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Hul Gil, di Linda Dell'Amico

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L'alterego del cibo

Hul Gil

di Linda Dell'Amico

… Ciascuno di noi fa l'assoluto, respirando, mangiando, dormendo ed operando in qualsiasi maniera. Non c'è alcuna differenza tra essere liberamente, essere come progetto, come esistenza che sceglie la propria esistenza ed essere assoluto…..
Da "L'Esistenzialismo è un umanismo", Jean Paul Sartre.


La scomposizione di una bottiglia che effettua Picasso è una rappresentazione astratta di quel soggetto, ma nel suo quadro la bottiglia, intesa come realtà esistente, rimane presente. Nel campo delle immagini, i segni intesi come simboli che rimandano a cose ed idee, è già un modo astratto di rappresentare la realtà. In effetti intere popolazioni da secoli ci parlano attraverso simboli, il famoso "Hul Gil" l'ideogramma con cui i Sumeri indicavano nel 4000 a.C. il papavero da oppio, rappresentava la pianta della gioia così come per le antiche popolazioni della Mesopotamia.

L'oppio veniva usato dagli Egizi come calmante per i bambini ed era l'ingrediente principale del pharmakon nepehenthes che Elena versa nel vino durante il banchetto con Telemaco alla corte di Menelao. Il papavero è spesso presente nelle mani di Morfeo, dio del sonno, ma anche in moltissime pozioni (teriaca) messe a punto dai medici greci e romani. La teriaca più famosa ed usata era il galenos elaborata dal medico cretese Andromaco il Vecchio alla corte di Nerone; questo veleno era raccomandato come un'infallibile panacea. Il più grande medico dell'antichità romana, Galeno, prescriveva tale pozione diluita in alcool per una serie di disturbi, tra cui i sintomi di avvelenamento, cefalee, epilessia, febbre e lebbra.

A partire dal 500 l'oppio diveniva d'uso comune nel nostro continente, come testimonia il fatto che tale sostanza si trasformava in una sorta di immaginario occidentale, tanto che nell'arte come in letteratura il riferimento all'oppio costitutiva una chiave simbolica per l'analisi e la descrizione delle lotte esistenziali contro le sofferenze. Guy de Maupassant ad esempio usava la morfina a scopo voluttuario e per stimolare la creatività. Quanto allora nel tempo l'artificialità ha distorto la percezione di un'opera d'arte, rendendola magari una surreale scissione di un'idea?

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Linda Dell'Amico, laureata nel 1999 a Genova in Scienze dell'educazione, con esperienza biennale nel settore psichiatrico. Attualmente Responsabile...

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