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Mancini Pastificio Agricolo apre a Parigi La “Settimana della cucina italiana nel mondo” con un omaggio a Rossini

DoveParigi - Ambasciata d'Italia

Quandodal 19 novembre 2018 al 25 novembre 2018

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

I Rigatoni di Mancini Pastificio Agricolo protagonisti del pranzo di gala all'Ambasciata d'Italia in onore del grande maestro marchigiano nel 150° anniversario della morte

Armonia, gusto, sensibilità e passione: sono questi gli elementi che compongono i capolavori del grande compositore Gioacchino Rossini. Gli stessi che sono alla base del lavoro e della filosofia di Mancini Pastificio Agricolo, azienda marchigiana che è stata chiamata a rappresentare l'Italia all'apertura della “Settimana della cucina italiana nel mondo” con un omaggio al Maestro Rossini nel 150° anniversario della morte.

Nello splendido scenario dell’Ambasciata d'Italia a Parigi, Mancini Pastificio Agricolo ha reso omaggio al suo più illustre conterraneo celebrandone la passione - ben nota ai biografi - per la cucina. Per l'occasione il pastificio ha fornito la materia prima per i "Maccheroni alla Rossini", il piatto forte del pranzo di gala con cui si è aperta ufficialmente la settimana dedicata alla cultura gastronomica italiana del nostro Paese.

Gli echi della terra marchigiana, che ha dato i natali al compositore, sono arrivati a Parigi - la città delle luci, cara a Rossini - anche attraverso la pasta di Mancini, realizzata dal grano che cresce nei campi dorati del piccolo stabilimento tra le colline di Monte San Pietrangeli, in provincia di Fermo. Ingrediente principale, proprio i rigatoni, prodotti con trafila circolare in bronzo ed esiccati per 20 ore a temperature inferiori ai 50°.

Ai fornelli Emiliano Bisconti, sous chef marchigiano del ristorante "L'Orangerie" di Parigi, il ristorante 1 stella Michelin del Four Seasons Hotel George V.  Lo chef ha realizzato il piatto con la pasta del raccolto 2017, esaltando la materia prima a partire dalla ricetta annotata da Gioachino Rossini il 26 dicembre 1866, come se fosse uno spartito: la pasta cotta nel brodo, aromatizzato con arancia amara e panna, va condita con una salsa molto ricca - contenente anche funghi secchi, tartufi tritati, prosciutto magro, pomodoro, panna e champagne - e alternata a uno strato ulteriore di parmigiano, gruviera, burro. Infine si ricopre di pangrattato e si fa gratinare. Una sostanziosa prelibatezza d’altri tempi, un piatto ricco di storia per celebrare una tradizione gastronomica centenaria come quella italiana.

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