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Cibo e sacralità, di Linda Dell'Amico

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L'alterego del cibo

Cibo e sacralità

di Linda Dell'Amico

....Lascia che i tuoi nuovi giorni
non si addensino di nubi
mentre il tempo se ne va...
da Quello che non so di te - L.Madonia


Il cibo e l'alimentazione sono fondamentali per la costruzione soggettiva e sociale dell'individuo: l'assunzione di cibi infatti non è dettata solo da una necessità legata alla sopravvivenza del corpo umano o al perfetto funzionamento fisico di esso, ma è strettamente connessa alla cultura. Serve a individuare i rapporti tra le classi sociali, tra diverse regioni geografiche, tra differenza di genere, periodi dell'esistenza nel ciclo della vita, del giorno e delle stagioni, coinvolge riti e tradizioni, feste e religioni. Senza cibo non si vive. Ma il cibo è anche un'occasione per incontrarsi e per far festa, un simbolo di abbondanza e di benessere. Per questo artisti, scrittori, pittori, registi e musicisti lo hanno spesso inserito nelle immagini che hanno creato. Oggi poi ci sono anche cuochi che usano il cibo per creare immagini.

Da Omero a Boccaccio, da Leonardo a Kant, da Tolstoj a Gadda, Neruda, Calvino: attraverso le testimonianze della letteratura antica, medioevale, rinascimentale, barocca sino ai più bei brani letterari italiani ed europei contemporanei l'evolversi delle forme storiche della cultura alimentare, usi e costumi degli uomini a tavola, piaceri e dispiaceri incontri e scontri hanno fatto del convivio un'immagine speculare della società. la consumazione di un pasto è un momento privilegiato per comunicare: a tavola ci si riconcilia o si litiga, si fanno dichiarazioni o confessioni, i grandi manager concludono importanti affari più a tavola che in scrivania! Inoltre il cibo è espressione dei sentimenti: un piatto preparato con amore è differente da un piatto preparato con indifferenza; si può sedurre con la cucina, attraverso il potere evocativo di spezie, aromi, accostamenti audaci, colori, profumi; tra cibo e parola esiste una stretta relazione: la descrizione di un piatto può generare lo stesso incanto della narrazione di una fiaba, trascende la materia per toccare la fantasia.

Al cibo è stata spesso data una forma specifica con un valore sacrale, come le uova, le colombe pasquali o le ostie sacre. L'uovo ad esempio è il simbolo universale del rinnovamento periodico della natura, del ciclo delle rinascite, e questo simbolismo è stato cristianizzato identificando l'uovo cosmico con Cristo che risorge. Anche l'ostia rappresenta simbolicamente la "carne" di Cristo, unendo sia la forma circolare dell'uovo che la materia del pane, presente nel rituale dell'ultima cena. Lo stesso pane ha un valore simbolico che spicca in tutte le rappresentazioni dell'ultima cena e nelle cene in Emmaus: è il corpo di Cristo. È il cibo più raffigurato in tutti i pranzi sacri e nella maggior parte dei pranzi laici. Insieme al pane, è il vino che costituisce la sostanza eucaristica, è il sangue del Cristo che è contenuto nelle brocche e nei bicchieri dell'ultima cena.

Anche l'uva nell'arte sacra conserva lo stesso significato e rinvia al sangue di Cristo; Sant'Agostino infatti paragona Cristo ad un grappolo d'uva. Nell'arte profana invece il vino e la vite sono allegorie del Dio Bacco, signore dell'ebrezza e dell'eccesso. La mela era già un simbolo importante nella mitologia greca, era un'attributo di Venere e delle tre grazie. Quando è in mano ad Adamo e Eva è il frutto proibito del paradiso e un simbolo della caduta dell'uomo. In mano a Gesù Bambino la mela diventa invece simbolo della sua missione di redenzione. Il pesce è un antico simbolo del battesimo; in seguito rappresentò anche la persona del Cristo, infatti le lettere della parola greca ictus venivano lette come iniziali della parole greche corrispondenti "Gesù Cristo Figlio Di Dio Salvatore". Pesci compaiono nella raffigurazione della pesca miracolosa e della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Anche l'acqua rimanda al significato rituale della fonte battesimale; in senso biblico indica Dio come sorgente di vita. Infine nel senso cristiano esso simbolizza lo Spirito Santo.

La scena di un cubicolo della Catacomba di S.Callisto (sec. III) mostra i tre momenti dell'Eucaristia giunta sino a noi: l'imposizione delle mani sulle offerte, la comunione, il sacrificio d'Abramo simbolo dell'aspetto sacrificale della Messa. Sul tripode, oltre al pane appare il pesce, alimento che si ritrova anche sulla mensa conviviale: siamo evidentemente in presenza di un significato simbolico: il pesce, per sua natura simbolo dell'acqua, è diventato subito una delle più antiche metafore di Cristo "Fonte dell'acqua viva (Gv.6,14-10)". Rappresentato frequentemente sulle epigrafi funerarie sino al sec.VI e diffuso successivamente, il pesce è stato un elemento decorativo, tra gli altri più diffuso, negli arredi liturgici così diventando subito il simbolo più diffuso e significativo del Cibo Eucaristico.

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Linda Dell'Amico, laureata nel 1999 a Genova in Scienze dell'educazione, con esperienza biennale nel settore psichiatrico. Attualmente Responsabile...

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