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DonnaLia: dopo 100 anni il vino torna a Villa Ca’ Bianca di Salussola

Dovevia Cav.Silvio Sardi, 6, Salussola (BI) - tenuta DonnaLia Villa Ca' Bianca

Quandoil 09 luglio 2019

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

La storia del vino qui non conosce tempo e c’è  una vera e propria rinascita in atto

Il vino - diceva Leonardo da Vinci - è il divino liquore dell’uva. Ovviamente è una Cantina che accoglie le uve, le spreme e le trasforma in ottimo vino che pone a maturare in grandi botti. E proprio quelle botti custodiscono vini fatti apposta per la gioia del palato

Nella Villa Ca’ Bianca di Salussola in provincia di Biella Silvia Bettinetti è l’artefice con la famiglia della nuova realtà, frutto di un sogno realizzato a più mani e a lungo meditato, a testimoniare la tradizione vinicola di Ca’Bianca e di questo particolare territorio piemontese tanto amato. Da questo progetto nasce DonnaLia, una giovane azienda piemontese, che conserva nel proprio terreno le memorie di un’antica storia vinicola, riportata oggi alla luce con l’aiuto di Donato Lanati, tra gli enologi italiani più famosi al mondo, che si è appassionato al progetto di valorizzazione di questa zona.

In un territorio come quello dell’Alto Piemonte al confine con la Valle d’Aosta e le provincie di Biella e Vercelli, ricco in storia e tradizione vitivinicola e così vocato alla produzione di uve Nebbiolo, l’Azienda DonnaLia non poteva che tutelare questa ricchezza e perseverare nella coltivazione della vite. Non si tratta solo di tenere viva una tradizione o di omaggiare gli antenati che si sono innamorati per primi di questo posto; è soprattutto una questione di consapevolezza. I vigneti di Ca’ Bianca a Salussola (Biella) sono posizionati in collina in un anfiteatro naturale; la collina che si erge dolcemente fino a 300 metri slm, e poco più, ospita i filari di uve bianche e rosse allevate a spalliera e “baciate” dal sole. DonnaLia gode, infatti, di un microclima unico per la coltivazione della vite, grazie alla sua posizione inserita in un anfiteatro morenico di origine glaciale al confine tra la Valle d’Aosta e le provincie di Biella e Vercelli. Un paesaggio suggestivo, grazie anche all’influenza mitigante del vicino lago di Viverone, che fa da scenario a questa storia di rinascita del territorio, che vuole essere tramandata alle generazioni future.

Sei gli ettari coltivati a Nebbiolo, Erbaluce e Barbera, per una produzione media annua di 20 mila bottiglie divise tra sei etichette, i cui nomi riportano immediatamente al dialetto locale, al territorio e alla storia della tenuta, a conferma del profondo legame con il Piemonte. C’è il MaDama Rosé Brut, un Metodo Classico che affina sui lieviti per 18 mesi; il profumatissimo La Mezza Canavese Rosato, un vino leggiadro ideale per essere goduto a tutto pasto; La Giasera Canavese Bianco, ideale come aperitivo o con piatti di verdura e pesce; Variabile, vino rosso dal carattere quotidiano; San Siond Canavese Nebbiolo, affinato 12 mesi in piccoli legni di rovere, perfetto con i piatti di carne della tradizione italiana, e La Torre Canavese Barbera, che amiamo raccontare con una fetta di “pane e salame” secondo la tradizionale merenda sinora piemontese. Ad affiancare Silvia Bettinetti in quest’avventura vinicola, c’è Paolo Grimaldi, responsabile commerciale, che con il suo spirito “rock” e innovativo, sta aiutando a caratterizzare in modo diverso l’azienda, promuovendone il brand anche  in importanti tour di band musicali internazionali.

Il legame con il piemontese vien fuori anche dai nomi dei vini: il MaDama Rosé Brut, ad esempio, è un Metodo Classico che affina sui lieviti per 18 mesi; abbiamo poi La Mezza Canavese Rosato, un vino ideale per essere goduto a tutto pasto; La Giasera Canavese Bianco, pensato per l’aperitivo e per piatti di verdura e pesce; Variabile, vino rosso di pronta beva, per tutti i giorni; San Siond Canavese Nebbiolo, affinato 12 mesi in piccoli legni di rovere, da provare con i piatti di carne della tradizione italiana, e La Torre Canavese Barbera, altro gesto quotidiano da abbinare al “pane e salame”, la tradizionale merenda sinoira piemontese.

Note di degustazione:

MaDama Rosé Brut Metodo Classico VSQ - porta il nome della Villa. 

Vino Spumante affinato 18 mesi sui lieviti che si presenta con una bella spuma cremosa e acidità vivida e fresca. I profumi al naso, sono quelli  delle note di piccoli frutti rossi, successivamente floreali per finire in bocca con un sorso compatto e persistenza abbastanza lunga. Abbinamenti: tartare di Fassona Piemontese con nocciole tostate

San Siond Canavese Doc Nebbiolo 2016 - porta il nome dialettale di San Secondo, frazione di Salussola in cui è situata l’azienda.

Vino ottenuto da uve Nebbiolo in purezza, affinato 12 mesi in piccole botti di rovere, dal colore rosso granato con riflessi aranciati. Al naso esprime sentori floreali e fruttati, con qualche tocco speziato. In bocca questo vino racconta l’uva Nebbiolo e il territorio piemontese. Viola, prugna e un’equilibrata astringenza lo rendono il vino di punta di DonnaLia.
Abbinamenti: ravioli del Plin

La Giasera Canavese Bianco Doc 2018 - porta il nome dell’antica ghiacciaia interrata.

Questo vino lineare e pulito di grande bevibilità, è ottenuto da uve Erbaluce, affinato in acciaio, dal colore giallo oro con riflessi verdognoli; aromi floreali e sentori di frutta fresca. In una parola: freschezza. Un sorso di Giasera equivale a un momento di ristoro in una calda giornata d’estate.
Abbinamenti: Involtini vegetariani e di pesce.

La Mezza Canavese Rosato Doc 2018 - porta il nome dell’ora in cui i contadini lasciano i campi per pranzare.

È  ottenuto da uve Nebbiolo vinificate in rosa, raccolte nei vigneti della Villa Ca' Bianca e affinato 6 mesi in acciaio. Di un bel colore rosa intenso  conquista per il bouquet fruttato e floreale. In bocca è un vino delicato, sapido, vellutato ed anche questa volta non delude la freschezza che ne amplifica la piacevolezza del sorso.
Abbinamenti: Pescetto fritto.  

La Torre Canavese Barbera Doc 2017 - porta il nome dell’antica torre di San Lorenzo di origine longobarda, immersa nei boschi della tenuta
Barbera in purezza affinata 12 mesi in acciaio per questo vino dal colore rosso rubino intenso che al naso è avvolgente, con i suoi profumi fruttati di ciliegia intrecciati ad eleganti note di rosa e viola. Al gusto è secco, caldo, complesso e con un retrogusto di liquirizia. Classico vino per accompagnare pane e salame. 

Variabile Vino Rosso - variabile come l’uvaggio che lo compone anno dopo anno per garantirne il carattere quotidiano e di facile beva.

Vino ottenuto da uve raccolte nei vigneti della Villa Ca’ Bianca e affinato in acciaio. Schietto e di grande beva, Variabile non ha nulla da nascondere; la sua composizione “variabile” per l’appunto lo rende un vino divertente e poco impegnativo.
Abbinamenti: Spaghetti al pomodoro, pizza Margherita.

Storia Ca’ Bianca: tradizione vinicola, passione e natura

È da Ca’ Bianca che nasce il sogno di creare DonnaLia. Per Silvia Bettinetti, come per sua madre Ornella e per i suoi fratelli Gianfranco e Roberta, questa villa di famiglia, che amano e che li visti crescere, è il motivo ispiratore della nascita di quest’azienda vinicola: “In questi luoghi di pace e silenzio ritroviamo noi stessi, da quì nasce il desiderio di valorizzare e tutelare quanto di meglio sappia dare questa terra: il vino. Cà Bianca per tutti noi è il posto del cuore”.  

La vocazione vinicola di Ca’ Bianca è testimoniata storicamente dalle dimensioni ampie della cantina e della ghiacciaia interrate, costruite probabilmente durante l’Ottocento dai primi proprietari della tenuta, gli Avogadro di Casanova. Questa nobile famiglia ha originariamente fatto erigere Ca’ Bianca nel 1710 come oratorio dedicato a Santa Teresa, per poi cambiarne le finalità nei secoli. La dimora storica di Ca’ Bianca ha costudito, infatti, per lungo tempo la duplice natura di residenza signorile e di tenuta agricola, per far fronte alle necessità della famiglia e della comunità che vi gravitava attorno. La sua vocazione vinicola è continuata almeno sino ai primi decenni del Novecento, come testimonia il ritrovamento da parte della nuova proprietà di antiche vigne non più produttiva.  È il nonno di Silvia Bettinetti, il Cavalier Silvio Sardi, ad acquistare Ca’ Bianca negli anni Cinquanta. Pioniere fondatore dell’industria del gas naturale in Italia e Sindaco di Salussola tra gli anni Sessanta e Settanta, Silvio Sardi aveva sposato Lia Corazzi, oggi meglio nota come Donna-Lia.

A nonna Lia è stata dedicata l’azienda vinicola; la descriverei come una persona decisamente fuori dal comune, per certi versi persino eccentrica con il suo sguardo al contempo dolce e malinconico - spiega Silvia -. Nonostante questo suo carattere non sempre facile godeva del rispetto di tutti; ricordo che fu mio padre a chiamarla per primo Donna Lia, lei che sapeva essere così austera quanto sensibile”.  

Una donna, Lia, che ha sempre serbato nel cuore, insieme al marito, il sogno di riportare all’antica produzione vinicola quella tenuta tanto voluta e amata. A rendere realtà questo sogno ci ha pensato la nipote, Silvia Bettinetti, attuale proprietaria di Ca’ Bianca, che dal 2009 ha impiantato nuove vigne, credendo nelle potenzialità di quel territorio. Con l’arrivo nel 2018 di Donato Lanati è iniziato un progetto di valorizzazione e consolidamento delle potenzialità enoiche della cantina. “Chi è oggi DonnaLia e dove vuole andare? Dopo pochi anni nei quali abbiamo preso le misure con questa nuova attività, posso dire con orgoglio che DonnaLia è oggi un’azienda più consapevole, che conosce il proprio potenziale e sa dove vuole andare”.  

Il futuro

DonnaLia ha un importantissimo passato, vive un presente ricco di innovazioni e di grande crescita, ma riguardo al futuro? Il futuro di DonnaLia è improntato sul territorio. Grazie anche al contributo di un enologo di così grande esperienza e conoscenza, è giunto il momento di saperne ancora di più su questa terra valorizzando le caratteristiche, studiandone i cambiamenti e apprezzandone le peculiarità.

DonnaLia si propone di diventare una voce importante del Piemonte enologico; lo farà raccontando la sua storia e il suo territorio, facendo parlare il vino ma anche la musica; talvolta le basterà mostrare una sola immagine magari di un’alba, una di quelle mozzafiato che si vedono dalla Ca’ Bianca.

Donato Lanati, l’enologo scienziato

Donato Lanati si è laureato in scienze agrarie all’Università di Torino dove ha conseguito anche la specializzazione in Viticoltura e Enologia, lo stesso ateneo dove ha insegnato per 17 anni Tecnologia Enologica. Oggi fa parte dell’OIV (Organizzazione Internazionale della vite e del vino) come esperto nella Commissione Enologia. Svolge un’intensa attività di consulenza soprattutto in Italia ma anche all’estero: Georgia, Svizzera, Bulgaria, Kazakistan, Cile. Tra i principali riconoscimenti è Benemerito dell’Agricoltura Italiana. È entrato nel 2015 nella classifica di Wine Enthusiast tra i primi 5 enologi al mondo, Membro del Comitato Scientifico del Centro di Competenza Agrinnova dell’Università di Torino e nel 2018 nominato all’Accademia dei Georgofoli.

Villa Ca’ Bianca - via Cav. Silvio Sardi n. 6 - 13885  Salussola (BI)

Distribuzione e listino prezzi: Paolo Grimaldi - Cell. 3387061221

Acquisto in cantina e visite guidate: Francesco Lusiani - Cell. 3406251176

Sito: www.donnaliasalussola.it

 

 

 

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