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Meteor man, di Davide Cocco

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Schiscio è bello

Meteor man

di Davide Cocco

Caro amico lettore, prima di iniziare la lettura di questo post fai partire questa canzone.

“Siete dei dinosauri”.
Così, con il suo stile franco e diretto, Giampiero Nadali si rivolgeva a Fabio Giavedoni, che aveva appena finito il suo intervento a Vino in bocca nell’aula magna dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. I dinosauri erano dei rettili di varie dimensioni che hanno dominato la terra per più di 160 milioni di anni, fino alla loro completa estinzione avvenuta 65 milioni di anni fa, alla fine del Cretaceo. Motivo della scomparsa sembra essere stato l’impatto di un meteorite con il nostro pianeta, che subì un forte e repentino cambiamento delle condizioni climatiche. I dinosauri non furono in grado di adattarsi al nuovo clima, e scomparvero dalla faccia della terra.
Il senso delle parole di Giampiero era proprio questo: voi della carta stampata, voi delle guide, non siete in grado di adattarvi al cambiamento in atto - riferendosi alle nuove opportunità offerte dal web - e quindi siete destinati a scomparire in breve tempo. Giampiero ha successivamente riassunto queste considerazioni anche in un post, che vi invito a leggere.

La posizione è chiara, forte e non contestabile. Apodittica direbbe qualcuno.
Ma lasciatemi trovare qualche sfumatura. Per quelli di voi che hanno avuto la fortuna nella vita di incontrare le storie a fumetti del compianto Andrea Pazienza, si ricorderanno quella tavola in cui Andrea illustra le sue vacanze da bambino in Gargano. E si ritrae addormentato in spiaggia con una copia di Topolino sulla faccia, indicando l’odore di quella carta come uno dei ricordi indelebili di quei tempi.
Già. La carta di Topolino. Quella dei primi tempi, ruvida, un po’ grezza e profumatissima, che resistette finché la Walt Disney Italia, o la Mondadori - non ricordo - che per molto tempo editò l’edizione italiana del settimanale, decise di cambiare per passare a un’insulsa e glaciale carta lucida, lanciando nel panico generazioni di bambini e teen-ager.

Io quell’odore lo ricordo bene. Benissimo. E ricordo la nonna che ogni settimana passava dall’edicolante a comprare una copia di Gente per lei e una di Topolino per il sottoscritto: bambino pigro che preferiva la lettura allo sport.
E quel bambino continua a essere pigro, e vede come molto lontana la sua conversione ai nuovi tablet per la lettura degli e-book.

Questo per dirvi che, se è vero che inevitabilmente l’industria del libro e della carta stampata dovrà guardare con molta attenzione il mercato dei libri e dei giornali digitali, è altrettanto vero che una nicchia, mica tanto piccola, continua e continuerà a preferire il contatto fisico con la carta. Puntare quindi tutto, o quasi, sulle nuove tecnologie per l’editoria, adesso come adesso è una necessità, ma al tempo stesso un azzardo. Ridurre all’osso le guide cartacee per fornire agli utenti una versione allargata delle stesse in formato digitale è un’azione lungimirante, ma che dubito paghi nel breve periodo. E chi fa editoria queste cose le deve tenere in considerazione. Ci sono bilanci da far quadrare, gente da pagare e sempre meno persone disposte a leggere, come confermato dagli ultimi dati di acquisto dei periodici.

C’è poi da dire che la dinosauritudine è un male che rischia di colpire molta più gente di quanto si pensi, e blogger della prima ora sono lì che annaspano fra le onde dei social network, non capendo bene da dove arrivi e dove li porti la tempesta.
E noi, che tutti i giorni mastichiamo twitter, Facebook, Flickr, Friendfeed e compagnia bella, dobbiamo stare molto attenti. Perché i prossimi dinosauri potremmo essere noi.

Nota a margine: Slow Food, nel frattempo, è uscita con la versione per iPhone della sua guida sul vino. Senza entusiasmare troppo, sembra.

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6 Commenti

Inserito da Giampiero Nadali

il 11 gennaio 2011 alle 10:35
#1
Davide, ora che hai pagato il tuo tributo al politicamente corretto dei sentimenti e delle odorose gratificazioni puerili (e Topolino, e com'è buono l'odore del piombo fresco sulla carta, ecc.), ora che ti sei emendato dai sensi di colpa per il tuo contributo quotidiano alla "grande meteora" Internet, resta da riprendere il cammino individuale e collettivo dell'evoluzione.
Dinosauri, anche noi? Certo. Tutti dobbiamo estinguerci. Il processo inizia quando prede e sesso (cibo e riproduzione) sono disponibili in eccesso, cosa che ancora non pare all'orizzonte nel nostro mondo. Godiamoci questo vantaggio momentaneo del pioniere, e alimentiamolo. Tanto, puoi scommettere che domattina, i nuovi arrivati, saranno tutti grandi esperti di Internet e vino...

Inserito da Davide Cocco

il 11 gennaio 2011 alle 11:14
#2
In effetti mi sento un po' meglio :)
Son punti di vista, Giampiero. Nel mio essere molto "democristiano" nel gestire le cose non riesco ad essere apodittico come te o come Angelo.
La situazione, per come la vedo io, è ancora molto ingarbugliata e non me la sento di biasimare chi ancora investe sulla carta stampata. Si tratta di segmentazione di mercato. E il mercato è ancora dominato da chi non usa la tecnologia.
Dati sentiti ieri sera su Rai News24 stimavano 300-400 mila iPad venduti in Italia. Ed è il tablet più venduto in assoluto. Siamo ancora a numeri pionieristici. Spero ardentemente anch'io che le cose cambino, ma continuo ad essere convinto che conti sempre di più il contenuto del mezzo.
Comunque il mio cammino io cerco sempre di continuarlo. E sai benissimo che uno di quelli che hanno segnato la mia via sei tu. Come sai benissimo che sono arrabbiato con te perché scrivi troppo poco ultimamente.
Ciao.davide

Inserito da Giampiero Nadali

il 11 gennaio 2011 alle 11:31
#3
:-) Caro Davide, nessuno di noi pensa veramente che il digitale possa sostituire completamente la carta stampata. Ma non c'è dubbio che rappresenti un'ottima opportunità di comunicazione e investimento pubblicitario, soprattutto per le piccole-medie aziende del vino.
Il contenuto regna sempre sul mezzo. E' che ogni tanto i mezzi fanno dei salti di continuità, e noi li usiamo con la logica dei mezzi che vanno a sostituire: ora usiamo il digitale come fosse carta. Realizziamo applicazioni per tablet come fosse un sito web. Trasponiamo guide cartacee statiche sul mezzo digitale interattivo.
Se i dati sulla quota di iPad sono corretti, vuol dire che una quota del 1% di utilizzatori possa essere interessato a contenuti sul vino. Sono 4.000 utenti, almeno (io penso siano di più, e poi ci sono anche altri tablet sul mercato). Non c'è magazine cartaceo del vino che possa vantare una penetrazione misurabile di questo tipo.
Infine, scrivo intenzionalmente poco perché preferisco un po' di distacco. Salvo contraddirmi domattina, e riprendere a scrivere come un forsennato... ;-)

Inserito da Filippo Ronco

il 11 gennaio 2011 alle 11:50
#4
Ho un discreto bagaglio di esperienza nel mondo delle tecnologie e della rete che parte dall'84 con la pressione del tasto play sul registratore di un commodore C64 eppure mi sento realmente dinosauro rispetto a Facebook per esempio che non riesco a farmi piacere e nello stesso tempo vedo essere la prima piattaforma utilizzata, in particolare dai nuovi fruitori della rete.

E' una situazione strana quella dell'evoluzione della rete e quella della sua fruizione. Sono due processi che mi sembrano viaggiare a due velocità distinte, con una rete che evolve in maniera esponenziale ed una fruizione che evolve invece in maniera molto più lineare, lentamente. Per non parlare della frattura ormai conclamata tra la generazione dei nostri genitori (fuori dai giochi nella maggior parte dei casi) e quella dei nostri figli che hanno un approccio molto meno consapevole e viscerale con la rete, quasi da elettrodomestico.

Siamo uno sparuto gruppo nelle terre di mezzo secondo me e non si sa bene come e dove andare perchè si hanno forse troppe informazioni "in più".

Fil.

Inserito da Elisabetta Tosi

il 11 gennaio 2011 alle 19:45
#5
La sottoscritta è figlia di un disegnatore di fumetti per ragazzi, perciò figuratevi. Ho imparato a leggere sulle pagine di Flash Gordon e Mandrake, quindi l'odore di "quelle" carte lo ricordo bene. Così come mi inebria ancora, e mi da' lo stesso senso di vertigine di una mega degustazione fatta senza sputare nulla, l'entrare in una biblioteca. Io adoro i libri. E proprio perchè sono una parte considerevole della mia vita (ho cambiato 3 case per far posto a loro), sono una fanatica degli ebook e dei relativi readers. Portarsi appresso una mezza biblioteca è una soddisfazione impagabile. Ho già un Sony e l'iPad, ma non stupitevi se domani mi compro un Kindle, o un Galaxy. Troooppo belli!!! Ok, non divaghiamo. Sono d'accordo con Davide, ci sarà sempre un mercato per i lettori di libri cartacei, perfino tra le nuove generazioni, così come c'è (ancora) un mercato per le vecchie Topolino (le auto, non il fumetto). Contrapporre le versioni elettroniche di libri e guide a quelle cartacee ha lo stesso non-senso della diatriba blogger vs giornalisti. Buona per discuterci all'infinito, dopodichè, ognuno resta della propria idea. Seriamente: se certi guru dell'enocomunicazione, come quelli di SF, si arroccano sulle loro antidiluviane posizioni e fanno della loro ignoranza digitale una virtù, fatti loro. Soltanto, non pretendano che il mondo dia loro ragione. Quanto ai produttori, non hanno mai avuto un'occasione migliore di questa: grazie ai nuovi media possono dire la loro, a tutto il mondo, a costi assolutamente ridicoli (o quasi). Non farlo, anche questa è una libera scelta: che, però, toglie loro il diritto di lamentarsi. Il quale è riconosciuto a chi non ha alternative. E oggi i produttori ne hanno fin troppe.

Inserito da Rinaldo Marcaccio

il 20 gennaio 2011 alle 15:47
#6
Credo che in tema di comunicazione on line, la discrasia tra evoluzione tecnologica e sua fruizione, sia dovuta alla natura triangolare del rapporto tra utente, argomento, strumento. Laddove invece nella comunicazione tradizionale, questo problema non esiste, in quanto il rapporto con l’argomento è diretto e sostanzialmente più semplice.
Per questo ritengo che in futuro vi potrà essere un riposizionamento o ridimensionamento della comunicazione tradizionale a favore di quella on line, ma non la sua scomparsa.
Per quanto riguarda l’approccio da "elettrodomestico", io direi che può configurarsi come uno step fisiologico e necessario per coinvolgere un bacino più vasto. L’uso che diventa consuetudine, familiarizza con lo strumento e quindi contribuisce ad abbattere le criticità insite nel rapporto triangolare di cui prima parlavo.
Poi l’uso e la fruizione dei contenuti, evolvono con l’evolvere della persona.

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