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30.01.09

Anteprima Amarone 2009

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AA.
Affarissimo: oltre 60 Amarone della Valpolicella annata 2005 in degustazione.

Accorrete numerosi.

E' un appuntamento consolidato, e quest'anno - complice il concomitante Eurocarnevale che invaderà piazza Bra e dintorni - si svolgerà nell'elegante Palazzo Giusti, poco distante dal Teatro Romano.

Parliamo di Anteprima Amarone, l'evento voluto dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella che in questa edizione, a sei anni dal debutto, registra un boom di presenze: ben 63 aziende.

I dettagli si trovano qui.

Da parte nostra, ci permettiamo di segnalare un altro debutto ufficiale: quello di Terroir Amarone, il primo social network dedicato interamente al grande vino rosso della Valpolicella.

Finora di questo vino hanno disquisito soprattutto produttori, enologi, giornalisti, consulenti vari & eventuali: Terroir Amarone vuol dare spazio soprattutto ad un'altra grande voce, che finora si è sentita poco.

Quella di chi questo vino lo compra, lo beve, lo apprezza: i consumatori.

E' perciò soprattutto agli appassionati che il social network si rivolge, con l'intento di offrire uno spazio collettivo di discussione e informazione.

Approfittatene: è gratis.
Per tutti.




27.01.09

Scuola di potatura (soffice)

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Inverno. Tempo di riposo? Per la vite, forse; per il viticoltore, no.
Perchè è tempo di potature.
Scegliere quella più adatta non è affar di poco: l' incidenza che ha sulla gestione economica di un vigneto è più che discreta.

Per questo è importante saper potare. E chi non sa farlo - o l'ha dimenticato - può sempre impararlo.
Andando a scuola.

Riceviamo e pubblichiamo:

"Marco Simonit e Pierpaolo Sirch sono due agronomi "preparatori d'uva": hanno recuperato un antico sistema di potature, che previene le malattie del legno e allunga il ciclo di vita della vite, applicandolo alla viticoltura moderna.
L'approccio è individuale, fatto di interventi mirati pianta per pianta, con potature sul legno giovane e con il risultato di rendere produttivo un vigneto per almeno 50 anni.
Le cause delle devastanti infezioni delle viti, come il mal d'esca e l'eutipiosi, sono da ricercare infatti nelle potature errate, indotte dal fenomeno della meccanizzazione agricola.

Dopo una sperimentazione durata 20 anni, dal 2005 i due agronomi friulani hanno cominciato a divulgare il metodo della potatura "soffice" in importanti aziende vitivinicole nazionali. Gaja a Barbaresco, Ferrari in Trentino, Bellavista in Franciacorta, sono alcuni dei grandi nomi del vino italiano ad aver introdotto il loro sistema di gestione dei vigneti.

Il progetto di Simonit e Sirch di restituire longevità alla vite adesso fa un ulteriore passo avanti con la nascita della prima Scuola di potatura d'Italia: un corso per viticoltori che viene inaugurato a febbraio a Castelnuovo Berardenga (Siena), nel Centro Studi Enzo Morganti, e a Pollenzo presso l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.

L'obiettivo è di recuperare l'antico mestiere del potatore, che come un chirurgo decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta.

Dalle sperimentazioni dei due agronomi friulani, condotte a partire dal 1988, è emerso infatti che il segreto della longevità della vite dipende in particolare da una potatura corretta, che non provochi ferite sulle porzioni vitali della pianta.

Il sistema di coltivazione ad alberello, ad esempio, tipico dell'area mediterranea è particolarmente longevo grazie a potature sul legno giovane, fino ai 2 anni di età.

"Con il taglio sui rami giovani la pianta si cicatrizza bene, resistendo meglio alle malattie e conservando la salute della vite - precisa Marco Simonit - Al contrario il taglio sul legno vecchio, dai 3 anni di vita in su, lascia una piaga che compromette la vascolarizzazione della pianta favorendo inoltre un più probabile ingresso dei funghi responsabili delle malattie del legno.
La maggiore difficoltà delle nostre ricerche è stata quella di trasferire le vecchie tecniche di taglio nella moderna viticoltura, rappresentata in particolare dai più intensivi sistemi di coltivazione a spalliera, come il guyot e il cordone speronato"
.

Il primo corso della scuola è in programma a Castelnuovo Berardenga dal 3 al 5 febbraio, ma subito dopo sarà il turno di Pollenzo, dal 19 al 21.
Si articolano in due fasi: 20 ore in inverno, che iniziano con la parte teorica tenuta dal professor Attilio Scienza e da Marco Simonit, per proseguire con la parte pratica in vigna per gli interventi sul legno in fase di potatura. Altre 8 ore si terranno in primavera, per la gestione del verde.




25.01.09

Meritage

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Wine consumption trends from USA.

E' nota la passione degli americani per i vini Bordeaux style, quegli straordinari blend di pochi nobili vitigni dalla cara vecchia Europa.

Per non incorrere nelle ire delle leggi che proteggono le denominazioni d'origine - e in particolare in quelle dei francesi - qualcuno vent'anni fa pensò bene d'inventarsi un marchio-cappello, sotto il quale radunare vini americani fatti di cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, malbec e petit verdot in misura variabile, ma dove nessun vitigno fosse prevalente.

Nasceva così Meritage, (dai termini "merit" e "heritage"), che nella sua versione bianca è fatto di sauvgnon blanc, sauvignon vert e semillon.

A oggi questa associazione di produttori, quale di fatto è, conta oltre 20 membri (gli ultimi a iscriversi sono stati Costco Wholesale, Sterling Vineyards, Robert Mondavi Wines) e se li citiamo è perchè ne sentiremo sempre più parlare: a vent'anni dal loro debutto sul mercato, sembra che i vini Meritage stiano conoscendo un vero boom.

"Meritage e altri vini similari sono al momento la seconda categoria di vini che cresce più rapidamente" ha detto il presidente della Meritage Association, Kim Stare Wallace di Dry Creek Vineyard, citando un recente studio di mercato della Nielsen.
"La gente ama questo genere di vini perchè sono facili da approcciare quando sono giovani, ma hanno anche un grande potenziale d'invecchiamento".

Un vino per tutte le stagioni - o i gusti - insomma. Anche questo un effetto della crisi?

Per la cronaca, la prima categoria ancora in forte crescita è quella del pinot nero.
Come "Sideways" insegna.





23.01.09

Dai Consorzi di tutela piemontesi: NO al proibizionismo!

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Non si placa il dibattito sul ventilato ulteriore abbassamento del tasso alcolemico per chi guida da 0,5 a 0,2 g/l.

Mentre sul web un' interessante botta-e-risposta - autorevole e argomentato - si svolge da tempo sul sito di Italia a Tavola, ora è la volta dei Consorzi di Tutela esprimere il loro punto di vista.
E' questo quello che devono fare i protagonisti del comparto del vino: farsi sentire.
Stanno decidendo sulla loro (e sulla nostra) testa, stanno disponendo del destino di un settore economico trainante, non è ammissibile continuare a subire tacendo.

Perciò riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato stampa del Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero:

Lettera ai Ministri: NO al proibizionismo: è inefficace! Il Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero e le organizzazioni del territorio hanno voluto esprimere una posizione comune e chiara sulla proposta di abbassare il limite del tasso alcolemico per chi guida da 0,5 a 0,2 g/l. In questi giorni il Parlamento è chiamato a discutere la modifica della normativa in vigore. Per tale ragione il Consorzio e le altre organizzazioni hanno inviato oggi una lettera ufficiale ai membri del Governo che, a diverso titolo, sono coinvolti nel dibattito sul nuovo provvedimento: il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia. Nella lettera si puntualizza che ridurre il limite a 0,2 g/l significa cancellare totalmente la possibilità di bere vino, anche in modica quantità, per chi debba guidare, trasformando la nostra bevanda nazionale, fattore alimentare e di salute, in qualcosa di estraneo alla vita quotidiana e mettendo in difficoltà i produttori di vino e tutta la filiera in una fase economica generale già molto complicata. I firmatari della lettera indirizzata ai Ministri fanno inoltre notare che in Italia i consumi di vino negli ultimi 40 anni si sono più che dimezzati, perché è profondamente cambiato il comportamento di chi beve vino: stimola e premia la crescita qualitativa, è orientato al piacere del gusto e allo stile della moderazione, è del tutto alieno alla ricerca dello sballo e dunque lontano dai limiti dell'ubriachezza. L'appello del Consorzio di Tutela e delle organizzazioni del territorio, che da lungo tempo sono impegnate a diffondere il principio di consumo consapevole, chiedono al Governo e al Parlamento di meditare e di non procedere frettolosamente alla ulteriore riduzione dell'attuale limite.

Si dichiarano disponibili a contribuire a una riflessione seria, che possa orientare verso soluzioni efficaci per il problema della sicurezza stradale, eventualmente modulate anche per fasce d'età (è scientificamente provata la diversa capacità di metabolizzare l'alcol tra i minori di 21 anni e gli adulti), senza decapitare un settore produttivo, quello del vino, vanto dell'Italia nel mondo, con una rilevanza in termini economici e di occupazione che non può essere ignorata.

I rappresentanti delle organizzazioni firmatarie invitano dunque le autorità politiche a non adottare misure proibizionistiche che non vanno alla radice del problema e quindi non assicurano i risultati auspicati da tutti i cittadini - produttori di vino compresi - bensì mettono in difficoltà consumatori amanti dei piaceri regalati dal buon vino a tavola."


Marta Mancini
Colline di Qualità
Corso Enotria 2/C Ampelion
12051 Alba (CN)
Tel. +39 0173 441074
E-mail: comunicazione@langhevini.it

(la foto d'apertura è di Marco Devecchi)




19.01.09

Verso una Doc Veneto?

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Tra tutti i comparti produttivi, in Veneto quello dell'agricoltura ha registrato il calo più contenuto: appena lo 0,4 per cento.
L'incidenza negativa si è avuta però soprattutto sul fronte del reddito aziendale e dell'occupazione, a causa di costi di produzione in forte crescita.

"Ed è proprio il reddito delle aziende al centro della nostra attenzione - ha detto in questi giorni il vicepresidente regionale Franco Manzato - Per esso stiamo analizzando anche come poter interagire strutturalmente sul fronte del contenimento dei costi".

Di sicuro occorre "pensare" al sistema in maniera nuova.

Per il vino, ad esempio, "settore forte per i risvolti economici e di immagine", gli amministratori regionali stanno valutando "se c'è consenso verso una DOC Veneto per i vini internazionali".
"Confermiamo inoltre l'intervento sul versante della commercializzazione - ha aggiunto Manzato - dove stiamo costruendo il consorzio export con le filiere, in maniera tra l'altro da trasformare gli eventi promozionali in occasioni per chiudere contratti commerciali.

Nei prossimi giorni dovremmo anche chiudere un accordo per la distribuzione nel Veneto e stiamo lavorando per un accordo forte sui mercati internazionali.

Il nostro obiettivo è valorizzare tutto il sistema veneto, partendo dal mercato interno per passare subito a quello nazionale e internazionale".

Fin qui il fatto (fonte: comunicato stampa Giunta Regionale del Veneto).

Ora la riflessione: è opportuno pensare alla creazione di Doc regionali?

Forse può aver senso una Doc Sicilia, o Toscana, o Piemonte, trattandosi di nomi regionali che in qualche caso, e in una certa misura, all'estero possono essere equiparati a veri e propri brand.

Ma che impatto commerciale/emotivo può avere una Doc Veneto?

E come si concilia questa proposta con quella che vorrebbe estendere da Trieste a Verona la Doc Prosecco?
Rientrerebbe nella Doc Veneto? E se sì, a quale titolo?

Forse, più che all'alba di una nuova era del vino, stiamo assistendo a quella di una nuova branca della matematica: l'insiemistica delle denominazioni...
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17.01.09

Santa Margherita lancia un sondaggio on line

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Parlare alle aziende italiane delle opportunità di business, marketing e comunicazione offerte dal web 2.0, è un'impresa spesso disperante e disperata.

Un po' come chiedere alla signora Maria che cosa ne pensa della teoria delle forze unificate: tutto quello che ottieni è uno sguardo tra l'interrogativo, il sospettoso e il vuoto pneumatico.

Ma qualcosa sta cambiando, per fortuna: molto lentamente, e con una cautela degna di un artificiere in servizio (ehi, badate che il web 2.0 non è mica una bomba. Non scoppia!).

Il primo a dimostrare che, a maneggiarlo un po', il web 2.0 nemmeno si stropiccia, fu, in tempi ormai eroici, il produttore maremmano Gianpaolo Paglia: quella della pubblicazione del listino dei prezzi dei vini on line è solo una delle sue ultime iniziative ispirate ad una sana filosofia di trasparenza.

Oggi ci fa piacere riferire di un progettino lanciato da una grande azienda, che per il mondo della rete ha sempre avuto una particolare (e premiata) inclinazione: Santa Margherita.

Decidere il packaging di una bottiglia, o il restyling di un'etichetta, per un'azienda del vino - grande o piccola che sia - è pane quotidiano.

E come spesso accade, quando le azioni rientrano nell'alveo dell'ordinaria amministrazione, le esegui e basta, non le vedi nemmeno più: soprattutto, mai ti verrebbe in mente che cose molto semplici possono diventare un momento importante (e divertente) di marketing e comunicazione.

E' il caso di restyling del packaging della Cuvée di Rosé Veneto I.G.T. : anzichè demandare al solo responsabile del marketing la scelta del colore da utilizzare per la nuova veste grafica della bottiglia, si chiede ai frequentatori del sito di esprimere un parere, votando tra 3 semplici proposte.

Il sondaggio ha le vesti del gioco, naturalmente, però di un gioco serio; si può esprimere la propria preferenza una volta soltanto, perciò occhio ai ripensamenti post-voto.

E, altrettanto ovviamente, non si vince nulla: ma quando le nuove bottiglie compariranno sugli scaffali potrai sempre dire di aver contribuito personalmente alla scelta del packaging.

Per quanto piccola, è una soddisfazione anche questa.




14.01.09

Tutti in piazza per la Prima del Torcolato

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Grande festa in piazza a Breganze (VI) per il Torcolato domenica 18 gennaio.

In programma un convegno, una sfilata e l'ormai tradizionale appuntamento con la torchiatura in piazza.

Per i giornalisti il programma inizia al mattino con un convegno dal titolo "Breganze: una piccola DOC dal grande fermento", incentrato sulla storia della zona, di cui nel 2009 ricorre il quarto decennale.
Sarà anche l'occasione per presentare il manuale della zonazione viticola, lo studio dell'areale viticolo, realizzato con Veneto Agricoltura e l'Università di Milano, oltre alle recenti modifiche apportate al disciplinare di produzione, con l'introduzione tra le Denominazioni di Origine Controllata del taglio bordolese nel "nuovo" Breganze Rosso e le bollicine del Vespaiolo Spumante.

Nel pomeriggio, tutti in piazza Mazzini per assistere alla sfilata della confraternita "Magnifica Fraglia del Torcolato" e all'arrivo dell'uva vespaiola appassita, conferita da tutti i soci del Consorzio di Tutela, per la spremitura in piazza.

Seguirà l'investitura di quattro nuovi confratelli della Magnifica Fraglia e subito dopo l'inaugurazione dell'insegna stradale "Breganze Città del Vino": anche il borgo pedemontano infatti, da quest'anno entra a far parte dell'associazione "Città del Vino". All'inaugurazione sarà presente il presidente dell'associazione Città del Vino, Valentino Valentini, sindaco di Montefalco (Perugia).

La festa proseguirà con la battitura all'asta a scopo benefico tra tutto il pubblico delle bottiglie d'autore (create da Dina Lievore Zaia, vincitrice del concorso dell'anno 2006) della "Prima del Torcolato 2006". Il ricavato verrà destinato ad una associazione di volontariato.

Durante la giornata si proclamerà anche il vincitore del grande concorso "Etichetta Prima del Torcolato Vendemmia 2008", promosso in queste settimane dalla Strada per creare l'etichetta da apporre alle bottiglie della prima spremitura del Torcolato in piazza: una gara aperta ad artisti locali e nazionali.

Per concludere, il momento tanto atteso della spremitura pubblica: alle 16 i grappoli appassiti di uva vespaiola verranno spremuti con un torchio degli anni '30 del Novecento completamente restaurato e di proprietà di Innocente Dalla Valle.

I presenti avranno la possibilità di assaggiare il mosto, mentre il rimanente verrà imbottigliato.





13.01.09

European Wine Blogger Conference: appuntamento in Italia

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Chi ha tempo non aspetti.

La seconda edizione dell'European Wine Blogger Conference è già entrata nel vivo dei preparativi.

E si terrà in Italia (come ventilato a conclusione della prima, tenutasi in Spagna).

Gli amici wine blogger Ryan e Gabriella Opaz e Robert Mcintosh, ideatori di questa eccellente iniziativa, hanno già scaldato i motori per fare anche di questa EWBC un'esperienza professionale e umana indimenticabile, come è stata la prima.

Questa volta però, anzichè solo agli eletti frequentatori dell'Open Wine Consortium, l'invito è esteso a tutti i wine blogger di buona volontà, italiani ed europei.

Al momento non si è ancora deciso dove si terrà la convention.
Di (abbastanza) certo c'è solo il periodo in cui si terrà: metà giugno.

Pertanto, quello che ora si vorrebbe sapere è: quanti sono i wine blogger interessati a partecipare?

E' tempo di farsi avanti: chi è interessato a vivere l'EWBC II° Ed., scriva a contact@wineblogger.info.

Subito!




07.01.09

Tendenze gastronomiche del 2009

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Poichè questo blog non si occupa di cucina/ricette/ristoranti e affini, può concedersi - una volta o due l'anno - di scherzare anche su questi argomenti.

Come già l'anno scorso, andiamo infatti a rivelare quali saranno i trend gastronomici del 2009.

I quali, come l'anno scorso, verranno puntualmente disattesi dai fatti. Se non tutti, quasi.

1) Il pesce. D'accordo, non è una novità. Ma anche nel 2009 sarà molto gettonato. Magari cotto, giusto per cambiare. E non sempre, né dappertutto.

2) La cucina mista. Ovvero, la spesa si fa al supermercato, e si integra con prodotti presi al farmer market, o direttamente dal produttore.

3) L'acqua del sindaco. Con quella del mio (sindaco) si potrebbe aggiustare una frattura con un paio di sorsi, tanto è calcarea. Ma in tempi di (cosiddetta) crisi non si può comprare anche l'acqua da bere!

4) I sali aromatici. Quello iodato è old fashion. Fuori moda. Chi vuole dare sempre e comunque un tocco speciale ai piatti dovrà cercarsi sali esotici e aromatizzati.

5) L'antinutrizionismo. D'accordo fare attenzione a quello che si mette nel piatto - e in bocca - ma le patate al selenio per diventare più intelligenti, o il the verde aromatizzato al curcuma perchè antiossidante sulla mia tavola non li voglio.
E basta! il giorno in cui mi ammalerò andrò a cercar rimedio in farmacia, non dal verduraio.

6) I prodotti alimentari non importati. Moglie e buoi dei paesi tuoi, si dice. Da oggi - vero, Ministro Zaia? - anche carote, pomodori e kiwi.

7) La tracciabilità. Un trend non proprio nuovissimo, ma che sembra destinato a continuare. Dal macellaio si discuterà di sistemi di allevamento dei bovini e dal fruttivendolo di coltivazioni bio.
Per fare la spesa ci vorrà tutta la giornata, ma in compenso ci faremo una cultura.

8) Le tartare. Di carne bovina. Di tonno. Di salmone. Di tutto.

9) Polveri e polverine. Adottate soprattutto dai reduci (e combattenti) della cucina molecolare.

10) ... non mi viene in mente altro.

Qualche suggerimento?




05.01.09

Fare la spesa (di vino e non)

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Che si creda o meno in questa crisi dilagante e imperante, ci sono cose che non si può evitare di fare.

Una di queste è la spesa alimentare.

Tramontati i tempi in cui si passava da una bottega all'altra alla ricerca del meglio al miglior prezzo, il problema di fondo dell'approvvigionamento rimane, ma la nostra cronica scarsità di tempo spesso ci costringe ad accontentarci di quel che passa il convento - leggi: la grande distribuzione.

Con la quale dovremmo però avere un rapporto più meditato e adulto, meno credulone e ingenuo.

E' vero che con le strategie che riescono a mettere in atto i draghi del marketing della GDO, se non si è del ramo, come si dice, è una battaglia persa: rispetto a noi, ne sapranno sempre una pagina in più del libro (anche perché, diversamente, il giochetto si sarebbe già fermato).

Esistono però alcune piccole astuzie che potremmo mettere in atto: il nostro portafoglio ne beneficerà (forse) solo in parte, ma al nostro senso critico da consumatore farà un gran bene. Quelli che seguono sono le mie, collaudate da molti anni di pratica:

1) Mai fare la spesa a stomaco vuoto. Vietatissimo farla in prossimità del pranzo o della cena: i morsi della fame che cominciano a farsi sentire ci indurrebbero a comprare molte più cose di quelle previste. Se si può, meglio farla subito dopo colazione, entro le 9 del mattino (c'è anche meno gente).

2) Prepariamo una lista delle cose da comprare facendo un veloce giro delle stanze della casa: bagno, cucina, camera, studio, sala o salotto...Una volta entrati nel supermercato, atteniamoci rigorosamente a quanto abbiamo segnato sulla lista, senza lasciarci tentare da offerte o altro di cose che non avevamo previsto. Dimenticanze? se davvero sono tali, significa che non si tratta di prodotti vitali. Possono aspettare (la prossima spesa. O quella dopo ancora).

3) I prodotti che il supermercato cerca di farci comprare con più facilità e frequenza si trovano all'altezza dei nostri occhi. Perciò impariamo a guardare anche più in alto e/o più in basso.

4) Non lasciamoci ingannare dal prezzo. Non sempre quello più basso è anche il più conveniente. Controllare sempre il prezzo al chilogrammo, a prescindere da quello della confezione.

5) Detersivi: a parità di tipologia, sono tutti uguali. Il più costoso non è necessariamente il migliore: spesso è solo il più pubblicizzato. La prova? ancora una volta, leggete le etichette. Vedrete così che la percentuale di ingredienti efficaci (i tensioattivi, per intenderci) è la stessa in tutti (o quasi). Inferiore al 5 %. Tutto il resto è acqua, profumi, sbiancanti ottici...(ovvero, sostanze che coprono la macchia. Non la tolgono. La fanno solo sparire dalla tua vista). Fanno eccezione i prodotti davvero concentrati, solitamente presenti su altri canali di vendita.

6) Vino. Ebbene sì, ormai lo sanno anche i nostri pargoli: ben più della metà della produzione vinicola italiana si vende in grande distribuzione.

Qual'è il prezzo minimo al di sotto del quale non conviene (per tanti motivi) comprare?

Dipende dai gusti personali - o dalle pretese. Dalle abitudini e dalle circostanze.

Per i vini a private label rimando al consiglio n.3 (leggete chi imbottiglia...se è indicato per esteso).
In ogni caso, tenete presente che il contenitore - bottiglia, etichetta, tappo, trasporto ecc. ecc.- ha un suo costo (non piccolo).

Che almeno il contenuto sia valutato più di essi.




02.01.09

Godersi la vita (e il vino)

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Anno Nuovo, nuova categoria di post.

Impressioni, riflessioni, sensazioni, quisquilie e pinzillacchere in ordine sparso sulla quotidianità e non solo.

Per imparare a godersi meglio la vita (e il vino).

L'inizio d'anno ha regalato a numerose aree italiane una bella e generosa spolverata di bianco.
In Valpolicella il paesaggio è quanto mai suggestivo: i vigneti sotto la neve sono persino più belli.

Ti viene da pensare che, forse, il 2009 sarà un'annata normale, e (forse) le viti non rischieranno di dare i numeri, comportandosi in maaniera schizoide con fioriture/allegagioni/maturazioni ritardate/anticipate/interrotte...perchè in questi ultimi dieci anni ne abbiamo viste un po' di tutti i colori.

Per adesso, comunque, godiamoci questo paesaggio da cartolina natalizia old style, cristallizzato e gelido.

E il (mio) modo migliore per farlo è con il camino acceso,una comoda poltrona e una bottiglia stappata di fresco.

Inauguro il 2009 con un vino-aperitivo: il Duca di Dolle di Bisol.
Un vino dal mosto parzialmente fermentato di uve di prosecco parzialmente appassite.
Sì, insomma, un vino dolce dal colore oro intenso e il sapore di frutta esotica, miele d'acacia e nespole con una punta di agrume fresco.

Da bere freddo, come si fa con il Porto bianco.
Certo, non è un Porto. Ma è gradevole di suo.

Buon Anno a tutti!

ps: grazie all'amico Pier Paolo Antolini, cui ho rubato la bella foto d'apertura
.