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Performances finali di una lasagna sull'orlo di un'atroce cottura, di

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Performances finali di una lasagna sull'orlo di un'atroce cottura

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Ecco un demenziale "gastroracconto" colmo di angosce ancestrali e che, in ogni caso, offre spunti e considerazioni abbinate a paradossali contrasti! Una sorta di novella alla Mary Shelley (l'autrice di Frankenstein) se vogliamo fare un azzardo di quelli potenti, anche se, nel nostro caso "la protagonista" è una lasagna single e del tutto innocua; la vicenda si svolge in una cornice tumultuosa e cioè all'interno di una placca in alluminio da forno, immersa in una calda, saporita bechamel e sugo caldo con l'inquietante prospettiva di finire in un forno con temperature da girone Dantesco e, un pò più tardi, nell'enorme "panza" di qualche ghiottone voglioso di ...lasagne.

Nessun essere umano sano di mente, immagina la storia, i desideri, le fobie degli ingredienti presenti all'interno di una qualsiasi pietanza che, calda, bella e pronta si presta ad esser pappata e digerita in un batter d'occhio! Se avete dinnanzi a voi un profumato risotto appena mantecato, non rimanete in religioso silenzio a meditare sullo stato di salute degli ingredienti presenti, né su come sia stato preparato; che vi frega, in fin dei conti avete fame, desiderate velocemente spararvi in bocca la prima forchettata di riso e buon appetito quindi; ma leggete anche quello che vi sto per scrivere!

Ah, non temete, siamo nella rubrica "La cucina che non c'è" : ombre che affiorano dalle più remote cucine, sogni ed incubi gastronomici che diventano realtà e dubbi "gastroculinari" che assumono forme inquietanti; insomma, l'immaginario fantascientifico di ogni buongustaio e quindi, ciò che non esiste e che pensate che non ci sia è invece proprio sotto la vostra forchetta!

Questo è un reportage di cronaca culinaria in tempo reale, una storia come tante, però di un'umile lasagna, nata per rimanere forse mesi e mesi nella sua comoda e confortevole confezione cartonata e finita invece per voler del fato avverso in una teglia piena di sugo e bechamel rischiando di provare il brivido "caldo" della cottura in un forno a convenzione con tanto di cartoccio in alluminio. Il destino talvolta è molto crudele e quindi, diventare una succulenta lasagna al forno, circondata da tanti amichetti speranzosi e tutti uniti dallo stesso "rovente" destino! Il burro,la farina doppio 00, il latte, il ragù di carne, il formaggio. Decisamente un sogno gustoso e senza dubbio oggetto di desiderio per golosi in perenne dieta dimagrante ma, ahimè, amanti dei piatti gratinati o per turisti stranieri che quasi sempre pur avendo nel menu mille opportunità culinarie, ordinano la nostra…amica!

Rassegnati, le sbottò il burro: sei una lasagna all'uovo in fin dei conti ed è questa la tua sorte, scritta sin dalla notte dei tempi! Lasagna sei e tale rimarrai, mangiata con voracità e poi digerita! La povera, era sempre più triste, impaurita e per darsi conforto, immaginava che da lì a poco tempo le lasagne al forno diventassero un piatto bandito da mense e trattorie; per sempre depennate dai menù dell'intero pianeta grazie ad un ipotetico decreto legge a sfondo alimentare. Una sorta di indulto de cuisine...

Mera utopia: com'era possibile che la cucina si privasse di tanta bontà e di tanto sapore. Le lasagne al forno, in un qualsiasi ristorante, sono e sempre saranno nel menu, fanno parte della tradizione, sono un piatto d'antan e d'aspetto gradevole, nutriente e succulento!

Nessuna speranza per gli occupanti di questa "barchetta" di alluminio pronta ad entrare all'interno della bocca del forno che emanava un rumore ed un calore tremendo, insopportabile. Sembrava di assistere ad una vera e propria esecuzione capitale con tanto di boia; il burro ed il formaggio, dalla paura si erano già sciolti, quando, dalla porta della cucina apparve lo chef che rivolgendosi a tutti i cuochi disse a gran voce: Oggi via dal menu le lasagne al forno! Le abbiamo proposte anche ieri! La lasagna ebbe quasi uno scatto di felicità e ancor tremante, disse: Dio mio, sono salva, ti ringrazio! Tutti gli sventurati ingredienti, si stavano complimentando tra loro, quando la voce dello chef irruppe di nuovo e gelò di nuovo la cucina. Facciamo i cannelloni di magro oggi e guardando il capo partita ai primi disse: Ottone, usa quelle lasagne che sono dentro la teglia del pasticcio, mi raccomando, non buttare via nulla. Nemmeno un banale pezzo di sfoglia!

Alla lasagna venne un coccolone di quelli tosti e tentò allora una penosa fuga al di fuori della placca da forno, ma purtroppo finì rovinosamente dentro un lavandino precipitando in seguito in un pauroso tritatutto e rimanendo miseramente maciullata e disperdendosi poi in chissà quale fogna.

Come vedete una storia finita malino. Tutto ciò sembra paradossale, demenziale, ma in questo gastroracconto oltre alla voglia di sbalordire e di osare, c'è altresì l'invito sempre a curiosare a scoprire com'è fatto un piatto e a buttarvi anche il naso dentro, se serve. Io ho creato una situazione volutamente grottesca, ironica ma l'intento era chiaro. Un altro esempio per evidenziare che la curiosità è sempre un'ottima alleata di cuochi e gourmet. La prossima volta che addentate una succulenta porzione di lasagne, prima di divorarla provate a chiedere: ehi, di casa, c'è qualcunooo?


Sauce bechamel

La sauce bechamel sembra e, tutto sommato è una ricetta semplice da preparare, basta però conoscere le dosi giuste! Per 1 litro di latte caldo, 100 gr. di burro, 100 gr. di farina 00, poco sale, noce moscata, una cipolla con chiodi di garofano. Portare ad ebollizione il latte con dentro una cipolla chiodata, poco sale e una spolverata di noce moscata. Intanto preparare il classico roux blanc facendo sciogliere il burro aggiungendo la farina, mescolando bene facendola cucinare a fuoco moderato. Si versa nel roux* blanc il latte ben caldo e con una frusta si mescola bene per evitare che si formino gli insidiosi grumi. Tenere sul fuoco per altri tre minuti, et voilà…la sauce Bechamel, è pronta. Ottima per nappare* piatti da gratinare*, per legare* e per condire o insaporire*.


Terminologia di cucina


Gratinare: sottoporre un alimento (pasta, verdure, carni) dopo che è stato nappato con una salsa (di solito formaggio, burro e Bechamel) a cottura in forno in modo da realizzare la croccante gratinatura di superficie.

Legare: si lega una salsa, un intingolo, una pietanza con burro, olio, farina 00, fecola di patata. Legare in modo da rendere più denso un composto o una ricetta.

Insaporire: arricchire di gusto con condimenti semplici, grassi o spezie una pietanza prima, durante e dopo la cottura.

Roux: composto di burro e farina 00, ben cotto e usato come base per legare, vellutate e per varie altre salse. Può essere bianco, nocciola, scuro a seconda del tempo di cottura e modalità.


L'oggetto misterioso


La cipolla chiodata, non è una sorta di bullone per chiudere la testa del motore della vostra vettura, ma una tecnica molto vecchia usata in cucina per dar sapore e brodi e sauce. Pulire una cipolla bianca e inserire, quasi a trafiggerla, i chiodi di garofano. Il gioco è fatto e il risultato ottimo.


Curiosità


Anatra alla Santippe. Alla consorte di Socrate fu dedicata una curiosa e gustosa ricetta che prevedeva la preparazione di una salsa con olio, succo di limone, semi di finocchio schiacciati, pepe in grani e sale lasciata a macerare per ben 21 giorni. Poi, con la salsa ottenuta, si massaggiava l'anatra e in una pentola di coccio e si cuoceva pian piano in forni rudimentali di pietra fino a renderla croccante e ghiotta.


Massima

Nessun uomo è mai solo se mangia spaghetti (R.Morley).


Recensioni librarie: Nordest a tavola 2007
Web : www.terra-ferma.it
E-mail : info@terra-ferma.it
Titolo: Nordest a tavola 2007
Autore: Giovanni Chiades
Editore: Terra Ferma
Data di Pubblicazione: 2006
Collana: Le guide enogastronomiche
ISBN: 8889846259
Pagine: 408

Un'ottima iniziativa editoriale e molto di più di una semplice guida, ma un vademecum dettagliato di un'interessante serie di locali collocati in un'opulenta realtà dell'Italia, il nord est, che da sempre offre promozione, sviluppo e lustro al contesto enoristorazione dell'intero Paese; Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono regioni meravigliose, ricche di storia, arte e fascino, con città e paesi importanti, ricche di caratteristiche enogastronomiche singolari che meritano attenzione ed interesse. Nella guida realizzata con scrupolosità e, consentitemi, anche vera passione per il cibo, il vino e la tradizione gastronomica delle Tre Venezie, sono citati nel dettaglio, ben 260 tra ristoranti, enoteche, trattorie, osterie protagoniste di un contesto geografico che si estende dalle Alpi fino al mare Adriatico. Un libro che consiglio per scoprire una realtà appassionante non solo dal punto di vista gastronomico, ma anche geografico ed un ottimo motivo, una volta acquistato, per progettare un tour nel bellissimo nord est. Altro simpatico consiglio, è un giro dalle parti del sito web di Terra Ferma per scoprire tanti libri legati alla cucina ed al cibo certamente importanti.

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