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26.04.07

62° Congresso Assoenologi: c'è un blogger a bordo!

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Eccola qui, la Costa Victoria, una delle lussuose barchette da crociera della flotta Costa.
A bordo di questa nave si svolgerà dal 27 al 30 aprile il 62° Congresso nazionale dell'Assoenologi

Dopo sette anni, il più importante appuntamento dell'associazione torna a svolgersi in nave; prevista la partecipazione di almeno 1400 persone, da tutta Italia.
Il filo conduttore di quest'anno sarà il mercato: "Produrre per vendere nella logica dell'evoluzione della tradizione e della scoperta di nuovi mercati".

Le sezioni principali dei lavori saranno due: il sabato mattina si parlerà di OCM vino, il giorno seguente delle nuove piazze dell'Est europeo. Otto gli interventi previsti, tenuti da relatori di chiara fama.
Tra gli ospiti d'onore non mancherà il Ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro e il presidente dell'Unione Italiana Vini, Andrea Sartori.
Questo congresso vedrà poi il debutto del nuovo presidente di Assoenologi, Giancarlo Prevarin e la relazione, tra gli altri, del past president Mario Consorte.

E se le mattine saranno dedicate a, diciamo così, lavoro & aggiornamento, i pomeriggi saranno all'insegna del turismo e del relax: la minicrociera dell'Assoenologi infatti - partenza da Savona il 27 aprile, rientro a Civitavecchia il 30 aprile - prevede due sbarchi: sabato 28 a Barcellona, domenica 29 ad Ajaccio.

Sulla nave, con gli enologi (e i loro familiari, che si daranno alla bella vita di bordo, non essendo "costretti" a seguire i lavori congressuali) ci sarà anche un manipolo di giornalisti scelti, accreditati dalle rispettive testate di settore.

Tra essi, per la prima volta in oltre dieci anni di onorato (e oscuro) servizio informativo, anche la sottoscritta.
Invitata come giornalista ma presente, in realtà, in duplice veste.

Sulla Costa Victoria insomma ci sarà, probabilmente per la prima volta nella storia di questi congressi, anche un wine blogger...
che vi da' appuntamento su queste pagine al suo rientro.
Sperando di avere qualcosa di davvero interessante/nuovo da riferire...




24.04.07

Don't drink solo!

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Chi non beve in compagnia...

...o è un ladro, o è una spia!
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23.04.07

No al terrorismo di Stato, sì all'educazione

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Condividiamo e rilanciamo:
"In Italia - afferma Andrea Sartori, presidente della Confederazione Italiana della Vite e del Vino - Unione Italiana Vini - regna la schizofrenia legislativa. Una settimana fa viene annunciato un Piano nazionale alcol e salute in cui si chiede la collaborazione delle imprese del settore, cosa encomiabile, e contemporaneamente un ministro dello stesso Governo lancia una proposta che va nel segno diametralmente contrario.

Il mondo della produzione non si è mai nascosto, anzi è sempre stato impegnato in prima linea sul tema dell’informazione al corretto uso delle bevande, dando lo stesso risalto sia agli effetti salutistici di un consumo moderato e consapevole, sia all’avvertenza sui rischi derivanti dall’abuso.

Ci spiace dover constatare ancora una volta che alcuni esponenti del Governo ritengono di poter risolvere un problema delicato come quello dell’alcolismo ‘nascondendo’ il prodotto alla vista o apponendo sulle etichette messaggi terrorizzanti. Se il ritorno mediatico di tali iniziative è notevole, a livello pratico gli effetti di questi provvedimenti potrebbero essere devastanti, specie nei confronti dei soggetti che più si vogliono proteggere, ovvero i giovani”.

Per questo motivo, Andrea Sartori indirizza l’appello del mondo imprenditoriale vitivinicolo direttamente al presidente del Consiglio Romano Prodi:

“Mi permetto di esprimerle le nostre forti preoccupazioni per la nuova ondata proibizionistica che rischia di travolgere anche un prodotto della nostra tradizione capace di generare ricchezza per l’economia italiana e prestigio nel mondo - si legge nel telegramma inviato al capo del Governo -.

L’imprenditoria del comparto è consapevole della piaga dell’alcolismo e plaude alle iniziative che mirano a promuovere un consumo consapevole, ma non può rimanere passiva di fronte a decisioni e prese di posizione da parte del mondo politico tanto esasperate e scorrette da trascinare il vino nel vortice delle droghe, demonizzandone il consumo.

Se il consumatore deve conoscere i rischi di abuso, è un suo diritto conoscere anche i tanti vantaggi in termini salutistici di un consumo corretto. La gravità della situazione mi spinge a sollecitare un suo intervento affinché il nostro vino possa continuare a raccogliere i successi che merita".

Il commento:

E' un dato di fatto che le modalità di iniziazione al consumo del vino in Italia sono cambiate, negli ultimi 20-30 anni.
Finchè il vino era considerato un alimento al pari del pane - e il consumo pro-capite superava i 60 litri l'anno - il primo bicchiere della vita si beveva a tavola, con la famiglia, magari anche in presenza di un nonno che ne spiegava provenienza, significato, pregi e difetti (spesso più gli uni degli altri).

"Scientificamente" corretta, o meno, che fosse, questo primo contatto era, di fatto una educazione.
Oggi che quasi nessuno più riesce a pasteggiare in famiglia nei momenti canonici della giornata, e il vino stesso è considerato tutto fuorchè un alimento - come di fatto continua ad essere, per sua natura intrinseca - l'iniziazione al vino è demandata ad altri.
"Altre" anche le occasioni di consumo, e i luoghi in cui questo avviene.
Il risultato è che troppo spesso molti giovani e giovanissimi distorcono il senso del vino, il consumo, le modalità dello stesso.

Non che il problema dell'alcolismo sia faccenda dei giorni nostri: la "droga dei poveri" è sempre esistita.

Ma certe nuove tendenze dagli esiti spesso letali - come il binge drinking - sono una graziosa invenzione contemporanea.

Di fronte alla rapida espansione di certi fenomeni più o meno giovanili con pesanti risvolti sociali, qualsiasi Governo è chiamato a interpellarsi e a fare qualcosa.

Non c'è dubbio che l'attuale Governo italiano "stia facendo qualcosa": la cosa più facile, scontata, e inutile.
Tentare di "spaventare" i consumatori con etichette e proclami allarmistico-terroristici; l'effetto più immediato è che si rischia soltanto di mettere in difficoltà un intero comparto produttivo, fiore all'occhiello della nostra economia, e soprattutto del nostro export.

Ma i destinatari di tali messaggi, degli stessi se ne fanno un baffo.

Quello che invece il Governo assolutamente non fa, nè pare intenzionato a fare, è proprio la prima cosa: interpellarsi.
Chiedersi se per caso non ci sia qualcosa che si potrebbe fare, e non viene fatta.
Tiro a indovinare: si tratta forse di una seria, continuativa opera di educazione alimentare, a partire dalle scuole elementari, per proseguire fino alla maggiore età, e oltre ?

(Perchè il vino, checchè ne dicano in giro, continua ad essere quello che è sempre stato: un alimento).

Già: troppa fatica, troppo impegno, troppo tempo...Soprattutto, troppi soldi sono richiesti.

Meglio continuare a indignarsi, proibire, spaventare. Anche a costo di mettere in crisi tanti produttori, colpevoli solo di aver scelto la vitivinicoltura come fonte di reddito.
(Se si mettevano a fare i coltivatori di cannabis, forse gli andava meglio...)

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E' nata la rete dei vini verdi

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(foto:GoMarche)

No, non si tratta di vini particolarmente "ecologici". O di produzioni più "ecologiste" di altre.

Il "verde" in questo caso è proprio quello che uno si aspetta che sia: un colore, semplicemente.
Perchè questo è appunto l'elemento che accomuna alcuni vini europei: la sfumatura verde del loro colore.

Per tutti i fan del Vinho Verde portoghese, del nostrano Verdicchio di Jesi o dello sloveno Zélen è infatti nata in questi giorni la Rete europea dei vini a tonalità verde, una interessante e originale iniziativa che costituisce anche un significativo esempio d’integrazione europea.

Il progetto è stato ufficialmente presentato ad Ancona, nel corso di una cerimonia avvenuta nel Palazzo del Governo.
Un atto importante, che è stato subito etichettato dai protagonisti come “Il Trattato di Ancona”.
Si tratta in effetti di un documento bilaterale che apre le porte ad importanti collaborazioni transnazionali, sul quale hanno apposto la propria firma gli italiani Enzo Giancarli e Giampaolo Giampaoli, presidenti rispettivamente di Provincia e Camera di Commercio di Ancona e, per la delegazione spagnola, i loro omologhi dell’importante realtà vinicola di Valladolid, Dionisio Miguel Recio, Assessore provinciale alla promozione ed allo sviluppo economico, e Javier Barbero Marcos, Vicepresidente della Camera di Commercio e Industria.
Ha coordinato la conferenza il giornalista Angelo Serri.

Il progetto di promozione dei vini a tonalità verde ha mosso i primi passi proprio in Spagna, a Valladolid, nell'autunno 2006, con la firma di una Dichiarazione d’intenti nell’ambito dell’evento internazionale INTUR-X Feria Internacional del Turismo de Interior.
In quella circostanza, le produzioni gastronomiche ed i vini della Provincia di Ancona sono stati protagonisti esclusivi per tutto il mese di dicembre 2006, in rappresentanza dell’Italia, all’interno del prestigioso Museo Provincial del Vino di Peñafiel in occasione di VINUS MUNDI, iniziativa riservata al confronto tra alcune importanti aree vinicole del mondo.

Adesso, obiettivo primario della neo-costituita rete sarà quello di “… promuovere e sostenere iniziative congiunte nello svolgimento di programmi di promozione dei settori vitivinicolo, enogastronomico, turistico, culturale dei propri territori ...”, come si legge in un passaggio del documento.

Un'idea interessante, che si presenta in sintonia anche con gli orientamenti dell’Unione Europea in tema di euroregione adriatica e mediterranea, in quanto si basa sulla cooperazione e sullo scambio di esperienze tra i Paesi promotori della Rete, nella prospettiva di una crescita comune.




21.04.07

Visite illustri: De Castro e Da Silva a La Vis

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Il Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro e il suo collega portoghese Da Silva si sono incontrati in questi giorni nella sede della Cantina La Vis e Valle di Cembra.

L’incontro rientra nell’ottica di una serie di incontri che Giacomoni e Peratoner – Presidente e Direttore generale dell’azienda – si sono scambiati con il Ministro negli ultimi mesi a seguito dello sviluppo che la cooperativa lavisana ha intrapreso alcuni anni addietro in diverse regioni della penisola, e che hanno man mano dato forza al neo-costituito Gruppo La Vis.

Oltre al potenziamento del Gruppo, l’incontro ha permesso di parlare di Müller Thurgau e della sua Rassegna Internazionale, come pure di Valle di Cembra.
Non è escluso che il Ministro stesso possa essere presente all’inaugurazione della rinnovata struttura produttiva il prossimo 27 maggio, giorno di Cantine Aperte.
Immancabile un passaggio per Maso Franch per ammirare i vigneti terrazzati.

Presente alla Cantina anche la delegazione portoghese capitanata dal Ministro delle politiche agricole Da Silva - il Portogallo assumerà a luglio la presidenza UE - il quale ha espresso compiacimento per quanto la cooperativa trentina ha dimostrato di essere in grado di fare, con corrette valorizzazioni del capitale territoriale ed umano.




18.04.07

Archeo-vini e Barolo, ecco cosa assaggiare a Verona nel week end

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Fine settimana all'insegna di grandi vini, di ieri, di oggi e di sempre, in provincia di Verona.
Il primo appuntamento che segnaliamo è quello di venerdì 20 aprile, a Ospedaletto di Pescantina.

A partire dalle ore 20, presso il Park Hotel Villa Quaranta si terrà il consueto convegno internazionale organizzato dal Comitato Festa dei Vini Classici della Valpolicella di Pedemonte, da quello del Palio del Recioto di Negrar, e dalle rispettive amministrazioni di S.Pietro in Cariano e Negrar.
Tema di quest'anno, "Gli archeo-vini: viaggio nel tempo alla scoperta dei vini antichi. Dalla Georgia alla Grecia, dalla Sicilia alla Sardegna fino alla Valpolicella".

La domanda di base insomma è: qual è l’origine geografica della pianta della vite? E ancora: com’erano i vini cantati dai lirici greci? E che fine ha fatto il famoso Falerno? Sei esperti, provenienti da Georgia, Grecia, Sicilia e Sardegna cercheranno di dare risposta ad alcuni dei più affascinanti interrogativi riguardanti il cammino della vite attraverso i luoghi e i secoli.

La serata sarà introdotta dalla cerimonia di investitura di nuovi cavalieri del Recioto, a cura del Sovrano Nobilissimo Ordine dello Antico Recioto (SNODAR) Negrar.

A questa seguirà il convegno, moderato dal giornalista storico Guido Montaldo.
Sono previsti gli interventi di Attilio Scienza (Università agli Studi di Milano), David Maghradze (Institute of Horticulture, Viticulture and Oenology, Tbilisi–Georgia), Josè Rallo (az.Donnafugata, Sicilia), Nikolas Nikolaou (Aristotele University of Thessaloniki – Grecia), Gianni Lovicu (Centro regionale agricolo, Cagliari) ed Emilio Pedron (presidente Consorzio Tutela Vini Valpolicella).
Al termine dell'incontro sarà possibile degustare sia i vini della Valpolicella, sia alcune microvinificazioni VCR di vecchi vitigni veronesi, ma soprattutto vini georgiani, greci, siciliani e sardi, accompagnati da specialità tradizionali locali.

Sempre in tema di vini importanti, il re dei rossi piemontesi sarà invece di scena sabato 21 aprile presso l'Hotel Borghetti di Parona: dopo la pausa pasquale, riprendono infatti i seminari a cura del giornalista Alessandro Masnaghetti.
Dopo il Barbaresco, è ora la volta del Barolo finire sotto la lente d'ingrandimento - e le foto satellitari - dell'ottimo direttore di Enogea.

Questo il programma:
Ore 17.00: Prima parte TEORICO-DIVULGATIVA
Viaggio virtuale nel territorio: riconoscimento dei Cru della denominzione attraverso mappe e foto dettagliate.
Discussione sul valore –storico e produttivo- delle vigne più importanti. Riflessione sui singoli terroirs.

Ore 19.45: Seconda parte: SENSORIALE
Banco d’assaggio dei Barolo, scelti come naturale espressione dei temi analizzati durante la prima parte dell’incontro.

Ore 21.00: Terza parte: ENOGASTRONOMICA
Cena con abbinamento al Barolo per chi ha preventivamente deciso di parteciparvi in compagnia di Alessandro Masnaghetti presso il Ristorante della Casa.

Per info e prenotazioni, Stefano Borghetti cell. 3487080901




16.04.07

Bollicine trentine invadono l'Italia

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Domanda a bruciapelo: quale regione è la maggior produttrice italiana di base spumante?
Non vale andare a sbirciare i Numeri del Vino, queste sono nozioni basic per chiunque vanti una conoscenza pur minima del mondo del vino.

La risposta ovviamente è: il Trentino.
Con il 40% della produzione nazionale, il primato è suo.

Per questo già a partire da oggi e fino al 21 aprile, 100 locali - enoteche, winebar, osterie - in tutta Italia verranno coinvolte nella manifestazione “Cento Enoteche”.

L’evento, organizzato da Trentino S.p.A., prevede la degustazione gratuita di Trento D.O.C., lo spumante trentino, su tutto il territorio nazionale, con la distribuzione di materiale informativo.

Personale preparato assisterà gli ospiti negli assaggi, fornendo tutte le informazioni e rispondendo alle curiosità.

Per conoscere qual'è l'enoteca o il wine bar più vicino che partecipa a questa iniziativa, guardare qui.





13.04.07

Assoenologi: Giancarlo Prevarin è il nuovo presidente nazionale

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Cambio della guardia al vertice di Assoenologi, la più antica e autorevole associazione di categoria dei professionisti della vitivinicoltura; dopo ben trent'anni di presidenza, il coneglianese Mario Consorte, direttore generale di Sella & Mosca, passa la mano ad un altro veneto, Giancarlo Prevarin, già suo vicepresidente da ben 11 anni.

La nomina, avvenuta presso la sede di Milano dell'associazione, era nell'aria già da tempo; l'elezione si è perciò svolta con votazione unanime e in un clima di generale soddisfazione.
Giancarlo Prevarin è direttore generale delle Cantine dei Colli Berici di Lonigo (Vicenza), nonché amministratore delegato della Cielo & Terra Spa e della Riondo Vini Spa; insieme a lui il consiglio nazionale ha confermato, sempre all’unanimità, alla vicepresidenza Emilio Renato Defilippi, lombardo, direttore generale della Cantina di Casteggio, mentre il secondo vice è una new entry: Alberto Mazzoni, marchigiano, direttore dell'“Enocentro Fermano”.

Con l’elezione dei vertici nazionali si è chiuso l’iter del rinnovo delle cariche sociali, iniziato con i confronti locali, proseguito con le assemblee di sezione e quelle separate, svolte nelle diciassette sedi periferiche dell’Assoenologi dal 3 al 17 marzo e culminate poi con l’assemblea generale dei soci, convocata a Verona nei giorni del Vinitaly; da questo atto erano usciti i ventisette componenti il consiglio di amministrazione che il 13 aprile ha eletto i massimi vertici per il triennio 2007/2009.

Il prossimo pensiero del consiglio e soprattutto del suo neo-presidente va adesso al 62° Congresso nazionale, in programma dal 27 al 30 aprile, sulla nave Victoria, della Costa Crociere; quattro giorni in mezzo al Mediterraneo - così non ci saranno distrazioni di sorta -: tema dell'evento, "Produrre per vendere nella logica dell'evoluzione, della tradizione e della scoperta di nuovi mercati".

Si discuterà perciò dei mercati dell'Est europeo, ma soprattutto della nuova Ocm vino.

La quale, come ha più volte avuto modo di far presente il past president Consorte, trova Assoenologi concorde solo in parte: il congresso sarà pertanto un'ulteriore occasione di approfondimento e di discussione dei punti più "caldi": eliminazione dei contributi alla distillazione e di quelli all'arricchimento dei vini (che trova l'associazione d'accordo), l'eliminazione delle prestazioni viniche (a proposito della quale invece gli enologi italiani sono contrari) e l'utilizzo dei mosti concentrati e concentrati e rettificati provenienti da Paesi extra CEE (un punto su cui la contrarietà è massima).

VinoPigro seguirà i lavori del congresso: e tanto per anticipare un argomento di riflessione, sarà particolarmente attento ai concetti di "evoluzione" e "tradizione", così come verranno intesi ed espressi.

(Perchè la parole non sono banane).

L’Assoenologi, fondata nel 1891, è la più antica entità dei tecnici vitivinicoli del mondo. Raggruppa quasi 4.000 soci, pari al 95% di tutti i tecnici atti-vamente impegnati nel settore, di cui il 45% ha mansioni decisionali in cantine private e sociali, il 10% svolge la libera professione, mentre la rimanente percentuale è impegnata con mansioni diverse.

A Giancarlo Prevarin, con il quale abbiamo avuto la fortuna di dividere già più di un enoincontro e un paio di viaggi-studio, apprezzandone la semplicità e schiettezza dei modi, uniti ad una signorile simpatia, le nostre più soddisfatte congratulazioni e i più sentiti auguri di buon lavoro per il nuovo, impegnativo incarico.




12.04.07

16 aprile, Sagrantino Day in Veneto

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Ci sarà anche la provincia di Verona all'appuntamento del 16 aprile con il Sagrantino Day.
Ventuno città italiane degustano il Sagrantino di Montefalco docg, il più pregiato tra i vini umbri di qualità, un rosso secco o passito prodotto tra Montefalco, Bevagna, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo e Castel Ritaldi, sulle colline in provincia di Perugia.

L’evento, una grande degustazione collettiva per sommelier, operatori e appassionati, è organizzato dal Consorzio di Tutela Vini Montefalco in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier.

In Veneto l’evento si svolgerà a Padova (Ristorante La Bulesca, S.S. 11 PD-VI – Rubano (PD) - Tel. 049-8975297 – ore 20.30; Referente : Sig. Maniero Bruno Tel. 049-81203); a Treviso (Hotel Villa Braida, v. Bonisiolo, 16/B – Mogliano Veneto (TV) - Tel. 041-457222 – ore 20.30; la degustazione sarà guidata dal Sig. Dino Marchi; referente: Arno Galleazzi - Tel. 0422-261385); a Villafranca di Verona (Sede Comunale - Auditorium, P.zza San Francesco - Villafranca (VR) – ore 20.30; Referente: Bruno Zilio Tel. 348-5936436); infine a Belluno (Ristorante La Nogherazzza – Via Gresane 78, 32100 Belluno Tel. 0437-927461 – Ore 19,00; referente: Roberto Ferro Tel. 0437 927461)´

“E’ un evento unico in Italia che coinvolgerà nello stesso momento, la sera di lunedì 16 aprile, in oltre 21 città italiane – sottolinea Lodovico Mattoni, il presidente del consorzio di tutela Vini Montefalco -. L’iniziativa nasce per far degustare in tutte le regioni un vino dal nome altisonante, molto apprezzato dagli operatori, ma difficile da trovare a causa di una produzione che non è di grandi numeri”.

“In un solo giorno ben 2 mila sommelier dell’Ais avranno la possibilità di degustare in tutta Italia il Sagrantino di Montefalco – ha aggiunto Terenzio Medri, presidente dell’Ais nazionale – per approfondire la conoscenza di questo prodotto attraverso l’analisi di sei tra le migliori etichette della denominazione”.

Le degustazioni dei vini – sei etichette in ogni sede del Sagrantino Day - avverranno alla cieca. Solo alla fine della serata i sommelier dell’Ais conosceranno il nome delle cantine. Ogni sommelier sarà chiamato a compilare una scheda di valutazione sulle caratteristiche organolettiche del vino che ha degustato e sulle preferenze personali. I dati saranno elaborati dal professor Vincenzo Zampi, docente di Economia all’Università di Firenze. Lo studio si ricollega a un primo test dello scorso autunno su un campione di 500 sommelier Ais: l’80% aveva decretato che il “Sagrantino di Montefalco è un vino inconfondibile”, un rosso di personalità, “diversi” da tutti gli altri vini rossi italiani.




10.04.07

Il Vinitaly dei blogger (quasi un bignamino)

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Ebbene sì, c’erano anche loro.
Gli “irregolari” della neo-informazione (del vino).
A piccoli gruppi, più spesso singolarmente, più o meno in incognito.

Parliamo dei wine blogger, italiani ed esteri: per la prima volta qualcuno ha cominciato a notarli.

Non che fosse facile: quando vogliono (“vogliamo”: ci son di mezzo anch’io), sanno (sappiamo) essere molto discreti. Come insegnano le migliori tecniche di giornalismo investigativo, è così che si raccolgono i dati più interessanti, le confidenze più succose, le notizie più intriganti, i gossip più esplosivi.

Perché, com’è facile intuire, se ti presenti subito per quello che sei, è finita: si cuciono tutti la bocca.

Vinitaly è pressocchè archiviato, ma nella blogosfera gli echi della kermesse rimbalzano ancora: eccone alcuni, colti tra i più divertenti/significativi.

Immensità:
“…his first impressions are of immensity. Immense exhibition areas (many of them), immense numbers of wine producers (how can they all stay in business?), and immense numbers of people who work in the wine sector, directly and indirectly” (Mondosapore)

E’ qui la festa:
“Dopo un paio di assaggi, buoni ma soprattutto ben scanditi dalla grande dialettica del Paolini, comincia la festa: arriva la troupe televisiva di Rai Tre Veneto a fare il classico servizio di costume, soprattutto l’Intervistatrice, “dotata” di un piglio e un abbigliamento più indicato al sano cubismo che al Vinitaly, anche se credo sia una caratteristica della tipa, visto che così conciata, stessi abiti, stivali e calze a rete, l’ho vista presentare un servizio dal Model Expo Italy, rassegna di modellismo veronese” (Wineplanet).

La fantasia al potere:

“Parking is a major pain. And then there's the rain.
Getting better, but always a challenge. Italians and parking, it’s a pastime; it’s their fantasy football league in kinetic form. And finding the perfect parking place in which to exit the fair quickly in order to make it to dinner, well that’s a fine art….And the rain. Take two umbrellas so you can give one to the person with you who forgot, so you don’t have to share your umbrella and get wet.” (On the Wine Trail in Italy)

La chiamano creatività:
“…al centro del padiglione, rigorosamente senza “nessuna concessione alla tradizionale immagine oleografica della regione”, dunque senza pizza, mandolino e Pulcinella, ma anche senza nessun segnale chiaro che ci facesse capire di trovarci idealmente nel cuore del vigneto campano, la “installazione d'arte” cara a Bassolino, ovvero una piazza di 1200 metri quadrati con tanto di “paesaggio agricolo capovolto” di 650 metri quadrati, “con prati, ulivi, acqua, e roccia”, ma senza nemmeno l’ombra di un vigneto….” (Vinoalvino)

Positività ragionata:
“Uno dei Vinitaly migliori nei miei dieci anni di presenza. Si respira un aria di positività "pulita", ovvero non l'entusiasmo un pò becero degli anni d'oro (1998 - 2002), ma ragionato, riflessivo, dove i vini pomposi o fuori prezzo, o "strani" non trovano spazio” (Poggioargentiera).

Sequestro di persona:
“Questo post nasce durante una sosta forzata nel parcheggio dell’ex mercato ortofrutticolo, direi quasi un sequestro di persona, visto che ci hanno proprio chiusi dentro, e noi non perdiamo tempo per aggiornarvi su ciò che abbiamo fatto oggi.” (Soaveblog)

Tempismo meteorologico:
“Che strano...ogni anno, con una cadenza perfetta, non importa se la data si sposta un po' più avanti o un po' più indietro, né è rilevante che tempo faccia prima o dopo, al Vinitaly piove” (Esalazioni Etiliche)

Imperdibile:
Overheard in Vinitaly dell'implacabile Fiorenzo.

Finalmente noi:

"Registrati altri passaggi allo stand del Consorzio del Soave che ha voluto ospitare il “Wine-net Meeting Point @ Vinitaly 2007”, organizzato in collaborazione con Aristide per offrire un punto di incontro intorno a qualche tavolo e alcuni bicchieri di Soave o Durello per gli assetati wine blogger giunti al termine di una dura giornata di peregrinazioni al Vinitaly...." (Aristide)





06.04.07

Il Vin Santo di Brognoligo (il nostro augurio di Buona Pasqua)

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C'era una volta il Vin Santo del Veneto.

Era un nettare prezioso, che costava tempo e fatica, doveva durare per sempre (o quasi) ed era centellinato come un farmaco. Si offriva all'amico più caro, all'ospite importante, si dava come ricostituente (ma solo agli ammalati gravi...)

E poiché eventi del genere nella vita contadina di “anta” anni fa erano poco frequenti, il Vin Santo durava a lungo.
Col tempo però l'area di Verona perse l'abitudine a questo vino, e la tradizione del Vin Santo sopravvisse stabilmente solo a Gambellara, dove acquistò la denominazione d'origine.

C'è tuttavia ancora un fazzoletto di terra che custodisce con gelosia questa piccola, semisconosciuta perla enologica: Brognoligo, la frazione più vitata del più vitato comune d'Italia, Monteforte d'Alpone.
A produrlo sono rimaste un pugno di famiglie, forse meno, e lo fanno per stretto consumo personale; solo una volta all'anno il Vin Santo di Brognoligo esce allo scoperto, in occasione della Festa delle Ciliegie (prima domenica di giugno).

Per questo assistere alla spremitura di questo vino è un piccolo evento: una fortuna per la quale VinoPigro e Aristide ringraziano l'amico enologo Giuseppe Carcereri e l'azienda Canoso di Monteforte.
Il Vin Santo che sta nascendo è infatti di questa azienda.
Per assaggiarlo però bisognerà armarsi di pazienza: non sarà pronto prima di due anni. Anzi, più si aspetta e meglio è.

Quelle che seguono sono le fasi fotografiche delle prime operazioni: un reportage con il quale auguriamo a chi ci segue una Pasqua Santa e dolce come questo vino.

Per fare il quale, una volta spremute le uve, non occorre altro...

via le uve dai graticci.jpg nella mostarola.jpg si prepara il torchio.jpg
via le uve dai graticci, dove sono rimaste ad appassire per mesi... e giù nella mostarola: gli acini sono così disidratati che per schiacciarli bisogna prima romperli... dopodichè, si mettono nel torchio, ben pressati da chili e chili di legno...


ed ecco il mosto.jpg
ed ecco il mosto. Dolcissimo, denso. Profuma di banana, datteri, miele, mela appassita, mandorle, fiori....ora l'aspetto non è dei più invitanti, ma anche così non smetteresti più di berlo...

Una volta terminata la torchiatura, il mosto verà messo in botte e dimenticato nel fruttaio per non meno di due anni.
Passerà l'estate, verrà di nuovo l'inverno, poi ancora l'estate: il vino fermenterà, si calmerà, tornerà a fermentare, e anche l'ossigeno farà la sua parte.
Il Vin Santo si fa così.
"Viene come Dio vuole", dicono da queste parti.
Forse è santo anche per questo.

(nelle foto: i fratelli Massimo e Primo e il papà Giuseppe Meneghello dell'azienda Canoso in azione)




05.04.07

Il Tocai è morto, viva il Tai!

Insomma, alla fine abbiamo perso.

L'Unione Europea ha decretato che non potremo più chiamare "Tocai" il nostro Tocai.
Anni di battaglie legali, tira-e-molla burocratici, proteste e lamentazioni varie non sono servite a farci vincere la causa.
Il Tocai è morto, e con un senso della teatralità di cui molti politici sanno fare sfoggio, a Vinitaly se ne sono celebrati i funerali.
Come nella migliore tradizione, ne diamo notizia a cose fatte.


necrologio Tocai-1.jpg

N.B: ovviamente l'ex-Tocai continuerà ad essere prodotto e consumato.
Solo che - pare - si chiamerà Tai.

Esterofili come sono, chissà se gli italiani riusciranno a bersi anche questo...
Personalmente, il nome mi ricorda quello di una compagnia aerea dell'Estremo Oriente.
Che possa essere di buon auspicio per far...decollare questo vino?




03.04.07

Wine Blogger: se non puoi combatterli

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...come dicevo, il Vinitaly n.41 appena conclusosi tra squilli di fanfara e rullo di tamburi - peraltro meritati: è stata una bella edizione, che ha regalato soddisfazioni di pubblico e critica un po' a tutte le categorie della filiera vino - ha visto, forse per la prima volta, anche un'alta partecipazione di wine blogger. E siamo solo agli inizi.

Sguinzagliati un po' ovunque, impegnati soprattutto in degustazioni e scoperte enoiche, questi nuovi protagonisti dell'informazione/comunicazione enogastronomica avevano però un punto di riferimento preciso nello stand del Consorzio del Soave: i primi tre giorni della fiera sono stati perciò ricchi d'incontri e di confronti anche tra loro.

Tale presenza/partecipazione è significativa, e andrebbe intesa dall'informazione "ufficiale" (e convenzionale) come il segno di un nuovo bisogno - oltre che di un nuova forma espressiva - d'informazione sul vino.

Un'informazione meno soggetta a dubbi e sospetti (spesso fondati) di connivenze e collusioni assortite con il mondo del vino, ovvero con quella parte di cui si dovrebbe, appunto, informare (nel bene e nel male).

Inutile negarlo: la categoria alla quale appartengo e in cui mi riconosco - sia pure dal basso del mio girone infernale, quello dei pubblicisti, considerati (e spesso trattati) come i paria del giornalismo italiano - prova sentimenti ambivalenti nei confronti dei wine blogger.

Molti giornalisti infatti ne diffidano, altri li snobbano scandalizzati ("Per favore! non saranno mica giornalisti, quella gente li?!"), altri ancora fanno spallucce e li ignorano ("Dilettanti. I wine blogger sono solo dei dilettanti").

I pochi illuminati, ammettendo in materia la loro più profonda ignoranza, si sforzano almeno di conoscerli.
Avvicinano questi strani animali che sulla rete si moltiplicano come funghi a velocità fotonica, e cominciano a interessarsene. Non si sa mai che si riesca a intrecciare una qualche forma di collaborazione tra i media tradizionali e il web...

Resta il busillis centrale, l'interrogativo ontologico principale (in filosofia, l'ontologia è lo studio dell'essere in quanto tale), sul quale già si stanno versando fiumi d'inchiostro:

il wine blogger - e il blogger in generale - è un giornalista oppure no?

Chissenefrega, dico io.
Fanno opinione, ti muovono il mondo, la gente li segue, da' loro credito, li legge.
Più di giornali e riviste e, tra non molto, probabilmente, anche più di televisioni e radio.

Al punto che i più autorevoli tra i wine blogger - e questa autorevolezza, questa credibilità se la sono conquistata sul campo, con i fatti, non con le chiacchiere o le amicizie "che contano" - cominciano a venir preferiti (negli eventi e nei concorsi enologici, nazionali e internazionali) perfino a tanti giornalisti accreditati.

Già ora, insomma, appare problematico arginare questa marea montante.

Certo, in mezzo c'è anche tanta spazzatura, che si traduce in improvvisazione, qualunquismo, superficialità, volgarità, mancanza di stile, banalità, conformismo, povertà di contenuti.
(Esattamente come accade in tanto giornalismo...)

Ma, come per qualsiasi altro prodotto, passata la novità e l'entusiasmo del breve termine, sul lungo termine ciò che conta è la qualità del servizio offerto: l'autorevolezza che il wine-blog è riuscito a conquistarsi.
E affidabilità e serietà non sono appannaggio esclusivo dei giornalisti professionisti iscritti all'Ordine nazionale.

So che ci sono colleghi giornalisti che cominciano ad avvertire una sottile inquietudine: la sensazione che nasce dal veder messa in discussione l'esclusività della propria mission di paladino dell'informazione.

Personalmente, non credo che il mestiere del giornalista sia giunto al capolinea.

Ritengo piuttosto che sia in atto una rapida, radicale trasformazione dello stesso - più o meno indolore.
Pensare che la cosa possa risolversi ed esaurirsi da sola senza troppi danni, come se questa per i wine blog (e per i blog in genere) sia una specie di cotta adolescenziale di gente smanettona, è però un pericoloso errore di sottovalutazione del fenomeno.

E' come continuare a ballare sul ponte del Titanic, e credere che quello che si profila all'orizzonte sia il ghiaccio per il cocktail.
Invece è la punta dell'iceberg, e tra un po' saremo tutti a mollo.


ps: i wine blogger, se non puoi combatterli, fatteli amici.




02.04.07

Vinitaly time! Umani in fiera

bottiglie al Vinitaly.jpg

Cinque giorni di passione, intesa nei due sensi.
Nel senso buono: divertimento, entusiasmo, interesse, curiosità.
Nel senso cattivo: disagi, nervosismo, stress, incompiutezza, stanchezza.
Per l'oscura cronista di VinoPigro, quella appena conclusa è stata comunque una gran bella edizione di Fiera Internazionale del Vino e degli Spiriti.
Non datemi retta quando mi lamento: in realtà, io il Vinitaly l'adoro.

Perchè è una festa.
Faticosissima, ma pur sempre una festa.

E come in tutte le feste, c'incontri la più varia umanità: quelli che conosci, quelli che non conosci e la cui conoscenza non ti manca (ma ti tampinano lo stesso perchè qualcuno ha detto loro che sei giornalista...), quelli che vorresti conoscere ma sono sempre occupati con qualcun altro.

Ci sono i giornalisti amici da una vita: molti di loro abitano ai quattro angoli d'Italia, perciò li vedi solo in quest'occasione e ti rammarichi di non aver mai abbastanza tempo da dedicargli.
Ci sono le new entry del grande circo della comunicazione/informazione (leggasi: wine blogger. Quest'anno ne avrò contati almeno una decina, per limitarmi solo ai più noti fra quelli italiani. Due anni fa molti di loro neanche esistevano. Sono la testimonianza del nuovo che avanza, piaccia o no ai rappresentanti dell'establishment del giornalismo "ufficiale").

Ci sono le comparse. Ovvero, quelli che si spacciano per giornalisti (perchè in effetti scrivono. Un articolo al mese su testate che nessuno conosce) e s'infilano ovunque ci sia un buffet.

Ci sono i Vij (Very important journalist); sono le stelle degli eventi di gala, dalle cerimonie di premiazione ai Ristoranti d'autore, ai convegni istituzionali, alle presentazioni dei vini delle cantine griffate.

Alcuni li riconosci perchè la panza li precede di un metro, o quasi (essere un Vij comporta in genere una pesante contropartita di natura estetica).

Altri perchè hanno una postura inclinata: l'angolo d'inclinazione (all'indietro) è direttamente proporzionale all'importanza che si attribuiscono.

Tra i frequentatori e gli abitanti degli stand, invece, è tutto un fiorire di frasi storiche:

"Il vino non è a posto perchè l'ho imbottigliato solo la settimana scorsa: dovevo essere pronto per il Vinitaly".
"Vinitaly arriva sempre troppo presto per i vini: dovrebbero organizzarlo a settembre".
"Cinque giorni di fiera sono troppi".
"Cinque giorni di fiera sono pochi, non riesci a fare tutto".
"Ci sono troppi convegni".
"Sul vino non c'è abbastanza informazione".
"...zz..!! Quando c'è il Vinitaly piove sempre!!".
"All'estero nessuno vuole più i vini barricati"
"Nei paesi del Nord e dell'Est Europeo e in America (pari a tre quarti del mercato mondiale, ndr.) i vini più richiesti sono quelli barricati".
"I vini da vitigni autoctoni sono la moda del momento, come gli internazionali qualche anno fa".
"Se i produttori fanno certi vini è perchè sono succubi delle guide e dei giornalisti".
"Se vuoi vendere, devi fare il vino che ti chiede il mercato"
"Se vuoi vendere, devi fare un vino che esprima il territorio".

(...continua...)