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Il mondo delle acquaviti

L'evoluzione del single malt scozzese

di Angelo Matteucci

MappaArticolo georeferenziato

Il mondo del whisky scozzese e più precisamente del single malt whisky sta avendo da qualche lustro una notevole evoluzione che attira alcune critiche dai puristi ed allo stesso tempo sviluppa un maggiore interesse da parte di nuovi consumatori. Il single malt whisky, ovvero il whisky imbottigliato proveniente da un'unica distilleria è definito appunto "single". Dalle sue origini fino alla fine del XVIII secolo era distribuito come tale. In seguito, per l'intervento di commercianti, fu creato il "vatted malt whisky", un assemblaggio di vari single malt. Verso la metà del secolo XIX si iniziò ad assemblare sia whisky di malto (single malt) con decine di varietà sia whisky di cereali generici (single grain) con circa una mezza dozzina di tipi, ottenendo così il più diffuso "blended whisky" che ha raggiunto una larghissima distribuzione in ogni angolo della Terra.

Da allora, per circa un secolo, le bottiglie di single malt furono delle vere rarità immesse sul mercato esclusivamente per determinate circostanze quali eventi speciali. A partire dall'ultima parte del secolo XX, grazie all'impulso ed alla richiesta specifica del mercato italiano, iniziò la distribuzione di alcuni single seguiti da altri fino ad avere , al momento , alcune centinaia di tipi disponibili sia imbottigliati direttamente dalle Proprietà sia da imbottigliatori indipendenti. Al mercato italiano si sono aggiunti altri Paesi sia europei che americani ed asiatici. L'aumento della richiesta ha attirato l'attenzione di diverse distillerie che hanno trovato la possibilità di inserire, a fianco dei single tradizionali, anche prodotti invecchiati o assemblati in modo differente dagli originali.

Tra i nomi che hanno operato in questo senso troviamo Glenmorangie, noto per le sue qualità invecchiate principalmente in barili americani (bourbon casks) per almeno 10 anni per il prodotto standard e sensibilmente più a lungo per le riserve, A Glenmorangie si è studiato con particolare cura l'influenza del legno di rovere durante l'invecchiamento e sono stati inseriti alcuni singles, che dopo aver invecchiato 10 anni tradizionalmente, sono stati travasati (per l'ulteriore invecchiamento fino a due anni) in altri barili che originalmente contenevano vino di Porto oppure vino sherry o ancora vino Madera. Con questo sistema si è potuto creare single malt whisky dalle caratteristiche differenti rispetto all'originale. Il metodo è stato seguito da altre distillerie come The Balvenie, Cragganmore, Dalwhinnie, Lagavulin ed altri ancora. Glenfiddich ha seguito una sua strada con il sistema solera ovvero il passaggio del prodotto in vari tipi di barile per formare un single uniforme nel tempo.

Abbiamo inoltre alcune distillerie come Bowmore che utilizza da tempo speciali barili per ottenere qualità differenti tra loro per colore, aroma e gusto. Bowmore Darkest nella versione 15 anni è un classico esempio. Isle of Jura, conosciuto per la morbidezza dei suoi singles non torbati ha introdotto Superstition composto da 2/3 di single tradizionale senza torba invecchiato 16 anni e da 1/3 di single invecchiato 7 anni molto torbato. E' un melange di grande interesse presentato in una bellissima bottiglia. Caol Ila dell'isola di Islay che produce un single torbato di ottima struttura ha recentemente presentato la sua versione "senza torba". Ardbeg ha scelto la via del single malt giovane con i suoi "Very Young" (6 anni)- "Still Young" a gradazione piena. Laphroaig ha introdotto il "Quarter cask"single prodotto da whisky invecchiato (più precocemente) in piccoli barili.

Terminiamo qui coscienti di non aver elencato che pochissime "novità" lasciando ai nostri lettori il piacere di scoprire direttamente nuovi prodotti che vengono inseriti nel nostro mercato.

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Angelo Matteucci, sommelier, è considerato da molti fra i massimi esperti di tutto ciò che ruota attorno al mondo dei distillati e non...

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