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Facebook, le pagine aziendali, di Pamela Guerra

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La cassetta degli attrezzi

Facebook, le pagine aziendali

di Pamela Guerra

Facebook è uno spazio dove incontrarsi, ritrovarsi, relazionarsi e condividere: pensieri, interessi, attività, emozioni, opinioni, foto, video, etc.
Le persone che sono su Facebook vogliono sapere e vedere quello che succede nel mondo e vogliono divertirsi. All'inizio di Ottobre Facebook ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti attivi mensilmente con 600 milioni dei quali connessi almeno una volta in un mese da dispositivo mobile. Gli italiani su Facebook sono il 37,5 % dell’intera popolazione.

In Italia a differenza che in altri Paesi, il numero di aziende che usano Facebook in modo professionale è ancora piuttosto basso, soprattutto se confrontiamo questo dato con il numero di italiani che su Facebook passano molte ore per settimana. Probabilmente lo scarso utilizzo in termini di business di questo strumento è in parte dovuta ad una scarsa conoscenza, spesso solo superficiale e ludica, delle reali potenzialità di uno degli strumenti più interessanti che la storia recente ci ha regalato.

Facebook consente di iscriversi al Social Network o in qualità di persona o in qualità di azienda; le persone hanno un profilo, alle aziende sono dedicate le pagine. Gli account aziendali sono concepiti per coloro che desiderano utilizzare Facebook soltanto per gestire Pagine e campagne pubblicitarie per l'azienda.

E' possibile usare un account aziendale per visualizzare tutte le Pagine e le inserzioni create. Si possono vedere informazioni pubbliche su altre persone su Facebook da un account aziendale, ma non si può interagire con loro se non a nome della Pagina. Inoltre, diversamente dagli account personali, gli account aziendali non possono essere trovati nelle ricerche né possono inviare o ricevere richieste di amicizia.

Per invitare a connettersi con la pagina, gli amministratori delle pagine con meno di 5.000 "Mi piace" (likes) possono importare i propri elenchi di indirizzi e-mail e invitare le persone a esprimere il loro apprezzamento sulla Pagina.

Molte aziende sono presenti in Facebook con profili personali, contravvenendo la regola imposta dal Social Network. Un grave errore che non solo potrebbe essere punito da Facebook con la chiusura del profilo, ma che potrebbe inficiare qualsiasi attività di comunicazione e marketing.

Il profilo personale e la pagina hanno caratteristiche sostanzialmente molto diverse proprio perché, persone e aziende, hanno esigenze di comunicazione/socializzazione diverse. 
Alcuni evidenti limiti di un profilo personale anziché aziendale sono:

  • il profilo personale non può avere più di 5000 amici;
  • il profilo personale non viene indicizzato dai motori di ricerca;
  • il profilo personale non possiede tools di analisi e statistiche (insights)
  • il profilo personale non ha a disposizione le applicazioni per promozioni esterne a FB (like box per esempio)

Il profilo personale consente un numero limitato di amici, andando così a limitare la capacità di espansione del network aziendale. Non tutti i prodotti sono come Nutella (4.433.000 likers) o Kinder Cioccolato (2.389.000 likers) o aziende come Nokia Italia (1.420.000 likers) o TIM (1.183.000 likers); ma non è mai bene porre limiti alle proprie relazioni.

A differenza di un profilo privato la pagina aziendale viene indicizzata da Google, con gli evidenti vantaggi del caso tra i quali il conseguente miglioramento dell'indicizzazione del sito aziendale. Per monitorare i risultati ottenuti, Facebook mette a disposizione delle aziende Facebook Insights, uno strumento di analisi che consente di verificare le performance della propria pagina Facebook valutando le interazioni con i likers. Facebook Insights è da sempre capace di fornirci una “fotografia” dei nostri likers, grazie ad una sintesi dei dati demografici e geografici: riesce quindi il più delle volte a farci capire il target a cui stiamo comunicando, elemento fondamentale per pianificare la strategia giusta e realizzare una comunicazione efficace. Inutile investire se non si hanno gli strumenti per fare valutazioni de ritorni in termini quali-quantitativi.

Le pagine aziendali possono essere personalizzate completamente attraverso applicazioni sviluppate da Facebook, da terze parti o da voi. Altri strumenti utili sono quei widget che consentono di 'legare' Facebook al nostro sito e/o blog. Il 'like box', per esempio, aumenta notevolmente il potenziale di condivisione di un contenuto e la possibilità di 'guadagnare' likers e likes al di fuori dei confini di Facebook.

Volendo, si può agevolmente passare da un profilo personale ad uno aziendale,
Il passaggio da profilo a pagina comporta la migrazione da amici a likers e dell’immagine del profilo, mentre i contenuti verranno invece irrimediabilmente persi. Gli amici non possono automaticamente diventare likers ma vengono 'invitati' a diventarlo. Effettuando il passaggio si perdono quindi contenuti e, sicuramente, qualche amico per la strada. Un rischio certo, ma è più rischioso comunicare come se si fosse una persona, andando contro le policy di Facebook e rischiando la cancellazione del proprio account.

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8 Commenti

Inserito da Filippo Ronco

il 20 novembre 2012 alle 13:23
#1
Mi sono sempre chiesto se questo principio - con il quale in linea di massima concordo - valesse anche per i liberi professionisti, per le ditte individuali, per le microimprese, per le aziende familiari, dove il ruolo delle persone è primario rispetto al soggetto giuridico.

Inserito da Pamela Guerra

il 20 novembre 2012 alle 16:30
#2
Io credo di sì, perché va sempre distinta la persona dal professionista, anche se quello che noi siamo, si riflette sulle nss professioni, va da sé.
Io Pamela, come professionista, ho delle esigenze di comunicazione; come persona, altre. Analogamente la micro-impresa o l'impresa familiare.
Tutto quello che succede alla az può passare attraverso la persona, ma non è sempre valido il viceversa. Quindi, profili separati.

Inserito da Filippo Ronco

il 20 novembre 2012 alle 16:42
#3
Naturalmente le esigenze della persona sono diverse da quelle dell'azienda ma in certi casi io credo che si sovrappongano e che la comunicazione dell'una di intersechi in modo inscindibile con quella dell'altra. Ragionare così per compartimenti stagni è un'imposizione che ci deriva più che altro da come è strutturata la piattaforma regina (al momento ma domani?) piuttosto che da una reale esigenza. Quando io incontro Pamela incontro la ragazza bionda e simpatica che ha sempre un sorriso con le sue bimbe e la sua storia e inconro anche la ragazza specializzata in pubbliche relazioni e social media con le sue conoscenze i suoi clienti e i suoi percorsi professionali, quando tu incontri me incontri il beone del sabato sera e il meticoloso architetto di nuovi mondi, è difficile scindere completamente le due cose in casi speciali.

Inserito da Marilena Barbera

il 20 novembre 2012 alle 17:34
#4
Fil, Pamela,
ne discutevamo l'altro giorno a proposito dell'opportunità di avere il doppio account su Twitter.

Ricordo che Pamela era fautrice del doppio profilo, soprattutto per esigenze di scindere la comunicazione personale (che può essere rivolta ad argomenti e a persone che non fanno parte della sfera aziendale) da quella istituzionale e pubblica. Mentre tu, Fil, hai fatto un'osservazione che ho incorniciato: quando ti cerco su twitter non cerco l'azienda Barbera, ma vorrei parlare con la persona.

Sono fondamentalmente d'accordo con quest'ultima affermazione, e infatti su TW ho mantenuto il profilo personale (quello aziendale l'ho registrato essenzialmente per tenerlo occupato, ma è lì vuoto e inerte - forse addirittura è il caso di non metterlo online, per il momento...).

Però su facebook utilizzo anche la pagina per le comunicazioni aziendali, e devo dire che mi trovo molto bene.
1) per le funzioni di indicizzazione e di statistica, che sono semplici ma efficaci e ti danno anche lo storico di come si evolvono i tuoi "amici".
2) perché la bacheca di Facebook è una specie di archivio storico che puoi utilizzare come contenitore per andare a ripescare vecchi eventi, foto, momenti dell'azienda che possono essere riproposti anche in fututo
3) per le applicazioni e l'interazione con altri sistemi (io uso, ad esempio, Vin-Tank) che ti permettono di arricchire la bacheca con contenuti più tecnici legati ai prodotti che vendi

Insomma, mentre su Twitter è la conversazione a dominare, che IMHO ha senso solo se gestita in maniera personale, diretta e veloce, su facebook troviamo più un'immagine costruita e consolidata nel tempo, che rimane lì anche a futura memoria, e che può costituire un "catalogo" virtuale interattivo.

Baci,
M.

Inserito da Pamela Guerra

il 21 novembre 2012 alle 10:21
#5
Ciao,
Marilena, con la sua esperienza, ci ha fornito un esempio di come gestire le diverse esigenze di comunicazione, sue e della sua azienda.

Proprio per i motivi riportati nel post (le diverse funzionalità e i diversi strumenti messi a disposizione dal SN), credo che non ci si debba nemmeno porre di fronte al bivio pagina o profilo: se voglio usare FB per il mio business (e quindi valutare investimenti/ritorni), la strada della pagina è l'unica che mi consente di monitorare il lavoro svolto.
La gestione della pagina, volendo, può essere portata avanti senza perdere il lato 'umano', ma questa è una scelta che deve fare l'azienda, a monte; l'azienda dovrebbe, prima di affacciarsi in pubblico, dovrebbe domandarsi: chi sono? cosa voglio dire? a chi lo voglio dire? e come?
Vorrei precisare che aprendo una pagina aziendale, non è obbligatorio mantenere un tono serioso o asettico: contenuti e toni, devono essere coerenti con l'immagine dell'azienda.

Pamela

Inserito da Filippo Ronco

il 21 novembre 2012 alle 11:14
#6
Certo Pam.
Però probabilmente il discorso vale molto per facebook e poco per altre piattaforme, come per esempio twitter dove come ha ricordato Marilena, io mi aspetto come valore aggiunto, di poter parlare direttamente con la persona che rappresenta la marca. Facebook è costruito in modo da consentire una presenza più, diciamo così "istituzionale" dell'azienda sul network, twitter è più per la conversazione diretta e quindi, soprattutto nel caso di libero professionista, ditta individuale o piccolissima impresa, penso che l'uso di un solo account personale/aziendale possa essere la strada migliore in caso di singola attività.

Io per esempio ho dovuto creare più account perché le attività sono diverse però faccio anche comunicazione "aziendale" dal mio account personale e questo per me è un plus che do alla mia audience non un minus.


Fil.

Inserito da Pamela Guerra

il 21 novembre 2012 alle 11:34
#7
Fil, come ho già scritto, tutto quello che succede alla tua azienda può passare attraverso la persona, ma non è sempre valido il viceversa. E' per questo che fare comunicazione aziendale attraverso la tua persona è un plus e non un minus.

Inserito da Sergio Ronchi

il 28 novembre 2012 alle 15:20
#8
Discussione interessante. Son anch'io dell'idea che è necessario scindere le due cose. Poi va da se che per molti i "contatti" personali possanodi ventare opportunità di business, ma per fb è un altro discorso.
Sono anch'io per la doppia registrazione, un profile peronale e un'altro aziendale.
D'altronde che di noi utilizza una sola casella di posta?

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