Bere Dolce 2007, le cinque sfere

Ed eccoci finalmente all'ultima delle Guide alle cui degustazioni ho partecipato: Bere Dolce 2007.
Giunta alla settima edizione, quest'anno ha preso in esame oltre 400 etichette di vino dolce presenti sul territorio italiano.
I sei mesi di degustazioni che hanno preceduto la pubblicazione hanno evidenziato che in Italia la proposta di vini dolci di qualità è in costante crescita. “La nostra penisola è caratterizzata da una produzione molto articolata e variegata di Passiti e Vendemmie Tardive – dice Francesco D’Agostino, curatore della guida – Sono questi i vini dolci italiani che hanno preso piede negli ultimi anni e che in special modo hanno segnato il continuum tra il miglioramento qualitativo del prodotto, legato ad uno specifico territorio di appartenenza”.
Oltre alla crescita numerica e qualitativa di queste due tipologie, ciò che emerge da Bere Dolce 2007 è che il settore della produzione enologica nazionale non è più circoscritto ad una specifica area, ma sta interessando lo stivale in tutta la sua lunghezza. “Accanto a realtà ormai consolidate come quella del Veneto, del Friuli, dell’Alto Adige, del
Trentino, della Toscana e chiaramente della Sicilia – spiega D’Agostino - se ne affiancano delle nuove, appartenenti a piccole realtà come Umbria e Val d’Aosta, ma di indubbio pregio”.
Anche per il 2007 la guida si presenta con la formula che l'ha resa celebre: una scheda dettagliata per ogni vino, con relativo abbinamento gastronomico. Cosa che, in tema di passiti e vini dolci, non è per niente semplice, né scontata, ma che proprio per questo propone accostamenti tra l'azzardato, il curioso, l'insolito e l'intrigante.
“Per anni ci siamo limitati a gustare un buon bicchiere di vino dolce accanto ad un dessert - aggiunge Francesco - quando invece alcuni prodotti sposano degnamente molte preparazioni salate”.
Anche quest’anno il panel di degustatori non ha dimenticato le emozioni, nominando il Les Abeilles di Les Crêtes, Vino dell'Emozione 2007.
Ed ecco le 5 Sfere 2007:
Valle d'Aosta: Les Abeilles - Les Crêtes
Alto Adige: Alto Adige Goldmuskateller Vinalia 2004 - Cantina Produttori Bolzano
Alto Adige Vendemmia Tardiva Joseph 2004 - Hofstätter
Alto Adige Goldmuskateller Passito Serenade 2003 - Viticultori Caldaro
Veneto: Recioto della Valpolicella L’Eremita 2004 - Ca’Rugate
Recioto della Valpolicella 2004 - Corte Lenguin
Recioto della Valpolicella Classico 2003 - Viviani
Breganze Torcolato 2004 - Maculan
Friuli Venezia Giulia: Tal Lùc 2004 - Lis Neris
Colli Orientali del Friuli Rosazzo Riserva Picolit 2003 - Livio Felluga
Emilia Romagna: Buca delle Canne 2004 - La Stoppa
Toscana: Aleatico dell’Elba 2003 - Acquabona
Vin Santo Occhio di Pernice 1994 - Avignonesi
Umbria: Umbria Passito 2002 - La Palazzola - Grilli
Abruzzo: Colline Pescaresi Passito Rosso Plaisir 2005 - Ciccio Zaccagnini
Sicilia: Passito di Pantelleria Ben Ryé 2005 - Donnafugata
Sicilia Passito Diamante d’Almerita 2005 - Tasca d’Almerita
Congratulazioni come sempre a tutti i nuovi premiati! ![]()
Ed ora, consentitemi qualche piccola nota a margine.
La prima: avrete notato il numero ristretto di riconoscimenti.
17 "5 sfere" - non 20: 17! - sono pochine, in effetti. Ma è giusto che sia così, e proprio a fronte, come dichiarato dallo stesso collega Francesco D'Agostino, di una crescita di produzioni "dolci" un po' dovunque.
Fatto strano, non c'è azienda che dichiari che "il vino dolce interessa solo una piccola nicchia di mercato".
Nessuno lo chiede, però tutti lo fanno...mah.
Sia chiaro: fare un passito, una vendemmia tardiva, un Recioto, un Vin Santo, è molto complicato, rischioso e costoso.
Lo stesso consumatore si aspetta di più, molto di più da questa tipologia di vini: si aspetta l'eleganza ai massimi livelli, l'emozione, la commozione, la sorpresa, l'equilibrio perfetto tra i tannini, l'acidità, gli zuccheri, la struttura...
Si aspetta bevibilità e tipicità.
Insomma, tutto quello che in genere chiede ad un vino eccellente, superbo... ma elevato alla decima potenza.
Altrimenti si avrà solo un banale, a volte stucchevole e noioso "vino dolce".
So che i vini giunti in finale sono molti di più di una ventina: i...sopravvissuti anche all'ultima degustazione (sempre alla cieca), devono aver convinto all'unanimità tutti i degustatori, senza discussioni. Per questo sono in pochi ad aver superato anche l'ultima prova, ma fa piacere notare una certa distribuzione lungo un po' tutto lo stivale.
Seconda nota: mi spiace invece constatare l'assenza tra i premiati di qualche Recioto di Soave, anche se non pochi sono giunti in finale. Ma evidentemente, all'ultima prova d'assaggio non hanno saputo esprimere il "colpo d'ala" decisivo.
Nel caso dei Recioti della Valpolicella, invece saluto con piacere l'ingresso tra i "top wines" in particolare di un'azienda che negli ultimi anni sta facendo incetta di premi e riconoscimenti: Ca' Rugate, casa vinicola dell'estremo Est veronese, già nota per i suoi magnifici Soave (il "Monte Fiorentine", per dirne uno), con questo Recioto rosso conferma di avere i numeri per far bene anche i vini della Valpolicella.
Il che, per un "bianchista" di razza come Michele Tessari, l'enologo di casa, non era affatto scontato...
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