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Spostate quel treno! (e salvate il Lugana...)

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Un'antica cascina lombarda nel cuore di un cru della Doc Lugana: Tenuta Roveglia.

Proprietaria di oltre cento ettari di terreno, metà dei quali a vigneto, vanta produzioni d'eccellenza; tra le sue bottiglie migliori, etichette come il Lugana Sup.Doc "Vigne di Catullo".

Una realtà economicamente di rilievo, una corte rurale bellissima, una terra pregiata.

Il tutto condannato a morte dal tracciato della TAV.

Ho citato questa azienda in particolare perchè mi pare un po' il simbolo di quello che sta accadendo in questa zona: una Doc e un prodotto apprezzatissimi in Italia e all'estero, e che un disegno altrui vuole in parte cancellare dalla faccia della terra.

Sono anni che il Consorzio di Tutela del Lugana - una denominazione d'origine a cavallo tra le province di Verona e Brescia, 800 ettari di vigneti che al momento producono 8 milioni di bottiglie con un fatturato annuo di 50 milioni di euro - combatte la sua solitaria battaglia contro il "progresso": il tracciato della nuova linea ferroviaria ad alta velocità.

La quale, a quanto pare, ha deciso di passare proprio in mezzo ai vigneti di questo straordinario vino bianco (che in questi anni sta vivendo uno dei suoi momenti più felici), compromettendo in maniera irreparabile paesaggio e produzione.

In un'intervista al quotidiano veronese L'Arena, l'attuale presidente del Consorzio, Francesco Montresor, spiega : "Noi non ci opponiamo all'alta velocità in quanto tale o alla sua realizzazione, ciò che chiediamo è che si prenda in considerazione una modifica del disegno attuale che, così com'è, devasterebbe completamente quest'area".

Dieci anni sono la previsione di durata del cantiere ferroviario: un lungo decennio di polveri, traffico pesante, inquinamento acustico.
Un colpo mortale non solo per la viticoltura del posto, ma anche per il turismo di questa parte del Lago di Garda.

E al termine dei lavori, si avrebbe sì il treno iper-veloce, ma anche un buon 20 per cento in meno di produzione di Lugana.

Ne vale la pena? e chi è in grado di quantificare il danno economico subìto dal turismo? Per non parlare di quello - incalcolabile - al patrimonio storico e artistico dell'area...

Non solo: poichè non esistono - nè sono previste - fermate intermedie tra Brescia e Verona, la costruzione della TAV non avrebbe effetti diretti significativi neppure sulla mobilità dei turisti diretti sul Garda.

Di sicuro però il tracciato passerebbe giusto in mezzo al Comune di Pozzolengo e ai terreni di Tenuta Roveglia, facendo piazza pulita di cascine e casolari storici.

Come si direbbe a Roma: cornuti e mazziati.

E' vero, il progresso non (sempre) si può fermare: però si può spostare.
Ed è questo che il Consorzio del Lugana propone di fare: ridisegnare parte del tracciato.

"Una volta fuori di Montichiari (prov. di Brescia), basterebbe far proseguire il tracciato dritto fino a Verona, senza invadere l'anfiteatro morenico" dice Montresor.

Una scelta decisamente più lungimirante dell'attuale, perchè salverebbe capra (della viticoltura) e cavoli (dei finanziamenti): non solo infatti tale intervento verrebbe a costare meno, ma salvaguarderebbe l'economia turistica dell'area.

In attesa (meglio: nella speranza) che il buon senso prevalga sull'ottusa cecità di burocrati & associati, agli appassionati di Lugana non resta che solidarizzare con i produttori e il loro Consorzio, che insieme ad altri enti e associazioni si è impegnato a proseguire nella sua azione di protesta.

A oltranza.

Commenti

Ma esiste una proposta precisa di modifica, cui aderire con firme? Visto che ora va di moda, si potrebbe aprire un gruppo su facebook...
Luk

Purtroppo l'Alta Velocità si mettono sempre in testa di farla passare attaccata all'autostrada.
Solo che non vogliono capirlo.
Poi in Lugana, oltra alla Roveglia, c'è il Santuario della Madonna del Frassino, la stessa azienda del Presidente del Consorzio, ovvero l'Ottella con il suo crù Le Creete, e tante altre realtà.
Non ci resta che un Pellegrinaggio ad accendere una candela alla Madonna del Frassino.
Max Perbellini

A quanto pare anche la Madonna è in pericolo! però non è male l'idea di Luk, una bella petizione via web...mettetevi in contatto con Francesco Montresor (az. Ottella, appunto), se fosse possibile fare qualcosa noi siamo qui, pronti a fare la nostra parte.

Sono solidale con i produttori del Lugana. Se posso fare qualcosa anch'io, dal mio blog, son qua.
Purtroppo, guardando la mappa della zona, il tracciato dell'autostrada tra Brescia e Verona sembra essere il più diretto. Temo che la variante del tracciato della TAV comporterebbe più chilometri di cantieri, quindi un budget probabilmente più elevato.
Occorrerà un grosso sforzo al Consorzio, per sensibilizzare le autorità politiche locali. Speriamo bene.

Anch'io solidale, temo che di variante a Sud (che era un' ipotesi scartata in partenza) non se ne parli. Va bene la petizione, senz' altro... Ma forse è il momento di mettere nero su bianco e di analizzare la reale situazione della questione TAV. Senz'altro Max Perbellini e i produttori della zona conosceranno Sergio Maggi di Peschiera, un cittadino attento ai problemi dell'ambiente. Mettetevi in contatto con lui. Ha scritto una lucida analisi sulla questione TAV, della quale vi trascrivo alcuni passi:
"In un paese che ha un debito pubblico al 104%, i vincoli di Maastricht, come si riesce a finanziare un’opera così costosa e che prevede perdite sicure? Come faranno i nostri politici a reperire le risorse da investire nella Tav e Tac? Che non ci sono nemmeno ora per le banche in difficoltà.
E successivamente per pagarne i passivi?? Li toglieranno semplicemente e come sempre alle pensioni, agli ospedali, alla scuola, alla università, alla sanità, a tutti quei settori che non concorrono a realizzare i loro propositi.- E senza facendo quello che serve davvero.-
E’ vero che il treno ad alta velocità corre, va veloce , ma qui da noi, in Italia, sembra che la spesa, il conto finale sia più veloce.- E’ troppo lunga la catena dei subappalti. Tav, General Contractor, imprese affidatarie, imprese terze, subappaltatori, e sub-subappaltatori, con la conseguenza che su gran parte delle sotto-tratte più soggetti abbiano potuto trarre profitto, a volte ingiustificato, e un aumento delle spese
Il programma di finanziamento dell’Alta Velocità avrà ripercussioni sulla finanza pubblica a partire dal 2009 (Corte dei Conti). Da quell’anno è previsto un intervento con somme considerevoli per integrare l’onere del debito di Infrastrutture Spa.- Non è coperto e non lo sarà mai dai flussi di cassa.-
Praticamente le infrastrutture ci sarebbero, basterebbe utilizzarle in maniera più efficiente, più che le grandi distanze, l’emergenza sono le aree metropolitane".
Non basta dire, da parte dei produttori "NIMBY"(non nel mio giardino". Non ci sono i soldi per completare la TAV, ne hanno già spesi troppi.In compenso avremo un' ulteriore tangenziale da Peschiera a Padova e anche questa tra i vigneti...
Ciao Lizzy.
MG

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