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Guide vini e legittimazione della soggettività di giudizio

Angelo Gaja Langhe “Sorì San Lorenzo” 2001, Gianni Masciarelli Montepulciano d’Abruzzo “Villa Gemma” 2001, Casanova di Neri Brunello “Cerretalto” 1999, Oasi degli Angeli “Kurni” 2003, Galardi “Terra di Lavoro” 2003, Montevetrano “Montevetrano” 2003, Luciano Sandrone Barolo “Cannubi Boschis” 2001, Foradori “Granato” 2003. Questi i vini che - secondo la ricerca effettuata da "prezzemolino" Wine News - mettono d'accordo tutte le guide vini d'Italia.

Solo questi ?! E tutte le altre centinaia di tribicchierati, grappolati, ecc, che fine hanno fatto ? Possibile che vi sia accordo - valutazione massima su tutte le guide - solo per 8 (dico otto !) vini ? Effettivamente sono un po' di anni che non acquisto guide ma di sicuro è un dato strabiliante e fa pensare.

Non è certo richiesto che tutte le guide vini italiane giungano ai medesimi risultati. La molteplicità di voci, il diverso approccio, la diversa prospettiva - e i diversi sponsor ! - giustificano ampiamente pareri anche molto divergenti. Ma sulla qualità assoluta, sui vini eccezionali, quelli da chapeau per intenderci, non può esserci un divario tale da consentire un incontro di vedute solo su 8 vini, ne convenite ?

Questo dato, dicevo, fa pensare, anzi, riflettere. Con una così bassa uniformità di giudizi - almeno le guide ai ristoranti sembrano essere un poco più in accordo sul gotha della ristorazione - non si rischia di delegittimare la valenza dell'intero lavoro svolto di volta in volta da ciascuna guida ? Finché c'era un "giudice" unico, presto fatto, il primo è il migliore, il secondo è bravo il terzo se ne torna a casa. Con il proliferare delle guide, dei degustatori e in definitiva dei punti di vista però, il discorso si amplia, si vivacizza : la qualità cessa di essere dogma oggettivo, stabilito dall'oligarchia di un editore/giudice supremo e si tramuta in quanto di più naturale vi possa essere e cioè, in un'umile questione soggettiva.

E' curioso però, questo processo di delegittimazione del dogma guidaiolo favorisce contemporaneamente la nostra libertà di giudizio e di espressione. Il fatto che le guide che "contano" non siano d'accordo su nulla o quasi, ci consente - e a ragione - di credere che forse anche noi, anche il nostro umile parere possa contare qualcosa, o almeno essere messo alla pari.

Smettiamo di usare i pensieri degli altri, gustiamo con la nostra bocca e valutiamo con la nostra testa. Facciamoci un po' di esperienza. Le guide, gli articoli, i giornali specializzati possono restare un utile riferimento ma non sono certo il vangelo. In fondo, pensavo, anche ad esser generosi, se regalassi le 8 migliori bottiglie - secondo tutte le guide - a mio suocero, credo non gliene andrebbe una.

Commenti

sono assolutamente d'accordo, l'anno scorso ho iniziato ad appassionarmi di vino e ho iniziato a comprare guide su guide su guide... per avere un'idea dei vini che potevo comprare... ora le guide mi servono solo per avere una lista di cantine a cui telefonare se mi voglio recare in un determinato posto.

la migliore guida è il nostro palato... assaggiamo vari vini e facciamoci noi un'idea di quelli che ci piacciono di più
:)

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