alla quale Lucia Duran Raimondi, vedova del noto chirurgo Anthony J.Raimondi, è ancora molto legata: “ Mio marito era una persona molto conosciuta nell’Illinois e Chicago era la nostra casa. Abbiamo un sacco di amici che vorrebbero comprare il nostro vino. A parte questo, l’Illinois rappresenta comunque una fetta di mercato molto importante per la nostra azienda. Attualmente riteniamo di non aver ancora perso molto in termini di denaro – conclude la signora Raimondi – ma data la vertiginosa crescita del mercato diretto, se non corriamo ai ripari resteremo inesorabilmente tagliati fuori da un mercato che offre interessanti possibilità”.
Com'è logico aspettarsi, per prudenza gli avvocati di Villa Monteleone non si sbilanciano sull’esito della controversia, ma le probabilità di spuntarla sono molte.

Il commento: curioso come l'America, patria di tutte le libertà e tutti i globalismi, diventi ferocemente e irrazionalmente protezionista quando si tratta di difendere qualche interesse di casa propria. Se l'Italia si comportasse allo stesso modo, ci saremmo già ritrovati i marines sulla porta di casa. Comunque andrà a finire, la vicenda costituirà un precedente importante per il commercio del vino negli States.

A microfoni spenti ho chiesto alla signora Lucia se avesse ricevuto qualche segno di interesse/solidarietà da parte di qualche produttore della Valpolicella. "Niente, da nessuno". Come al solito, la Valpolicella sta alla finestra. Salvo poi approfittare dei vantaggi che una eventuale, auspicabile, vittoria dell'azienda di Gargagnago (Sant'Ambrogio di Valpolicella) contro lo Stato dell'Illinois porterà a tutti in tema di export e commercio del vino.




16.08.06

Vinibuoni d'Italia 2007: le "corone" venete

Ci siamo.
Agosto sarà anche un mese di ferie per tanti - e non per tutti -, ma per noi guidaioli è uno dei mesi di lavoro più intensi. Perchè dopo gli assaggi, i riassaggi e le prefinali, si passa alle degustazioni finali e quindi alla stesura definitiva delle schede di vini e aziende.

Per chi non lo sapesse, ma lo sospettasse, fare il critico enologico è un lavoraccio. Duro, impegnativo e di sacrificio.
Chi sceglie - o, come nel mio caso, accetta l'invito dei curatori delle guide - di farlo, lo fa perchè ama la materia (uve + vino + territorio + cultura del medesimo, ecc.ecc.) e perchè, quando è un giornalista di professione, sa che rientra nei suoi compiti anche informare il lettore/consumatore su quello che offre il mercato, e non solo sulla cronaca spicciola, o sui massimi sistemi del vino.
Ovviamente, non tutti i giornalisti del vino fanno anche i critici: per far questo direi che occorrono una disponibilità (di tempo e di energie mentali e fisiche), uno sprezzo del pericolo (quando le guide escono in libreria è come il giorno di apertura della caccia: subito si apre il fuoco incrociato sui guidaioli da parte dei produttori e dei colleghi non-degustatori) e soprattutto una punta di masochismo in più.
Perchè quando è tempo di assaggi, devi chiuderti in una stanza con altri colleghi e per giorni assaggiare centinaia di vini, (ovviamente e doverosamente tutti coperti). E riassaggiarli, se non sei proprio convinto del tuo giudizio.
E poi, a distanza di un paio di settimane, riprendere i campioni messi da parte perchè giudicati migliori, rianonimizzarli, aprire altre bottiglie, e assaggiare ancora. I vini che superano questa selezione dovranno poi vedersela con la commissione finale.
Quelli che usciranno promossi anche da questa ennesima degustazione, si saranno meritati scettro, corona e mantello reale.

Bene. Quest'anno, oltre a lavorare per le mie consuete guide di Cucina& Vini, ovvero "Bere Dolce " e "Bere Spumante", mi sono occupata per la Guida Vinibuoni d'Italia della Doc Valpolicella, della quale ho assaggiato poco meno di 300 campioni, la maggior parte dei quali Amarone e Valpolicella Ripasso.
Con il mio panel test di tre degustatori (tutti professionisti del settore, espertissimi della zona) abbiamo selezionato per le finali 12 vini, per "coronare" i quali mi sono battuta con accanimento.
Le altre zone - Soave, Bardolino, Custoza - hanno presentato rispettivamente 15 vini, 1 e 1.

Di tutti questi, le degustazioni finali tenutesi a Trento con i curatori della guida e tutti gli altri degustatori del Nord est, hanno coronato (nonostante i miei sforzi: avrei voluto portare a casa 12 corone su 12 candidati) solo 7 vini della Doc Valpolicella, 1 e 1 rispettivamente di Custoza e Bardolino, 1 Vallagarina Igt, 6 della Doc Soave.

Signori, fiato alle trombe: eccovi dunque i migliori vini veronesi per il 2007 secondo la guida dei vini edita quest'anno dal Touring Club.

Amarone della Valpolicella Doc Cl. "Ca' del Pipa" 2001 - CASTELLANI MICHELE
Amarone della Valpolicella Doc Cl. "Reius" 2001 - SARTORI
Amarone della Valpolicella Doc Cl."Vigneti del Gaso" 2001 - SAN RUSTICO
Amarone della Valpolicella Doc Cl. "Il Fornetto" 2000 - ACCORDINI STEFANO

Valpolicella Doc 2005 "Camporeale" - LAVARINI
Valpolicella Doc Superiore 2003 - ROCCOLO GRASSI

Recioto della Valpolicella Doc Classico 2003 - DAVID STERZA

Bardolino Doc 2004 - GIOVANNA TANTINI
Bianco di Custoza Doc Superiore "Amedeo" 2004 - CAVALCHINA

Vallagarina Igt "Foja Tonda" 2004 - ALBINO ARMANI

Soave Doc "Borgoletto" 2005 - FASOLI GINO
Soave Doc Classico "Il Roccolo" 2005 - LE MANDOLARE
Soave Doc Classico "Staforte" 2004 - PRA'
Soave Doc Classico "Vin Soave" 2005 - INAMA

Recioto di Soave Docg "Le Sponde" 2004 - COFFELE
Recioto di Soave Docg "Col Foscarin" 2004 - GINI

Per completezza d'informazione, vi dirò che dalla Doc Prosecco sono giunti 6 candidati, dal Vicentino 3, dal Piave 2. Ecco i coronati:
Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Doc Extra Dry - CAMPION
Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Doc Sup. di Cartizze Dry Spumante - NINO FRANCO
Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Doc Sup. di Cartizze Dry - CANTINA PRODUTTORI VALDOBBIADENE

Breganze Doc Torcolato 2004 - MACULAN


Piave Doc Raboso Passito 2004 - CECCHETTO

Complimenti vivissimi a tutti i nuovi "re"! clap1.gif

La cerimonia d'incoronazione si terrà nel corso del prossimo Merano International Wine Festival (salvo errori et omissioni)




11.08.06

Calici di Stelle, non di trucioli

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"Un successo che supera le aspettative. Si chiude con un bilancio molto positivo l'edizione di Calici di Stelle 2006 (ma stasera si replica a Roma e in altre Città del Vino) che quest'anno ha visto il debutto della capitale in una manifestazione che rappresenta ormai l'evento più importante e suggestivo in ambito enoturistico.

Oltre 500 mila persone hanno alzato i calici nella notte di San Lorenzo in una ideale degustazione collettiva che ha coinvolto 200 Città del Vino, da nord a sud. Da una stima provvisoria sono oltre 90 mila le firme raccolte per la petizione Città del Vino/Legambiente contro l'uso dei trucioli di legno per aromatizzare i vini dandogli un "finto effetto" invecchiamento, ben altra cosa dall'invecchiamento consueto dei vini in botte, più lento e costoso".

Fin qui il comunicato dell'associazione nazionale Città del Vino, che ha voluto approfittare di una manifestazione ad alta affluenza di pubblico come il suo "Calici di Stelle" per raccogliere firme contro l'uso dei trucioli nei vini.

A questo punto mi auguro due cose:
a) che gli italiani - e forse anche gli stranieri - che hanno firmato sapessero davvero di cosa si stava parlando. Nel caso non lo sapessero, che abbiano ricevuto ampi e approfonditi ragguagli;
b) che il Mipaf tenga adeguato conto di queste firme, e ne tragga le debite conseguenze anche pratiche.

Me l'auguro, davvero. Perchè non riesco a scrollarmi di dosso la fastidiosa sensazione che entrambi i miei auspici non verranno esauditi.




09.08.06

Diritto di tappo: quando una bottiglia è meglio

L'abitudine non è ancora molto diffusa tra i ristoratori ma, come voi sapete, per aggirare/risolvere più o meno parzialmente il problema del caro-vino al ristorante - o del rischio-perdita-punti-della-patente - sono stati adottati vari sistemi.

C'è chi propone di portarsi la bottiglia non finita a casa, chi ti offre il vino al bicchiere (una scelta sempre più gettonata, sebbene non è detto che tutti i vini proposti sulla carta vini poi siano effettivamente disponibili quando li chiedi. Se sei particolarmente sfortunato infatti, può capitarti di volere proprio quel vino che quel giorno non è servito alla mescita. Ma questo è un altro discorso).

E c'è il famoso "diritto di tappo". Funziona così: tu scegli il ristorante, scegli il menù, ma ti accordi con il ristoratore: "Il vino lo porto io, le spiace?". No, figuriamoci. Faccia come se fosse a casa sua. Soltanto, le verrà messo in conto il "diritto di tappo", ovvero la stappatura, il servizio e il lavaggio dei bicchieri, insomma quel che serve.

E qui ti voglio. Quanto costa 'sto benedetto "diritto"?
C'è chi ha pagato 10 euro. A bottiglia.
Ora, dico io: non conveniva per caso aggiungerne un altro paio e comprarsi la bottiglia direttamente?
Il punto però è un altro: in base a cosa si decide quanto deve costare questo "diritto di tappo"?
Illuminatemi se potete, non ho molta pratica di ristoranti. Quando ci vado - per mia fortuna - sono sempre ospite di qualcuno. Ma il giorno che decidessi di invitare io, mi piacerebbe avere un preventivo della spesa...
Così faccio un giro presso banche e/o istituti di credito e vado a cercarmi il mutuo più conveniente.




07.08.06

Andreas März a Soave il 2 settembre 2006

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Andreas März è uno dei giornalisti del vino più simpatici, irriverenti e indipendenti che io conosca.

In fatto di vino ha idee ben chiare e distinte, dice sempre quello che pensa ed essendo svizzero d'origine - anche se vive in Toscana e parla perfettamente la lingua di Dante - si rifiuta di ricorrere a tortuosi quanto diplomatici e politically correct giri di parole quando deve dichiarare qualcosa che potrebbe risultare di scarso gradimento per il suo interlocutore, si tratti di un produttore, un'autorità o semplicemente del pubblico.
Andreas insomma appartiene alla (sparuta) schiera dei sinceri.
Ciò che tuttavia contribuisce ad aumentare la sua credibilità di wien - writer (passatemi la contaminazione anglo-tedesca) e di caporedattore di Merum è il fatto che lui stesso è un produttore di vino e di olio. A casa sua, in quel di Lamporecchio (dove per sbaglio non ci arriveresti mai: devi proprio sapere dov'è e andarci apposta) ha un'azienda. Per questo è così difficile strapparlo alla redazione e ai suoi campi: deve lavorare sul serio, sul doppio fronte.
Nessuno perciò può capire i produttori più di lui. Per questo quando li critica non fa sconti a nessuno. Sa di cosa parla e scrive. Per chi ancora non conosce Andreas, può farsi un'idea del März-pensiero leggendo qui.
Per tutti gli altri, l'appuntamento è per il 2 settembre, alla Casa del Vino di Soave (sede del Consorzio): alle 18 Andreas terrà una conversazione sul Soave, nell'ambito della manifestazione Soave Versus
Per tutti sarà l'occasione per conoscere una firma autorevole della stampa specializzata svizzero-tedesca e austriaca.
Per alcuni di noi, un momento imperdibile per rivedere un vecchio amico.




04.08.06

Vino ucraino: quando la sofisticazione diventa legge di Stato

Certa gente non è mai contenta.
Prendi l'Ucraina, paese evidentemente bersagliato da ogni genere di malasorte, a causa della quale deve ricorrere ai sistemi più incredibilii per tirare avanti. In materia alimentare, per esempio, sembra non mettere limite alla fantasia - o al delirio.
Non solo infatti ha abituato i propri cittadini a ingollare pane fatto con farina di foraggio e miele con zucchero aggiunto - procedure vietatissime da noi - ma adesso sta pure pensando, con opportune misure, di semplificare la vita agli enologi.
E questi, veri modelli d'ingratitudine, non sono affatto d'accordo.

In Italia, quando una vendemmia lascia a desiderare (ovvero tutti gli anni: e chi crede ai proclami trionfalistici della "vendemmia del secolo" è un ingenuo o un giornalista), le aziende sono autorizzate a usare mcr (mosto concentrato rettificato) per aumentare il grado zuccherino. In Ucraina faranno di meglio: secondo una risoluzione recentemete approvata dal Consiglio dei Ministri, i winemaker potranno ricorrere a "polvere di vino disidratata". Le care vecchie polverine, insomma, tornano di moda, come i jeans a zampa larga degli anni '70.
Il semaforo verde è del 26 luglio, data in cui è stata approvata la procedura di assegnazione del permesso per la produzione di "polveri secche da vino" nelle annate sfavorevoli. In pratica, un produttore che volesse ricorrere a questo sistema dovrebbe presentare domanda (e tutta la documentazione richiesta) al Ministero dell'Agricoltura ucraino prima che sia terminata la vendemmia e sia iniziata la fermentazione.
Ora, pensate al risparmio. Di tempo, denaro, energie. Un po' d'acqua, un po' di queste dry wine-powders, come vengono chiamate, e il cosiddetto vino è pronto.
Beh, incredibile a dirsi, ma i primi a storcere il naso davanti a tanta benevolenza sono stati proprio gli enologi locali. I quali hanno dichiarato che il vino con le polverine non lo faranno mai. Oleksandr Matsko, direttore generale della fabbrica di Kiev degli spumanti "Stolychny" ed il presidente di UKRVINPROM (corporazione ucraina dei viticoltori e dell'industria vinicola) hanno dichiarato che una simile risoluzione non solo è un'assurdità, ma è stata adottata senza consultarsi con gli esperti, direttamente interessati.
"Una simile legge gioca indubbiamente a favore delle piccola cantine emerse di recente, che non avendo tecnologie e tradizioni proprie forniranno al mercato ucraino un prodotto di bassa qualità chiamato vino e fatto semplicemente mescolando etanolo, zucchero, coloranti e polveri di vino" ha commentato Larisa Tyshkovets, responsabile della qualità del marchio Golitsynskie Vina "Ed essendo così poco costoso, spingerà fuori dal mercato tutti i vini ucraini prodotti secondo natura". Ovviamente, c' è chi è più possibilista, e dichiara che l'uso di queste polveri dovrebbe essere concesso solo a quelle aziende nelle quali l'uva, a causa delle condizioni atmosferiche, non ha raggiunto il giusto grado di maturazione; e c'è anche chi invita a usare quest'uva per ottenere cognac al posto del vino. Curiosamente, però, la stessa legge che permette l'uso delle polverine considera lo zuccheraggio del vino una falsificazione...
Concludendo, secondo Iryna Sovershenna, esperto del portale “Vyno Ukraiyny” , solo il 25 % dei vini ucraini attualmente sul mercato può dirsi fatto a regola d'arte. Tutto il resto è, nei migliori dei casi, una composta di frutta.

Nel peggiore, un attentato alla salute.
Gli estimatori dei vini dei cosiddetti "paesi nuovi produttori" sono avvisati...




02.08.06

Aggiornamenti

Fa sempre piacere segnalare l'ingresso in rete di nuovi blog, soprattutto se dedicati a materie specifiche riguardanti il vino come l'analisi sensoriale. Ecco allora che il Centro Assaggiatori di Brescia ha messo in linea il suo blog "comunitario", ovvero scritto a più mani dagli esperti del Centro stesso:
www.assaggiatori.com/blog

Già che siamo in vena di aggiornamenti, faccio ammenda di un paio di dimenticanze:
Diario Enotecario è il blog del simpatico Fiorenzo Sartore; divertente, graffiante, centrato. Una lettura sempre piacevole.

Altro addetto ai lavori è Gianpaolo Paglia, produttore toscano: suo il PoggioargentierA's blog. Dove trovi il tempo di fare anche il vino, visto che è un fedele commentatore/scrittore sul web, lo sa solo lui.
Celie a parte: il fatto che riesca a fare entrambi, e sicuramente anche molte altre cose, nella stessa giornata, è la dimostrazione che volere è potere. Cari amici produttori, prendete esempio da Gianpaolo e non venitemi più a raccontare che non avete tempo per Internet...

Chiudo con un sito gastronomico: Divinocibo (sono le 20 e devo preparare la cena, portate pazienza).
Buone ispirazioni culinarie a tutti.