
Ho sempre pensato che in Italia esistano tre categorie di persone particolarmente vituperate, ovvero:
- i politici;
- i medici;
- i giornalisti.
A pari merito arrivano poi sindacalisti, avvocati e/o i magistrati, le forze dell’ordine, eccetera.
Il mondo del vino – per tanti altri aspetti a world apart – non fa eccezione, tuttavia se deve puntare il dito contro qualcuno per additarlo alla pubblica riprovazione, scartando i medici (i quali anzi, si sono spesso rivelati una categoria amica), arriva addirittura a invertire gli addendi (chè tanto il risultato non cambia) e a indicare prima nei giornalisti, e poi nei politici la fonte di tutti i suoi guai.
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