
Ammetto che non sempre il dire del capo del Mipaf mi trova d'accordo: a volte parla troppo (e inutilmente), altre a sproposito.
Come ha fatto tempo fa, a proposito della problematica alcol-guida , salvo poi fare una radicale inversione a U, tanto per restare in tema.
Questa volta però non posso che concordare pienamente con quanto ha detto di recente - e al quale non è stato dato tutto il risalto che merita: sono gli effetti della (sua) sovraesposizione.
Per questo mi permetto di riprendere qui quanto dice sul sito del suo Ministero, evidenziando alcuni passaggi significativi.
"Guida e bere possono andare d'accordo. Basta rispettare la legge. Perché, invece di demonizzare il vino, i moralizzatori dell'ultima ora non dicono che tra le cause principali di incidenti stradali ci sono le violazioni del codice della strada, l'eccesso di velocità, la stanchezza e la distrazione, causata spesso dal cellulare e dal fumo, oltre che l'abuso di farmaci?
A chi oggi punta il dito contro le imprese vitivinicole ricordiamo che sono soprattutto droga e superalcolici, venduti anche nei supermercati e nelle imprese di intrattenimento notturno che due anni fa ci si è affrettati a difendere, a dare lo sballo e a far perdere il controllo".
Così il Ministro delle politiche alimentari e forestali Luca Zaia da Pantelleria, dove oggi (il 2 settembre 2009, ndr) ha discusso di vitivinicoltura eroica, tornando anche sul tema della demonizzazione del vino, dibattuto in questi giorni.
A questo proposito, il Ministro ha presentato alla stampa il decalogo delle "Dieci domande che nessuno fa".
"La stessa Oms - ha detto il Ministro - ci ricorda che le cause che provocano gli schianti sulla strada sono molteplici e spesso collegate tra loro. Puoi essere prudente e virtuoso, ma se le strade e la segnaletica non sono adeguate, o se non hai dormito a sufficienza o assumi farmaci che danno sonnolenza e distrazione, il rischio aumenta in modo esponenziale."
"Per una persona sana, bere due bicchieri di vino a tavola non significa certo ubriacarsi. Perché non si educa a un modo di bere moderato, consapevole, di qualità, invece di tacere sull'abitudine, ormai diffusa tra i giovani, di andarsi a comprare superalcolici nei supermercati, dove non c'è nessun controllo o limite di acquisto, e drink per bere, spesso a stomaco vuoto, e raggiungere velocemente lo sballo?".
E ancora: "Non si dice che è aumentato il consumo di farmaci come antidepressivi, tranquillanti e antistaminici; che è cresciuto il consumo di cocaina; che spesso si guida per ore e ore accumulando uno stress psicofisico enorme; che si parla al cellulare mentre si guida; che c'è chi si mette in macchina dopo un'intera giornata di lavoro o senza aver dormito neanche un'ora; che la cattiva manutenzione dell'auto e il mancato uso delle cinture provocano incidenti particolarmente gravi.
Si preferisce al contrario levare gli scudi e agitare spauracchi.
Noi, invece, vogliamo dire la verità, costruire e aiutare a ritrovare la cultura del buon cibo e del buon bere, che trova nel nostro Made in Italy un giacimento ricchissimo e che tanti riconoscimenti ha ottenuto dalle comunità scientifiche internazionali".
Fin qui il Ministro.
Ora, parlando degli intoccabili locali notturni, il Ministro dimentica però un'altra sottovalutata causa di stanchezza/distrazione: lo stordimento generato dal bombardamento acustico (che qualcuno si ostina a chiamare "musica") cui si sottopongono i giovani che frequentano le discoteche.
Esiste infatti una soglia di tolleranza al rumore valida per tutti di circa 80 decibel, oltre la quale si possono generare gravi danni psicofisici; nel caso di esposizioni prolungate, come appunto avviene nelle nottate in discoteca, anche livelli di molto inferiori a questa soglia possono comportare danni uditivi, come la perdita dell'udito, dolori all'orecchio, stordimento, vertigini, acufeni (fischi o ronzii che il soggetto percepisce all'interno dell'orecchio).
Da non sottovalutare anche i danni extrauditivi: aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, aumento dell'ansia e dell'irritabilità, problemi all'apparato digerente, a quello endocrino e a quello neuropsichico.
Che dite, ce n'è abbastanza per smettere di cercare un solo killer (genericamente identificato nell'alcol, e quest'ultimo nel vino) alle stragi del sabato sera, e iniziare una riflessione e un'opera di informazione e prevenzione un po' più seria ed efficace?
Ps: per chi non lo sapesse, i decibel a cui possono arrivare le casse degli amplificatori in discoteca vanno da 95 a 114 (in media). Il limite fissato dalla legge sarebbe 103, ma chissà come mai ci scappa sempre qualche decibel in più.
125 sono i decibel prodotti da un aereo in fase di decollo a 50 metri. 130 è la soglia del dolore. Così, tanto per chiarire.