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Fattorie Didattiche: sapere dai sapori, di Maria Stefania Bardi Tesi

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Fattorie Didattiche: sapere dai sapori

di Maria Stefania Bardi Tesi

Ti presento la campagna: ai tempi dei nostri nonni era molto diversa da quella che conosciamo oggi. Le macchine per lavorare la terra erano molto rare e il lavoro dei campi era svolto prevalentemente a mano o con l'aiuto di animali come i cavalli o i buoi. Le famiglie dei contadini erano numerose perché servivano molte braccia per lavorare la terra. Una famiglia tipica aveva cinque, sei ed anche dieci o dodici figli. Quando un figlio maschio si sposava portava la moglie a vivere nella casa dei genitori e quindi in una stessa fattoria abitavano genitori, figli e nipoti. Le fattorie erano degli edifici molto grandi: oltre alla casa dove viveva l'agricoltore con la sua famiglia c'era la stalla con le mucche, il porcile per il maiale, il pollaio per le galline, il fienile per conservare i foraggi.

La casa era riscaldata con il fuoco della stufa o del focolare che serviva anche per cucinare, la sera le famiglie si riunivano nella stanza più grande e più calda della fattoria: la stalla. Grazie al respiro degli animali, la stalla era l'ambiente più caldo e spazioso dove stare in compagnia. Ogni fattoria produceva la maggior parte delle cose che servivano. Pochissime cose venivano acquistate o vendute. Ogni azienda infatti era autosufficiente: la terra forniva cereali, frutta e verdure. Si allevavano le galline per le uova e la carne, le mucche per il latte e il letame, il maiale per la carne, il lardo e molti altri prodotti, i buoi per trainare l'aratro, il cavallo per tirare il carro che era l'unico mezzo di trasporto. Molti prodotti venivano trasformati dall'agricoltore: con il latte si faceva il formaggio, il letame si usava per concimare la terra, con l'uva si faceva il vino e così via.

Le colture principali erano gli ortaggi, la frutta e il mais per fare la polenta, il grano per fare il pane, l'erba medica per fare il fieno per gli animali e le viti per fare il vino. Dopo la fine della seconda guerra mondiale l'Italia è diventata un paese industrializzato. Il progresso della meccanizzazione e della chimica ha cambiato profondamente l'agricoltura e i metodi di coltivazione che erano stati utilizzati per secoli. Le aziende agricole si sono specializzate. Anziché produrre vino, cereali, ortaggi foraggi, frutta, latte, carne, uova, hanno iniziato a produrre solo pochi prodotti in grande quantità con metodi molto intensivi. Infatti, grazie ai nuovi prodotti chimici, le piante producevano molto di più.


L'agricoltura di un tempo

Il lavoro dei campi non richiedeva più tante braccia perché con le nuove macchine bastava una sola persona per svolgere il lavoro che prima richiedeva decine di braccianti.

L'agricoltura moderna
All'inizio tutto ciò sembrava un miracolo perché la terra produceva molto di più facendo molta meno fatica. Il progresso ha rilevato i suoi aspetti negativi. L'enorme aumento della produzione ha portato molti problemi. L'uso di grandi quantità di sostanze chimiche come gli erbicidi, i pesticidi e i fertilizzanti ha contribuito a creare l'inquinamento dell'ambiente. Inoltre, si è poi scoperto che i prodotti chimici erano pericolosi per la salute dell'agricoltore che li maneggiava e dei consumatori che mangiavano i cibi trattati. Così un po’ alla volta alcuni agricoltori preoccupati per i problemi dell'agricoltura moderna hanno cercato di creare un nuovo tipo di agricoltura che riducesse o addirittura eliminasse l'uso dei prodotti chimici. In questo modo sono nate l'agricoltura biologica e l'agricoltura integrata.

La campagna e la natura
Se l'agricoltore non lavorasse la terra per produrre cereali, frutta e verdura, la campagna sarebbe molto diversa da come la vediamo. Proviamo a pensare ad un prato in cui nessuno taglia l'erba per molti anni. Che cosa succede ? crescono erbe sempre più alte e robuste, cespugli e alberi fino a formare prima una boscaglia e alla fine una foresta. Quando vai nel bosco ti accorgerai che è molto difficile trovare invasioni di insetti che divorano completamente una pianta come succede invece in un frutteto se l'agricoltore non protegge le piante con gli insetticidi. Sai perché ? La risposta si può riassumere in una parola un po’ difficile: biodiversità. Nel bosco vivono moltissime specie di piante e animali.
Tutti questi individui sono legati tra loro da una "catena alimentare". In altre parole, l'insetto che mangia la foglia della pianta, viene a sua volta mangiato da un altro insetto di specie diversa e questo può diventare un bocconcino prelibato per un uccello, per un riccio oppure per una rana. Diciamo quindi che in natura ogni specie ha molti nemici e finché questi nemici le stanno intorno, la sua popolazione non aumenta né diminuisce. Se però i nemici scompaiono ecco che il numero di insetti dannosi comincia a crescere in modo esplosivo. L'agricoltore coltivando la terra ha eliminato il bosco naturale.
Un tempo la campagna era cosparsa di piccoli spazi che ricordano il bosco. Questi spazi si chiamano siepi. Nelle siepi trovano rifugio molti animali che vivono anche nel bosco. La maggior parte di questi animali si ciba di insetti dannosi alle colture e quindi contribuisce a ridurre il numero di parassiti delle piante. L'agricoltura moderna ha eliminato le siepi perché ostacolavano il lavoro dei trattori. Con le siepi sono però spariti anche i nemici naturali degli insetti dannosi che hanno cominciato a crescere e a riprodursi indisturbati rendendo molto difficile il loro controllo.

La siepe
La siepe è un insieme di alberi ed arbusti disposti in lunghe file ai bordi dei fossi o lungo i confini dei campi coltivati. Al suo interno ospita moltissimi animali selvatici che trovano rifugio e cibo. Ci sono insetti, anfibi, rettili, uccelli, e mammiferi. Alcuni animali che vivono nella siepe sono: Civetta, Coccinella, Donnola, Fagiano, Formica, Lepre, Ramarro, Rana, Riccio, Toporagno, Upupa, Volpe. La siepe è un vero laboratorio naturale nel quale possiamo trovare molte cose utili all'uomo e agli animali. Alcuni prodotti della siepe sono: Fiori per api, Funghi, Lamponi, Legna, Nocciole. Ma la siepe è soprattutto uno strumento utilissimo per l'agricoltore e per l'ambiente. Infatti: Ripara le colture dal vento. Dà rifugio agli animali utili cioè a quelli che si nutrono degli insetti dannosi alle colture (Coccinella, Crisopa, Riccio, Uccelli). Aiuta l'agricoltore a tenere puliti i fossi. Infatti le piante con le radici trattengono il terreno delle sponde e con la loro ombra impediscono alle piante acquatiche di crescere. In questo modo l'acqua è pulita e scorre veloce. Inoltre le radici degli alberi assorbono molti elementi nutritivi (nitrati, fosfati, ecc.) che altrimenti andrebbero ad inquinare le falde acquifere e poi i corsi d'acqua e il mare. Rende l'aria più pulita in quanto le piante assorbono l'anidride carbonica (CO2) e producono nuovo ossigeno (O2). Riduce il rumore delle auto nelle strade trafficate. Protegge le colture dalla polvere di strade e fabbriche. Rende il paesaggio più bello e ricco di piante ed animali. Le piante più comuni che possiamo trovare in una siepe sono: Acero, Biancospino, Farnia, Nocciolo, Olmo, Platano, Robinia, Salice, Sambuco, Sanguinella.

Il terreno
Il terreno è una componente indispensabile per la vita delle piante: le tiene ancorate e le nutre. Anche il terreno è un organismo vivente. Hai mai osservato quanti animaletti puoi trovare quando sollevi un ciuffo d'erba ? Nel terreno infatti oltre ai minerali, all'acqua e all'aria vivono moltissimi organismi vegetali e animali. In una manciata di terreno fertile, vive una quantità di organismi maggiore di tutta la popolazione umana. La maggior parte di questi organismi, sono batteri, funghi, alghe, protozoi, e sono microscopici. Ci sono poi altri animali che si possono vedere con la lente d'ingrandimento come i nematodi, alcuni insetti e gli acari. Infine millepiedi, molti insetti, ragni lombrichi, e molluschi sono abbastanza grandi da poter essere visti a occhio nudo. Tutti questi organismi hanno un ruolo fondamentale nella creazione di un suolo fertile cioè di un terreno in grado di nutrire e far crescere le piante. Con la loro attività e, quando muoiono, con i loro resti, gli organismi del terreno contribuiscono a produrre una sostanza importantissima per il nutrimento delle piante: l'humus. Anche l'uomo può favorire la produzione di humus raccogliendo i rifiuti biodegradabili come gli avanzi di cucina, l'erba tagliata, le foglie secche. Le ramaglie per fare il compost. Il compost è un terriccio scuro che si origina dopo che batteri, lombrichi e altri organismi hanno utilizzato per il loro nutrimento i nostri rifiuti biodegradabili (cioè diversi dalla plastica, dal vetro e dal metallo). Questo terriccio a sua volta è un ottimo concime perché quando viene messo nel terreno si trasforma in humus cioè in una riserva di cibo per le piante.

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