Il vino onesto è un prodotto della terra

L'Associazione nazionale Città del Vino compie vent'anni.
Quattro lustri nel corso dei quali la faccia del mondo del vino italiano - e non solo - è radicalmente cambiata.
La festa di compleanno si svolgerà a Roma, l'8 febbraio 2007, in Campidoglio, dalle 11 in poi, alla presenza delle autorità cittadine, ma anche i numerosi appuntamenti già programmati in giro per l'Italia saranno occasione, durante quest'anno, di bilanci, riflessioni e - speriamo - nuove proposte.
Nel frattempo, l'Associazione fa punto e a capo, con un "Manifesto per una vitivinicoltura di qualità" ricco di spunti di discussione. E nel quale questo modesto wine-blog si riconosce in buona parte.
(Soprattutto nell'intestazione del 4° capoverso).
Premessa: Nuova OCM vino, pratiche enologiche che non convincono affatto, come il consenso europeo all'uso dei trucioli per favorire il "finto" invecchiamento del vino; potenziali nuovi espianti, rischio omologazione dei prodotti e dei gusti, tendenze proibizioniste che criminalizzano in modo ingiustificato il vino, che deve essere considerato un alimento necessario per i suoi effetti salutistici - se consumato con moderazione - e non una banale bevanda: sono alcuni dei temi e fatti che stanno minando alle radici la cultura e la tradizione vitivinicola italiana.
Non è accettabile che il vino, con tutti i valori simbolici e culturali di cui è portatore, diventi una bevanda anonima, senza memoria del territorio, senza storia.
Il vino è un prodotto culturale, non una bevanda anonima senza storia e territorio
La proposta della Commissione europea sulla Ocm vino (Organizzazione Comune di Mercato) introduce elementi positivi – produrre meno per competere meglio – ma con forti contraddizioni; rischia di mortificare la dimensione culturale,sociale,economica e ambientale della viticoltura.
I paesaggi del vino sono opere da tutelare,non vigneti da estirpare
La nuova Ocm vino prevede un taglio di 400 mila ettari di vigneto in Europa. Un pezzo importante della viticoltura europea rischia di sparire. Molte viticolture – soprattutto quelle difficili, di montagna e delle isole – vanno rilanciate e con esse va tutelato l’ambiente viticolo e il paesaggio.
I mestieri del vino sono un patrimonio da custodire
Il vino buono è un prodotto della terra che porta i segni di conoscenze consolidate e maturate nel tempo. I mestieri del vino vanno promossi tra le nuove generazioni per favorire il ricambio professionale, l’aggiornamento, il mantenimento dei saperi e dei redditi del mondo rurale che vive di vitivinicoltura.
Il vino buono è lentezza e saggezza,non si “fabbrica”in fretta
La Commissione europea ha autorizzato l’uso dei trucioli,una pratica enologica che consente di dare al vino un “falso”aroma di legno,abbattendo tempi e costi. Ma il vino buono non si fa così. Le buone pratiche enologiche devono restare al centro dell’attività delle aziende vitivinicole.
Onesto è quel vino che si svela
Il nuovo regolamento sui trucioli non prevede l’obbligo di indicare in etichetta il loro impiego:pertanto il consumatore non saprà e quindi non sarà in grado di scegliere mentre i produttori che intendono avvalersi di pratiche enologiche "tradizionali” saranno penalizzati da coloro che applicano.
Il vino onesto è un prodotto della terra
La terra produce sempre valori positivi.
È la risorsa naturale che i vitivinicoltori saggi sanno come far emergere nei loro prodotti. Il vino buono si fa in vigna, non si fabbrica in cantina.
I vitigni autoctoni sono la varietà,una polizza contro l’uniformità
L’Italia è ricca di vitigni antichi e autoctoni,un prodotto unico della terra. Ma il mercato del vino tende a impiegare solo alcuni vitigni e quindi a dimenticare la terra e la sua biodiversità.
La ricerca sul vino fa bene alla salute:bere sì,ma bere bene.
Va promossa l’educazione al bere bene con moderazione. Programmi educativi nelle scuole e nelle università possono sviluppare consapevolezza intorno ai valori positivi del vino e della terra. La ricerca scientifica sul rapporto tra vino e salute va sostenuta, potenziata e sistematizzata. La divulgazione scientifica è necessaria per informare sul corretto consumo di vino a fini salutistici.
L'Associazione Nazionale Città del Vino intende coinvolgere l'opinione pubblica affinché il vino sia difeso e,con esso,siano difesi e tutelati sotto ogni profilo,ambientale,storico e culturale, i territori del vino.
Pertanto invita i Sindaci e gli amministratori delle Città del Vino,i produttori vitivinicoli, i Consorzi, esponenti del mondo tecnico e scientifico, gli enoturisti e tutti i cittadini consumatori, a sottoscrivere questo manifesto.









