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E' tutto un magna magna, di Fabio Molinari

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Buridda Clandestina

E' tutto un magna magna

di Fabio Molinari

Nuovo ristorante giapponese in una piccola città del Piemonte. Circa 300 coperti a prima vista (ma potrebbero anche essere di più) contemporaneamente, ma in una sera, con più turni, potrebbero tranquillamente superare il migliaio. La formula è semplice: grandi espositori centrali, banco sul fondo con cottura del pesce a oltranza e nastro di sushi continuo. Il tutto a 20 euro, bevande escluse. Questo il sabato. Stessa scena, stessa città, il venerdì: altro giapponese, altri prezzi stracciati. Il pubblico vario: ragazzini, famiglie e tante persone d'età che pazientemente riempiono i piatti e si mettono in coda. 


Alessandro Ricci prima di me aveva parlato dell'opzione "cliente preparato" quello che acquista la sua cena via internet a basso prezzo, spesso spera in una serata gourmet e invece troppo spesso diventa oggetto del risentimento del ristoratore. Il cliente "crapula a volontà" invece rappresenta ancora una specie diversa. Non ha velleità da gourmet, non padroneggia il mezzo informatico e spesso è in una fascia di età troppo giovane per utilizzare internet (a prescindere da Facebook e simili) oppure troppo vecchio per prevedere di accendere un computer. Il crapulone di oggi è amante dell'annuncio sul giornale e del passaparola, non teme il rumore, ama la compagnia: è sostanzialmente l'erede del frequentatore di sagre seriale, salamella e patatine sempre in vista. 
 
Io ho parlato finora della formula etnica, che a prima vista sembrerebbe quella più diffusa, ma non mancano altri validi esempi anche qui da noi come la pizza "a volontà" proposta spesso tra i 12 e i 15 euro (formula solo a prima vista economica se si pensa a quanta pizza riesce a ingurgitare senza affaticarsi un uomo medio). Stessa soluzione anche per tutti gli altri alimenti, pasta su tutti, con la semplice regola base: materia prima di poche tipologie, in gran quantità, e cucina ridotta al minimo, così come il servizio.

E mentre riflettevo sulle mie esperienze culinarie, spunta fuori una ricerca condotta dal professor Daniele Tirelli e presentata nella nuova edizione di Sapore alla Fiera di Rimini. La formula che io ho chiamato semplicemente "crapula a prezzo fisso" che in inglese viene tradotta in "All you can eat" (Ayce) piace al 48% degli italiani. E tra chi l'ha provata, l'88% ritiene soddisfacente la qualità dell'offerta, il 73% ha intenzione di ritornare e il 55% pensa che questa soluzione sia compatibile con la nostra cucina tradizionale. Insomma l'Ayce sembra essere una delle soluzioni maggiormente praticabili in questi tempi di crisi, da una ristorazione che vede sempre più ridursi i propri margini di guadagno e di sopravvivenza. 

Così, in barba a diete e microporzioni, a vincere in Italia è sempre il magna magna. 

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1 Commenti

Inserito da roberta zennaro

il 12 marzo 2012 alle 20:13
#1
mamma mia io avevo cercato di commentare in modo pacato la situazione descritta dal collega che parlò dei coupon (che io ribadisco odio visceralmente) ma qui andiamo oltre. provo a condividere questo aggiornamento con la speranza che altri come me rispondano "non mi piace" anche se con le tasche e la pancia vuota è difficile, ahimè, discutere. grazie comunque per i numeri qui snocciolati!

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