EWBC (1): persone, parole, vini
Tre giorni ad alto potenziale d'energia.
Un sacco di cose da dire, vedere, condividere, provare.
Un evento informale con un'organizzazione professionale.
Il tutto perfettamente riuscito.
E, credetemi, la Rioja vale un viaggio.
Le conclusioni della conference?
Stay tuned.
E' tutto work in progress.
Le discussioni continueranno sul web, , ma intanto l'obiettivo principale è stato raggiunto: conoscersi, iniziare un dialogo reale, dopo mesi di scambi virtuali.
Ma per chi non c'era, ecco un po' di cronaca in pillole di questo week end lungo vissuto alla grande.
Giunti alla spicciolata all'Hotel Husa Gran Via di Logrono, tutti i partecipanti sono stati accolti con grande calore e affetto dagli organizzatori Gabriella e Ryan Opaz e Robert McIntosh: presentazioni, chiacchiere a ruota libera, e poi via alle danze.
La prima giornata dell'EWBC è cominciata...a pomeriggio inoltrato, con la degustazione dei vini portati dagli stessi partecipanti, mentre Edgar Mendoza e Eduardo Benito di VinusTV si scatenavano con le prime interviste.
Alla degustazione è poi seguita la cena in un locale tipico di Logrono, anche questa condita da chiacchiere, battute, scambi di idee e risate in un'atmosfera di festa fino ad un'ora imprecisata della notte...davanti a bottiglie di cerveza e piatti di jamon e chorizo che non finivano più.
Il giorno dopo sono iniziati i lavori: ospiti della spettacolare Bodega Dinastia Vivanco - un'azienda, un museo, un centro di cultura del vino di livello stellare, inimmaginabile in Italia - nella comoda e modernissima sala congressi, si è parlato e discusso con passione di wine blogging come scelta di comunicazione delle piccole aziende (relatori: Amy Lillard e André Ribeirinho), di wine writing e sistemi di rating dei vini - in merito ai quali partirà a breve una sperimentazione a cura di Aristide - di monetizzazione dei blog (ovvero: come far soldi con il blog. Con i suggerimenti di Robert McIntosh), di advertising sui blog (con le spiegazioni di Filippo Ronco).
Una mattinata densissima e intensa, intervallata da due pause e conclusasi con un lauto pranzo presso l'elegante ristorante della Bodega, cui è seguita la visita al museo e alla barricaia.
Rientro in hotel e poi di nuovo in giro, per la cena e la degustazione di vini spagnoli (una trentina) a cura degli amici Gabriella e Ryan, presso il ristorante El Chata.
Il giorno successivo, domenica, è già tempo di partenze per alcuni, ma la maggior parte si trattiene per visitare tre bodegas: la scenografica e griffata Marques de Riscal, la piccola e simpatica Miguel Merino, la solida Bodegas Bilbainas.
Quando ci siamo alzati dal tavolo da pranzo di quest'ultima erano ormai le 17.30; per molti è tempo di partire per l'aeroporto, e il gruppo si assottiglia ancora.
La nostra ultima sera a Logrono si consuma, ancora una volta, attorno ai tavoli di un localino (l'Oca Ubriaca: e con una birra in mano, dopo giorni passati a degustare tempranillo, graciano e mazuelo, ovvero carignano), discutendo con inesausta energia di blogging, e di come questo nuovo mezzo finirà per cambiare la comunicazione e quindi il wine biz in giro per il mondo.
Il web wine 2.0 sta rimescolando non poco le carte in tavola, in tutti i settori del vino; qualcuno degli addetti ai lavori (produttori o comunicatori) ancora non se n'è accorto, molti fanno finta di ignorarlo, i più svegli l'hanno capito da un pezzo.
L'aria è cambiata e conviene assecondare il vento.
Per questo il primo EWBC ha ricevuto il sostegno di enti pubblici come l'ente del turismo della Rioja, e di aziende come Bodegas Dinastia Vivanco, Amorim, Raimat.
L'avventura ovviamente è solo ai suoi inizi e sicuramente con il tempo altri compagni di avventure vinoso-bloggarole si aggregheranno alla compagnia...
...e chissà che già l'EWBC n.2 non si tenga in Italia.
Cominciate a ripassarvi l'inglese, folks...
ps: qualcuno mi chiede quanti vini abbiamo assaggiato. La risposta è: non lo so. Non li ho contati. Quello che posso dire è che, complessivamente, ho visitato 5 cantine e partecipato a 8 degustazioni. Meno male che era solo una "conferenza"...