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Colmare il vuoto, di Linda Dell'Amico

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L'alterego del cibo

Colmare il vuoto

di Linda Dell'Amico

Profumo personale inebria corpi di perle eteree, sognamo deserti di sabbia e il  calore li confonde nella nudita' spettrale di abisso felice.
Anonimo



Dalla tavola ci si attende soprattutto una gratificazione che però è solo  momentanea, poi genera sensi di colpa. Se si mangia per nervosismo, esso stesso aumenta, ci spinge a mangiare ancora  e così via…
La lotta al "grasso" purtroppo è il cavallo di battaglia dell'ultimo Piano Sanitario  Nazionale, presentato da pochi giorni dal Consiglio dei Ministri. Alla base della cosiddetta "fame nervosa" vi può essere un disturbo di depersonalizzazione: la persona prova una sensazione ricorrente e persistente di estraneità da sé stesso come se il senso della propria realtà venisse temporaneamente perduto. Si prova una sensazione di estraneità dal proprio corpo, dal mondo circostante; si sente come automatizzato o come se vivesse un sogno.

Sovente sono presenti anestesia sensoriale e sensazione di non avere il controllo dei propri discorsi e delle proprie azioni. Manifestazione associate comprendono la realizzazione in cui risulta alterata la percezione del mondo circostante, è come se il cibo assunto (inteso come mezzo) riempisse una parte "vuota" di personalità che in quel momento deve essere colmata. A proposito alcuni studiosi ritengono che la fame nervosa si sviluppi nella prima infanzia: è essenziale che la mamma capisca quando il bambino avverte un reale bisogno di mangiare e quindi soddisfi la fame porgendoli il seno o il biberon, evitando di offrirgli cibo quando il pianto infantile non è effettivamente una conseguenza della fame. Se questa giusta interpretazione della mamma non si verifica, è probabile che il figlio crescerà senza essere capace di elaborare una giusta identificazione della fame e non saprà distinguere tra questa ed altre sensazioni.

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Linda Dell'Amico, laureata nel 1999 a Genova in Scienze dell'educazione, con esperienza biennale nel settore psichiatrico. Attualmente Responsabile...

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