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30.04.08

Produttori di scartoffie

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E' andata meglio del previsto: il 63° Congresso nazionale Assoenologi - ospitato nella lussuosa e altrettanto costosa sede del Mulino Stucky Hilton di Venezia - ha lanciato al mondo del vino e della politica numerosi messaggi interessanti.

E ciò a dispetto del tema scelto per l'assise di quest'anno: "Vino: rimanere competitivi per vincere la sfida dei mercati", che a prima vista appariva quanto meno fumoso e generico.

Tra le otto relazioni presentate nei due giorni, una delle più interessanti (e condivisibili) è stata quella del direttore generale di Assoenologi, Giuseppe Martelli.

Il quale ha puntato il dito sulle molte colpe - del mondo produttivo e di quello politico-amministrativo - responsabili dei ritardi, delle manchevolezze, delle inefficienze che di fatto frenano/condizionano lo sviluppo di quello che è il settore trainante del nostro export agroalimentare: il vino, appunto.

Tra i numerosi punti deboli del mondo vitivinicolo, Martelli ha citato quello della burocrazia.

Soffocante, oppressiva, pesante, e spesso del tutto inutile.

"Oggi un enologo deve dedicare il 25% del suo tempo a riempire carte, assistere a riunioni, preparare relazioni, con costi indiretti enormi.

E un imprenditore del vino perde 110 giorni dietro le carte.

Nonostante ciò, per le Doc come per la produzione nazionale di vino si hanno dati incerti e/o incompleti; Istat e Agea forniscono informazioni diverse e discordanti.

L'Italia insomma non conosce i dati del suo vigneto e della sua cantina.
Com'è possibile in questa situazione programmare il settore, stabilire sinergie, organizzare i controlli
"?

...mi fermo subito (degli altri temi spero di avere modo di parlare più avanti).

Domani, 1 maggio, è la festa dei lavoratori, dicono.

Il mio augurio agli amici del mondo del vino è che possa diventare quanto prima l'inizio di un cammino di liberazione: quello dalle troppe scartoffie.




28.04.08

Un wine blogger cavaliere SNODAR

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Ebbene sì, ecco un altro segno dei tempi (che cambiano): il prossimo venerdì 2 maggio alle 20, nella cappella del Park Hotel di Villa Quaranta (Ospedaletto di Pescantina, VR) riceverà l'investitura a cavaliere del Sovrano Nobilissimo Ordine dello Antico Recioto un amico di molti di noi, celebre e apprezzato wine blogger...

E' la prima volta che succede nella storia di questo glorioso ordine enoico-cavalleresco .

Finora infatti hanno ricevuto l'investitura giornalisti enogastronomici italiani ed esteri di chiara fama (da Antonio Paolini a Sandro Sangiorgi, da Burton Handerson a Daniel Thomases, per citare i primi che mi vengono in mente, ma ovviamente sono molti di più...), tutti attivi su testate cartacee e/o radiotelevisive.

Alla rete e ai suoi nuovi attori non si era mai pensato.

Bene, è tempo che accada, e che anche il mondo delle confraternite enogastronomiche prenda atto che dal settore della comunicazione e dell'informazione specializzata si stanno levando voci nuove, a volte perfino pù ascoltate e accreditate di quelle che siamo abituati a sentire dai media tradizionali.

La cerimonia (aperta al pubblico), precederà il consueto convegno internazionale: la serata si concluderà come sempre con una degustazione dei vini protagonisti dell'appuntamento di quest'anno.


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27.04.08

Diritto di replica, 4: la Vmc spiega la sua posizione

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Dopo l'Enoagri, tocca alla Vmc dire la sua.

Cosa che fa annunciando battaglia legale contro il settimanale reo di aver descritto la sua attività "sotto una luce particolarmente sinistra agli occhi dei consumatori", come afferma l’avvocato Fabio G. Lucchesi, legale di Gaetano Guacci, amministratore della Vini mosti concentrati di Massafra.

La Vmc ha indetto nei giorni scorsi un'apposita conferenza stampa per far conoscere la sua versione dei fatti.
All'incontro erano presenti anche Guido Spera, docente in Viticoltura ed enologia presso l’Università degli Studi la Tuscia di Viterbo, e Nando Bozzurra, docente in Master di diritto alimentare presso l’Università di Macerata ed ex responsabile dell’Ispettorato centrale repressione frodi.

A seguire la cosa, c'era per "Focuswine" il collega Maurizio Taglioni.

Riportiamo di seguito alcuni dei passi più significativi della conferenza stampa.

"Come già confermato dagli esiti delle analisi effettuate nei laboratori ufficiali e dal ministro delle Politiche agricole De Castro - ha detto l'avv.Lucchesi - , i prodotti vinosi venduti dalla Vmc non contenevano in assoluto e senza alcun dubbio nessuna sostanza dannosa alla salute umana”.

"Dalle analisi riferite nell'articolo, quelle di S. Michele all'Adige – ha detto Spera - non risulta alcuna sostanza velenosa. Anche ai laboratori della Repressione frodi di Salerno l’analisi chimica non ha rivelato alcuna presenza di sostanze vietate.
Ci sono acido tartarico e acido citrico, ma nessuna presenza di acido muriatico, questo non appare in nessun referto”.
“Giornalisticamente – ha spiegato Buzzurra - Enoagri e Vmc sono state considerate un tutt'uno.
Enoagri si occupa principalmente di uva da tavola e non è soggetta a leggi del settore vitivinicolo ma a quelle riguardanti i succhi di frutta.
Alla Enoagri sono stati rinvenuti acido citrico, acido tartarico, fosfato di ammonio come attivatore della fermentazione alcolica, tutti prodotti il cui impiego è disciplinato per regolamento e comunque dalle norme sui succhi di frutta.

Vmc invece lavora vini ottenuti da trasformazione di uve e mosti locali, ma anche dall'estero, soprattutto dalla Spagna”.

“Di veleno insomma – ha continuato Lucchesi - non ce n'era affatto nei prodotti e non c'era neanche la detenzione negli stabilimenti. Abbiamo richiesto pertanto un procedimento di revisione delle analisi che dovrà escludere anche ogni violazione di carattere amministrativo della normativa comunitaria”.

In sintesi, “la produzione della Vmc è rispondente ai requisiti di legge, e sono in corso analisi che ci daranno risposte.

Comunque la nostra posizione è che produciamo vino rispondente a parametri di legge”.




24.04.08

Enologi a congresso a Venezia

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Ancora in mezzo all'acqua.
Ma non su una nave da crociera di gran lusso: su un'isoletta prospiciente San Marco.

L'isola della Giudecca.

E' questa infatti la location scelta da Assoenologi per il suo 63° Congresso, in programma da oggi (giovedì 24) a domenica 27 aprile.

Ad ospitare i congressisti sarà il famoso Mulino Stucky Hilton; tema del congresso sarà "Rimanere competitivi per vincere la sfida dei mercati".

In pratica, oltre che di vino, si parlerà di finanza, territorio e mercati, export e canali distributivi, concentrazioni e risorse finanziarie.

Otto i relatori accreditati - cui si alterneranno sul palco oltre una decina di sponsor -: Adriano Tomba (Laboratorio Imprese Banco Popolare); Mario Moretti Polegato (pres.Geox Italia); Massimo Maberti(dir. Ice); Antonio Laspina (dir. Ice Pechino); Guido Venturini (TCI); Giuseppe Martelli (d.g. Assoenologi);Antonio Musella (dir. Ice NYC); Emilio Pedron (a.d. GIV).

Come già lo scorso anno, la sottoscritta seguirà tutti i lavori nelle vesti di inviata della sua testata di riferimento, pronta a fare al suo ritorno un (più o meno) dettagliato rapporto su questo schermo.

Sperando, ovviamente, di avere qualcosa di davvero interessante e /o utile da riferire.




23.04.08

Diritto di replica, 3: parla la Vmc

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La Vmc, protagonista insieme all'Enoagri export degli ultimi fatti di cronaca del vino, convocherà a Roma una conferenza stampa per raccontare la sua versione.

L'appuntamento è per giovedì 24 aprile, a Roma alle ore 12, presso il G.H. Parco dei Principi - sala Orsini, via Frescobaldi 5.

Titolo dell''incontro: ""La Vmc di Massafra agisce giudizialmente per il risarcimento danni nei confronti dell'Espresso. Il suo vino non è pericoloso. La verità sulle modalità dei controlli e sui risultati di laboratorio".

Parlerà Gaetano Guacci, amministratore delegato dell'azienda, affiancato dall'avv. Fabio Lucchesi, dal prof. Guido Spera e dal dottor Nando Bozzurra.




21.04.08

Concorso "I giorni del vino e delle rose"

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Si avvicina maggio: mese di Cantine Aperte, delle rose e ora anche dei concorsi letterari dedicati al vino (e alle rose).

Come quello lanciato dall'azienda Villa Petriolo: "I giorni del vino e delle rose".

Con il Patrocinio della Regione Toscana, Comune di Cerreto Guidi, Circondario Empolese-Valdelsa, Terre del Rinascimento, Associazione Città del vino, Fondazione Città Italia e Dimore Storiche, A.I.S. Toscana, Comitato Dama di Bacco e la collaborazione della casa editrice ETS di Pisa , l'azienda indice la seconda edizione del concorso letterario “Villa Petriolo”, dal tema suddetto.
Obiettivo dell'iniziativa, nata lo scorso anno, è quella di scoprire e promuovere opere inedite di autori italiani e stranieri, esordienti o già affermati, scritte in lingua italiana e incentrate sui temi della cultura del vino, uniti a più ampie suggestioni connesse al paesaggio, alla storia, all’arte, alla lingua del nostro Paese.

Tutti i particolari qui.

Buone creazioni.




19.04.08

Biovitienologia...o no?

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Il vino è uno dei prodotti alimentari più maledettamente complicati che esistano su questa terra.
Da fare, da descrivere, da insegnare a fare, a volte anche da abbinare ai cibi.

Forse per questo ci piace tanto: è una sfida continua e sempre nuova.
La quale, tuttavia, obbliga anche ad uno studio inesausto, costante, sempre aggiornato.

"Biovitienologia...o no?"
di Albino Morando è uno dei manuali più efficaci che mi sia capitato tra le mani negli ultimi tempi (l'ho letto da cima a fondo durante una delle mie ultime, sempre più rare, pause vacanziere).

Molto sintetico -a volte anche troppo -ma anche molto chiaro, è diviso in due grandi sezioni, viticoltura ed enologia, nelle quali si trova tutto: dalla botanica della vite ai metodi di valutazione sensoriale.

Come dice lo stesso autore, "obiettivo di questo libro è di fornire in modo semplice e immediato (grazie anche al supporto di quasi 1500 foto: ci sono quasi più immagini che testi, ndr.) gli elementi essenziali per conoscere la vite e la sua coltivazione, come trasformare l'uva in vino e come consumarlo, mantenendo sempre ben chiara la distinzione tra le pratiche che rientrano o no nel "biologico".

Agli addetti ai lavori potrà forse apparire un po' scolastico e sbrigativo, ma il pubblico cui si rivolge non è tanto quello di agronomi e/o enologi, che hanno già una solida preparazione di base, quanto quello degli appassionati, dei giornalisti di settore e dei comunicatori, che in queste pagine potranno farsi un'idea anche tecnica dell'argomento (è uno dei pochi testi in cui ho trovato trattati argomenti come "pali e fili" o "tubazioni" e "riempitrici").

Della stessa casa editrice è anche "Vitenda, l'agenda del vitivinicultore", ricca di strumenti utili per l'addetto ai lavori (come le tabelle per il calcolo del costo d'impianto del vigneto , o per la gestione del magazzino dei fitofarmaci) ma anche di molte informazioni, notizie, curiosità, articoli tecnici su vite e vino, proverbi agricoli, descrizione dei principali vitigni autoctoni italiani, brevi biografie dei personaggi illustri della vitivinicoltura, nozioni di tecnica, e persino i principali riferimenti bibliografici delle riviste specialistiche.

Decisamente utile per il professionista del settore, è consigliabile per tutti i curiosi, e per chi vuol conoscere di più e meglio questo fantastico mondo.




17.04.08

Diritto di replica, 2: parla Enoagri export Srl

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Giovanni Vinci è il legale di Giovanni Caramia, l’amministratore della Enoagri, una delle aziende protagoniste dell'ormai (purtroppo) celebre vicenda del vino di Massafra.

Nell'ottica - e nell'impegno - di dare ai lettori/consumatori un'informazione il più possibile completa su questa vicenda, riportiamo alcuni passi salienti della lunga intervista che ha rilasciato al collega Carlo Flamini, redattore di Focuswine, il quotidiano on-line de "Il Corriere Vinicolo", e che possono forse aiutare a capire qualcosa di più di questo caso.

Ci spiega di cosa sono esattamente imputati i Caramia e che cosa è stato sottoposto a sequestro e controllo presso Enoagri?

"Le imputazioni a carico dei Caramia, ma anche della Vmc, sono “adulterazione o sofisticazione di sostanze alimentari” e ipotesi di “falsificazione di certificati”.

Allo stato attuale, tutti gli esiti delle analisi che noi abbiamo a disposizione, sia quelli notificati a noi come parti, sia quelli desunti dagli atti del fascicolo processuale, sono negativi in relazione alla presenza di sostanze pericolose per la salute, e a dirlo non sono solo io, ma è anche il Procuratore della Repubblica di Taranto, che l’ha riferito alla stampa.

Da alcune analisi è emersa la sola presenza di acqua e saccarosio, e per l’Enoagri, che si occupa esclusivamente di uva da tavola per ricavarne succhi e non ha l’autorizzazione per lavorare l’uva da vino, questo non è nemmeno un illecito, in quanto nella produzione di succo d’uva l’aggiunta del saccarosio è consentita".

Presso Enoagri quindi non è stato sequestrato vino?
"No, è stato trovato solo mosto di uva bianca da tavola, il vino è stato sequestrato nella Vmc".

Ma gli acidi e i concimi sono stati trovati presso i due stabilimenti?
"Sì, ma finora dalle analisi svolte queste sostanze non sono state trovate nel prodotto lavorato, sia succo sia vino, e le analisi non le ha fatte la difesa, ma la Procura attraverso i laboratori di San Michele all’Adige e di Salerno. Siamo in attesa delle ulteriori analisi.

Come si è arrivati a Massafra?
"Dal Veneto: dopo il sequestro nella cantina di Veronella e l’ordinanza di custodia cautelare per il titolare, Castagna, attraverso i documenti di approvvigionamento del vino gli inquirenti sono risaliti non a Vmc o a Enoagri, ma a un’altra società, la Tirrena Vini.

Nello stabilimento di Massafra, però, non hanno trovato la Tirrena, che aveva già cessato l’attività ad agosto-settembre dello scorso anno, ma la Vmc, che nel frattempo vi era subentrata. Entrati negli stabilimenti della Vmc e dell’Enoagri, hanno trovato acidi e concimi usati normalmente in agricoltura e hanno dedotto che il vino adulterato partisse da qui per arrivare a Veronella.".

E l’Enoagri cosa c’entra con la Vmc?
"Qui è il punto. C’è stata e c’è una grossa confusione nata dal fatto che lo stabilimento della Vmc è di proprietà di Enoagri, che gliel’ha affittato con regolare contratto.

Sono due stabilimenti affiancati, originariamente di proprietà di Donato Caramia, padre di Giovanni, che ne ha mantenuto uno per Enoagri, mentre l’altro è passato in proprietà alla stessa Enoagri, che però non vi opera e l’ha affittato a Vmc.
Una volta arrivati alla Vmc e trovato quel che han trovato, gli inquirenti hanno ulteriormente dedotto che anche Enoagri avesse dei legami con la vicenda. Allo stato attuale i Caramia sono quelli che subiscono i danni solo perché proprietari dello stabilimento dove opera la Vmc.
E’ per questo che è importante tenere distinte le due società.
".

E le aziende che hanno subito le perquisizioni in tutta Italia di chi sono clienti?
"Il Pm ha chiesto il sequestro dei prodotti che sono partiti dallo stabilimento Vmc-ex Tirrena Vini per altre destinazioni, dico Vmc perché Enoagri di fatto non ha commercializzato vino. Questo però lo so per averlo appreso dai giornali, in quanto non emerge dagli atti che abbiamo la possibilità di vedere noi a seguito dell’istanza rivolta al Tribunale".

Ma se, come pare di capire, i Caramia ed Enoagri sono estranei, Vmc pure, chi l’ha adulterato il vino trovato a Veronella? E i 70 milioni di litri di cui parla l’Espresso, se non sono stati prodotti qui, da dove arrivano?
"Innanzitutto, se c’è stata adulterazione in Puglia, questa è imputabile eventualmente alla Tirrena.
Tuttavia devo dire che dagli atti risulta esattamente il contrario, ovvero che il vino dalla Tirrena a Veronella sia arrivato buono e pagato regolarmente.
Quindi si presume, sempre stando agli atti, che l’adulterazione sia stata fatta non a Massafra, ma a Veronella.
Una volta giunta qui in Puglia, l’indagine ha poi contestato altri tipi di violazione: detenzione di sostanze non autorizzate ecc.

Per quanto riguarda i volumi, penso che le due aziende non abbiano questa capacità, specie se una fa esclusivamente succo d’uva.

Credo che la cifra sia il totale complessivo dei controlli fatti in tutta Italia e non solo di quello che parte da Massafra".




Sagrantino Day: in Veneto, Italia e nel mondo

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Il 21 aprile darà Sagrantino International Day: in Veneto, in Italia e nel resto del mondo.

Tutti insieme appassionatamente, nello stesso giorno.

In Veneto gli appuntamenti sono a Belluno (Hotel Villa Argentina, Cortina D’Ampezzo; ore 19.30), Rovigo (Villa Morosini, Polesella; 19.30), Verona (Showroom Dr. Luca Giavoni, San Giovanni Lupatoto; ore 20), Vicenza e Padova (Hotel Villa Tacchi, Villalta di Gazzo Padovano; ore 20.30).

Oltre a queste, la prima “degustazione globale” del Sagrantino di Montefalco Docg, un autentico gioiello dell'enologia umbra, sarà di scena anche in molte altre città italiane ed estere - come Berlino, Bruxelles, Francoforte, Lussemburgo, Londra, Monaco e Tokyo, nelle sedi della World Wine Sommelier Association. In Italia nelle sedi Ais, in ristoranti di qualità o in importanti hotel.

All’evento, organizzato dal Consorzio di Tutela Vini Montefalco in collaborazione con l’Ais, parteciperanno oltre 3 mila sommelier, italiani e stranieri.

Ma non di solo vino si parlerà lunedì prossimo: per accompagnare a tavola il re dei vini umbri ci saranno 25 ricette di piatti regionali e stranieri.

Il primo Sagrantino Day International vuole presentare qusto pregiato vino soprattutto ad un pubblico qualificato come i sommelier e permetterà anche di raccogliere utili informazioni sulla percezione e il gradimento del Sagrantino di Montefalco attraverso un supertest, il primo nel suo genere, condotto su un ampio campione di sommelier internazionali. Ai partecipanti sarà sottoposto un questionario e i dati saranno successivamente elaborati dal Consorzio in collaborazione con l’Università di Firenze.

Dopo la prova generale del primo Sagrantino Day dello scorso anno, in 25 città italiane, per la prima volta ci apprestiamo a guidare una grande degustazione collettiva che proietta il nostro vino in una dimensione internazionale, toccando oltre 30 città, di cui 6 straniere – commenta Lodovico Mattoni, presidente del Consorzio di Tutela Vini Montefalco -. Ci aspettiamo una grande partecipazione e una maggiore presenza dei nostri vini nei principali mercati esteri, come Giappone, Germania e Regno Unito, e nei più qualificati canali di distribuzione, come ristoranti, enoteche e hotel di lusso”.




14.04.08

Diritto di replica: la parola alle aziende

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Per completezza d'informazione, riprendiamo qui, come già fatto dal quotidiano on line de Il Corriere Vinicolo, la replica di tre delle aziende che in questi giorni sono sottoposte a verifica da parte della Guardia Forestale dello Stato e dell'ICQ.

Nota interessante - e in questo caso lodevole - alcuni testi sono tratti dai siti web delle aziende stesse.

“A seguito delle notizie apparse sulla stampa e date da alcune emittenti locali, teniamo a precisare che la partita di vino acquistata dalla nostra azienda dalla ditta V.m.c. di Massafra (Ta) riguarda la commercializzazione del vino fuso che la nostra ditta svolge dallo stabilimento sito in Cellino San Marco alla contrada Rafi-Verderame.
Detta quantità di vino, per altro, è ancora oggetto da parte delle autorità preposte di analisi per accertare l’eventuale sofisticazione da parte della succitata ditta V.m.c.
Per quanto invece attiene il vino imbottigliato dalla nostra azienda, presso i locali di via N. Tommaseo 13/15 di Cellino San Marco, ci preme rimarcare quanto segue:
- tutti i prodotti da noi lavorati e commercializzati sono ottenuti dalla vinificazione delle uve attuata direttamente nella nostra azienda;
- tali prodotti confezionati sono stati più volte oggetto di verifica da parte delle autorità sanitarie competenti;
- il nostro periodico controllo di gestione sottopone tutti i prodotti a scrupolose verifiche a salvaguardia della loro bontà e della salute dei nostri consumatori.
- l’azienda infine rende noto che agirà in sede civile e penale nei confronti della V.m.c. per i gravi danni commerciali e d’immagine che subirà per questa vicenda giudiziaria, che la vede completamente estranea.
Agricole Rizzello Spa

“Egregi Signori,
Desideriamo informarvi che la stampa ha reso pubblico un elenco di società che avrebbero acquistato dalla ditta Vmc, ora posta sotto inchiesta per presunte irregolarità nella produzione del vino.
Noi abbiamo acquistato solo vino sano, genuino e a norma di legge. Abbiamo dato tutti i nostri documenti alle autorità, dai quali è possibile vedere da chi abbiamo comprato i nostri vini e che tutti i nostri vini sono stati attentamente analizzati e risultati conformi ai regolamenti.
Le ispezioni che le autorità italiane hanno fatto nella nostra cantina in data 8 e 9 aprile 2008 hanno dimostrato che abbiamo fatto tutto regolarmente.
Garantiamo quindi che tutte le nostre consegne sono regolari e conformi ai regolamenti comunitari, per designazione ed analisi.
Ci riserviamo, nei modi e luoghi competenti, di tutelare il nostro nome nei confronti di chi si permette di associarci a fatti a noi non riconducibili”.
Stefano Sgarzi, Cantine Sgarzi Luigi Srl

“In relazione alla vicenda giudiziaria che la vede coinvolta, la Cantine Soldo Spa rende noto :
1. Di avere acquistato solo alcune partite di vino dalla Vmc e per l’esattezza il 2% del volume di acquisto annuale.
2. Di avere acquistato tali partite in base a regolamentare documentazione per un prezzo pienamente in linea con quello di mercato. Di essersi preoccupata di eseguire le analisi di rito che dimostrano che il vino è in linea con i parametri di legge.
3. Di avere immediatamente collaborato con l’autorità giudiziaria provvedendo a mettere a disposizione tutta la documentazione relativa all’acquisto di tali partite e nell’eventualità di attivarsi ad un immediato ritiro del vino che fosse già stato messo in commercio. Ciò in osservanza a quanto disposto dal Corpo forestale dello Stato e dalla Procura della Repubblica competente.
4. Di avere già dato incarico ai suoi legali di agire in sede civile e penale nei confronti della Vmc per i gravi danni commerciali e di immagine subiti da questa vicenda giudiziaria che la vede completamente estranea”.
Cantine Soldo Spa
L’amministratore Umberto Soldo





Vini bio: verso una normativa europea

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Ormai è moda: i vini più trendy sono bio.

Biologici, biodinamici, biotici, bio-qualcosa: purchè sani, naturali, eco-friendly e sostenibili (anche come prezzo, magari. Per il produttore e il consumatore).

Al di la' di questo, resta il fatto che ancora oggi il vino biologico, per legge, non esiste.

Esiste invece il vino da uve di agricoltura biologica.

Ciò che viene certificata "bio" insomma, è la materia prima, non il procedimento.

E' vero che, almeno in Italia, esistono numerosi enti certificatori e altrettanti protocolli di vinificazione, ma è altrettanto vero che occorre giungere al più presto ad una normativa europea unitaria nella quale tutti si riconoscano e alla quale tutti possano aderire.

Il Progetto Orwine, partito nel 2006, si propone proprio questo: fornire un background scientifico per lo sviluppo di un quadro legislativo di riferimento relativamente alla produzione di vino biologico e alla sua etichettatura.

Se n'è parlato in un convegno allo scorso Vinitaly, cercando di fare il punto della situazione.
I punti in discussione sono molti, e ricalcano un po' quelli già affrontati dall'ultima OCM vino.

In particolare, si sta cercando di trovare un accordo su: uso della solforosa, arricchimenti e flessibilità nelle tecniche di produzione relativamente, soprattutto, a certi vini speciali (come il Porto o il greco Retsina).

Ci sono infatti paesi (quelli più a nord, come Austria e Germania) che vorrebbero usare per i vini bio la stessa quantità di solforosa che già adoperano per quelli convenzionali.

E ce ne sono altri (come i paesi mediterranei, incluso il nostro) che vorrebbero invece ridurla almeno del 50 per cento.

Stesse posizioni anche sulla pratica dell'arricchimento: c'è chi lo vuole fatto con lo zucchero (proibito in Italia) e chi invece preferisce il MCR. Ovviamente, entrambi devono essere certificati bio.

In un'indagine tra i consumatori invece, appaiono lontane le posizioni in materia di etichettatura: c'è chi sostiene che in etichetta dei vini bio andrebbe messa una lista completa degli ingredienti e dei processi di produzione, e chi si accontenta di un semplice marchio biologico di garanzia (per approfondimenti: qui. Info correlate: qui.)

C'è ancora un po' di tempo per decidere e mettersi d'accordo, ma non troppo.

Il Progetto infatti terminerà nel 2009, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento sull'agricoltura biologica.




12.04.08

Velenopoli: facciamo chiarezza.

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A proposito dello scandalo del vino avvelenato, in giro si leggono un mucchio di sciocchezze.
Sulla stampa italiana, su quella estera, e persino in rete.

Con contraccolpi sull'export del nostro vino che si possono ben immaginare.

Cerchiamo allora di fare chiarezza, sulla scorta delle informazioni in nostro possesso.

Di seguito, le risposte ad alcune domande che tutti si pongono in questi giorni:

Che cos'è l'operazione “Vendemmia Sicura” di cui parlano i giornali italiani?
E' una vasta operazione che ha preso avvio nell'autunno 2007 ed è condotta dalla Guardia Forestale dello Stato, in collaborazione con il personale dell'Ispettorato per il Controllo della Qualità' dei prodotti agroalimentari. I suoi esiti più recenti hanno portato a individuare un ingente quantitativo di vino – più di 600 mila hl – risultato sofisticato.

Da dove proveniva questo vino?
Da due stabilimenti di Massafra (TA), la Enoagri export srl e la VMC, ora posti sotto sequestro.

A chi è stato venduto?
A oltre una decina di aziende italiane. Le aziende acquistavano questo prodotto come “vino da tavola bianco” e “vino da tavola rosso”, lo imbottigliavano in damigiane da 5 litri, in bottiglioni da un 1 litro e mezzo o in brik, e lo rivendevano poi ai supermercati italiani, dove era possibile comprarlo a prezzi bassissimi.

Questo vino era destinato anche ai mercati esteri, come la Germania o la Gran Bretagna?
No. Solo all'Italia.

Questo prodotto era venduto anche come vino a indicazione geografica tipica (Igt), o a denominazione d'origine?
No. Solo come vino da tavola.

Cosa c'entra il Brunello di Montalcino in tutto questo?
Assolutamente nulla. Come abbiamo detto, il vino risultato sofisticato era commercializzato come un generico e anonimo vino da tavola. Non esiste e non è mai esistito un “Brunello di Montalcino sofisticato”. I consumatori italiani ed esteri possono stare tranquilli.

Questo cosiddetto vino che le forze dell'ordine stanno sequestrando in giro per l'Italia è pericoloso per la salute?
No. Le prime analisi sui prodotti finiti non hanno rivelato la presenza di sostanze pericolose o tossiche, come metalli pesanti o altro.

Se non è vino, allora cos'è?
E' un prodotto costruito artificialmente, nel quale sono state ritrovati acqua, melasso (un prodotto della lavorazione della barbabietola da zucchero), acido cloridrico, solforico e fosforico, e anche sostanze utilizzate nella produzione di concimi, come il fosfato ammonico, fosfato biammonico e solfato di ammonio, e che vengono impiegate normalmente in enologia quali attivatori della fermentazione del vino.


...e questo, al momento, è tutto. Per conoscere le prossime puntate bisognerà armarsi di pazienza.

Sono cose lunghe.





11.04.08

Prezzi dei vini al consumo: una riflessione

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Marco Mancini è il direttore de "Il Corriere Vinicolo", una delle più importanti testate "tecniche" (alla quale ho la fortuna di collaborare da una decina d'anni), espressione dell'Unione Italiana Vini, la più antica associazione del settore vinitivinicolo.

A proposito dell'ennesima bufera scatenatasi nel mondo del vino italiano, Marco propone una doverosa riflessione, che condivido e sottoscrivo in pieno, e che qui riporto integralmente, essendo pubblicata su "Focuswine", quotidiano on line visibile solo a pagamento.

"In attesa che si dipani la vicenda giudiziaria e si capiscano realmente l’entità e i contorni di questa frode che ha colpito il mondo del vino, ci pare opportuno fare una riflessione.

I prezzi di alcuni prodotti che si trovano in commercio sono altamente ingiustificati se si considerano gli aumenti della materia prima, soprattutto di alcuni vitigni. Se è vero che i prezzi delle uve negli ultimi anni erano drammaticamente calati, toccando un punto di non ritorno, oltre il quale il produttore produce in perdita, è altrettanto innegabile che oggi in alcuni casi si è arrivati all’estremo opposto.

Ancora più pesante l’incidenza dei costi di produzione, quelli energetici e di trasporto, costi ai quali non può sottrarsi alcuna azienda.

È evidente che alla luce di tutto ciò certi prezzi dovrebbero se non altro insospettire.

È anche vero che l’attuale difficile situazione economica del nostro Paese spinge fasce di consumatori a ricercare un prodotto quotidiano a prezzo sempre più basso, innescando così una gara al ribasso molto pericolosa, dove i margini di utile per le imprese si riducono all’osso, così come tende a sparire il potere contrattuale delle nostre aziende rispetto a certa distribuzione.

Ciò porta a una situazione altamente rischiosa per tutti i soggetti coinvolti e naturalmente anche per quel consumatore alla ricerca del prodotto più economico.

Forse è il caso di invitare il nostro consumatore a rinunciare a qualche bicchiere di vino “da battaglia” a vantaggio di una scelta economicamente un po’ più impegnativa ma sicura.

Un eventuale calo dei consumi in una fascia di prodotto tanto bassa non può costituire motivo di preoccupazione per il comparto, anzi può soltanto aiutarlo a rafforzare la propria immagine e ad orientare gli acquisti verso brand forti e affidabili".

ndr: il grassetto è mio.





10.04.08

Ablegrape, il mondo del vino in un clic

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Doug Cook è un simpatico ingegnere informatico (laureatosi alla US Davis, CA) con due grandi passioni: la musica e il vino.

Mediati attraverso un terzo interesse: l'informatica.

Da questo mix nasce un motore di ricerca espressamente "dedicato" al mondo del vino, e che Doug ha presentato nel corso dell'ultimo, "vivace" Vinitaly, occasione nella quale l'abbiamo incontrato e intervistato.

Com'è nata l'idea di Ablegrape?
"Durante gli studi, e anche dopo la laurea, lavoravo per diverse aziende dell'informatica, e tuttavia ho sempre pensato che non sarebbe stata quella la mia scelta di vita.
Perciò dopo le mie dimissioni dall'azienda di cui ero diventato vicepresidente, la Inktomi (che era stata acquisita da Yahoo!), feci qualche viaggio e mi dedicai allo studio del vino, iscrivendomi al Wine & Spirit Ed.Trust di Londra (ora studio da master of wine).

Già allora notai che è molto difficile trovare su internet contenuti affidabili e soprattutto aggiornati sull'argomento 'vino': c'è tanta roba commerciale in giro.

A forza di cercare, finii per collezionare una lista di 500-600 siti. Commisi l'errore di scaricarmi un motore di ricerca open source...e da lì cominciò la mia ossessione!"

Ablegrape è ancora una versione beta, a che punto sei arrivato?
"Ho indicizzato 10 milioni di pagine".

Quanto tempo ha richiesto questo lavoro, finora?
"Poco più di tre anni, ad un ritmo di 40-60 ore alla settimana".

Come si comporta Ablegrape nel setacciare la grande rete?
"Ho inventato una tecnologia per trovare i siti e indicizzarli: il mio motore tende a favorire i siti con contenuto ufficiale, come quelli dei Consorzi, degli enti di categoria, perchè sono fonti ufficiali. Ma tutto il contenuto viene controllato, per valutarne la qualità e altro ancora, perchè ogni sito va inquadrato in una categoria".

Cos'hai trovato nella rete italiana?
"In Italia non c'è molto a livello istituzionale, e il grado di qualità e approfondimento dei contenuti cambia molto da una regione all'altra. Il Piemonte per esempio, ha un sito eccezionale, mentre quello del Ministero delle politiche agricole è un disastro: l'ultimo aggiornamento dei disciplinari risale al 2003! "

Quali sono i punti di forza di Ablegrape?
"Il suo principale vantaggio è che si tratta di un motore di ricerca nel quale tutto il contenuto viene controllato, cosicchè di roba commerciale ce n'è poca.
Google invece prende tutto, non fa distinzioni: quello che cerchi c'è sicuramente, ma chissà dove. Magari in decima pagina.
Questo perchè Google ha un modo di leggere i siti che è del tutto automatico.
Ablegrape invece ha una parte di lettura dei siti che viene fatta da una persona umana, cosa che, in certi casi, gli consente di offrire anche più contenuti di Google stesso.

Un altro punto di forza è il fatto che mi sforzo di presentare sempre i siti migliori, a prescindere dalla lingua: gli altri motori di ricerca invece tendono a favorire quelli nella propria lingua".

Concludendo?
"Voglio che la gente trovi sempre quello che sta cercando sul mondo del vino. Ilmio motore non è perfetto, per questo ho messo il link anche agli altri due motori, Google e Yahoo!".

Se qualcuno ha suggerimenti, critiche, segnalazioni, contributi o altro, può scrivere qui.

We want to make Able Grape the best it can be,
dice Doug.

E noi, anche.

ps: qualcuno si chiederà cosa c'entra la musica in tutto questo...non gliel'ho chiesto, ma credo che Doug, come la sottoscritta e molti altri, ami lavorare con un po' della musica preferita in sottofondo...
(per non parlare del meraviglioso connubio musica&vino).




09.04.08

Operazione "Vendemmia Sicura": i nomi

supermercato.jpg

Scatta in queste ore il sequestro in tutta Italia del famigerato "vino" alterato proveniente dai fantasiosi impianti di produzione di Massafra.

L'azione rientra nella più vasta operazione "Vendemmia sicura", di cui abbiamo dato notizia nello scorso dicembre.
Di seguito, i nomi delle aziende acquirenti dei prodotti (presunti) sofisticati dalle ditte V.M.C. Srl ed Enoagri Export Srl :

VINICOLA MARSEGLIA - Ortanova (FG)
CANTINA SGARZI - Castel San Pietro (BO)
CANTINE SOLDO Spa - Chiari (BS)
CANTINE BORGO SAN MARTINO - La Morra (CN)
MORETTONI Spa - Santa Maria degli Angeli (PG)
ACETIFICIO PONTIROLI - San Felice Sul Panaro (MO)
NUOVA COMMERCIALE Srl - Ovada (AL)
CAPPA ANGELO & Figli Snc - Dogliani (CN)
VINICOLA SANTA CROCE Srl - Monteforte d'Alpone (VR)
AZIENDA AGRICOLA RIZZELLO Spa - Cellino San Marco (BR)
CANTINA CAMPI - Seclì (LE)
COOPERATIVA TRA PRODUTTORI - Latiano (BR)
CASA VINICOLA POLETTI - Imola (BO)
SAROM VINI Srl - Castelbolognese (RA).

Come si vede c'è un po' di tutto: dalla cooperativa al grossista, dal grande imbottigliatore all'azienda agricola.
(A onor del vero, i pù attenti tra voi avranno notato i nomi anche di qualche vecchia conoscenza...il lupo perde il pelo, pardon, il cisternista perde la cisterna, ma non il vizio...).

Per il bene del settore vitivinicolo (e dell'immagine del vino italiano all'estero) ci ostiniamo a credere nella buona fede di questi acquirenti - in altre parole: non sapevano quel che compravano.

Una buona fede che però andrà provata: come si dice in questi casi, "la posizione di queste aziende è ora al vaglio degli inquirenti".

Nel frattempo, i loro prodotti (se non tutti, almeno una discreta parte) verranno tolti dalla circolazione.

E dagli scaffali di negozi e supermercati.




07.04.08

Massafra: ho visto cose

bicchiere infranto.jpg

(A proposito dei fatti di questi giorni....)

Ho visto gli investigatori entrare in due aziende di Massafra (prov. di Taranto): la Enoagri export srl e la Vmc.
Due aziende confinanti.
La prima ammosta uva da tavola destinata alla produzione di succhi d'uva.
La seconda dichiara di produrre vini, mosti e concentrati.

Ho visto i due stabilimenti collegati da condutture sotterranee, attraverso le quali il mosto d'uva da tavola passa dall'una e finisce nei fermentini dell'altra.

Ho visto le forze dell'ordine aprire il rubinetto di uno di questi fermentini e fare uscire un liquido giallastro e schiumoso...il "vino" in fermentazione.

Ho visto poi queste persone aprire una vasca di stoccaggio, e prelevare campioni di una melma color fango.

Le analisi - affidate ai laboratori di Conegliano Veneto dell'Ispettorato centrale Controllo Qualità, dell'Istituto di Enologia di San Michele all'Adige e dell'Istituto zooprofilattico di Padova - hanno rivelato che in quella melma c'è un po' di mosto d'uva (da tavola) ,melasso , acidi vari e assortiti (citrico, tartarico... e non solo), concimi e fertilizzanti d'uso comune in agricoltura e altre sostanze che ancora non sono riusciti a identificare.

Quella melma è il preparato "base" di ciò che finora è stato venduto come "vino da tavola bianco" e "vino da tavola rosso".
Opportunamente "chiarificato" e "corretto" con le sostanze di cui sopra, sarebbe finito in damigiane da cinque litri, brik e bottiglioni venduti a pochi centesimi nei supermercati di tutta Italia.

Di questa roba gli investigatori hanno sequestrato poco meno di 700 mila ettolitri.

E ho visto, ben nascosti in un angolo della "cantina", alcuni sacchi di polvere bianca: "fertilizzanti". Made in China.

Ho visto il sedicente titolare dell'azienda aggirarsi in quei luoghi con l'aria di chi non riesce a capire cosa stia succedendo, e cosa ci stiano a fare lì tutti quegli uomini in divisa.

Lui non sta facendo niente di male...

I sacchi di fertilizzanti? mica sono suoi. Sono di suo fratello, gli servono per la sua azienda agricola.
Glielo dice sempre di non lasciare la sua roba in giro.

Ho visto i nomi delle aziende coinvolte in questo giro di sofisticazione, quelle che imbottigliano questo "vino da tavola" bianco e rosso e ci mettono il loro marchio.

Una di queste era perfino presente al Vinitaly (d'altra parte, chi non ci va?).

Non dovendo vendere qualche migliaio di copie di giornale in più, posso concedermi il lusso (o il buon senso?) di fare questi nomi a tempo debito. Ovvero, quando non ci sarà più pericolo di compromettere il buon esito delle indagini (e di mettere in pericolo l'incolumità degli investigatori) con rivelazioni intempestive.

E ho visto certo giornalismo italiano fare in merito a questa vicenda la sua (ennesima) figura pressapochista, superficiale, inaffidabile e scandalista da quattro soldi.

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi...




05.04.08

Veronafiere al contrattacco: "Faremo causa all'Espresso"

E' una edizione con il botto, questa 42ª di Vinitaly.

Non solo e non tanto per i numeri della manifestazione - registrati in crescita a due cifre a soli due giorni dall'apertura - quanto per la (poco) allegra sarabanda di notizie, scoop (o presunti tali) che stanno avvelenando il clima della fiera, destando tra i produttori presenti sentimenti di seria preoccupazione, ansia, a volte angoscia, ma anche rabbia, un senso di impotenza e frustrazione e soprattutto notevoli incazzature.

Della vicenda sui "veleni nel vino" pubblicata questa settimana da "L'Espresso" con il suo consueto stile sobrio ed elegante e titoli che la dicono lunga sulla sua (mala)fede, Vinopigro tornerà quanto prima, non con rivelazioni clamorose - chi scrive si ritiene una giornalista, non una scandalista - , ma spunti di riflessione che mi auguro di un certo interesse.

Qui ci limiteremo a riferire, a caldo, le dichiarazioni del presidente di Veronafiere, avv.Luigi Castelletti, che dopo 24 ore a dir poco convulse ha pensato bene di dire la sua, apertis verbis, convocando a tamburo battente una conferenza stampa affollata di telecamere e giornalisti italiani e stranieri.

"E' un momento di cui avrei fatto volentieri a meno - ha esordito, scuro in volto - Ma ho ritenuto di dover intervenire per ribadire che tuteleremo il marchio e l'immagine di Vinitaly in ogni sede. I soggetti che sbagliano - ha detto riferendosi alle aziende sotto inchiesta per il vino scoperto adulterato - vanno sanzionati e colpiti, ma dopo aver sentito gli operatori del settore e anche gli stessi giornalisti, sono del parere che vada censurata certa stampa, che con la sua copertina, ha di fatto favorito la concorrenza straniera, facendo esplodere il "caso" contestualmente a Vinitaly e strumentalizzando di fatto un marchio che è stato fatto crescere in 42 anni".

"Il mercato delle nostre eccellenze agroalimentari è stato pesantemente attaccato negli ultimi tempi - ha proseguito Castelletti - il gravissimo danno arrecato dalla copertina de L'Espresso sta già avendo effetti molto pesanti sui mercati esteri.
Ci vorrà del tempo per recuperare questi danni: per farlo, contiamo non solo sulla professionalità e la serietà delle aziende del comparto, ma anche su quella dei comunicatori".

Alla conferenza stampa era presente anche l'assessore regionale Elena Donazzan, che ha dichiarato come anche la Regione Veneto, a sua volta, scenderà al fianco di Veronafiere nell'azione di tutela dell'immagine di Vinitaly.




01.04.08

Se brindi, poi sbandiiii....

calici.jpg

Ultime ore (frenetiche) prima di Vinitaly.

Gli appuntamenti da segnalare sarebbero parecchi, mi limiterò a ricordarne solo uno, di grande (e poco utile) moda in questi ultimi tempi: il tema "guida sicura" (con e soprattutto senza alcol).

Sull'ultimo numero di "Millevigne", il periodico dei viticoltori italiani diretto dal bravo Maurizio Gily (a proposito: chi viene al Vinitaly non si perda la presentazione che farà di ablegrape e del suo autore Doug Cook, al Pad.11, stand E5, giovedì 3 aprile alle 16.30) c'è un magistrale articolo dell'amico Lorenzo Tablino, ottimo enologo, bravo scrittore e ammirevole eno-comunicatore, dall'inequivocabile titolo "Ansia da etilometro".

E' uno dei pezzi più chiari, lucidi, precisi e utili che abbia letto sull'argomento "guida e alcol" negli ultimi mesi (così rigoroso che avrei voluto scriverlo io).

Tra le molte informazioni e considerazioni, mi sento di sottoscrivere a pieno soprattutto questa: come mai, si domanda il buon Renzo, se il consumo di vino è calato dai 140 lt pro capite del 1970 ai 48 lt attuali, gli incidenti dovuti all'abuso di alcol sono aumentati? E perchè soprattutto il sabato notte?

Non sarà che nel fine settimana i giovani (e anche i meno giovani) si danno allo sballo ostinato e continuato, nell'assurda convinzione che l'incidente capita sempre e solo agli "altri"? E che per sballare, oltre (o a parte?) il vino fanno largo uso di pasticche, birra, superalcolici, "bombe" e drinks vari e assortiti?

"E' inquietante il fatto che nessuno si chieda quali siano le reali cause del fenomeno - scrive Tablino - Perchè si beve meno, ma soprattutto si beve peggio. Perchè il mondo giovanile - tremendamente astemio dal lunedì al venerdì- si scatena nel fine sttimana con vino, alcolici e...altre cose. E' chiaro che l'ubricchezza è in agguato. Chi insegna oggi ai giovani l'uso moderato e consapevole del bere quotidiano?"

Eccetera.

Mi fermo qui.

Ne approfitto per ricordare che in Gran Guardia, nell'ambito di Vinitaly for you , quest'anno si parlerà di sicurezza stradale, con tanto di incontri con piloti professionisti e agenti della polizia stradale, consigli per una guida sicura, eccetera.

E adesso, davvero: buon Vinitaly a tutti.