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31.12.08

Auguri per l'anno che sarà

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"Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce...

Non la vita passata, ma la futura.

Coll'anno nuovo, il caso comincerà a trattar bene Voi, e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice.

Non è vero?".

(G.Leopardi, Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggero).




28.12.08

Buone Feste 2008

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23.12.08

Buon Natale 2008

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"Per favore, non rubatemi
la mia serenità
".

E la gioia che nessun tempio
ti contiene,
o nessuna chiesa
t'incatena:

Cristo sparpagliato
per tutta la terra,
Dio vestito di umanità:

Cristo sei nell'ultimo di tutti
come nel più vero tabernacolo:

Cristo dei pubblicani,
delle osterie dei postriboli,
il tuo nome è colui
che-fiorisce-sotto-il-sole.

David Maria Turoldo

(Grazie all'amico Pier Maria per avermi fatto conoscere questa preghiera-poesia).




18.12.08

Christmas gift - idee regalo per Natale (e non solo)

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Facciamo - per finta - di vivere nel migliore dei periodi economici.

Facciamo - per finta - che a ridosso delle feste abbiate deciso, malgrado le vostre più ferme e inappellabili intenzioni ("giuro, questo è l'ultimo anno che faccio regali!". Frase detta l'anno scorso) di lasciarvi coinvolgere dall'elettrizzante rito dei regali a parenti e amici...

E facciamo - per vero - che non abbiate uno straccio di idea di cosa regalare...soprattutto a quella persona così cara e simpatica e così maledettamente wine lover... cosa fate?

Niente panico!
Per fortuna c'è Internet.
Una carta di credito, un paio d'ore di tempo per navigare, scegliere, decidere, comprare e il gioco è fatto.

Ecco qualche idea.

Il regalino semplice e utile per il fissato con l'informatica? La chiavetta USB della foto d'apertura. Non è quello che sembra, perciò attenzione a non usarla per chiudere una bottiglia aperta.

La persona a cui pensate è un inarrestabile viaggiatore? rimbalza come una pallina da ping pong da una cantina all'altra, da una nazione all'altra, da un'enoteca all'altra?
Avrà il problema di mettere in valigia almeno 1 o 2 bottiglie, frutto delle sue scorribande enoiche. Risolveteglielo con queste bellissime borse.

Un pensierino piccolo piccolo: il concentratore di aromi del vino wine chapeau. Se funziona davvero come dicono, avrete fatto un regalo doppio.

E se gli amici wine lover sono più di uno? quel che ci vuole è un bel regalo collettivo: un gioco di società. Come "Grape Geeks- The wine tasting game".

Per l'eco-friend, un bel piatto da portata in vetro riciclato andrà benone. Ovviamente il vetro è quello di una bottiglia di vino (e ne conserva ancora la forma).

Un regalo romantico? un candeliere con tante belle candeline.
Tutto in legno da barrique (dismessa).

Chiudiamo con l'immancabile gioiello, dedicato all'amica: è abbastanza facile trovare pendenti e bracciali a forma di grappoli d'uva.
Più raro invece trovare orecchini a forma di flute di Champagne.

E ora che abbiamo sognato un po' (causa costi di spedizione proibitivi per noi italiani), guardiamoci intorno, alla ricerca di qualcosa che possiamo trovare in un negozio vicino a casa ben fornito: sempre utile, attuale e apprezzato è il cavatappi Long Lever.

Per conservare più a lungo una bottiglia aperta, non può mancare la pompetta VacuVin (con relativi tappi).

Su caraffe, bicchieri e decanter c'è l'imbarazzo della scelta, dei modelli e dei prezzi.

Quanto al compagno per eccellenza della civiltà del vino - l'olio d'oliva - il regalo dell'anno può essere solo questo bellissimo Taste huil.

Se però voleste davvero regalare qualcosa di utile ad un wine lover, temo che - dati i tempi - la scelta si presenterebbe praticamente obbligata...

Buon shopping a tutti.




17.12.08

Alcol e guida: la Tavola Alimentare rifiuta la logica della tolleranza zero

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Riceviamo, pubblichiamo e condividiamo:
"La Tavola della Comunicazione Alimentare Italiana si dichiara profondamente contraria all'intenzione espressa dal presidente della Commissione Trasporti della Camera Mario Valducci, e a quanto pare condivisa dai diversi schieramenti politici, di abbassare l'odierno limite consentito di 0,50 mg/l di alcol nel sangue dei cittadini al volante ad un minimo quanto improbabile 0,2 mg/l.

I motivi dell'opposizione della Tavola a questa logica di tolleranza zero sono molteplici e pienamente giustificati nei fatti e nelle intenzioni.

"L'introduzione di un limite così basso esclude di fatto ogni possibilità di spostamento autonomo per chiunque, nel Paese, abbia a che fare con il comparto vitivinicolo: produttori, rappresentanti di commercio, operatori economici, enologi ed enotecnici, degustatori professionisti e stampa di settore.

Contribuisce ad aggravare la già difficile situazione, visto il grave momento di crisi economica che stiamo attraversando, di tutti gli imprenditori del settore Horeca: dal piccolo bar di paese al miglior ristorante stellato.

Condanna e ghettizza il comparto vinicolo, una delle punte d'eccellenza dalla produzione italiana, riducendone così le possibilità operative ed offuscandone l'immagine.

All'attuale limite di 0,50 mg/l di alcol nel sangue di chi guida, tutto il Paese si sta ormai abituando e uniformando: il problema rimangono i controlli che continuano ad essere troppo pochi e la loro inadeguata distribuzione geografica sul territorio nazionale.

L'abbassamento radicale dei limiti consentiti conferma nei fatti la volontà demagogica di chi non sa risolvere i problemi in maniera costruttiva. In definitiva la Tavola ritiene l'intenzione della Commissione Trasporti sconfortante in termini di libertà individuale dei cittadini e lesiva delle nostre più semplici ed elementari tradizioni del vivere quotidiano.

Altre potrebbero e dovrebbero essere le misure da adottare per aumentare la sicurezza di chi viaggia in auto. Non si capisce, tanto per indicare la più evidente, perché si continuino a proporre automobili capaci di raggiungere tranquillamente i 250 Km/h: nella pratica, auto fuorilegge.

Invitando i colleghi della stampa generalista quotidiana e periodica ad evitare le solite e indotte campagne "di paura e di emergenza" sull'argomento, il coordinatore della Tavola Andrea Dal Cero afferma che "Il sogno delirante di una legge per ogni evenienza tende a sostituire ogni progetto educativo e morale, e che i provvedimenti sbagliati della politica sociale non fanno che aumentare le differenze e le discriminazioni tra le persone".

Il grassetto è mio.




16.12.08

Mangia, bevi e...soffia! La Madia ha l'alcol nelle vene

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L'esperimento presso la redazione della rivista La Madia Travelfood si è svolto regolarmente.
Ed è riuscito.

Questi sono i risultati, raccontati dal comunicato ufficiale redatto dai protagonisti...

Mercoledì 10 dicembre 2008, presso la redazione de La Madia Travelfood di Cesena un panel di giornalisti ed operatori del settore si è sottoposto ad un inedito test per la rilevazione della concentrazione di alcol nel proprio sangue.

Alle ore 13 il direttore Elsa Mazzolini e Andrea Dal Cero (ex capitaALvino e ora direttore di Vinaria, le pagine dedicate al vino de La Madia e coordinatore della Tavola della Comunicazione Alimentare Italiana) si sono messi a tavola, mangiando e bevendo bollicine. L'esperimento prevedeva l'inserimento di un catetere venoso nel braccio, ma per motivi di possibili alterazioni biochimiche i malcapitati volontari hanno dovuto sottoporsi a tre diversi prelievi di sangue.

Per verificare la validità scientifica dell'esperimento era previsto anche un gruppo di controllo, diverso per fascia d'età diviso tra chi mangiava e beveva e chi beveva soltanto.

Ad intervalli predeterminati, gli operatori di una pattuglia della Polizia Stradale, appositamente messa a disposizione dal Ministero degli Interni, hanno sottoposto al test dell'etilometro i gruppi di volontari; contestualmente il test è stato effettuato anche mediante un tipo di etilometro tra quelli utilizzati comunemente nei locali pubblici. Contemporaneamente un medico, coadiuvato da un'infermiera, ha prelevato loro campioni di sangue per effettuare successivamente le analisi ematiche.

I tre test sono stati effettuati alle ore 13,30 subito dopo l'ingestione della seconda portata di chi ha pranzato, alle ore 15 dopo il caffè e i liquori, infine alle ore 16,00 per verificare l'incidenza delle funzioni metaboliche dell'organismo nello smaltimento dell'alcol precedentemente ingerito.

Lo scopo principale di questa prova sul campo è stato quello di verificare l'andamento della concentrazione di alcol nel sangue nel corso di un normale pranzo.
Ma l'esperimento ha fornito anche un valore di controllo privilegiato ed autorevole per la verifica delle tabelle riportate nei posters ministeriali affissi nei locali pubblici e un confronto tra le differenze risultate comparando gli esiti del test dell'etilometro e quelli delle analisi ematiche cliniche.

I tre gruppi:
Elsa Mazzolini e Andrea Dal Cero hanno mangiato tortelli con ragù di melanzane, tagliatelle al sugo, pollo arrosto, patate al forno e torta alla crema. Hanno accompagnato il loro pranzo con un brut "On attend les Invités" di Luretta in quel di Piacenza e un Montepulciano d'Abruzzo Don Giovanni di Buccicatino. Ne hanno bevuto a loro piacimento e hanno concluso il pasto con caffè, ammazzacaffè ed un single malt per Dal Cero che, con la scusa di due cubetti di ghiaccio, sostiene di averlo annacquato.

Il gruppo che ha mangiato e "bevuto moderatamente" era composto dalla giornalista Maria Chiara Zucchi e dall'enotecario Fabrizio Magnani di Cesena. Uguale al primo gruppo il menù, ma diverse le quantità d'alcol ingerite.

Regole diverse per il terzo gruppo di volontari, composto da Verdiana Gordini e Matteo Mambelli entrambi di Cesena, affettuosamente chiamato "Happy Hour", che ha bevuto tutto quello che voleva limitandosi a spiluzzicare snacks da bancone.

I primi esiti dell'alcol test.
L'etilometro della polizia stradale si è rivelato meno severo di quello in dotazione alle discoteche. Comunque i valori di 0,5 m/l sono stati sforati dal direttore Mazzolini dopo la seconda portata e da Dal Cero dopo il caffè corretto e il single malt.

Il secondo gruppo è risultato, ovviamente, più morigerato e all'interno di parametri accettabili.
Fuori controllo il gruppo "happy hour" che ha dimostrato parametri decisamente alti che, a norma del codice della strada, comportano sanzioni estremamente elevate ed il sequestro dell'autovettura.

Di sicuro, almeno per quanto emerso al momento, si può affermare che:
- l'etilometro in funzione presso i locali pubblici risulta essere più severo di quello della polizia stradale;
- i due gruppi che hanno mangiato e bevuto hanno sforato di poco i valori sanciti dal codice stradale;
- i due etilometri hanno dato raramente gli stessi valori.

Dopo la lettura delle analisi del sangue, che sono pervenuti alla redazione in data odierna, possiamo adesso affermare che esse sono risultate in linea di massima in armonia con i valori precedentemente rilevate con gli etilometri ma con alcune importanti divergenze.
Prima tra tutte, la prova evidente della maggiore durata della concentrazione alcolica nel sangue riscontrata con il prelievo. In tutti i casi e per tutti e tre i campioni, le analisi del sangue effettuate alle ore 16,00 hanno dimostrato valori di alcol più elevati di quelle espressi dagli etilometri.

Chi fino a ieri pensava fosse più conveniente, in caso di fermo da parte della polizia stradale, farsi portare all'ospedale più vicino per rifare le analisi, oggi sa che non gli conviene affatto.

La cronaca e le immagini della giornata, oltre a tutti i risultati delle diverse analisi saranno pubblicate sul prossimo numero de La Madia Travelfood.

L'intero evento è stato registrato su supporto digitale ed il materiale girato messo a disposizione dei media. Il servizio fotografico è stato realizzato da Pasquale Spinelli, bolognese, segretario dell'AIRF (l'associazione italiana dei reporter fotografi).

(La foto ritrae Andrea Dal Cero mentre mostra orgoglioso lo...scontrino dell'alcoltest: "zerotest - corretto"!).

ps: in casella di posta cominciano a piovere comunicati, commenti e reazioni più o meno ufficiali sulla nuova proposta di legge di abbassare ulteriormente il limite di alcolemia ammesso per guidare... Sarà l'argomento di conversazione di questo scorcio di fine anno, tra una tombola e una fetta di panettone.




Adotta un libro ( e poi regalalo)

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Riprendo, rilancio e caldamente consiglio di seguire questa bellissima iniziativa promossa dal Centro di Cultura e Civilta' Contadina - Biblioteca Internazionale "La Vigna" di Vicenza: "Adotta un libro".

L'iniziativa "Adotta un libro" intende permettere ad un privato o ad un'azienda di scegliere un libro, vicino ai propri interessi, in un'ampia lista di titoli che sarà via via incrementata, concordando un contributo economico: grazie a questo avrà la scansione completa in alta qualità del volume, da stampare per confezionare gadget, omaggi, o altro, con la possibilità di aggiungere eventuali loghi ed altre personalizzazioni.

Inoltre potrà utilizzare i contenuti e le immagini a scopo di comunicazione, anche commerciale, e organizzare, grazie ad essi, eventi mirati.

Con questo gesto, al contempo, si garantiranno il salvataggio definitivo dei contenuti del libro, la sua archiviazione on line, con nuove e più ampie possibilità di consultazione per tutti e, in casi particolari, si procederà al restauro del volume originale.

Il primo libro "adottato" è già pronto: si tratta di un testo del 1728, "Altro parere intorno alla natura e all'uso della cioccolata", di cui è stata realizzata la ristampa anastatica che verrà presentata domani, mercoledì 17 dicembre, alle 18, presso la stessa Biblioteca La Vigna.

Introdurrà la serata il presidente della Biblioteca Mario Bagnara; interverranno poi Gaetano Bertolo di Forma S. r. l. e Giuliana Barbaro, che leggerà alcuni brani tratti dal volume. La grafica della ristampa è stata curata da Paolo Pasetto.

Ai partecipanti sarà infine offerto un piccolo rinfresco a base di cioccolata e sarà data in omaggio una copia del libro.

Per chi non la conoscesse, la Biblioteca "La Vigna" è un Istituto di documentazione specializzato nel settore di studi sull'agricoltura e sulla cultura e civiltà del mondo contadino. Possiede una collezione ricchissima di testi di relativi al mondo dell'agricoltura, della vitivinicoltura e della enologia, e per gli appassionati - ma anche per i professionisti - è un punto di riferimento irrinunciabile e invidiato dal resto del mondo.

Questa iniziativa potrebbe permettere di riscoprire autentiche perle del passato, quella saggezza nell'affrontare e risolvere problemi del settore (sempre attuali) che rischia di scomparire per sempre dalla cultura delle persone...salvo venir poi ripescata a distanza di qualche secolo, e rispolverata alla luce delle nuove conoscenze tecnico-scientifiche, mentre se la nostra memoria non fosse così corta - e la nostra cultura così limitata - spesso risparmieremmo un sacco di tempo.




14.12.08

Vinopigro' s Best Wines 2008

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Come già lo scorso anno, ecco la mia personale lista di preferiti tra i molti buoni bicchieri che mi sono capitati in mano durante questo 2008.

Sparkling wines:

- Il più estremo: "Les Rachais" - Raymond Boulard
- La sorpresa del 2008: Spumante Brut Metodo Classico CAIR - CAIR
- La conferma: Trento Brut Rosè - Maso Martis.

Vini bianchi:
- Il più estremo: Vina Tondonia Reserva 1990 - Lopez de Heredia
- La sorpresa del 2008: "Puro" Bianco Veronese Igt 2006 - Az.agr. Filippi.
- La classe: Domaine d'Ardhuy Puligny Montrachet Blanc Le Trézin 2006.


Vini rossi:
- Il più emozionante: Amarone della Valpolicella Classico 1980 - Bertani
- Il più simpatico: La Gramière 2007 - La Gramière
- La sorpresa del 2008: Baùsk Merlot Colli Trevigiani IGT 2004 - Az. agr. Luca Ricci.

Vini dolci:

- La tradizione: 1730 Pedro Ximenez - Alvaro Domecq.

Questi dunque sono i vini che mi sono piaciuti di più.

Probabilmente ce ne starebbe ancora qualcuno, ma questi sono quelli che mi si sono stampati nella memoria olfatto-gustativa (e non solo).

E, come ha detto qualcuno, "cultura è quello che ricordiamo dopo che abbiamo dimenticato tutto ciò che abbiamo imparato".




10.12.08

Marketing territoriale per la Valpolicella

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Venerdì 12 dicembre dalle 18 alle 20 nella sala consiliare del Comune di Sant'Ambrogio di Valpolicella si terrà una tavola rotonda organizzata dall'Associazione Strada del Vino Valpolicella dal tema tanto attuale quanto (finora) disatteso:

"Verso un sistema integrato per la Valpolicella. Esperienze e strategie di marketing territoriale a confronto".

Numerosi i relatori:

Stefano Sisto (Direzione Promozione Turistica Integrata, Regione Veneto)
Iole Piscolla (Direttore Centro Studi e Servizi Strade del Vino e dei Sapori, Associazione Città del Vino)
Hans Onno Stepski Doliwa (Presidente regionale Veneto Associazione Movimento Turismo del Vino (MTV)
Cristina Zambanini (Esperta del settore e Presidente MTV Trentino Alto Adige)
Mario Schianchi (Coordinatore delle Strade dei Vini e dei Sapori dell'Emilia Romagna)
Marco Pavoletti (Vice Presidente Strada del Vino Costa degli Etruschi).

Moderatore: Diego Begalli, docente di Economia ed Estimo Rurale, Dipartimento di Scienze Tecnologie e Mercati della Vite e del Vino (DISTEMEV) dell'Università di Verona.

"L'incontro - spiega una nota stampa - rappresenta una preziosa occasione per il confronto e la riflessione sulla valorizzazione e promozione turistica del territorio Valpolicella; la discussione sarà incentrata sull'importanza di questa zona a vocazione vinicola che, oltre ad essere terra d'origine di alcuni dei migliori vini rossi di tutt'Italia (Valpolicella, Amarone e Recioto), è anche luogo di meravigliosi scenari paesaggistici, monumenti storici e di antiche tradizioni culturali ancora mantenute.

L'evento si pone l'obiettivo di dare nuovo slancio all'attività complessiva della Strada del Vino Valpolicella; referenti istituzionali regionali, esperti che operano a livello nazionale e rappresentanti delle Strade del Vino che in Italia sono tra le più attive e sviluppate si incontreranno e si confronteranno sui temi del marketing territoriale e del turismo enogastronomico, offrendo alla Strada del Vino Valpolicella spunti di riflessione adeguati a rendere sempre più efficace la propria programmazione strategica ed elementi di scambio e confronto in grado di rinnovare l'entusiasmo e l'impegno degli operatori pubblici e privati del territorio".

Causa impegni di lavoro, VinoPigro non potrà partecipare all'evento; un vero peccato.

L'auspicio è che gli interventi raccontino esempi e case history, dando finalmente agli operatori della Valpolicella indicazioni pratiche su come può e deve "camminare" una Strada del Vino (delle oltre 100 registrate in Italia, quelle attive sono poco più di 10: le altre dormono sugli allori, per non dire sui finanziamenti pubblici).

In particolare, mi piacerebbe che qualcuno dicesse una volta per tutte che:
1) una Strada del Vino non è la cartellonistica stradale: è un'associazione di operatori.
Perchè funzioni portando vantaggio a tutti, non basta pagare la quota annuale.
Servono idee, e soprattutto risorse umane ed economiche: le proprie. Non quelle del Comune, o della Provincia, o dello Stato, o...

2) Se non si possiedono idee/risorse, occorre affidarsi a professionisti del settore.

Non a volontari volonterosi.

Non a stagisti.

E nemmeno all'amico dell'amico che ti fa un prezzo così da amico che... non ti costa nulla. La strategia del "costo zero" non porta da nessuna parte. Il che significa, ancora una volta, rischiare e investire di tasca propria.

3) Chi non fa nulla, resta alla finestra e critica i pochi coraggiosi che si azzardano a far qualcosa...ha sempre e comunque torto.

3) Nessuno nasce imparato. Dare un'occhiata fuori dalla porta di casa, e magari anche dai confini nazionali, per vedere come si comportano gli altri, è sempre un ottimo esercizio.

Se tra i 3-4 lettori valpolicellesi qualcuno pensa di partecipare alla tavola rotonda e di riferirne gli esiti al resto del mondo, questo piccolo spazio è a sua disposizione.

Ci llumini.




08.12.08

A tavola con un ago in vena

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No, non è un sistema un po' spiccio - e un tantino splatter - per nutrirsi.

E' un esperimento scientifico in programma in un luogo insolito e insospettato (la redazione di un giornale, questo) e che vedrà protagonisti, tra gli altri, un ex-editore/direttore del quale pensavamo di aver ormai letto/sentito (di) tutto.

Ci sbagliavamo. Questa è la sua ultima follia.

"Ultima" in ordine di tempo, ovviamente.

Questa la notizia (il grassetto è mio, ndr):

"Mercoledì 10 dicembre 2008, presso la redazione de La Madia Travelfood di Cesena, un panel di giornalisti ed operatori del settore si sottoporrà ad un inedito test per la rilevazione della concentrazione di alcol nel proprio sangue.

A mezzogiorno il direttore Elsa Mazzolini e Andrea Dal Cero (ex capitaALvino e ora direttore di Vinaria, le pagine dedicate al vino de La Madia) si metteranno a tavola, mangiando e bevendo bollicine, con un catetere venoso già inserito nel braccio.

Per verificare la validità scientifica dell'esperimento, è previsto anche un gruppo di controllo, diverso per fascia d'età (attorno ai 30 anni), diviso tra chi mangia e beve e chi beve soltanto.

Ad intervalli predeterminati, gli operatori di una pattuglia della Polizia Stradale, appositamente messa a disposizione dal Ministero degli Interni, sottoporranno al test dell'etilometro i gruppi di volontari; contestualmente il test verrà effettuato anche mediante un tipo di etilometro tra quelli utilizzati comunemente nei locali pubblici.

Contemporaneamente un medico, coadiuvato da un'infermiera, preleverà loro campioni di sangue per effettuare successivamente le analisi ematiche.

Lo scopo principale di questa prova sul campo è quello di verificare l'andamento della concentrazione di alcol nel sangue nel corso di un normale pranzo.

Ma l'esperimento fornirà anche un valore di controllo privilegiato ed autorevole per la verifica delle tabelle riportate nei poster ministeriali affissi nei locali pubblici ed un ulteriore confronto tra le eventuali differenze che potrebbero risultare comparando gli esiti del test dell'etilometro e quelli delle analisi ematiche cliniche.

L'intero evento sarà registrato su supporto digitale ed il materiale girato messo a disposizione dei media.
Il servizio fotografico della giornata sarà realizzato da Pasquale Spinelli, bolognese, segretario dell'AIRF (l'associazione italiana dei reporter fotografi).

Per informazioni:
Gourmadia srl _ La Madia Travelfood
Via Pacchioni, 365
47023 Cesena
tel 0547 23821
email: lamadia@lamadia.com

Dopo il solito fiume in piena di bla-bla seguito alla geniale trovata delle tabelle (incomprensibili e spesso anche illeggibili) da apporre nei locali che servono bevande alcoliche, finalmente qualcuno che passa dalle parole ai fatti.

E simula quello che chiunque di noi può vivere in qualunque giorno dell'anno: un pranzo, anche di festa, allietato (in questo caso) da tante belle bollicine alcoliche.

Attendiamo con impaziente curiosità di conoscere gli esiti di questo esperimento.

E ovviamente, di sapere con quali bollicine le coraggiose cavie hanno dato la scalata agli etilometri...




05.12.08

Fregoni: "Cru dei terroir per le Doc anche in Italia"

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Dal Simposio internazionale sul sangiovese di Firenze, il prof. Mario Fregoni dichiara che il "modello Borgogna" è applicabile fin da subito e potrebbe valorizzare le grandi denominazioni italiane e risollevare e tutelare la grande qualità di Montalcino.

<E' auspicabile una nuova classificazione dei terroir nell'ambito delle Denominazioni di Origine dei vini italiani, sul modello della Borgogna. Si tratterebbe di una rivoluzione del sistema delle classificazioni dei nostri vini immediatamente fattibile, la legislazione attuale lo consente>>.

La proposta viene direttamente da Mario Fregoni, presidente onorario dell'Oiv, (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin), durante le conclusioni scientifiche del Terzo Simposio Internazionale sul Sangiovese, organizzato a Firenze da Regione Toscana e Arsia.
Per Fregoni, questo nuovo sistema di classificazione delle Denominazioni risolleverebbe le sorti dei produttori di Montalcino <<ridefinendo la qualità dei terreni e delle produzioni>>.

Nella Borgogna i terroir sono classificati in quattro categorie ben distinte (Grand Cru, Premier Cru, Comune e Regione-Borgogna); questo modello sarebbe replicabile in Italia? <<Esattamente - assicura il professor Fregoni - si tratta di una classificazione di tipo gerarchico in funzione della storia, della qualità e geologico.
Significa dare uno sviluppo piramidale alle denominazioni italiane e alle produzioni vinicole presenti>>.

Applicando anche in Italia questa classificazione sul modello Cru non si sarebbero potuti evitare i problemi che hanno riguardato Montalcino negli ultimi mesi <<perché - spiega Fregoni - la ridefinizione delle Denominazioni di origine riguarda solo i terreni e non i vitigni. Però questa soluzione può risollevare la crisi attuale di Montalcino, perché darebbe maggiore prestigio ad alcune produzioni che attualmente sembrerebbero appiattite su un'unica qualità. Ma - ribadisce - questo modello è valido per tutte le Denominazioni italiane, in particolare quelle di gran pregio e monovitigno, non soltanto al territorio di Montalcino>>.

E sul dilemma fra vitigno e terroir, Fregoni è stato categorico nell'intervento del Simposio sul Sangiovese:
<<In Italia - ha detto Fregoni - si utilizzano troppi uvaggi per lo stesso vino mentre andrebbe valorizzato maggiormente il territorio. L'importante è, invece, che si faccia chiarezza nei confronti del consumatore, ovvero quello che l'etichetta del vino evidenzia deve rispettare il contenuto della bottiglia>>.

Un dato dell'Oiv conferma le parole di Fregoni: in Italia su 390 denominazioni, fra Doc e Docg, solo 45 fanno riferimento al terroir (spazio geografico, aspetti qualitativi, fattori naturali ed umani), per il resto per produrre un vino si utilizzano più uvaggi.

Firenze, 5 dicembre 2008.

ps: oggi è il 75° anniversario del 21 Emendamento. La fine del Proibizionismo in America. Speriamo che non sia anche l'inizio di un Neo-Proibizionismo globale...




03.12.08

Manzato a Zaia: "Aiutaci a promuovere il Tai Rosso"

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Tre anni di tempo, e almeno 4 milioni di euro di finanziamento.

E' quanto chiede il vicepresidente della Regione Veneto - e assessore all'agricoltura - Franco Manzato al suo..predecessore: l'attuale ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia.

Obiettivo della richiesta, far conoscere ai consumatori il nuovo oggetto misterioso nato dalle decisioni UE: il Tai rosso Doc e Igt.

"E' necessario accompagnare con una decisa promozione il "nuovo prodotto" Tai - ha detto Manzato - designazione che da quest'anno individua i vini ottenuti da uve Tocai nelle Doc e Igt del Veneto.

Tale promozione non può che essere gestita con la collaborazione e l'intervento finanziario dell'ente pubblico, cosa peraltro già convenuta con l'Amministrazione regionale friulana.
In considerazione di ciò, e tenuto conto dei volumi prodotti e commercializzati sia come Tai che Tai rosso, ho chiesto a Zaia che sia riservato al Veneto lo stesso importo messo a disposizione del Friuli Venezia Giulia per la sua nuova designazione del vino ottenuto da uve Tocai".

Il Tai e il Tai rosso hanno fatto la loro comparsa nelle enoteche e nei punti vendita già a partire dalla scorsa vendemmia.

"Per i consumatori, tuttavia - ha continuato il vicepresidente Manzato - il cambio di designazione dei vini ottenuti dai vitigni Tocai genera un problema di identificazione del prodotto, con inevitabile confusione e disorientamento e non ha consentito il pronto recupero dei cali di vendite verificatesi nel periodo di incertezza sul nome.

Gli operatori da parte loro non sono in grado di comunicare in maniera capillare il cambio di designazione e di far conoscere ed identificare al consumatore il vino Tocai con il nuovo nome. E' dunque necessario accompagnare il cambio di designazione con una incisiva promozione del nuovo Tai".