Amarone della Valpolicella: l'audizione per la Docg
Martedì 10 novembre alle 9 presso il Park Hotel di Villa Quaranta si terrà la pubblica audizione, ultimo atto per l'assegnazione della Dcg ad Amarone e Recioto della Valpolicella.
Forse ci siamo.
La cautela è d'obbligo, perchè di pubbliche audizioni per la Docg dell'Amarone se n'è già fatta più d'una, in passato. Tutte risoltesi con un nulla di fatto.
Quella di martedì riveste però particolare importanza, perchè è un passaggio decisivo dell'iter di ottenimento della Docg: per questo sono chiamati a raccolta tutti i soggetti in qualche modo interessati, amministratori pubblici inclusi.
Questo il comunicato stampa della Regione Veneto:
"Il Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini ha programmato per martedì 10 novembre prossimo, con inizio alle ore 9, a Villa Quaranta Park Hotel di Ospedaletto di Pescantina in provincia di Verona, la pubblica audizione relativa alla richiesta di: riconoscimento delle denominazioni -"Recioto della Valpolicella" DOCG; "Amarone della Valpolicella" DOCG; "Valpolicella Ripasso" DOC; modifica del disciplinare di produzione della DOC Valpolicella.
All'incontro sono invitati i sindaci dei Comuni interessati alla D.O.C. Valpolicella; le Organizzazioni Professionali agricole veronesi; la Federazione cooperative della provincia di Verona; il Consorzio cantine sociali della provincia; la Federazione degli industriali; la Federazione dei commercianti; l'Associazione enologi ed enotecnici del Veneto Occidentale, I Sindaci dei comuni inclusi nel disciplinare di produzione della DOC Valpolicella, sono invitati ad affiggere all'Albo comunale il comunicato regionale di invito, in modo da favorire la degli operatori vitivinicoli direttamente interessati alla richiesta".
Come si prepara a questo importante passo la Valpolicella produttrice? Con molta speranza e altrettanta incertezza.
Le bozze delle proposte dei disciplinari dei quattro principali vini della zona (Amarone, Recioto, Valpolicella, Ripasso) sono state rese disponibili solo pochi giorni fa (a questo link), quindi è presumibile che pochi produttori abbiano avuto il tempo di studiarli con calma.
Le novità introdotte dai nuovi disciplinari sono più d'una, e rispecchiano l'attualità della produzione e dello stile dei vini della Valpolicella. Per questo mi sento di dire che, personalmente, non le trovo tutte positive. Ma questo conta poco: io l'Amarone lo bevo - sia pure in misura molto minore rispetto ad un tempo -, non lo produco.
La mission della Valpolicella è invece quella di produrlo e venderlo.
E qui cominciano i guai.
Perchè i mercati sono in sofferenza, e se soffrono i mercati di consumo, i produttori gli vanno dietro.
Spazi di crescita ovviamente ce ne sono, un po' ovunque nel mondo.
Ma per conquistarli bisogna armarsi (di santa pazienza e buona volontà, oltre che di pecunia) e partire.
Bisogna mettersi a tavolino e interrogarsi: dove ho sbagliato? dove sto sbagliando?
Bisogna ammettere che certe strategie di marketing e commercializzazione non funzionano più: il mondo è cambiato, cambia il modo! (di pensare).
Bisogna mettersi in testa una volta per tutte che la comunicazione è un affare di ciascuno (non dei carrozzoni pubblici) e che non si fanno le nozze con i fichi secchi; le mezze misure alla vorrei-ma-non posso, le soluzioni raffazzonate per risparmiare, sono sempre e solo uno spreco di tempo, soldi (tanti o pochi), energie.
E gli esiti sono risibili.
Sono considerazioni che ai produttori piacciono poco.
Non amavano sentirsele dire durante gli anni delle vacche grasse, figurati adesso.
Oggi più di ieri, preferiscono di gran lunga una soluzione spiccia, economica e indolore. Peccato che non esista, e chi glielo lascia credere mente sapendo di mentire.
Martedì 10 novembre dunque si farà - probabilmente - un nuovo passo avanti, decisivo, sulla strada della Docg.
E anche se la Docg non sarà la bacchetta magica (che tutti vorrebbero) in grado di risolvere gli attuali problemi di commercializzazione delle bottiglie, sarà pur sempre un segnale di ulteriore, dichiarata assunzione di responsabilità nei confronti del consumatore.
Il che non fa mai male.