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Alla mensa dei signori, l'uovo, di Linda Dell'Amico

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L'alterego del cibo

Alla mensa dei signori, l'uovo

di Linda Dell'Amico

....Giriamo impazziti, ovunque nell'oblio, di colpo, ecco il senso, perchè sono qui.
ANONIMO


L'uovo è fin dai tempi più antichi un simbolo vitale e positivo, emblema di vita nuova, metafora di rinascita dei corpi e della natura. Questi significati gli sono stati attribuiti in tutti i continenti e nelle tradizioni più antiche, tanto che per celebrare l'arrivo della bella stagione (primavera) si usava mangiare uova. Presente già nella cucina egizia, l'uovo è cibo antichissimo. I Greci consumavano uova fin dall'età di Pericle. I Romani le usavano sia per i dolci che per i contorni di salse, oltre a considerarle un eccellente cibo di colazione.

E' probabile che anche gli Etruschi avessero le stesse abitudini, dal momento che nelle scene tombali di banchetto si ammirano i commensali mentre tengono in mano un uovo, metafora sia alimentare che dell'inizio di un percorso del defunto nell'oltretomba. L'espressione "de ovo usque ad mala" ovvero "dall'uovo alla mela" indica la completezza di una azione, alludendo alla tradizione classica di cominciare il banchetto con un uovo e concluderlo con la mela.

Delle credenze attribuivano all'uovo la facoltà di rendere i semi più forti e fecondi. I contadini Etruschi tenevano le uova in tasca nell'atto della semina, mentre i Romani le mangiavano durante l'aratura. Il tuorlo avvolto dall'albume veniva interpretato come il sole avvolto dall'alone lunare, e quindi sintesi tra il principio maschile e quello femminile (sole e luna). I primi cristiani raffiguravano come metafora della Resurrezione un pulcino nell'atto di uscire dall'uovo, e nelle tombe dei martiri rinchiudevano forme ovoidali per alludere alla rinascita dopo la morte. Durante il Medievo le uova, cibo proibito in quaresima, erano consumate abitualmente alla mensa dei signori, ed accompagnavano la carne o i formaggi.
Nel Rinascimento le uova venivano ritenute alimento ideale per il periodo post parto e più in generale per la convalescenza dei malati.

Oggi si è perso il ricordo del significato originario dell'uovo che in realtà è testimonianza di grande amicizia e amore. Si narra che il primo uovo di Pasqua fu regalato a Francesco I di Francia agli albori del XVI sec.: da qui probabilmente ha origine l'usanza di inserire un dono all'interno dell'uovo di cioccolato. Sin dal medioevo, durante la quaresima cristiana era vietato mangiare le uova, probabilmente anche perchè negli usi del mondo agricolo si voleva che queste fossero covate e fecondate in vista dell'estate, quando le galline ne avrebbero deposte un minor numero.

Perciò nella mattina di Pasqua le uova sode sposate ai salumi, costituivano il primo cibo che si consumava, ed avevano il sapore delle cose a lungo desiderate. Usanza voleva, che nel pomeriggio del Sabato Santo venissero portate in chiesa per essere benedette al fine di diventare: sia un cibo simbolico da consumare o regalare ai poveri, sia un premio per i giochi casalinghi fatti tra grandi e piccini.

La tradizione di colorare l'uovo si perde nella notte dei tempi e Plinio ci rivela che lo facevano anche i Romani. La prima tinta adoperata dal mondo cristiano fu il rosso, il colore del sangue di Cristo. Un racconto narra che quando Maria di Magdala annunciò la resurrezione del Messia, Pietro rispose: "Ci crederò quando le uova nasceranno rosse". Allora Maria scoprì il canestro che portava al braccio, e mostrò le sue uova: erano tutte rosse. Col passare dei secoli le uova si andarono impreziosendo di decorazioni dai colori sgargianti, e l'oro cominciò a farla da padrone.

I primi a donare uova ben auguranti sembra siano stati i Persiani che festeggiavano l'arrivo della primavera regalandole come talismano contro siccità e pestilenza. In seguito, fra i cavalieri medioevali iniziò a diffondersi l'uso di offrire alla dama del cuore gioielli e scrigni che avessero forme ovoidali, ma fu in Russia che la tradizione dell'uovo decorato raggiunse le sue vette. L'orafo Peter Carl Fabergè, gioielliere alla corte degli zar dal 1885 creò, ogni anno per Pasqua, uova cerimoniali tempestate di diamanti, incise in oro, argento e platino, ispirandosi alle vicende dell'imperatore Alessandro III e dei suoi familiari. Le uova di cioccolato e di zucchero si iniziarono a produrre nel '600, da subito ci fu nascosta anche una sorpresa, giustificata con il fatto che l'uovo in natura conteneva il seme della vita. Luigi XV arrivò addirittura a regalare a Madame Du Barry (la sua favorita) un uovo di cioccolato con una gigantesca statuetta di Cupido.

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Linda Dell'Amico, laureata nel 1999 a Genova in Scienze dell'educazione, con esperienza biennale nel settore psichiatrico. Attualmente Responsabile...

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