Corvina segreta
La corvina è l'uva rossa più importante del Veronese, alla base dei suoi vini più famosi, primo tra tutti l'Amarone della Valpolicella, nel quale interviene in una misura che può arrivare fino all'80 per cento.
Oggi l'Amarone della Valpolicella è un vino di enorme successo, al punto che tutti cercano di imitarlo, com'è noto.
Ma qual'è il suo segreto?
L'uvaggio di cultivar autoctone? La tecnica dell'appassimento? Il terroir? Gli stili produttivi?
Ciascuno può darsi una risposta diversa.
La ricerca scientifica la sta cercando nell'infinitamente piccolo: i geni.
Grazie alle nuove tecnologie di sequenziamento del DNA (next generation sequencing technologies) per la prima volta al mondo il Centro di Genomica Funzionale dell'Università di Verona (ricercatori i prof. Mario Pezzotti e Massimo Delledonne e i loro staff), sostenuto da Fondazione Cariverona e Orvit, è riuscito a mappare i geni di un vitigno autoctono: la corvina.(clone 48)
La ricerca, molto complessa, è durata 3 anni e ha prodotto alcuni risultati di grande interesse, alcuni dei quali proviamo a sintetizzare pur nel limite di un post:
1) sono stati individuati 479 modelli genici fino ad oggi sconosciuti alla comunità scientifica, molti dei quali sono assenti nel genoma del PN 40024 (il clone di pinot nero il cui genoma è stato completamente decodificato nel 2007).
2) anche nella corvina è stata individuata una piccolissima inserzione presente nel PN 40024, ma mentre in quest'ultimo appare inattiva (pseudogene), nell'uva veronese si è dimostrata attiva, coinvolta nella sintesi dei flavonoidi e di altre molecole legate a sue caratteristiche tipiche;
3) Durante l'appassimento entrano in azione ben 415 geni che controllano la produzione di metaboliti secondari e aromi tipici dell'Amarone. Il tempo del riposo delle uve perciò si presenta come un processo molto complesso e articolato, che coinvolge geni ben precisi e fortemente caratterizzati, come quello della beta amirina sintasi, quelli della strictonisidina sintasi e della delta cadinene sintasi;
4) è stato confermato che il genoma di corvina non mostra segni di incrocio tipici delle specie sottoposte a miglioramento genetico intensivo; il 75% dei polimorfismi del DNA(SNP, single nucleotide polymorphisms) conferma che le due copie del genoma presenti in ogni cellula differiscono in molti punti.
In conclusione, come si legge in un abstract finale, "il sequenziamento del trascrittoma di corvina e la sua comparazione con il genoma di riferimento PN 40024 hanno permesso di scoprire oltre 500 nuovi geni, molti dei quali mancano completamente nel genoma di riferimento, e di identificare ben 450 varianti trascrizionali in 345 geni coinvolti nello sviluppo della bacca.
Questi dati confermano una peculiarità e complessità trascrizionale del processo di maturazione dell'uva corvina davvero formidabile".