Verona Wine Top: le premiazioni
Gran Guardia, giugno 2009: cerimonia di premiazione del concorso enologico Verona Wine Top.
Tra istituzionalità e atmosfera da sagra strapaesana.
Per chi non lo sapesse, il Verona Wine Top è un concorso che da sei anni la Camera di Commercio di Verona conduce, organizza, comunica e promuove.
Un impegno che dura un anno, tra una fiera e una manifestazione.
Le degustazioni sono curate dall'Assoenologi, e seguono i criteri del concorso internazionale di Vinitaly.
La cerimonia di premiazione, invece...beh, sta ancora cercando una regia precisa.
Perchè quella di quest'anno è apparsa particolarmente approssimativa.
Voleva essere una festa delle aziende premiate, è risultata un pasticcio tra il serio e il serioso, l'amichevole e l'istituzionale, senza mai essere ne' l'una ne' l'altro.
E con alcune clamorose falle, come il silenzio a cui è stato praticamente costretto l'ospite di turno, il wine writer Carlo Macchi, che firmerà le schede della Guida ai Vini del Verona Wine Top (in distribuzione nell'universo mondo a partire da settembre 2009) e al quale non è mai stato dato spazio, nemmeno per i saluti/ringraziamenti.
O come l'inspiegabile assenza di un (qualsiasi) rappresentante della Provincia, nonostante il programma desse al tavolo dei relatori addirittura il neo presidente Giovanni Miozzi.
Dopotutto, come ha ricordato il presidente della Camera di Commercio Alessandro Bianchi, "Verona ha prodotto lo scorso anno 138 millioni di litri di vino a denominazione d'origine": è una cifra pesante nel computo dei settori trainanti dell'economia di questa provincia.
Ma tant'è. Le premiazioni si sono trascinate per oltre 2 ore e mezzo, praticamente a tutti i produttori presenti è stato chiesto un commento o una dichiarazione.
E tutti hanno ripetuto la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o consumatore (per citare il Vate): la tradizione del nonno, (del papà, dello zio..) la sua passione trasmessa ai discedenti, tanto lavoro, impegno, qualità, qualità, qualità...
Ma lasciamo per un momento questo psicodramma, come l'ha definito un produttore, e veniamo alla sostanza.
Posto che ci sono molte aziende a cui l'idea di mandare i propri vini ad un qualsivoglia concorso enologico fa venire semplicemente l'orticaria, perchè delle centinaia di aziende del vino iscritte alla Camera di Commercio di Verona ne partecipano sì e no una novantina?
Si può parlare di rappresentatività dell'eccellenza della produzione enologica veronese, davanti a numeri così bassi?
Personalmente, propenderei per il no.
E tuttavia, un lato positivo per le aziende, - anzi, almeno un paio - questo concorso ce l'ha.
Sorvolando sulla validità dei risultati - è da tempo che diciamo che la scheda dell'Union Internationale des Oenologues non valuta, nè premia la qualità percepita dei vini, ma solo la loro correttezza tecnica - , il Verona Wine Top rappresenta per molte nuove e giovani aziende il primo banco di prova con il mondo esterno.
Una specie di saggio di fine anno scolastico.
Superando questa prova, cominciano a farsi conoscere e possono aspirare a qualche cimento più impegnativo (una degustazione dei loro vini con i consumatori finali, per esempio: cimento che nessuno, però pensa mai di organizzare per conto proprio).
Un altro aspetto positivo è dato dalla possibilità di confrontarsi con altre aziende: per alcune delle partecipanti è la prima volta, e ricevere valutazioni di 85/100 o più è gratificante, quando è la prima volta che ti capita.
In seguito, deve diventare una regola.
Infine, resta la soddisfazione personale di aver vinto un concorso: sono quei 5 minuti di celebrità che non si negano nessuno.
Peccato che, produttori e autorità a parte, a registrarli non ci fosse nessun operatore dell'informazione specializzata.
Perchè ormai, spiace dirlo, grandi o piccoli che siano, locali o nazionali o internazionali i concorsi enologici non fanno più notizia.
ps: nota di merito per l'assessore alla cultura del Comune di Verona Erminia Perbellini: ha ricordato l'impegno di due signore del mondo del vino, Marta Galli, prima donna veronese a portare l'Amarone a New York, e Nenè Lovat, indimenticata Imperial Castellana, che per 30 anni ha promosso a sue spese il vino veronese in Italia e nel mondo.
ps.2: i vini vincitori li trovate qui.