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Uova al tegame, una complicata semplicità!, di

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Uova al tegame, una complicata semplicità!

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Dopo un appuntamento di lavoro rivelatosi disastroso, una volta a casa e aperte le porte del vecchio frigo scorse un paio di uova autentiche. La loro sorte da quel momento era inesorabilmente segnata. Si armò quindi di una robusta padella di ferro e, quasi stesse partendo per il fronte, si avvicinò ai fornelli…

Le uova ad occhio di bue inequivocabili e lontane da improvvide imitazioni punzecchiano la mente con due nodali certezze, la velocità e altrettanta sobrietà! Più volte in questa rubrica di anticonformismo gastronomico si è discusso di uova in tutte le loro innumerevoli declinazioni, giungendo ad una confortante conclusione: sono indispensabili e fruttuose a mille elaborazioni culinarie. Confezionare le uova al tegame non implica chissà quale acume, anzi. Nondimeno sussistono alcune note non trascurabili da percorrere che renderanno questa pietanza autentica ricetta scaldacuore.

Da sempre sono quotate come salvagente di scapoli o incapaci culinari prevedendo l’uso di esigui ingredienti, come una padella, del burro (oppure olio), sale e pepe a piacere. Non fatevi però travolgere dall’entusiasmo, poiché anche un paio di ovetti fritti richiedono un barlume di accortezza, iniziando dalla spaccatura del bozzolo che dovrà avvenire con colpo deciso, inizialmente sbattendo le uova verso un bordo solido e poi allontanando il guscio con l’aiuto del pollice. Se questa elementare operazione dovesse rivelarsi ardimentosa è ammesso l’uso di una posata che verrà usata come machete per scassinare l’involucro! Le uova con la chiusura lampo non sono state ancora escogitate!

Prima di avanzare con la preparazione è buon dettame pulire la parte esterna delle uova da eventuali sporcizie o impurità. In questi attimi concitati dove i sudori straripano e la salivazione è azzerata diventa facile perdere la calma, sicché è auspicabile serbare una robusta scorta di freddezza. Procedendo, sul fondo della padella aggiungere un po’di grasso di cottura secondo personale abitudine. Riscaldare a fiamma media e una volta raggiunta la temperatura adagiare le uova prive della corazza.

Due è il numero da calcolare per ogni porzione, più quelle che inevitabilmente andranno sciupate sperimentando l’apertura istantanea. Mentre si cucinano irrorare con il fondo caldo in modo da cucinare anche la parte superiore. Non appena l’albume sarà solidificato assumendo un’apparenza frastagliata simile alle scogliere di Dover aspergere con sale e pepe. Sollevarle con una spatolina e con affetto collocarle su un piatto piano servendo all’istante.

Le varianti dell’uovo occhialuto sono pressoché infinite! Tra le tante vale la pena menzionare quelle con formaggio, bacon, salame, prosciutto, spezie, impepate, con verdure e infinite altre bontà che le rendono oltremodo stuzzicanti. In alcuni luoghi del pianeta (soprattutto in America) sono preparate sulla piastra rovente e accompagnate con salsicce, tra cui, il tipico chorizo. È pur vero che gli affecionados di questa portata la apprezzano semplicemente in padella. In parole povere, l’uovo da un’eternità oltre a fornire vitamine, calcio, minerali e l’immancabile colesterolo offre a milioni di persone un nutrimento insostituibile e piuttosto economico! In ogni caso attenzione, perché sembra facile realizzarle, ma non lo è per nulla!


Uova al formaggio e spezie

Ingredienti per due persone
Calcolare 4 uova intere, burro, paprica dolce, 70 g di formaggio tenero a piacere, poco pane grattugiato, sale e pepe quanto basta.

Preparazione
In una padella fare sciogliere il burro e quando è spumeggiante unire le uova private del guscio. Cucinare per pochi istanti quindi toglierle e adagiarle su un piccola pirofila imburrata. Napparle con fiocchi di formaggio tenero o mozzarella, pane grattugiato, paprica dolce, sale e pepe. Passarle in forno fino a che il formaggio non sarà completamente sciolto, quindi servirle su crostoni di pane abbrustolito. Le uova al tegame usualmente sono imbastite con olio o burro e in varie maniere, quindi come abbinamento senza esitazione vini bianchi semplici e leggeri di corpo! Sono particolarmente indicati un Trentino Muller Thurgau o un Oltrepò Pavese Riesling.


Perché ad occhio di bue?

Una volta liberato l’uovo dal guscio e adagiato nella confortevole padella, se integro, dovrebbe mantenere la forma di un occhio perfetto, terso e fiero. In verità, una genuina e veritiera spiegazione non c’è…


[Foto credit: http://www.saison.ch/it/]

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5 Commenti

Inserito da Lenny Milena

il 17 maggio 2009 alle 23:07
#1
E' un aspetto poco dibattuto quello "dell'affetto" per il cibo ed in particolare per quello che si cucina personalmente: si parla troppo di "amore" o "passione" per il buon cibo, utilizzando accezioni che risultano formule inflazionate ...

Inserito da Davide Ronco

il 19 maggio 2009 alle 00:18
#2
In effetti, in confronto alla scatoletta di tonno aperta sul primo ripiano, il gambo di sedano appassito e quei funghetti sott'olio aperti da Natale subito sotto,i 2 gusci nell'anta del frigo sono un po' il corrispettivo dell'amico che ritrovi quando qualcosa va storto sul lavoro, hai litigato con la ragazza e la moto non parte. Sai che ci puoi contare e non ti deluderanno...

Inserito da Rossa di sera

il 19 maggio 2009 alle 17:36
#3
Ma perché, non si può semplicemente amare la cucina di base, ovvero, 2 uova al tegamino?..
Sopratutto se accompagnate da qualche lamella di tartufo bianco e un buon bicchiere di vino?..

Inserito da Luigi Bellucci

il 19 maggio 2009 alle 20:22
#4
Le uova hanno sempre qualcosa di magico. Erano il piatto forte di mia madre quando capitavano ospiti inattesi in gran numero. Io le adoro cotte strapazzate ma lasciate un po' morbide e adagiate sugli avanzi tagliati a fettine della polenta nei mesi freddi.
Ma ricordo anche elaborazioni da grandi chef come quella di Regis e Jacques Marcon del Marcon a Saint-Bonnet le Froid , che ho visto personalmente nel mio viaggio a Tolosa per la prima fiera mondiale di gastronomia. Premetto che i Marcon fanno una cucina tradizionale come ingredienti, ma di innovazione in quanto ad assemblaggio.
Questo è un loro modo di proporre l'uovo:
"uova rivisitate": il bianco è lavorato a parte e insaporito con erba cipollina e peperoni rossi, poi viene reintrodotto nel guscio a cui è stata asportata solo una calotta, e con il rosso rimesso al centro dell'uovo e poi cotto in forno a 80 gradi per una decina di minuti in modo che il bianco si rassodi e il rosso rimanga liquido, per sprigionare nel piatto la sinfonia di colori insieme alla guarnitura prevista, asparagi e teste di fungo passate in padella (Regis adora i funghi).
Altra dimostrazione sorprendente è la preparazione di Jereme Leung, del ristorante Whampoa Club al sesto piano del numero tre di The Bund di Shanghai. Jereme prepara "uova di anatra" , con il bianco perfettamente solido e il rosso ancora liquido, coperto da un cucchiaino di caviale cinese e accompagnato da una gelatina di Champagne fatta al momento, che conserva al gusto il petillant dello champagne, proprio come se lo si bevesse dalla flute (Eric, che ha fatto l'assaggio in diretta, lo ha confermato).
Personalmente non ho mai provato a rifarle in casa mia

Inserito da Rossa di sera

il 19 maggio 2009 alle 23:33
#5
Già... tutto scorre, ma, perdonami la battuta, Stefano, le uova a volte si rompono!

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