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Duemilavini, colpito e affondato !

Molti di voi avranno letto quanto da me scritto a proposito della vicenda AIS Roma / Bibenda e, in particolare, di quanto scritto dal Consiglio Direttivo di Ais Roma - velata minaccia di espulsione dalla guida - a quelle aziende che avessero osato investire in pubblicità su riviste non ricondotte a "degna professionalità" dall'Associazione stessa. Nella missiva - come sottolineato nell'editoriale di ottobre 2006 de "Il Mio Vino Professional" - non si fanno nomi precisi ma visto che la rivista appena citata è al momento soggetta ad una querela milionaria (di euro) per vicende relative ad ais Roma / Bibenda - non sembra possa esserci granché spazio per gli equivoci...

Ora, un conto è dire o minacciare una sciocchezza, un'altra è metterla in pratica, siamo d'accordo su questo? In questi giorni un lettore di TigullioVino.it ha inserito un commento secondo cui sarebbero effettivamente scomparse dalla guida alcune aziende. Parliamo di aziende di una certa dimensione e che negli anni precedenti avevano sempre avuto ottimi punteggi sulla Duemilavini (alcuni vini avevano preso addirittura i 5 grappoli). Non avendo ancora la nuova Duemilavini sottomano, ho chiesto allora ad alcuni giornalisti che ne erano in possesso di aiutarmi a verificare la notizia per poi poterla riportare.

Incredibile a dirsi ma aziende come Firriato, La Vis, Bisol, Pellegrino ed altre sono effettivamente scomparse dall'edizione 2007 della nota guida di Ais / Bibenda. Restava da verificare se effettivamente tali aziende fossero inserzionisti de "Il Mio Vino". Ho quindi telefonato a Flavio Grassi (Redazione Il Mio Vino) che mi ha confermato la qualità di inserzionisti di rilievo sulla loro rivista dei marchi citati. Più che una strana coincidenza quindi, quella compiuta da Ais Roma (Bibenda ?), sembra una silurata studiata con millimetrica precisione. Un colpo basso, un atteggiamento difficile da comprendere, soprattutto pensando a tutti coloro - immagino siano molti - che lavorano duramente e in buona fede per la realizzazione della guida stessa.

Quale credibilità può conservare, mi chiedo, chi sostituisca come metro di giudizio d'ingresso in guida, la qualità dei vini degustati con il tipo o il nome delle riviste su cui le aziende decidono di investire in comunicazione ? Non sono forse, queste, scelte aziendali private e del tutto estranee alla logica di una guida ? Perché i vertici dell'Associazione Italiana Sommelier - sede di Milano - hanno consentito che da Roma partisse una lettera di questo tenore ? A chi si possono chiedere chiarimenti ? Il Forum Ais - per problemi tecnici.. - è stato chiuso e tale resta ormai da mesi ma i bravi ragazzi del forum si sono presto riorganizzati qui. Provate a chiedere a loro, magari hanno risposte.

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Qui sotto, la lista ai Blog che si riferiscono a : Duemilavini, colpito e affondato !:

» Intervisteremo Franco Maria Ricci from TigullioVino.it Weblog Network
Ho incaricato l'amico e collega Alessandro Maurilli di intervistare Franco Maria Ricci, un "compito a casa" per certi versi non semplice considerata la recente vicenda Duemilavini. Ho scelto Alessandro perché lo so capace di essere contemporaneamente ... [Read More]

Commenti

Caro Filippo, da "bravo ragazzo", come dici tu, sono sempre più sorpreso in negativo di un vertice dell'Associazione che continua a brillare per (eufemismo) parzialità. Come si comincia a sentire in giro, la dizione "metodi AIS" è destinata a soppiantare la vecchia "metodi Bulgari". Questo ultimo vergognoso fatto dell'oscuramento, operato nei confronti di produttori di nome, colpevoli solamente di promuovere i loro vini su una pubblicazione vista più come avversaria che come concorrente, fa perdere di credibilità alla Guida 2000 Vini. E' purtroppo un fatto che quasi tutto il Consiglio Nazionale dell'AIS si è appiattito acriticamente su questa discutibile posizione, analogamente a quanto successo per il Forum, chiuso ormai da 5 mesi. Mi auguro, anzi sono convinto che questo "stile" non rappresenta il modo di pensare della massa dei Soci.
Grazie per la considerazione del nostro Forum alternativo.

Se le cose stanno in questi termini, sono sbaccalito. Finiranno per rendermi simpatico Il Mio vino.

Direi che Duemilavini si merita in pieno il soprannome di Toto' Merumeni: il punitor di se stesso. Se pensano che una rivista scientifica (una rivista che si propone di recensire criticamente e autorevolmente dei prodotti, si candida automaticamente a portatrice di un criterio di giudizio che possa dirsi "scientifico") possa conciliarsi con la dichiarata intenzione di mettere la rivalita' innanzi alla lucida obbiettivita'... facciano pure. Hanno sceso di un balzo la china di credibilita' che separa un giornale d'opinione autorevole da un foglio di movimento. bel lavoro, bravi davvero.

Questa è la newsletter che ho ricevuto nella mia casella postale oggi. La incollo qui senza commento:
"Anteprima dell'editoriale del numero di dicembre
della rivista "IL MIO VINO"
Lunedì, 6 novembre 2006
Un uomo di parola
L'Ais (Associazione Italiana Sommeliers) è una organizzazione senza scopo di lucro che da decenni svolge l'importantissima funzione di promuovere, coordinare e formare la passione di decine di migliaia di persone innamorate del vino.

L'Ais conta oggi più di trentamila associati a vario titolo. Gli associati versano ogni anno una quota sociale di 70 euro e quindi l'associazione si trova a gestire un bilancio che supera i due milioni di euro.
Compresi nella quota annuale gli associati ricevono una rivista che si chiama «Il sommelier» e un volume annuario dal titolo «Duemilavini», volume che nelle intenzioni dovrebbe rappresentare la selezione dei migliori vini italiani fatta appunto dalla associazione.
Insomma l'Ais svolge un compito assolutamente benemerito e di grande responsabilità vista la dimensione e l'importanza che ha ormai assunto nel mondo del vino.

Purtroppo da qualche anno l'Ais sembra essere divenuto territorio esclusivo di conquista di un intraprendente signore romano, tal Franco Maria Ricci. Questo signore, oltre a controllare la società Bibenda Editore che pubblica la guida dell'Ais per un compenso annuale superiore al mezzo milione di euro, di fatto spadroneggia sia a livello della sezione romana dell'Ais sia a livello nazionale. Lo dimostra il fatto che a lui è data carta bianca nel decidere chi merita e chi no di avere vini citati nella guida "Demilavini". Anche quando i criteri di scelta a volte non hanno nulla a che vedere con la qualità dei vini recensiti.
L'edizione del 2007 di questa guida ci fornisce una prova esemplare, e davvero raccapricciante, dei metodi adottati da Franco Maria Ricci.
Ecco i fatti.

A cavallo fra maggio e giugno le organizzazioni controllate dal Ricci inviavano a tutti i produttori di vino questo messaggio:
«Vi comunichiamo che il Consiglio Direttivo di Associazione Italiana Sommelier Roma, d'accordo con Bibenda Editore, ha deciso di non pubblicare sulle Edizioni Duemilavini e Bibenda, notizie e/o recensioni di Aziende Vinicole che si avvalgono di messaggi pubblicitari a mezzo di testate che la scrivente Associazione non riconduce a degna professionalità e che rivolgono attacchi provocatori e infamanti nei confronti di terzi, come anche recentemente accaduto. Questa decisione è stata presa soprattutto al fine di proteggere le Aziende presenti nelle nostre Edizioni e per evitare pericolose confusioni, nel rispetto dei nostri lettori.
Associazione Italiana Sommelier Roma - Il Consiglio Direttivo»


Il messaggio, dallo stile inconfondibile, fu interpretato da tutti come una chiara minaccia nei confronti delle aziende che investivano sulle riviste della nostra casa editrice.
La rozzezza e la vigliaccheria della mossa del Ricci generò molta sorpresa nei produttori italiani i quali però, ad eccezione di uno, decisero di non dare alcun seguito a quel tipo di farneticazioni ricattatorie.

Su Franco Maria Ricci si può dire di tutto ma non che non sia uomo di parola.
Ciò che aveva promesso, o meglio minacciato, ha puntualmente mantenuto con una determinazione chirurgica.
Così l'edizione 2007 di "Duemilavini", pubblicato da Bibenda Editore su incarico dell'Ais, ha bellamente escluso dall'elenco dei vini meritevoli di segnalazione ben 109 etichette prodotte da grandissime aziende che da sempre sostengono le nostre riviste con investimenti pubblicitari.
Le vittime dell'epurazione del Ricci portano nomi illustri e sono ben rappresentate su tutto il territorio.
Ad elencarli tutti e undici sembra di voler mettere insieme una squadra per vincere il campionato del mondo dei produttori di vino di qualità: Apollonio, Bisol, Cavit, Firriato, La-Vis, Marramiero, Medici Ermete, Montresor, Pellegrino, Santa Margherita e Tommasi.

Conosco le persone che gestiscono queste aziende. Sono tutte persone oneste che lavorano con enorme passione e serietà per far sì che i loro vini possano eccellere su tutti i mercati del mondo. Sono persone per bene che danno lavoro a migliaia di addetti e che non meritano vigliaccate e porcherie di questo tipo.

Per farvi capire quanto deplorevole e misera sia stata la mossa di Bibenda Editore, nel prossimo numero della rivista vi parleremo in modo dettagliato di tutte le 109 etichette che avevano ottenuto recensioni brillantissime nella edizione 2006 di "Duemilavini"e che sono state invece "epurate" in quella del 2007 perché i loro produttori hanno osato sostenere testate che il Ricci (beato lui) "non riconduce a degna professionalità".

Scopriremo insieme che tutte quelle etichette hanno meritato un giudizio super positivo in tutto il mondo da parte di coloro che fanno il nostro mestiere in modo serio e professionale.

Vi parleremo anche delle etichette dell'unico produttore italiano che ha ceduto alla prepotenza di Ricci. Un tale Cesarini Sforza, produttore di bollicine, che ha cancellato per tempo il suo impegno pubblicitario sulle nostre riviste e che, guarda caso, quest'anno ha visto comparire una sua etichetta sulla guida "Duemilavini".

Con il che si dimostra che Franco Maria Ricci non è solo uomo di parola.
Sa anche essere, selettivamente, un amico di cui ci si può fidare.


GAETANO MANTI"

Questa è la news letter arrivata oggi da "Il mio vino Professional" che copio integralmente senza commenti. Martedì, 7 novembre 2006
Duemilavini 2007:
sale il conto delle aziende
epurate da Franco Maria Ricci

Nella mia comunicazione precedente avevo parlato di undici aziende vittime dell'epurazione preannunciata e messa in atto da Franco Maria Ricci per l'edizione 2007 della guida "Duemilavini".
Ad una più approfondita analisi il conto delle vittime risulta essere molto più alto.

Le aziende nostre inserzioniste che si sono viste estromettere nella edizione 2007 dopo essere state presenti in quella del 2006 sono ben 39 per un totale di 286 etichette.
Una vera ecatombe.

Vale la pena fare l'elenco completo delle vittime per capire la reale dimensione del problema.
Eccole in ordine alfabetico:

Apollonio, Bisol, Ca' Ronesca, Caggio, Cantina Cerquetta, Cantine Virgili, Castellari Bergaglio, Cavit, Ciacci Piccolomini d'Aragona, Col Vetoraz, Colonna, Erste & Neue, Fattoria Castellina, Fattoria Il Gambero, Firriato, Giacomo Vico, La Sala, La-Vis, Lanciola, Marramiero, Medici Ermete, Montresor, Pellegrino, Pieve del Vescovo, Provenza, Rivera, Ruggeri, Santa Margherita, Santoleri, Tenute Folonari, Terre de' Trinci, Terruzzi & Puthod, Tommasi, Torrevento, Valdo Spumanti, Villa Castalda, Villa Raiano, Vill a Sandi, Vinagri

Stiamo parlando del fior fiore della produzione italiana.
La loro esclusione da una guida che dovrebbe rappresentare il fiore all'occhiello della Associazione Italiana Sommeliers è una vergogna che non deve passare sotto silenzio.

Così come non deve passare sotto silenzio un episodio che sottolinea la differenza di stile fra noi e la Bibenda Editore.

Mi riferisco all'episodio che ha visto protagonista l'azienda Cesarini Sforza.
Questa è l'unica azienda, per quel che ci risulta ad oggi, che ha cancellato a tempo debito il suo impegno pubblicitario con le nostre riviste.
Guarda caso la Cesarini Sforza si è vista, per la prima volta, comparire sulla guida "Duemilavini" ben quattro dei sei vini che produce.

Da parte nostra la decisione della Cesarini Sforza di non confermare il sostegno alle nostre riviste non ha avuto invece alcun effetto. Infatti il loro "Tridentum" risulta finalista per una delle categorie riservate agli spumanti nel nostro Almanacco 2007, in edicola fra due settimane. Lo è stato nella edizione 2006 e si confermato quest'anno. Questo a riprova del fatto che a casa nostra il giudizio sulla qualità dei vini non è mai in alcun modo influenzato da come le aziende spendono soldi in pubblicità.

Noi siamo convinti che solo così si può fare il nostro mestiere in modo serio e professionale.

La diversità di stile appare evidente.
Lascio ai nostri lettori, e alle aziende, decid ere quale dei sue stili sia preferibile.

GAETANO MANTI

Andrea, non l'aveva appena postata Gianpaolo ? Più che postare lettere io mi aspettavo commenti. La roba incredibile è che mi pare che nessuno ne stia parlando in giro. Tutto normale quindi ?

Filippo, leggi bene: è la seconda puntata! Hanno segato ben 39 aziende, fra cui anche Cavit, Ruggeri, Valdo e Villa Sandi, tutti appartenenti al Club Amici dell'AIS.

@ Andrea
Perdonami, vista la medesima introduzione avevo saltato a pié pari! Grazie del contributo !

Di nulla, Filippo, ma ne farei volentieri a meno di postare notizie di questo tipo.
Dici bene tu, quando evidenzi l'assordante silenzio di troppi. Da socio AIS intellettualmente libero ed onesto, pur continuando a riconoscere le indubbie qualità del prodotto guida Duemilavini, sia estetiche che di gran parte del suo contenuto, trovo sia fin troppo evidente che si continui ad imporcela per un fatto meramente commerciale. Mi piacerebbe vedere la controprova della sua diffusione nel mercato delle guide senza l'aiutino delle 35.000 copie imposte (e fatte pagare in anticipo) ai Soci AIS. Le vere guide dell'AIS che conosco sono Romagna da bere ed Emilia da bere. Uno dei numerosi pregi delle pubblicazioni di Bibenda (anche la rivista) risiede nell'assenza di pubblicità. Il caso "Il mio Vino" offusca parecchio il luccichio della vetrina.

E' pazzesco, mi domando come mai se ne parli solo qui.

Luk

Posso linkare sul gambero e su WR?

Trovo che la cosa sia ormai arrivata ad un livello veramente basso. Già all'epoca la cosa mi aveva disgustato, poi non se ne è più parlato e quindi ho pensato che il tutto fosse rimasto controversia dei due soggetti in gioco. Ho anche pensato che, a onor del vero, se l'AIS e i vini italiani stanno vivendo questo momento favorevoli negli scenari nazionali ed internazionali, sicuramente lo si deve a Ricci. Ciò non toglie però, che uno con i suoi soldi fa quello che vuole, mentre con quelli degli altri no.
Trovo assolutamente scandaloso che una persona utilizzi una associazione SENZA SCOPO DI LUCRO, non solo per crearne (di lucro), ma soprattutto per i SUOI INTERESSI PERSONALI (Bibenda s.r.l. è sua...).
Come socio AIS trovo vergognosa questa situazione, e proporrei di riunirci (tutti i soci AIS) sotto un'unica bandiera per presentarci come FRONTE UNICO a Milano a PRETENDERE spiegazioni per ciò che sta accadendo. Abbiamo già visto in passato, infatti, che ad alzare la voce da soli, si rimedia solo la radiazione. ma se a presentarci siamo diverse centinaia o migliaia di soci, credo che la cosa sarà molto diversa. Anche alla luce del fatto che abbiamo pagato 70 € l'anno scorso per ricevere quest'anno una guida PILOTATA. Pilotata dagli interessi di un uomo che ha avuto la faccia tosta, non solo di citare una rivista che ha scritto FATTI VERI (e dei quali dovrebbe rispondere a tutti i soci) ma anche di eliminare da una GUIDA aziende serie che dovrebbero rendere conto a LUI di come gestiscono il loro marketing.

Non solo: coinvolgiamo anche i produttori esclusi.

@ Luk
So per certo che sarebbero molti a volerne parlare. Alcuni non lo fanno per scelta, altri perché non possono, altri ancora perché non gli conviene. Io capisco tutti, ci mancherebbe, ognuno ha le sue buone ragioni ma mi sembra veramente grossa per far passare tutto sotto silenzio, se non altro una presa di posizione moderata, un gesto, un segnale.

@ Adrea Toselli
Caro Andrea, quello che mi spiace veramente è che l'AIS, di cui non faccio più parte da quando mi sono reso conto che parte di essa era retta da persone che la interpretavano come una casta più che come un gruppo, nel complesso è un'associazione che ha dato e può dare moltissimo al mondo del vino italiano. E' solo che a un certo punto, a mio avviso, forse hanno prevalso intenti diversi rispetto a quelli che stanno alla base dell'obiettivo associativo e cioè della sola diffusione della cultura del vino. L'essere andati dietro o, come minimo, l'aver assecondato, i capricci di tizio o di caio in virtù di non so bene quale logica, perde ogni ragion d'essere nel momento in cui venga meno il senso dello stesso agire dell'Associazione e si valichino limiti che non avrebbero dovuto essere superati.

purtroppo l'atteggiamento dell'ais l'avevo capito già da qualche anno tanto che non ho più rinnovato l'iscrizione, sono stato facile presago
spero che possano sorgere altre forme di aggregazione di sommelier

Ricevo oggi una email dove mi si dice che anche noi risultiamo tra le aziende epurate dalla guida Duemilavini 2007 perche’ abbiamo fatto pubblicità sulla rivista Il mio vino. Mi viene da ridere all'idea della pubblicita' che la mia piccola azienda puo' fare per mancanza di adeguate risorse economiche da dedicare al settore pubblicita'.
Pensate che l’unica nostra presenza su Il mio vino e' stato una piccolo spazio all’interno della rubrica Grandi Affari in Piccole Cantine, dove su ogni numero sono presenti almeno dieci diverse cantine.

Siccome non voglio pensare alla scorrettezza o alla prepotenza di nessuno, deduco che i miei vini della vendemmia 2005 non siano piaciuti al team della Duemilavini. A tale proposito mi piacerebbe ricevere un riscontro direttamente da parte loro, poiché metto grande impegno nel mio lavoro e anche un giudizio negativo (se correttamente motivato) può essere costruttivo.

Se invece così non dovesse essere, e dovessi ascoltare le voci che ultimamente stanno circolando su questa vicenda, allora credo che tutti quanti, da noi produttori, ai giornalisti passando per i consumatori, dovrebbmmo trarne riflessioni e conclusioni.

Invito chi avesse voglia e curiosità di valutare di persona la qualità dei miei vini a contattarmi e venire a trovarmi in cantina. Mi farebbe davvero molto piacere.

Vorrei aggiungere ancora una cosa a cui forse pochi pensano o si rendono conto.
Ma sapete quanta fatica e quanto impegno comporta fare un buon vino ? Lo sforzo e la passione di uomini e donne che lavorano affrontando i 1000 problemi che caratterizzano il mondo del vino, alla fine devono essere nelle mani di persone che possono decidere le loro sorti in questo modo ? Vi sembra giusto ? A me no. Senza noi produttori, piccoli o grandi che siamo, non esisterebbe tutto questo mondo di guide, riviste etc etc. Non dimentichiamolo.

@ Marco Bergaglio
Caro Marco, parole sante, anzi, ti ringrazio di esistere perché senza di te e di ogni altro produttore con cui abbia avuto occasione di entrare in contatto, non avrei di che scrivere e lavorare. Quello che posso dirti è che veramente cerchiamo di farlo al meglio questo lavoro. Il web vive un mondo emarginato o per soli specialisti (che poi è la stessa cosa) e molti si scordano anche che riviste come tigulliovino vivono più grazie alla passione che grazie al sostegno serio di sponsor. Non so cosa possa apparire dall'esterno ma ti assicuro che arrivare a fine mese, pagare i giornalisti e avere una rivista gratis con quasi zero sponsor - nonostante sia tra le più lette - credo che sia davvero difficile.

Fare l'editore sul web, senza particolari sostegni, è davvero difficile. Toh, mi sono sfogato un po' anch'io.

Quanto alla triste faccenda, sono in imbarazzo io per loro, figurati. Io credo solo che qualcuno a livello di istituzioni, dovrebbe delle spiegazioni a tutti coloro che continuano giustamente a credere nell'AIS che non è o non è solo la Duemilavini.

Volevo dare un suggerimento a Filippo Ronco, che anima con le sue opinioni buona parte dei post di questo blog.
Ho letto le tue considerazioni sui chips, che partono da questa inesattezza di fondo: l'Ue li ha autorizzati e obbliga a indicarli in etichetta.
Falso. Impedisce di scrivere barrique se hai usato i chips o chips + barrique.
Secondo, la questione del novello: ho letto che l'Unione italiana vini si è scomodata per risponderti, sbugiardandoti e mostrando per la seconda volta che ignori le leggi o non le comprendi.
Non ti sei neppure degnato di chiedere scusa a quelle persone che ti hanno letto e che, magari inesperte di cose vinicole, hai ingannato con illazioni basate sul niente.
Se vuoi fare l'Oscar Wilde del blog, almeno prima spendi 10 minuti per informarti.
Ric

@ Riccardo
Accolgo volentieri ogni tipo di critica, anche quelle pregne di graffiante arroganza come quella da te appena inserita. Sono qui per imparare, ci mancherebbe e lo sberleffo digitale fa parte del gioco.

Ciò premesso, il regolamento (CE) n.1507/2006 dell'11.10.2006 testualmente prevede che "Per evitare che il consumatore venga ingannato e che si producano distorsioni della concorrenza fra i produttori, occorre definire norme di etichettatura appropriate".

Ora, possiamo disquisire per giorni sulla precisione o meno del significato del testo sopra indicato, a me sembra che il senso sia molto chiaro : tutelare il consumatore prevedendo indicazioni adeguate in etichetta.

Ovviamente viene lasciato alle singole legislazioni nazionali adottare gli specifici regolamenti di attuazione. Non vedo dove stia la notizia errata sebbene ciò a cui ti riferisci sia il riporto in sintesi di una miriade di comunicati stampa che hanno diffuso quella notizia. Non tutto quello che pubblico online è frutto di mie personali ricerche.

I post d'opinione che invece puoi aver letto su questo blog, mi sembra abbiano sempre cercato di porre l'attenzione su dei temi sui quali discutere : la necessità di trasparenza nei confronti del consumatore e inutilità dell'impiego del truciolo come metodo di competizione con i mercati internazionali. Questo sì, l'ho scritto e ribadito più volte ed equivale ad un mio pensiero che confermo e sottoscrivo.

Secondo punto. Il vino novello. Su questo ho probabilmente mal interpretato la norma, è possibile. Al contrario di quello che credi, tuttavia, non ho per nulla lasciato senza risposta il commento - arrivato dopo 1 anno ! - dell'ufficio tecnico dell'Unione Italiana Vini. A dimostrazione che posso certamente sbagliare ma che non lascio le cose come stanno quando mi venga fatto notare, sto verificando, con l'aiuto di giornalisti e blogger amici se effettivamente vi siano o meno state variazioni legislative sul punto. Ho scritto personalmente alla persona dell'Ufficio Tecnico che si è occupata di muovere le critiche ed il post di rettifica è già pronto da tre giorni, in attesa di avere riscontri ulteriori.

Se, come è probabile, confermerò l'inesattezza di quanto da me scritto (possibilità di fare vino novello con parte di uve provenienti da annate diverse) sarà mia premura renderlo noto.

Curioso, lasciamelo dire, che tu abbia notato, a distanza di un anno, il commento UIV. Il fervore che trsuda dalle tue parole sembra far trasparire un coinvolgimento diretto nella faccenda. Sbaglio ancora immagino.

Non fai che confermare quello che dico, senza graffiante arroganza e senza nessun coinvolgimento diretto in niente se non nel tentare di non essere ingannato da ciò che leggo:
quello che citi è un "considerando" del regolamento, che senza giri di parole dice: visto che abbiamo stabilito di usare i chips, e per evitare che qualcuno li usi scrivendo poi invecchiato in botte, d'ora in avanti chi usa i chips o chips + botte non può scrivere invecchiato in botte. E questo considerando è esplicitato dall'articolo 3 e dall'allegato a cui rimanda (bisogna leggerli gli allegati, anche se sono pallosi).
Caro Filippo, mi hanno insegnato a verificare e capire le fonti da cui prendo notizie. E se non verifico, non divulgo. La mala informazione nasce proprio da questo processo di non verifica di tonnellate di notizie filtrate, manipolate e poi riprese tal quali, e infine diffuse come verità: da qui, poi, le orde di post nati su equivoci di fondo. Mi spieghi come si fa a discutere conoscendo solo mezze verità e peraltro mal interpretate?
Il tuo blog sarebbe molto più interessante con meno notizie, ma vere.
Non è curioso che abbia notato la risposta dell’Unione vini, ho solo aperto un paio di post (il novello si fa anche quest’anno, no?) e vi ho trovato due cazzate. Dovresti preoccuparti della percentuale… due su due è molto alta, sei a livello del corriere della sera o repubblica.

Ps: hai già detto che i trucioli nuocciono alla salute perché l’ha detto Calabresi a cui l’ha detto la zia di Montezemolo?

@ Ric
Non voglio buttarla sul sono molto occupato e curo altre 250 cose quindi è possibile che su 300 post ti sfuggano 2 "cazzate", non sarebbe una scorciatoia accettabile. Accolgo invece le tue critiche e mi ripropongo di far meglio compatibilmente con le possibilità di tempo e di mezzi a disposizione.

Rilancio.
Visto che sei così bravo e ferrato con gli aspetti legali (pensa che io ho abbandonato il praticantato da avvocato proprio per una forma di idiosincrasia nei confronti della burocrazia e di tutto ciò che è rigido e fiscale), ti piacerebbe collaborare con noi per sviscerare gli aspetti legali del vino ? Ci dici chi sei e di cosa ti occupi ?

Chre bello. Ma vi rendete conto? si è aperto lo spazio per una nuova guida dei vini:
quelli-che-le-altre-guide-rifiutano...
sono pochi (per ora!), così finiamo in fretta e poi andiamo tutti fuori a giocare...
;-))

L.

Leggo solo ora e solo qui della faccenda duemilavini AIS...e penso che uno dei problemi sia proprio questo...il silenzio con cui sta passando questa cosa. Le guide con tutto quello che si possa pensare, sono comunque un viatico molto importante per gli appassionati non esperti, cioé di quelli che fanno il mercato delle bottiglie che vendono tanto (tra le case citate ce ne sono!). Pochi di questo pubblico che compreranno (altri soldi...) la guida AIS sapranno questi gravi retroscena...e magari quel vino che loro compravano con soddisfazione lo vedranno pure sotto una luce diversa...o peggio lo compreranno di meno...

Se le cose stanno veramente così è una grande tristezza per l'AIS.

Un'opinione numerica: mi dicono che il 60% del vino in Italia viene venduto nella Gdo, e nella Gdo la gran parte dei vini sta nella fascia basic-popular premium (2-5 euro per intenderci). Gli altri stanno a scaffale più per prestigio della catena distributiva che non per vero e proprio scopo vendita.
Detto questo, quanto di questo 60% è vino presente su Ais, Veronelli, Maroni e compagnia cantando? E soprattutto, quanti di noi vanno al supermercato e scelgono la mozzarella private label, lo yogurt private label, il pannolino private label, però quando arrivano alla corsia vini, sfoderano la guida e stanno 20-30 minuti a cercare il 3 stelle-7 bicchieri-15 pernacchi?
Lascio a voi ogni personale deduzione sull'effettiva portata della vicenda Ais.
Ben diverso sarebbe essere esclusi da Decanter, Wine Advocate ecc., non tanto per il prestigio della testata, quanto per il diverso approccio culturale di chi legge quelle riviste, ovvero gli inglesi e gli americani, gente che non avendo mai avuto la materia prima (i primi) oppure solo recentemente (i secondi), è sempre stata costretta a "comprare", e quando si compra per mestiere o per necessità si valuta, si soppesa, concedendosi anche il lusso di spendere 10 minuti in più per contare le stelline e non farsi fregare.
Saluti

@ Ric
Qui non stiamo parlando della portata della ripercussione economica sulle aziende escluse (che per altro senz'altro in parte vi è stata), qui stiamo parlando della portata - a livello etico - della mossa di Duemilavini.

Al di là del fatto che - come minimo - ha avuto impatto su 30.000 persone (il numero minimo degli iscritti, ma sono di più), il punto è un altro : è possibile rimuovere aziende così, come gira al primo che passa, da una guida che si presenta, anche formalmente, come espressione dell'Associazione stessa ? Non perdiamo di vista il nocciolo, qui la casalinga che fa la spesa alla gdo c'entra molto relativamente.

Caro Filippo,
la casalinga c'entra eccome invece, se per casalinga si intendono milioni di persone che trafficano i supermercati rispetto alle migliaia (?) che acquistano o ricevono o lavorano con quella guida, e con tutte le guide di questa Italietta provinciale. Persone, caro Filippo, che sono sempre meno fedeli alla marca e scelgono solo sul prezzo. Leggi cosa succede in Inghilterra, dove pure Constellation ammette che fa fatica, pensa a noi, con le nostre stelline, quanta strada facciamo.
Ti dico una cosa in tutta franchezza: sai perché i nostri cari produttori vinicoli non sono usciti allo scoperto, tranne l'UIV, sulla questione trucioli? Perché hanno una fottuta paura che il giorno che lo faranno verranno impallinati da gente come quella che scrive sulle guide e che si è già espressa, con tutte le scempiaggini che ho dovuto leggere sulla qualità, la tradizione e non ultima la salute.
Si è già deciso a priori, o meglio, hanno già minacciato a priori: usi i trucioli? Raus!
Usi il tappo a vite? Raus! Siamo matti tutti quanti.
Scrivi sul tuo blog della lettera inviata da un importatore inglese che implora il ministro di togliere il divieto di utilizzo dei tappi a vite sui Docg, perché perdiamo scaffali e scaffali tutti i giorni a discapito di australiani, cileni ed eschimesi.
Questi sono i problemi, non l'Ais e Dodicivini. Scrivi di questo, batti il chiodo per aprire gli occhi a chi ti legge. Altrimenti queste polemiche fanno solo polvere, e nella polvere si rischia di non vedere niente.
Ric

Qualcuno spieghi a Ric che esistono legioni di consumatori ai quali non frega un beneamato alcunche' della proposta GDO. Sono i consumatori di qualita'. Sono (siamo) schiacciante minoranza, ma esistiamo, accetta il fatto serenamente; il problema per noi non e' unicamente il prezzo ma cosa arriva a tavola. Chiaro? Non e' difficile da capire. In questo ambito, un comportamento demenziale come la vicenda indicata da Filippo in questo post e', consenticelo, grave. Il fatto poi che tu faccia le solite considerazioni a braccio sul mercato straniero (le riviste americane, il consumatore inglese, mamma che noia), confrontandolo col nostro, denota solo poverta' di argomenti. Questo post parla d'altro, si potrebbe avere una tua opinione sul comportamento AIS indicato qui? Oppure dobbiamo considerare come tale quel che scrivi, cioe' che il probbblema vero e' il tappo a vite? Quello e' il problema? Ma per piacere. Saluti e baci dall'italietta provinciale.

Legioni? Se tu tutte le sere ti metti a tavola i vini di Chiarlo o Feudi di San Gregorio, beato te, avrai sicuramente un portafoglio che te lo consente.
Permettimi di dirti che nei vini da 2 euro non c'è niente di più e niente di meno di quelli che bevi tu, a parte il prezzo ovvio e l'esosità di chi li produce.
Per quanto riguarda le considerazioni a braccio, se mi dai il tuo indirizzo mail ti mando tutte le fonti da cui prendo le notizie e le considerazioni che ho proposto, così eviti di sproloquiare e magari ti rendi conto di che cosa è il mondo e quanto peso ha la polemica in questione.
Terzo, il comportamento Ais non merita nessuna considerazione seria, essendo una disputa da cortile, da Italietta appunto, in cui chi vi partecipa denota poca dimestichezza con altri e più seri temi, che vengono come sempre snobbati e bollati come "solite considerazioni" e "tanto si sa già". Troppo difficile fare, meglio parlare per rimandare.
Se si sa già e non vi si pone attenzione o rimedio, allora la diagnosi è di conclamata stupidità.
Se hai la polmonite da un mese e ti viene anche il raffreddore, per cosa ti preoccupi di più?

@ric
Tema AIS.
Visto che chi scrive è uno dei pochi che non ha temuto di rischiare il ridicolo mettendoci la faccia, pur nella consapevolezza della difficoltà (eufemismo) di spuntarla, per provare a "fare", come dici tu, avresti la bontà di illuminarmi sugli "altri e più seri temi, che vengono come sempre snobbati e bollati come "solite considerazioni" e "tanto si sa già"" così da consentire ad un povero "stupido" di succhiare alla mammella di un vero interprete autentico della realtà come, sembra, tu ti ritieni.

quando venite toccati nel vivo, passate alle sottili ironie, le mammelle e cose simili.
tu puoi mettere la faccia dove ti pare, così come io sono libero di mettere la mia dove voglio.
ritengo - opinione personale, naturalmente - che tutta questa vicenda sia affare da cortile e semmai da regolamento di conti tra chi fa un presunto torto e chi si sente offeso. il tutto va inquadrato sempre in un meccanismo di do ut des su cui sono costruite queste guide.
un bel giochino che funziona fino a che non si rompe (come in questo caso) e soprattutto la gente non si rompe di pagare cifre scandalose in enoteca o al ristorante per vini sempre uguali e sempre più cari, ma con una stella "ad honorem" in più.
Di crisi, meglio tracollo dei ristoranti e del canale enoteche qualcuno parla seriamente? Ah sì, il vino al calice e portati la bottiglia non finita a casa, te la tappo anche e tante grazie. Ma dai...
Nasce sì o no anche dalle guide questa perversione dei ricarichi ai ristoranti che già si ricaricano da soli quando entrano a loro volta in una guida? E nasce dal fatto che se meno gente va al ristorante/enoteca, i meno vini venduti saranno pagati più cari?
Domanda: chi paga tutto questo eccesso di giudizi così copiosamente forniti a chiunque "ne abbia titolo"? Ovvia la risposta.

Parlare di scandalo Ais è miope se non si vede il vero scandalo, e riempire i blog di queste tristi faccende distrae da tematiche più serie e soprattutto di carattere generale, che interessano cioè tutti, dal vignaiolo al grossista, come quella sbertucciata da taluni in questo blog sul tappo a vite per i Docg e di cui nessuno parla e che invece dimostra che siamo al medioevo legislativo.
Invece di fare petizioni "chips free" e farci ridere dietro da tutto il mondo, si facciano petizioni "ristoranti senza stelle per vini senza tre bicchieri" e "burocrazia out".
Magari si andrebbe un po' più fuori a cena la sera e si esporterebbe molto di più di quello che facciamo. O aspettiamo di avere il segno meno sull'export per tentare di fare qualcosa di serio?
Saluti

"Nei vini da 2 euro non c'è niente di più e niente di meno di quelli che bevi tu, a parte il prezzo ovvio e l'esosità di chi li produce".

Direi che questo ti qualifica per il trollone che sei. Vai, vai, la Lidl e' piena di gente come te. Divertiti, ci mancherai.

mi piace molto il modo di ragionare di Ric, anche su questa vicenda relativa alla querelle tra Duemilavini ed Il Mio Vino e volevo fargli i complimenti.

Forse invecchio male e continuo a vedere solo l'albero e non la foresta come Ric (e Fulvio), ma non voglio alimentare una inutile (per tutti) polemica, ma solo precisare.
Il tema era incentrato sul fatto che l'editore di una delle guide dei vini italiane più diffuse, mantenendo una promessa/minaccia, esternata a primavera nei confronti dei produttori di vino rei di pubblicizzare i loro prodotti su una pubblicazione "nemica", aveva effettivamente eliminato le recensioni di una quarantina di cantine e dei relativi vini.
Ora, che il mondo sia brutto e gli uomini cattivi non è una novità, ma liquidare questo comportamento come un "affare da cortile" o come un "regolamento di conti" è un poco riduttivo.
Lo dico perchè, avendo dato il mio modesto contributo, so per certo che è possibile realizzare guide serie, complete e trasparenti. E' successo in Romagna ed in Emilia dove i delegati AIS si sono presi l'incarico di redigere l'elenco delle cantine da invitare, dove i campioni sono stati raccolti in modo corretto e degustati alla cieca da sommelier AIS in luoghi neutrali (non nelle cantine dei produttori o al Vinitaly, per essere chiari) e dove, alla fine della storia, le cantine assenti dalla guida lo sono state, con poche eccezioni colpose e non dolose, per loro esclusiva scelta.
Io mi sono limitato ad affrontare questo tema e ribadisco di non sentirmi rappresentato, come socio AIS, da una guida realizzata con criteri diversi da questi.
Sulle altre problematiche, certamente importanti, elencate da ric si potrebbero aprire molte discussioni.
Mi permetto solo di fargli osservare che i prezzi osceni di certi prodotti, se rapportati alla loro qualità intrinseca, sono spesso una prerogativa di presunti ristoratori e presunti enotecari, che partendo da zero o non possedendo le necessarie conoscenze ed esperienze, ma disponendo di un po' di capitale, si sono inventati imprenditori del settore enogastronomico.
Finito il boom del vino, la selezione si fa dura.
Per fortuna esistono ancora molti ristoratori ed enotecari che, capendo di vino, continuano a comprarlo assaggiandolo prima e facendosi carico di fungere loro da guida alla massa dei loro clienti meno preparati.
E' facile verificare che in questi esecizi i ricarichi sono generalmente meno scandalosi della media.
Mi fermo qui.

@ Ric
Dire che nei vini da 2 euro c'è niente di più e niente di meno di quelli che bevi tu, riferito a Fiorenzo che conosco personalmente e so essere davvero preparato, equivale ad ammettere la propria totale ignoranza in campo vino. Non è tanto un discorso legato al prezzo ma proprio l'ottusità mentale della considerazione a qualificarti, perdonami, come incompetente. Quindi io vado a scuola di leggi, tu vai ad assaggiarti qualche vino buono da 5-6 euro. Poi eventualmente, una volta presentatotti - non l'hai ancora fatto - potrai dispensare giudizi e rimbrotti e suggerire quali sono i temi della vita, sarò lieto di darvi spazio. Per quanto riguarda la vicenda in questione, qualificarla come "da cortile" mi sembra confermare quanto detto più sopra.

@ Andrea Toselli
Caro Andrea, sono completamente d'accordo su tutta la linea con quanto hai scritto.

@ Fulvio
Perché, se sia io che te sappiamo che non ti chiami Fulvio, vieni qui ad intervenire sotto false spoglie ? Non puoi liberamente lasciare il tuo commento con il tuo nome e cognome ? Te lo chiedo pacatamente, non desidero innescare nuove polemiche.

da spassionato lettore di questo bel blog devo dire che quoto Ric per i temi che solleva e che trovo assolutamente legati al tema guida AIS...lo quoto meno magari per i toni e paragoni "filibustieri" che alimentano altrettante "filibustiere" risposte.
cordialità

Grazie a Massimo per il filibustiere e per le quote che mi concede e grazie anche a Fulvio, sull'identità del quale, a differenza dello Sherlock Holmes Ronco, mi interessa poco o nulla.
Al quale Holmes dico una cosa: se volevi che tutti quelli che scrivono su questo blog si identificassero, perché non hai richiesto il numero di codice fiscale invece dell'email per postare?
La bellezza della rete è che un signor "Nessuno" può dire tante belle cose, senza offendere naturalmente, mentre coloro che invece di leggere i contenuti si interrogano sulla sua identità (l'hai fatto anche con me credo) assomigliano a quelli della luna e il dito.
Deduco che qui dentro se:
a) non ti identifichi
b) dici cose che a Sherlock Holmes non piacciono
c) ti permetti di dire che i vini da 2 euro possono dare le stesse soddisfazioni degli altri;
sei
a) un ignorante
b) un bombarolo
c) uno scagnozzo della Lidl
d) un morto di fame perché in tavola porti solo bottiglie sotto i 3 euro, e a volte pure qualche bottiglione.

SuI resto delle questioni portate sul tappeto (ripeto allo sfinimento, tappo a vite, il vergognoso meccanismo delle guide e il suicidio collettivo di enoteche e ristoranti - alla Lidl intanto se la godono, e se la godono quelli che acquisteranno l'Esselunga), su tutto questo insomma, solo silenzio, motivato da:
a) non sappiamo che c…o dire
b) incurabile dogmatismo condito da uno spruzzo di oscurantismo DOCG.
Ps: do qualche sfizio a Sherlock Ronco: non sono sommelier, non sono Onav, non sono laureato, non ho nessun titolo benemerito in enologia, bevo anche dal cartone, intendo direttamente, ma a differenza di qualcuno leggo tanto, tantissimo prima di aprir bocca.
Questa polemica personale mi ha stancato infine, se qualcuno ha voglia di confrontarsi su qualcosa di utile per tutti, si può anche incominciare. Altrimenti, la rete è sterminata, si troverà altro.

@ Ric
Ric, io non ho mai chiesto di identificare niente e nessuno. Se io rivolgo critiche all'operato o nei confronti di qualcuno ho l'abitudine di presentarmi o di firmarmi con nome e cognome ma si tratta solo di due modi differenti di agire e non è detto che il mio sia migliore del tuo. Diciamo che io preferisco presentarmi e forse è questo che mi porta a pensare che gli altri la pensino nello stesso modo, sbagliando. Come dici tu, l'anonimato in rete - per quanto labile possa essere in concreto questo concetto - è un prezioso bene da difendere per la libertà di tutti noi. Io, per scelta, anche su usenet, mi sono sempre firmato nome e cognome, ma ripeto, è una mia opinabilissima scelta.

Il modo ed il piglio con il quale sei arrivato su questo blog, mi hanno tuttavia fatto pensare che avessi degli interessi in gioco, per questo trovavo strano il fatto che non ti fossi firmato. Quanto alle deduzioni, deduci male, davvero. Io ho circostanziato e spiegato quanto ti ho scritto ma mi sembra tu non abbia colto (mi riferisco all'infelice paragone che hai fatto unificando sotto un unico fascio qualsiasi tipo di vino). Da qui le mie critiche a quanto avevi detto.

Circa quel che ti hanno scritto gli altri - critiche e complimenti - credo tu debba saper accettare almeno nella stessa misura in cui pretendi che gli altri accettino quanto tu scrivi.

Tappo a vite : che hai contro il tappo a vite ? Sii più preciso, argomenta le tue perplessità. Non lo useresti affatto ? Solo per determinati vini ?

Vergognoso meccanismo delle guide : mi sembra che sia il tema al centro del post che stai criticando. Non capisco davvero.

Suicidio collettivo di enoteche e ristoranti : pare tu faccia nuovamente di ogn'erba un fascio, senza motivo. Per la legge della domanda e dell'offerta, se nessuno va più al ristorante, i prezzi calano. Se nessuno compra più vino, i prezzi calano, se nessuno va più in enoteca, i prezzi calano.

Gdo : ho mai parlato male della gdo ? Visto che leggi molto e non ho motivo di dubitarne, leggiti qualche mio commento in proposito e scoprirai come la mia opinione sulla grande distribuzione sia molto ma molto più in linea con il tuo pensiero di quanto tu non creda.

Quanto al dogmatismo.
Ognuno ha il suo stile. A me non sembra di essere dogmatico. Pongo dei temi, giusti, sbagliati, sono temi su cui riflettere, intervenire, dire la propria, costruire un dibattito, come del resto mi pare si stia facendo qui. In quest'ottica mi sembra che tu abbia - e stia sfruttando - tutto lo spazio che desideri.

Quanto infine alla polemica nei tuoi confronti, da parte mia non esiste. Sei intervenuto, hai sollevato un problema, è stato chiarito e risolto. Dove sta la polemica ? Mi sembra di essere qui a confrontarmi a carte scoperte e in modo pacato e sincero.

Filippo, sono d'accordo che si debba dare spazio e visibilita' a tutti ma non credi sia doveroso mantenere bene in vista il nocciolo della questione ? Se il tema di questo post e' Duemilavini, colpito e affondato, non trovo giusto divagare da questo per dare risposta a chi esce dai binari. Casomai dovresti creare un nuovo post con i temi sollevati. Altrimenti si perde solo del tempo.

@ Marco
E se divagare fosse esattamente l'obiettivo di chi è intervenuto off topic ? Le fastidiose congetture del dr. Holmes...

Insomma, continuate a cantarvela da soli. Un gioco irresistibile.
Sul tappo a vite, non hai letto, evidentemente.
Sulla Gdo, era uno a cui tu facevi i complimenti a parlarne con tono da "quelli sono dei paria".
Sul dare dell'ignorante vinicolo, di quello non ti sei scusato.
Sulle guide, non hai letto, evidentemente. Se nessuno va più al ristorante, i ristoranti chiudono perché non possono abbassare i prezzi, in quanto la spirale perversa è più a monte, e l'anellino iniziale sono le guide, enologiche e ristorantizie, o meglio, il MECCANISMO IDEOLOGICO-MARKETTARO, per cui il ragionamento dell'abbassare i prezzi non sta in piedi: ma come, non eri pluristellato? e adesso svendi? in questo caso si chiude e si vende la licenza agli internet point arabi (dove vivi tu? dalle mie parti la sera è desolante, per fortuna ci sono i cinesi a tenere accese le luci).
Cosa c'entra l'Ais? Niente, ma il senso del mio modesto intervento era proprio quello di stimolarvi ad alzare un po' gli occhi dal cortiletto.
Saluti

Un ancora più modesto ps: il ticket di Rutelli per il turista? ne parlate da qualche parte? O forse è sempre meglio l'Ais...

@ Ric
Ignorante ? Mai scritto, rileggi. Ho detto che le tue parole denotavano ignoranza (in senso latino chiaramente) sull'argomento vino e, più specificamente, sull'argomento qualità.

Essere arroganti su quanto si conosce lo posso anche accettare, esserlo su quello che non si conosce è però presuntuoso.

Scusati tu con Fiorenzo piuttosto, che non conosci e non sai quanto sia preparato.

Tornando al tema di questo post, mi pare tu sia intervenuto sostenendo che è una bega da cortile. Bene, hai detto la tua, ne prendiamo tutti atto. Andiamo avanti però, vorrei lasciare spazio anche ad altri, per dire la loro.

sono indignato pensavo anch'io non arivassero a tanto dal 1973 ho gestito una enoteca diventata poi wine bar e devo dire che nel mondo del vino ne ho viste e sentite molte di cose l'ultima per aver spedito una eMail a Bibenda l'unica risposta che ho ricevuto sono stati degli insulti dalsig. Ricci in'oltre molti anni fà dall'attuale vice presidente AIS Antonello Maietta con molto compatimento che si riserva di solito ai dementi mi sono sentito dire che che Slow Food con i giochi del piacere recava danni enormi al mondo del vino se questo è il rinnovamento dell'AIS meglio tornare indietro RESET e poi punto e a capo.
Complimenti all'AIS e Bibenda in generale.Saluti da
Achille Lanata ex Enotecaro oramai pensionato

questa discussione ha un seguito sul blog dei produttori

ma dove sono finite le discussione su questopost ?
non se ne parla gia' piu' ?

@ Marco Bergaglio
Caro Marco, io ho lanciato il tema, molti hanno commentato. In realtà a latitare sono i diretti interessati, i produttori. Prova a coinvolgerne qualcuno tu. La discussione è aperta finché uno la tiene aperta. Comunque sto già pensando ad un approfondimento.

buongiorno a tutti!

sono uno dei "segati" dalla guida, unica colpa?

aver investito l'immensa cifra di EURO 350,00 !!!

in un piccolo spazio sul mio vino.... ma la cosa più vergognosa è che mi segano (UNICO NEL LAZIO ...pur essendoci altre aziende che investivano più di me...) in un momento in cui sto faticosamente tentando di dire all'italia... "ehi ci sono anche io con i miei vini... mettetemi alla prova!"

insomma ricorderete o per chi non lo avesse visto vi consiglio di passarci... i miei post sul sito ARISTIDE in merito alle problematiche dei giovani produttori ad emergere e a crearsi una rete vendita degna di tal nome! ebbene di certo queste ulteriori angherie non aiutano ad andare avanti con serenità ..perchè vedete di coraggio ne ho molto, di ostinazione e caparbietà altrettante ma da solo..in tali circostranze contro questi mostri sacri beh inizio a demoralizzarmi quantomeno!

spiegavo nel forum dei sommelier "riorganizzati"
ossia quei "bravi ragazzi"
:-) (..così vedo che son stati definiti) il mio pensiero, ossia per un'azienda come firriato la vis cavit ecc l'esclusione dalla guida rappresenterà una banalità anzi forse sarà anche motivo di ulteriore visibilita, in altri modi e attraverso altre testate!

d'altronde hanno possibilità di investire ingenti somme e comunicare al mondo la loro posizione sarà assolutamente agevole semplice e sicuramente produttivo in termini di immagine!

mentre come al solito COME LA STORIA ITALIANA INSEGNA chi pagherà veramente a caro prezzo questo "linciaggio ingiustificato" saranno le altre aziende di piccole o medie dimensioni che gia prima avevano notevoli difficoltà ad emergere da un punto di vista MEDIATICO... pur producendo ottimi vini e lavorando duramente in campagna e in cantina!!

chi darà voce a noi?


VIVA L'ITALIA !!!


cmq passateci è interessante
www.rexbibendi.com/forum

proposta scandalosa...
che dite... dopo tutta sta vicenda.. il buon Ricci... non meriterebbe un bel...
TAPIRO D'ORO ... ihihihi :lol:

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/segnalazioni.shtml

io una mail la mando... se siamo in molti.. chi sa che non ci ascoltno sai poi che risate vedrlo impegnato in giustificazioni fantasiose davanti alle telecamere !!!!!!!!

io, invece ho già mandato a http://www.iene.mediaset.it/segnalazioni.shtml

non si sa mai...

mi spiace molto per i produttori in buona fede come quest'ultimo amico del lazio..
ma una chiave di lettura diversa è che questa potrebbe essere un occasione buona per far aprire gli occhi a molti produttori, che invece di puntare ad amicizie,alle guide ed ai premi possono investire i loro soldi in manifestazioni che li mettano a contatto diretto col pubblico..
io ho lasciato l'ais dopo il secondo corso, quando ho capito che ambientino era. hanno aumentato i prezzi (ancora in lire) e allo stesso tempo vedevo (pubblicato sulla rivista il sommelier) che il bilancio annuale veniva speso in 2 o 3 cene tra soci, alle quali noi non venivamo imvitati.. a noi comuni soci se arrivavamo 5 minuti in ritardo alla degustazione mensile manco ci facevano entrare..

Sono pienamente in linea con questo sostieni Marco e da produttore mi farebbe piacere sapere che tipo di eventi il consumatore vorrebbe vedere realizzati.

Condivido pienamente il suo punto di vista. Buona idea, sono d'accordo con lei.
Condivido pienamente il suo punto di vista. Si tratta di qualcosa di diverso e l'idea di mantenere.

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