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Cantine del Notaio

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Cantine del Notaio
Via Roma 159 Rionero in vulture (PZ)
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Telefono Telefono: 0972.723689
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Indirizzo web Web: www.cantinedelnotaio.com
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Indirizzo Email E-mail: info@cantinedelnotaio.it
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L'Aglianico e' un vitigno noto fin dai tempi dell'antica Grecia. Cantato dal poeta latino Orazio, e' coltivato sulle pendici di un vulcano spento, il Vulture. L'origine vulcanica dei terreni, fertili e ricchi di particolari elementi minerali, determina una tipica composizione delle uve che, attentamente selezionate e sapientemente lavorate, permettono di ottenere un vino forte, con spiccata personalita', prezioso nel colore rubino e dai profumi complessi. Con il Professor Moio viene individuata una strategia di recupero di vecchie cantine, che si irradiano da una piccola e deliziosa piazzetta, scavate nel tufo vulcanico, tutte collegate tra loro e capaci di garantire condizioni eccezionali di affinamento del vino all'interno di barriques francesi. Particolare attenzione e' dedicata alla scelta dei vigneti, tutti di eta' superiore ai 30 anni ed ubicati in siti la cui esposizione pedoclimatica consente una perfetta maturazione dell'uva. Oggi, vinificando esclusivamente uva Aglianico, nelle "Cantine del Notaio" di Gerardo Giuratrabocchetti vengono prodotti due vini rossi: La Firma e Il Repertorio.


Considerazioni di TigullioVino

Luglio 2003
Grandi vini per un'azienda di livello alto, che si avvale dell'esperienza di un enologo d'eccezione quale Luigi Moio. Senza rese esasperatamente basse (70 q per ha) e con una buona densità di ceppi (5000 per ha), quest'azienda, sia pur relativamente giovane, dimostra di sapere il fatto suo quanto a vini di qualità. Ci chiediamo soltanto il perchè, se si riesce a modulare così bene l'apporto dei piccoli legni, si mettono comunque in commercio i vini così presto, in particolare, il La Firma. La domanda è in parte retorica ma riflettete produttori...il La Firma, già molto buono oggi, degustato ad almeno 4 o 5 anni di distanza sarebbe stato senz'altro un tre bicchieri di TigullioVino.it. A nostro avviso certi vini andrebbero, sia pur con qualche sacrificio, tenuti in bottiglia qualche anno in più prima d'esser messi in commercio.
Attualmente Il Repertorio è superlativo quanto a piacevolezza di beva anche se, con fantasia, potrebbe avere ancora qualche minimo margine di miglioramento.
Il La Firma è senz'altro più "grande" o meglio, più importante, ma va apprezzato nel lungo periodo. Complimenti infine anche per L'autentica che, oltre ad un simpatico gioco di parole (il notaio...l'autentica...) rappresenta senz'altro un abbinamento originale e ben riuscito tra Moscato e Malvasia offrendo un prodotto molto piacevole e diverso. Complimenti, avanti così e ancor meglio, se possibile.

Ottobre 2004
L'azienda si colloca su livelli medio - alti. Nonostante un'annata particolarmente difficile com'è stata quella del 2002, infatti, il lavoro in vigna ed in cantina hanno permesso al titolare agronomo, Gerardo Giuratrabocchetti ed al bravo Luigi Moio, enologo, di proporre una linea produttiva di tutto rispetto. Molto interessante il Rogito che assaggiamo per la prima volta. Un rosato di grande carattere, personalità e stoffa che convince per integrità di frutto e persistenza gustativa. Da ricercare forse una maggior snellezza di beva ed ancora più eleganza, se possibile. Il vino che patisce maggiormente l'inevitabile confronto con l'annata precedente è senz'altro l'Autentica, seguita a ruota dal Repertorio entrambi buoni vini ma un poco sottotono rispetto al precedente incontro in deustazione. Regge bene, invece, il vino top dell'azienda, un La Firma sempre ad alti livelli, di grande struttura e piacevolezza che sconta un punto alle impressioni generali per via de 6 euro di aumento sul prezzo della precedente annata. Una nota sui prezzi. Quelli indicati in enoteca sono stati ottenuti dall'incorporazione dell'iva e dall'aggiunta del ricarico medio, partendo dal prezzo della distribuzione. Per non fare concorrenza alla distribuzione stessa, infatti, l'azienda pratica prezzi di cantina leggermente più alti. Torniamo infine a sottolineare che sarebbe probabilmente molto interessante trattenere in cantina uno o due anni in più vini come il La Firma prima di uscire sul mercato ma capiamo, ovviamente, le problematiche ed i costi che tale scelta comporterebbe. Complimenti ancora e buon lavoro !

Settembre 2005
Con questa terza prova di degustazione che vede come protagonisti i vini dell'azienda Cantine del Notaio, possiamo definitivamente confermare che l'azienda si attesta su livelli qualitativi alti. Di più, non uno o due vini buoni ma diversi vini eccellenti e alcuni molto buoni. E' sempre un grande piacere poter seguire, durante tutto il percorso degustativo, un filo conduttore qualitativo di questo livello. Come da sempre sottolineiamo, la costanza qualitativa su tutta la linea è uno dei parametri più importanti per la valutazione della qualità di un'azienda : a nostro avviso non basta infatti un ottimo vino e la restante produzione mediocre. Occorre piuttosto ricercare il medesimo impegno qualitativo su tutta la linea. Ebbene, in questo Gerardo Giuratrabocchetti ed il suo enologo, Luigi Moio sono finalmente riusciti, stupendoci per precisione e costanza.

Innanzitutto il Rogito, l'ultimo figlio di Cantine del Notaio che, dopo una prima esperienza con qualche difetto di bevibilità, si presenta oggi ad altissimo livello, suadente e piacevolissimo, in grado di donare un sorso "facile" nonostante la massa - alcolica e fruttata - che trasporta. Grande, grandissimo il Repertorio che con circa 16 euro di spesa in enoteca e senza alcun timore di smentita, ci consente di portare a casa uno degli Aglianico più eleganti che possiate trovare in circolazione sul mercato. Il La Firma è a grandissimi livelli, forse i migliori mai sperimentati in questi anni di degustazioni : grande estratto, eleganza, lunghezza, piacevolezza e prezzo. Come accennato nelle note di degustazione sconta un poco il fatto di avere un naso ancora molto chiuso ed è un peccato perché siamo convinti che, uscendo sul mercato con uno o due anni di affinamento in più in bottiglia - si presenterebbe certamente più pronto di quanto non lo sia attualmente (all'olfattivo).

E' certamente una scelta impegnativa che potrebbe anche costare un aumento del prezzo oltre che disagi e costi ulteriori per lo stoccaggio in cantina ma forse ne varrebbe la pena. Ad ogni modo, è un bellissimo vino. Molto buona anche l'Autentica che è addirittura perfetto all'olfattivo. Lo sarebbe anche in bocca con un pizzico di freschezza in più ma è maggiore il bene che l'azienda non tenti di modificare ciò che la natura offre. Grande l'utilizzo dei legni, ancora meno percettibili rispetto alle precedenti annate ed incredibile livello di eleganza raggiunto su tutta la linea. Complimenti e buon lavoro.

N.B. : tutti i prezzi, ad eccezione di quelli riportati come "in enoteca" sono da intendersi iva esclusa.

Novembre 2006
Il ricordo della prima degustazione dei vini di Cantine del Notaio è di sorpresa per qualcosa e qualcuno che fin da subito aveva improntato il proprio lavoro sulla ricerca della massima qualità e soddisfazione, sia per l'azienda, sia per il degustatore. Gerardo, possiamo chiamarlo così dopo averlo tenuto praticamente a battesimo con TigullioVino.it quando ancora non era presente su alcuna guida, si è immediatamente mostrato attento e disponibile alle critiche ed ai sia pur minimi margini di miglioramento possibile. Con la sua azienda, Cantine del Notaio, è riuscito a fare anche due grandi miracoli, sia nella bagnatissima vendemmia 2002, sia nella caldissima vendemmia 2003. L'azienda ha avuto il tempo di crescere un poco di dimensioni e poter così soddisfare una richiesta sempre crescente. Ricordo con simpatia nell'ormai lontano 2002, quando per la Seconda Edizione del "Premio Aziende" di TigullioVino.it - non esisteva ancora TigullioVino.it Meeting - Gerardo Giuratrabocchetti aveva faticato a trovare quelle poche bottiglie di Autentica necessarie a soddisfare le esigenze di quella serata. Insomma una crescita lenta, meditata ma soprattutto voluta e faticata che penso, nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a sostenere. La campionatura si è attestata anche quest'anno su livelli alti.

Le uniche due note che forse è possibile rilevare sono la necessità - a nostro avviso - di tenere il La Firma un anno almeno in più in cantina prima di proporlo al mercato, la maggior freschezza in generale dei vini ed una tannicità, soprattutto con riferimento a Repertorio e La Firma, che testimonia la grandissima longevità di questo millesimo 2004.
Ah, il prezzo, abbiamo notato un piccolo aumento, nell'ordine tra gli 0,50 e i 2 euro a seconda del vino. Un azzardo, con l'aria che tira, di chi è forte della propria sicurezza qualitativa che non possiamo che confermare. Avanti così !

Dicembre 2007
Se davvero non siamo riusciti a comprendere il senso di un vino come "La Stipula" dove tannino, perlage e freschezza si uniscono in un mix sinceramente troppo duro, abbiamo ritrovato un Rogito strepitoso, ai massimi livelli, di grande equilibrio e piacevolezza che ha quindi meritato il nostro massimo riconoscimento e si candida a trionfare al meeting del 2008. Sempre su ottimi livelli il Repertorio, anche come rapporto qualità / prezzo. Difficile l'annata di vendemmia del Sigillo che sconta forse una mancata o non perfetta maturazione fenolica con un tannino un poco verde in netta contrapposizione con il frutto surmaturo. Buona anche l'Autentica anche se a nostro avviso quest'anno è un poco preponderante l'apporto del Moscato sulla Malvasia. Nel complesso resta pur sempre una delle migliori aziende del Vulture, con spirito innovativo e costanza qualitativa sui cavalli di battaglia. A proposito di cavalli di Battaglia, non ci è giunto in degustazione il La Firma, segno forse, dopo anni che proviamo a segnalarlo all'azienda, che è finalmente stata presa la decisione di tenerlo in cantina qualche anno in più prima di distribuirlo sul mercato. E' così ?

Agosto 2010
Non riteniamo di doverci soffermare troppo sul giudizio dei vini bianchi che a nostro avviso rappresentano più un completamento di gamma aziendale che non l’espressione di un territorio. Gradevole il metodo classico nonostante la beva un po’ esile ma decisamente sotto tono rispetto al nostro ultimo ricordo il Repertorio ed il Rogito: un po’ penalizzato dalla nota speziata del legno il primo e sicuramente meno espressivo rispetto a come lo ricordavamo il secondo. Passo decisamente diverso per La Firma e Il Sigillo dove appare con tutta evidenza la maggiore importanza della materia prima utilizzata e sicuramente adatta all’affinamento in legno piccolo. In definitiva un’azienda del cuore (la seguiamo ormai da molti anni) che proprio per la stima e l’affetto che sentimentalmente ci lega al produttore, invitiamo a ponderare bene i passi per il futuro. In particolare il nostro suggerimento è di fare attenzione all’eccessivo ampliamento di gamma e di curare meglio anche il rapporto qualità / prezzo che senz’altro raccoglie anche i favori della critica e del successo commerciale – meritato – di quest’azienda apripista in un modo nuovo di fare vino nel Vulture ma decisamente lontano rispetto agli inizi.
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