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È arrivata la nuova Guida dei Locali Storici d’Italia, fil rouge 2019 è il “gusto italiano

DovePiazza Belgioioso, 2, Milano (MI) - Antico ristorante Beucc

Quandoil 21 giugno 2019

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

I più antichi, i più artistici, i più grandi, i più piccoli: l’Italia più bella per la prima volta anche in formato app

Svelati a Milano i 215 Locali Storici d’Italia nella Guida 2019, la n.43, presentata presso l’antico ristorante Boeucc, ubicato nell’elegante Palazzo Belgioioso nel pieno centro storico della città e a due passi dal Teatro Alla Scala, che vanta ben 321 anni di gloriosa tradizione gastronomica. Un’ottima cucina in una cornice affascinante, ideale per la presentazione del volume creato dall’omonima associazione. L’incontro, moderato da Luciano Ferraro, Caporedattore centrale Corriere della Sera, si è svolto con la presenza di Gian Marco Centinaio, Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Enrico Magenes, Presidente Associazione Locali storici d’Italia, Vanna Chessa, Segretario Generale Associazione Locali storici d’Italia, Gabriele Conta, Curatore Guida ai Locali storici d’Italia, Magda Antonioli, Prof.ssa Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell’Università Bocconi e Direttore di UN- WTO Courses on Tourism Policy and Strategy

Da Nord a Sud, i 215 luoghi culto che hanno fatto la storia dell’ospitalità made in Italy

Sono 215 i luoghi culto che hanno fatto la storia dell’ospitalità made in Italy e si riuniscono anche nella 43^ edizione. Hanno inventato l’aperitivo, il primo gelato da passeggio e il primo disco. Ma hanno dato vita anche alla prima orchestra interamente al femminile e ai primi tentativi di impiattamento. Pionieri ormai classici, datati ma senza crisi d’età, i “Locali storici d’Italia”, in media hanno 180 anni di storia a testa, complessivamente quasi 40mila anni. Lanciata con la nuova versione in formato app, la Guida si concentra quest’anno sul “gusto italiano”, con un itinerario da Nord a Sud dello Stivale tra i più longevi santuari del palato tricolore. “Sono centinaia gli aneddoti sui grandi della storia, uniti da un comun denominatore: il buon gusto - ha detto il presidente dell’Associazione Locali storici, Enrico Magenes -. Storie che partendo da cibo, bellezza e ospitalità italiana incrociano in modo trasversale quelle del Paese: dal dominio straniero all’Unità d’Italia, al boom; dalla commedia dell’arte, al futurismo, al neorealismo”.

“L’Italia è storia, cultura ed enogastronomia”, ha affermato Gian Marco Centinaio, ministro delle politiche agricole, alla presentazione della Guida a Milano. “L’obiettivo che dobbiamo avere - ha aggiunto - è da un lato offrire servizi, ma soprattutto fornire esperienze di viaggio diverse. Chi viene in Italia viene per vivere un’ esperienza turistica diversa rispetto alla vita che fa nel proprio paese. I locali storici - ha sottolineato - devono diventare i nostri ambasciatori per questa tipologia di turismo, ma lo devono diventare anche per gli italiani e permettere ai nostri connazionali, quando girano l’Italia o quando visitano e vivono la propria città, di poter andare in posti che li rendano orgogliosi del luogo dove vivono o dove stanno facendo quella vacanza. Vuol dire - ha concluso il ministro - essere orgogliosi della nostra storia, delle nostre tradizioni e delle nostre abitudini e di chi ci ha lasciato tutto questo”.

Si va dalla Torta Paradiso firmata dal pavese Vigoni, medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale nel 1906, alla pastiera da record del Caffè Gambrinus di Napoli, dove la classica “tazzulella” di caffè lancia la sfida al Nord, raccolta ad ovest dal Caffè Al Bicerin di Torino, apprezzato da Alexandre Dumas, Giacomo Puccini, Friedrich Nietzsche e Italo Calvino, e ad est al Caffè Florian dalla miscela “Venezia 1720”, sospesa tra note di cacao e spezie orientali. Spazio alla dolcezza, ma anche alla curiosità al Museo del Confetto di Andria (BT), dove i segreti dei Tenerelli di Giovanni Mucci sono custoditi. E se al ristorante dell’Hotel Vittoria di Pesaro il menù offre le “Ricette di Rossini”, dai Cannelloni creati dal compositore agli “Spaghetti alla Scala” spolverati con il tartufo bianco di Acqualagna, in provincia di Bolzano il Ristorante museumstube Bagni Egart Onkel Taa propone i piatti preferiti dell’imperatrice Sissi, al “Ristorante Terrazza Danieli” dell’omonimo leggendario hotel di Venezia lo chef Alberto Fol firma dei piatti ispirati ai viaggi di Marco Polo in Oriente, mentre l’Antica Focacceria S. Francesco di Palermo può vantare di essere stata la prima “sosta gastronomica” di Garibaldi e dei Mille dopo lo sbarco a Marsala.

Sotto le stelle Michelin, brillano il ristorante “Le Petit Bellevue” del Bellevue Hotel di Cogne (AO), guidato dallo chef Fabio Iacovone (1 stella), e il “Ristorante Carignano” del Grand Hotel Sitea di Torino con lo chef Fabrizio Tesse e Marco Migliol (1 stella). Non mancano le prime volte, come quella dell’aperitivo, un rito inventato al Caffè Camparino in Galleria Vittorio Emanuele a Milano all’inizio del Novecento, o del discusso gelato da passeggio, novità scandalosa lanciata negli Anni Trenta dal Caffè Fiorio di Torino e destinata a diventare una consumazione d’abitudine nelle generazioni a seguire. Negli stessi anni, fu invece il genio combinato di Gabriele D’Annunzio e Antonio Gioco, patron del Ristorante 12 Apostoli di Verona, ad avviare l’impiattamento sulla via senza ritorno dell’estetica, a partire dagli accostamenti di colore tra cibo e stoviglie. Pionieri in cucina, ma non solo: al Caffè Paszkowski di Firenze, negli Anni Venti del Novecento, tenne il primo caffè-concerto un’orchestra tutta al femminile, sfidando il fascismo a suon di foxtrot, e fu nella camera 306 del Grand Hotel et de Milan di Milano che il tenore Enrico Caruso e il maestro Gaetano Donizetti al pianoforte registrarono con Frederick Gaisberg “Una furtiva lacrima”, il primo disco piatto della storia.

Tra i gusti della tradizione enogastronomica regionale, si passa dal classico risotto con l’ossobuco nel milanese ai cappelletti con tartufo, piatto forte del Ristorante Antica Trattoria Al Gallo di Ravenna, ma anche la bistecca alla fiorentina in Toscana, la jota carsolina, una zuppa con crauti, patate e fagioli dell’Antica Trattoria Suban di Trieste, i bucatini alla matriciana nell’omonimo ristorante della capitale.

I 215 Locali storici d’Italia rappresentano i più antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti, pasticcerie-confetterie-caffè letterari e fiaschetterie protagonisti della storia d’Italia, sedi di eventi importanti o ospiti di personaggi illustri. Con almeno 70 anni di esercizio, i Locali devono avere ambienti e arredi originali (o comunque che testimonino le origini del locale), ma anche presentare cimeli, ricordi e documentazione storica sugli avvenimenti e sulle frequentazioni illustri. Le regioni più rappresentate sono il Veneto, con 35 Locali recensiti, seguito da Lombardia (32), Toscana (28), Piemonte (22), Liguria (21) e Campania (20). Tra le province, si distingue Venezia, al comando con 19 referenze; medaglia d’argento per Genova (17), mentre Torino e Napoli (entrambe a 15) si dividono il 3° posto subito prima di Milano e Firenze (14). Da 43 anni sono tutelati e valorizzati dall’Associazione Locali storici, un ente senza scopo di lucro patrocinato dal ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Lombardia sul podio dell’ospitalità made in Italy: 32 i luoghi culto lombardi (14 a Milano) selezionati nella Guida ai “Locali storici italiani”

Sono 32 gli alberghi, i ristoranti, le pasticcerie e i caffè lombardi inseriti nel volume gratuito che segnala i templi dell’ospitalità italiana che hanno raggiunto almeno 70 anni di esercizio. Tra le referenze della regione, che con ben 35 locali si posiziona al secondo posto nello Stivale per tasso di storicità, la provincia più rappresentata è Milano (14 locali), seguita da Como (6), Bergamo (4), Brescia (4), Cremona (2) e Pavia (2).

Per Enrico Magenes, presidente dell’Associazione Locali Storici d’Italia che da 43 anni cura la Guida: “Questi locali rappresentano dei veri e propri ‘musei dell’ospitalità e del gusto’ made in Italy, una risorsa eccezionale per il turismo che consente di scoprire concretamente, attraverso testimonianze, arredi e ricordi, il patrimonio storico del nostro Paese”.

Nella classifica per regioni, il podio più alto va la Veneto (35 locali), mentre dietro la Lombardia al terzo posto segue la Toscana (28), poi Piemonte (22), Liguria (21) e Campania (20). Sul fronte delle province, Venezia è in testa con 19 referenze, tallonata da Genova a quota 17, mentre Torino e Napoli (entrambe a 15) si dividono il 3° posto subito prima di Milano e Firenze (14).

Il Ristorante tipico milanese Boeucc, nel Centro storico della città, è da sempre un punto fermo della tradizione culinaria ambrosiana

Complice l’oste-patriota, le Cinque Giornate di Mlano partirono anche dall’osteria del Boeucc quand’era in via  Durini angolo via Borgogna. È tutto storia e classe, trasferito  nel 1939  nel palazzo che fu del Giovin signore del Parini, nato nel segno del Piermarini, progettista della Scala. Lo scrittore Piovene era di casa. Toscanini pasteggiava con mezza di Champagne. Il maestro Maazel, rapito dai sapori, arrivò in ritardo a dirigere un Falstaff, Eduardo de Filippo disse che i migliori spaghetti pomodoro e basilico, fuori da Napoli, li servivano qui, al Boeucc, oggi meta fissa del mondo della finanza, di industriali, di manager, di personaggi illustri e delle famiglie milanesi. Mangiare in Centro a Milano, nello storico ristorante Boeucc significa  apprezzare una cucina sana, genuina e senza tempo. Ma non solo! Il ristorante, infatti, offre ai suoi ospiti piatti prelibati che profumano di mare e di delicati sapori tipici della tradizione milanese, italiana e di quella internazionale. Non meno importante è la Carta dei Vini che propone etichette di alta gamma affiancate da piccole aziende, realtà non commerciali, vere e proprie “chicche”. Il Boeucc è testimone di grande stile ed è famoso per l’impeccabile servizio, in abito nero. La sua eleganza si percepisce subito varcando il portone d’ingresso, dove il personale è schierato e pronto ad accogliere gli ospiti, guidato dai padroni di casa Monica e Marco. Tra documenti e ricordi che attestano tre secoli di storia e di grande tradizione al lavoro, fatto di passione e di tempo, spesi per offrire sempre il meglio, resterete affascinati dalla finezza e maestosità della Sala delle Colonne, ricca di charme e storia, nata come scuderia per cavalli, dall’incantevole veranda che si affaccia su di un cortile interno e dalla saletta privata, una vera e propria sala da pranzo di casa.

 

 

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