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Il succo di mela friulano

di Domenico Musumarra

MappaArticolo georeferenziato

Il "Succo di Mela" (che si presenta con un colore giallo-dorato brillante, gusto equilibrato e dolce, dal profumo intenso che ricorda in maniera nitida la mela matura) è un'altra specialità gastronomica friulana che potrà presto fregiarsi della DOP, Denominazione di Origine Protetta, e si affiancherà a quelle che già da tempo sono entrate nell'olimpo alimentare.

La coltura del melo nel Friuli affonda le sue origini nella notte dei tempi ed ampia diffusione venne ad opera dei Celti e dei Romani, sia per il gustoso frutto, sia per ottenerne succo, sidro (leggermente alcolico) e aceto. Prodotti tipici delle nostre terre (con una tradizione di trasformazione che, tramandatasi di generazione in generazione, é giunta sino ai giorni nostri), ma soprattutto genuini e naturali tanto che, nella produzione, non è ammessa la presenza di alcun tipo di additivo, antiossidante, conservante e acidificante.

Diversi sono i piatti in cui è regina la mela e la loro preparazione è diffusa nella Val di Resia (Buiadnik), nella zona colli di Artegna e Buia (Crafuts), in Carnia (soprattutto Frico con le mele), nelle Valli del Natisone ed anche in alcune zone della in pianura. La produzione del succo (mosto, most in friulano) ha ovviamente seguito le sorti del frutto dal quale deriva e le ridotte coltivazioni hanno decretato anche una minor produzione di questo nettare, completamente naturale, e dalle indiscusse qualità.

Da alcuni anni si è assistito ad una sua rivalorizzazione, grazie all'impegno di alcuni produttori che hanno sempre creduto nel prodotto ed hanno costituito l'Associazione Temporanea di Imprese succo di Mela del FVG che riunisce quattro aziende agricole delle province di Udine e Pordenone: "Ecomela La Carnica" di Verzegnis, "Bernardis Giovanna" di Mortegliano, "Fattoria Glindo dei Magredi" di Vivaro e "Carlo Giacomelli" di Pradamano. Altre 25 melicoltori, comunque, hanno già formalizzato la loro adesione ed il loro apporto consentirà sicuramente un incremento delle bottiglie prodotte che, ora, sono circa 600 mila.

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