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Olio ligure: campagna olearia 2010

di Giovanna Benetti

MappaArticolo georeferenziato

Vino ed olio. Queste sono le 2 vere grandi ricchezze agricole della Liguria. Se per quel che riguarda il vino quello ligure si sta facendo sempre più strada anche all’estero e parecchi vignerons hanno ricevuto ambiti premi dalle guide più note, l’olio, nella patria della famosa cultivar taggiasca (oltre che della colombaia, pignola, razzola, frantoio), sembra che anche quest’anno darà soddisfazione ai produttori. La superficie a DOP è quasi di 2200 ettari, 853 sono gli olivicoltori iscritti alla DOP(è da ricordare che solo il contrassegno rilasciato dal Consorzio di tutela del DOP permette la rintracciabilità del prodotto stesso).

Pare che la stagione olivicola non sarà straordinaria come l’anno scorso oppure due anni fa, però gli olivicoltori possono permettersi di essere ottimisti. “La resa - mi dice Franco Roi dell’omonima nota azienda di Badalucco nel Ponente - è un po’ scarsa (13%-16% di olio ogni cento chilogrammi di olive), ma la qualità (malgrado ci siano stati in costa gli attacchi di mosca olearia dovuta all’umidità e al caldo) dovrebbe proprio essere discreta”(usa il condizionale per scaramanzia). Se le operazioni di trattamento infatti vengono fatte correttamente non dovrebbero esserci cattive sorprese.

L’importante è, ovviamente, che le olive si raccolgano e si frangano il più in fretta possibile. Naturalmente si è iniziata già la raccolta sulla costa dove le olive maturano prima e poi si prosegue in montagna. Si raccoglieranno fino a febbraio. Sembra che nel Levante le cose vadano addirittura meglio che nel Ponente. A Leivi, paese dove ci sono ben 33 aziende iscritte alla Camera di Commercio, le olive portate in frantoio pare siano ottime per qualità e abbondanti in quantità. E a Sestri Levante tra i soci (1750) della Cooperativa si dice che la quantità, se si continua così, sarà doppia dell’anno passato. E si spera nella qualità…

Quindi non ci resta che attendere febbraio e poi brindare con una bottiglia di pigato od altro vino regionale e mangiare accompagnando i piatti con delicato olio ligure considerando che l’olio extravergine sembra (secondo una ricerca dell’Università spagnola di Cordoba riportata dal settimanale L’espresso di questa settimana) ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.


Fonte news: TigullioVino

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