Il nuovo paradosso francese
...è che adesso il consumo di vino fa male, fa malissimo alla salute.
Anzichè prevenire il cancro, lo fa venire.
Nel 1991 la nota trasmissione 60 Minutes faceva conoscere al mondo il miracolo del french paradox.
Le conseguenze furono quelle che sappiamo, per il mondo del vino, e anche per quello degli studi medici, che da allora trovarono nelle magiche virtù dell'uva fermentata, affinata e imbottigliata un campo d'indagine decisamente ricco di sorprese.
Ma gli anni passano, e le cose cambiano.
Le cose e gli uomini.
Prendi un presidente che va ad acqua minerale e succo d'arancia, un momento economico generale non proprio brillante, aggiungi (sicuramente) qualche altro inconfessato obiettivo e voilà, dal cappello di altri autorevoli ricercatori francesi salta fuori che il vino fa male.
Che il consumo di alcol, e in special modo del vino, va scoraggiato.
Che non esiste un quantitativo minimo dello stesso che faccia bene. Poco, quasi nulla, o tantissimo, è lo stesso. Fa male e basta, sempre e comunque.
"Insomma, basta! - protestano i produttori d'oltralpe - Volete finirla con questa persecuzione del vino?" e in difesa della loro posizione citano gli studi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che da 15 anni e oltre a oggi non fa altro che assicurarci sull'esatto contrario, e cioè che un consumo moderato e quotidiano del vino aiuta a prevenire il cancro di qualsivoglia specie.
"Agli estremisti non deve essere permesso di tenere in ostaggio i consumatori" tuona Xavier de Volontat, presidente dell'associazione dei produttori di vino del Languedoc.
"Negli ultimi vent'anni il consumo di vino in Francia si è dimezzato, ma i casi di cancro sono aumentati...dovete ammetterlo, è un paradosso".
Già, il nuovo paradosso francese.
Purchè non sia invece l'ultima barzelletta, come verrebbe da pensare a giudicare da certi altri proclami salutistici (sempre francesi), secondo i quali per stare in salute bisognerebbe smettere di mangiare carne, uova, sale e non ricordo più cos'altro...
Seriamente: il vino non è una medicina. Non è una panacea, un elisir di giovinezza o simili.
E' un sacco di altre cose. Alcune delle quali molto importanti, anzi vitali per l'uomo.
Soprattutto, parafrasando un noto detto, è una cosa troppo seria per lasciarlo in mano a politici e scienziati dalle idee confuse.
Quanto allo zelo di certa moderna medicina, rassegnamoci: non c'è prescrizione che tenga.
Da questa vita nessuno uscirà vivo.