« Il caso del Valpolicella Ripasso: seconda puntata | Main | Valpolicella: piccole buone notizie... »

Amarone fai-da-te: intervenga il Ministro

ciliegi e campanile di Torbe,blog.jpg
Signori, la pazienza ha un limite e quella del Consorzio Tutela Valpolicella e dei produttori della zona non è infinita.
Va bene che l'Amarone della Valpolicella è un vino famoso-richiesto-apprezzato-imitato, ma arrivare a ridurlo ad un kit di montaggio...!

Eppure, la cosa è nota. Su Internet se ne discute da tempo - tra gli altri, l'amico Angelo Peretti - e per un po' abbiamo pensato, o finto di credere, che si trattasse dell'ennesima "americanata", questa dei Smith's wine making kits e di En Primier Signature Italian Amarone
Invece a quanto pare fanno sul serio: insistono e persistono. In una elegante scatola nera, si trova tutto l'occorrente per fare un buon Italian Amarone - sole e terroir compresi, evidentemente.

Simili "prodotti" mi ricordano tanto quei profumi (della pregiata marca "Tarocco") che ancora oggi è facile trovare sulla bancarella di qualche mercato rionale, o all'estero: simil Chanel n.5, Opium, Davidoff, Calvin Klein e via annusando. Che con le essenze originali non hanno nemmeno una molecola (odorosa) in comune. Ma, si sa, è bello illudersi e giocare a fare i signori, con pochi euro.

Ora, chissà che razza di beveroni escono da questi kit di montaggio, anzi di assemblaggio di non-si-sa-bene-cosa (liquidi? polverine? liquidi + polverine?). Non potendo e volendo aspettare che qualche gonzo italiano ci caschi e venga a riferircelo, da tempo è stata inoltrata opportuna denuncia a chi di dovere.
E "chi di dovere" così ha risposto, in data odierna, al Consorzio Tutela Vini Valpolicella:
"Prendiamo atto della Vs.segnalazione di cui all'oggetto (Amarone Americano in kit, ndr.).
Vi assicuriamo che la questione, a nostra conoscenza, è stata già opportunamente sottosposta all'attenzione degli organi istituzionali preposti. Riteniamo, a questo punto, di dover interessare direttamente il Ministro De Castro, tenuto conto che la faccenda si allarga e va a toccare sempre più il buon nome delle nostre Denominazioni".
Firmato, Federdoc.

La buona notizia è che ora sarà l'autorità massima - in materia di agricoltura - a dover darsi una mossa (speriamo).
Quella cattiva è che "i nostri" erano a conoscenza dell'esistenza di questi kit da tempo, e che la loro azione - qualsiasi essa sia stata - finora non ha sortito nessun effetto visibile. I kit sono sempre là, in vendita.

Quanta pazienza deve portare, povera Federdoc...

TrackBack

Qui sotto, la lista ai Blog che si riferiscono a : Amarone fai-da-te: intervenga il Ministro:

» Wine-kit: Federdoc al contrattacco from Vinopigro
La notizia è di questi giorni: sono stati trovati in vendita sui mercati del Nord Europa (un paese a caso: la Danimarca) dei wine-kit, ovvero tutto quel che serve (vigne escluse ovviamente) per farsi il vino in casa.... [Read More]

Commenti

Vi allego un comunicato stampa della Confederazione Italiana della Vite e del Vino -'Unione Italiana Vini.

COMUNICATO STAMPA

“UNA SCELTA DI BUON SENSO”: COSI’ ANDREA SARTORI,
PRESIDENTE DELL’UNIONE ITALIANA VINI, COMMENTA
IL DECRETO SUI CONTROLLI FIRMATO DAL MINISTRO DE CASTRO

La novità è l’assegnazione all’Ispettorato centrale repressione frodi
del ruolo di vigilante sull’operato dei consorzi

“Una scelta di buon senso e un segnale forte per la filiera vitivinicola”: così Andrea Sartori, presidente della Confederazione Italiana della Vite e del Vino - Unione Italiana Vini, commenta la firma del ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro al decreto del 4 agosto relativo ai controlli del processo di produzione dei vini a denominazione di origine controllata. Nel decreto, se da una parte è stato ribadito il ruolo dei consorzi di tutela dei produttori come organismi riconosciuti nell’espletamento di questa attività, dall’altra - ed è questa la vera novità - l’Ispettorato centrale repressione frodi è stato investito del ruolo di vigilante sull’operato dei consorzi. Il tutto in attesa di una riforma sostanziale della legge sulle denominazioni di origine, la 164/92, che tra le altre cose contempla proprio la materia dei controlli. “Sottolineando la necessità di una riforma strutturale dei controlli - afferma Andrea Sartori - il ministro ha forse riconosciuto, di fatto, che oggi la rappresentanza dei consorzi non è corretta e a farne le spese è l’imprenditoria privata. Pur essendo evidente che il sistema dei controlli com’è strutturato oggi non è condiviso dalla filiera, ci rendiamo conto che il ministro doveva uscire da questa impasse e lo ha fatto in modo equilibrato, confermando, oggi, il ruolo dei consorzi ma al tempo stesso individuando una struttura che attui la vigilanza sugli stessi, e

soprattutto affermando a chiare lettere che questo decreto ha vita provvisoria, in attesa di una riforma strutturale del sistema.
“Resta fermo il fatto che il mondo imprenditoriale attende una reale e profonda modifica della legge 164, controlli compresi - conclude Sartori - Nel frattempo le associazioni di categoria dovranno confrontarsi diventando realmente protagoniste di questo processo, elaborando e proponendo al ministro nuovi e più efficaci percorsi”.
Con la firma del decreto si chiude un periodo molto turbolento per il settore, che ha visto contrapposti i consorzi e gran parte dell’imprenditoria vitivinicola, e il merito va sicuramente ascritto alla grande abilità di negoziatore del ministro, poiché è riuscito, in una situazione che si era pesantemente complicata, a rispondere alle esigenze del mondo imprenditoriale salvaguardando il ruolo degli organismi di tutela delle nostre Doc.

Posta un tuo commento