
Renania, Palatinato, Mosella.
Geisenheim, Neustadt, Mainz, Zell, Bernkastel-Kues, Ludwigshafen,Wiesbaden.
Oltre 1300 km in 4 giorni, percorsi per lo più in pullman (e con un breve, scenografico tratto sul fiume).
Il viaggio-studio di Assoenologi Veneto Occidentale - sostenuto da Vason Group, Basf, Sipa Berchi - quest'anno ci ha portato alla scoperta del più importante vitigno bianco tedesco: il riesling.
Chi volesse saperne di più circa superfici vitate, produzione vinicola, varie& eventuali della Germania, rimando ai post dell'impagabile Marco Baccaglio, qui:.
Qui faremo solo alcune riflessioni.
La prima: chi si lamenta della complessità del sistema di denominazioni vinicole italiano dovrebbe vedere com'è strutturato quello tedesco. Ricevuta questa informazione, la solidarietà con il tentativo di semplificazione portato avanti dagli estensori dell'Ocm vino scatta pressocchè immediata (anzi, quasi quasi gli diamo una mano anche noi...).
La seconda: il riesling è uno vitigno molto duttile. A seconda della zona e del terreno in cui viene coltivato, cambia al punto da sembrare un altro. Ai tedeschi piace nella versione "vino giovane, fresco, e dolce-acido", al punto che lo vorrebbero sempre pronto all'uso, come la birra di giornata.
Un vero peccato, perchè i Riesling migliori sono, neanche a dire, quelli invecchiati. Cioè quelli nei quali l'antinomia dolce-acido si attenua a favore di un equilibrio elegante tra freschezza e mineralità.
Al Campus Geisenheim, uno degli istituti di ricerca enologica più famosi del mondo, una degustazione didattica di riesling-tipo ci ha insegnato che:
- se ti piace il riesling che tende all'idrocarburo, con una buona acidità a bilanciare gli zuccheri, devi sceglierlo tra quelli coltivati nel Pfalz;
- se preferisci un riesling più fruttato, con profumi di pesca e albicocca, cercalo tra quelli della Mosel;
- se lo vuoi ancora più ruffiano, con profumi che ricordano la cioccolata bianca, la frutta esotica e gli agrumi gialli, sceglilo tra quelli coltivati in Renania.
Personalmente, opto per la prima tipologia, ovviamente trocken.
Proprio da questa flessibilità nasce però una terza considerazione.
Come definireste voi un vino che può essere dolce, acido, secco, semi secco e semi dolce, minerale, fruttato, a volte perfino floreale?
Erik Rundquist, proprietario da un quarto di secolo della Weingut Wwe. Dr. H. Thanisch - Erben Müller-Burggraef ha usato una parola bellissima: funny.
"You can have the wine you want - ci ha detto amabilmente a margine della degustazione di ben 11 dei suoi vini - Sweet, dry, mineral...it's funny!".
Il riesling tedesco, un vino divertente.
Genial!