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Pronti, bio !

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Pensare che le risorse del pianeta siano inesauribili è pura illusione così come credere che il peseguimento di una continua crescita secondo gli attuali ritmi e modelli economici, sia possibile oltre che sostenibile. E' l'ora del bio, senza se e senza ma, soprattutto se vogliamo farlo crescere, migliorare e, se possibile farlo diventare normale. E' anche l'ora della filiera corta, a km zero, dei farmer market e dei minori passaggi di mano. E' l'ora di farsi l'orto (chi può) e cercare di diventare autosufficienti oltre che autosostenuti. Proviamo a fare la cosa giusta anche a costo di fare incazzare qualcuno.


Update

Aggiungo a corredo dell'esortazione un commento dell'amico Mike Tommasi inserite su un post analogo su vinix:


Il bio è una condizione necessaria ma non sufficiente.

- esiste il bio di pessima qualità
- esiste il vino da uve biologiche trattato con decine di additivi
- esiste il bio che viene trasportato per 8000km in aereo
- esiste il bio prodotto da aziende che pagano in nero i lavoratori o che li maltrattano
- esiste il bio industriale Californiano che manda in fallimento i piccoli produttori bio dello stato di New York
- esiste il pane da grano biologico tedesco impacchettato in cellophane che si conserva 12 mesi, non si sa come fa a rimanere "fresco" senza aggiunta di dosi incredibili di conservanti.

Datemi il biologico fresco, locale, di filiera corta, con certificazione che il prodotto è socialmente pulito ed esente da conservanti, e ad un prezzo che non limiti la clientela alle sole persone agiate.


[Disclaimer : sono reduce dalla visione dell'ultima puntata di Report]

Commenti

Scusa se faccio l'avvocato del diavolo.
Filiera corta: come si giustifica l'export di milioni di bottiglie di vino verso altri paesi, anche produttori di vino? Solo per fare un esempio. E' certo bene sostenere le produzioni locali, ma non credo che il futuro della spesa per la maggior parte di noi sia rappresentato dai GAS. Se hai visto sono gli impiegati della RAI, della Regione, ecc, non tanto le famiglie o gli individui (che pure in alcuni casi si riforniscono cosi'). Comunque i farmers market possono essere uno stimolo. Si tratta di aggregare i coltivatori, aggregare e' difficile in Italia.
Bio: e' vero che rappresenta una realta' conclamata e una strada possibile anche per le produzioni di massa. Attenzione a non farne una ideologia populista. Dopo mezz'ora che che ci fanno vedere in TV le analisi dei vini non bio che sembra contengano veleno allo stato puro, la Gabbanelli alla fine fa un disclaimer di una frase dicendo "attenzione, non tutto quello che bio e' buono e fa bene, e non tutto quello che e' convenzionale fa male". Pero' l'immagine di "vino convenzionale = potenzialmente carcinogeno" e' passata.
Perche' non parlare anche dei rischi che si corrono con la presenza di aflatossine nei mais biologici, tanto per fare un esempio?
Un mio amico produttore di uve biologiche durante la vendemmia scorsa mi raccontava di come sia dovuto intervenire in vigna 14 volte (contro le 5 o 6 normali) con rame e zolfo, e di come questo abbia compromesso la struttura del suolo delle sue vigne che lui tanto giustamente valorizza. Senza contare che il rame e' un metallo, che fa male e che si accumula nel terreno nel tempo non essendo facilmente dilavabile. E la conclusione di tanta chiacchereta e' stata: "avessi potuto usare uno o due trattamenti di sintesi in un annata difficile come questa avrei certamente fanno meno danni all'ambiente" Tanto per riportare il discorso nella realta' delle cose. Tutto deve essere preso cum grano salis.

Quello che non mi piace di Report, trasmissione altrimenti ultrameritevole, e' che parte con un punto di vista gia' acquisito e via via cerca di dimostrarlo. E com'e' ovvio ci riesce. Ma a me piace formarmi un opinione sentendo parerei contrapposti, specialmente dove gli argomenti hanno un contenuto tecnico e scientifico poco accessibile. E non e' stato il caso di ieri sera.

Caro Gianpaolo, sfondi una porta aperta. Anche a me da sempre piace farmi un'opinione ascoltando pareri contrapposti e sebbene ci sia stato un lungo e interessante dibattito sul biologico e sugli effetti di alcune delle pratiche (es. rame zolfo) da esso consentite, sui terreni, sono persuaso che l'impatto ambientale sia comunque inferiore, complessivamente, a quello ottenuto con i trattamenti sistemici. Ho aggiunto una preziosa indicazione al post grazie ad un altrettanto prezioso commento dell'amico Mike Tommasi, credo che contribuisca a rendere il post meno di stomaco e più oggettivo.

La scelta del biologico comunque - sia pur con tutti i margini di miglioramento possibili e auspicati - è a mio avviso da preferire ai metodi di agricoltura tradizionali, almeno come filosofia di vita, come scelta etica e visione per il lungo periodo. Bio, si, ma non solo nel cibo, uno stile di vita da adottare nella vita di ogni giorno, in ogni piccolo gesto, dalla raccolta differenziata agli acquisti equi e solidali. Guarda mi faccio anche un po' ridere da solo, non vorrei sembrare sostenitore di ideologie è che questo sentire mi viene proprio naturale, lo sento necessario, almeno come direzione di vita. Sto già da tempo modificando le abitudini di acquisto, cerco di rifornirmi, almeno in piccola parte da piccoli produttori di fiducia e visto che nella casa in cui mi andrò a trasferire avrò la possibilità di coltivare un po' di terreno, penso anche mi farò l'orto. Olio e vino bio per l'uso quotidiano ho la fortuna di averli già da tempo.

L'unica cosa che mi dispiace è vedere tacciata come populista, sia in politica che in ogni altro frangente, ogni iniziativa a favore di un diritto collettivo o di un bene comune. In questo caso parliamo di vita nostra e del pianeta, mica quisquilie. :-)

Ciao, Fil.

Ho detto come si fa,l'ho mostrata l'uva biologica, quella vera biologica,ci ho messo la faccia, in compenso non voglio niente,cosa volete che diventa un martire per farvi provare a produrre uva e vino biologico.Ho visto anche io reporter. In Italia si può vivere solo prendendo in giro la gente.

Riassumo per chi non conoscesse il personaggio: Donato Pasqualicchio è un ultraottantenne della provincia di foggia con il pallino per il naturale. Il metodo da lui suggerito - talvolta irruentemente ma con sana passione - è di insacchettare grappolo per grappolo e di coprire con tendone le uve per ripararle dalla grandine. Qui uno dei suoi interventi su vinix:
http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=1722

Lascio come sempre spazio ad ogni voce invitando tutti ad utilizzare sempre toni pacati e volti al dialogo sereno.

Sono profondamnete daccordo con Giampaolo. Bio sì ma non faccianmoci illusioni non tutto ciò che è verde è costato meno al nostro pianeta. Oltre tutto da naturalista convinto ed appassionato posso esprimere la mia perplessità su alcune metodologie e sopratutto sulla loro efficcacia. Certamente se vivessimo in Argentina non sarebbe molto difficile mettere in atto un'agricoltura assolutamente biologica ma provate a farlo in altre zone del nostro paese, spesso ci si illude perchè è davvero, facile parlare ma fare......
E poi anche se a me piace farmi un'idea da ambo i lati politici, format è una trasmissione insopportabile, faziosa sin nel profondo che porta l'ingnaro spettatore sempre e comunque a pensare che vi sia del marcio ovunque e se non ricordo male ha già fatto abbastanza danni al settore vinicolo in passato...
Un pensiero a Fil quando farai l'orto pensa a questo detto che ci si tramanda in campagna da me: "l'orto vuole l'uomo morto ed il giardino ci va vicino", te lo dice un ortolano convinto!!!! Non lo dico per dissuaderti ma per farti fare una risata quando sarai con la zappa in mano e starai maledicendo la tua impresa, ma comunque un pomodoro cresciuto da se ha un sapore...... insomma ogni scarrafone è bello a mamma sua.

Ah ah, Sanleonardo, quanto hai ragione. In effetti per un cittadino trapiantato in campagna come me sarà una vera prova però c'è una differenza tra la verdura e la frutta che acquisto al supermercato e quella che mi offre gentilmente mia suocera (la regina dell'orto).. vorrei assolutamente almeno provare ad imitarla. Alla peggio, se proprio sarò uno scansafatiche, investirò qualcosa perché mi aiuti qualcuno ma già rimettere a posto un po' di terreno, curarlo, penso sia un gesto positivo, non solo per me.

Ciao, Fil.

Vedrai che ti regalerà più di quello che pensi! E poi l'esempio è il più grande strumento per cominciare a cambiare questo mondo che si è "addormentato"
A presto e tienici aggiornati sul tuo primo raccolto sarà per molti di grande stimolo e chissà si potrebbe creare un blog sugli orti, sia quelli in campagna sia quelli sui terrazzi cittadini.....

Quel insacchettare tutti i grappoli che suona faticoso, mi riferisco a chi ha un vigneto nelle vicinanze di un paese e di uva da tavola,sono i passeri che non sono stato capace di frenarli. Basta solo un telo di plastica resistente alla grandine messo a tetto sula vite per farla rimanere asciutta e il biologico viene sicuro.Ve lo dice il bracciante,piccolo coltivatore, potatore,vignaiolo olivicoltore,nestatore,mietitore,
lavoratore per tutta la vita precario. Donato Pasqualicchio.

Su vinix ho postato l'ultima esperienza di quest'anno 2009.Volevo mettere il sacchetto all'invaiatura mi ha sorpreso l'oidio,solo un grappolo che ho messo il sacchetto si è salvato.Andate a vedere su vinix la foto.

Due domande: 1) come ha fatto la natura a portarci l'uva fino a noi, che non conosceva la chimica?
2)Alla luce delle nuove conoscenze e di quelle avvenire, si potrebbe fare l'0rto senza morire? Grazie.

Ciao. Mi dispiace per il mio italiano, sto iniziando a studiarlo. Per favore aiutatemi. Sono sposato con italiani. i primi tre mesi tutto age bello, ma ora mio marito mi fa uno schiavo! Egli non age permesso di socializzare con i miei amici, non lasciare l'appartamento! rende la cucina e la pulizia tutti i giorni. Ho cercato di spiegargli che anche io, e la gente vuole avere pace libero. Mi e` stato consigliato qui http://www.touquetventes.com/home/ be stricken e` spiegato. ma non e` cambiato nulla dopo che! mi aiuti per favore meet up spiegare a mio marito che anche io sono un uomo!

l'uva messo nel sacchetto di plastica trasparente alla fioritura chiuso al gambo e trattare con anti oidio le fogli si produce uva ecologica. Lo dice uno che nell'orto non è morto.

L'oidio o la peronospora è un parassita che vive a spese della vegetazione della vite.questi semi di funghi per poter germogliare hanno bisogno di regole precise,se non sono precise non attecchisce.Le regole sono 10,10,10.Se ci mettiamo il sacchetto di plastica gli togliamo un dieci,il parassita non può vivere più.E' stato sperimentato,funziona contro oidio, peronospora, tignole e passeri.

Filippo voglio ribadire che quelle fondi che continuano a essere scettiche non solo sull'oidio, ma anche sul mal dell'esca hanno detto fesserie.Gli è lo fatto sapere.Ti saluto Donato.

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