
Che si creda o meno in questa crisi dilagante e imperante, ci sono cose che non si può evitare di fare.
Una di queste è la spesa alimentare.
Tramontati i tempi in cui si passava da una bottega all'altra alla ricerca del meglio al miglior prezzo, il problema di fondo dell'approvvigionamento rimane, ma la nostra cronica scarsità di tempo spesso ci costringe ad accontentarci di quel che passa il convento - leggi: la grande distribuzione.
Con la quale dovremmo però avere un rapporto più meditato e adulto, meno credulone e ingenuo.
E' vero che con le strategie che riescono a mettere in atto i draghi del marketing della GDO, se non si è del ramo, come si dice, è una battaglia persa: rispetto a noi, ne sapranno sempre una pagina in più del libro (anche perché, diversamente, il giochetto si sarebbe già fermato).
Esistono però alcune piccole astuzie che potremmo mettere in atto: il nostro portafoglio ne beneficerà (forse) solo in parte, ma al nostro senso critico da consumatore farà un gran bene. Quelli che seguono sono le mie, collaudate da molti anni di pratica:
1) Mai fare la spesa a stomaco vuoto. Vietatissimo farla in prossimità del pranzo o della cena: i morsi della fame che cominciano a farsi sentire ci indurrebbero a comprare molte più cose di quelle previste. Se si può, meglio farla subito dopo colazione, entro le 9 del mattino (c'è anche meno gente).
2) Prepariamo una lista delle cose da comprare facendo un veloce giro delle stanze della casa: bagno, cucina, camera, studio, sala o salotto...Una volta entrati nel supermercato, atteniamoci rigorosamente a quanto abbiamo segnato sulla lista, senza lasciarci tentare da offerte o altro di cose che non avevamo previsto. Dimenticanze? se davvero sono tali, significa che non si tratta di prodotti vitali. Possono aspettare (la prossima spesa. O quella dopo ancora).
3) I prodotti che il supermercato cerca di farci comprare con più facilità e frequenza si trovano all'altezza dei nostri occhi. Perciò impariamo a guardare anche più in alto e/o più in basso.
4) Non lasciamoci ingannare dal prezzo. Non sempre quello più basso è anche il più conveniente. Controllare sempre il prezzo al chilogrammo, a prescindere da quello della confezione.
5) Detersivi: a parità di tipologia, sono tutti uguali. Il più costoso non è necessariamente il migliore: spesso è solo il più pubblicizzato. La prova? ancora una volta, leggete le etichette. Vedrete così che la percentuale di ingredienti efficaci (i tensioattivi, per intenderci) è la stessa in tutti (o quasi). Inferiore al 5 %. Tutto il resto è acqua, profumi, sbiancanti ottici...(ovvero, sostanze che coprono la macchia. Non la tolgono. La fanno solo sparire dalla tua vista). Fanno eccezione i prodotti davvero concentrati, solitamente presenti su altri canali di vendita.
6) Vino. Ebbene sì, ormai lo sanno anche i nostri pargoli: ben più della metà della produzione vinicola italiana si vende in grande distribuzione.
Qual'è il prezzo minimo al di sotto del quale non conviene (per tanti motivi) comprare?
Dipende dai gusti personali - o dalle pretese. Dalle abitudini e dalle circostanze.
Per i vini a private label rimando al consiglio n.3 (leggete chi imbottiglia...se è indicato per esteso).
In ogni caso, tenete presente che il contenitore - bottiglia, etichetta, tappo, trasporto ecc. ecc.- ha un suo costo (non piccolo).
Che almeno il contenuto sia valutato più di essi.