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Il Chiosso

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Il Chiosso
Viale Marconi 45/47/47a Gattinara (VC)
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Telefono Telefono: 0163.826739
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Indirizzo web Web: www.ilchiosso.it
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Indirizzo Email E-mail: info@ilchiosso.it
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In Alto Piemonte “Il Chiosso” rappresenta un vigneto delimitato da un muro di pietra: tale cinta simboleggia l’importanza attribuita dai viticultori a un determinato cru per la sua propensione a creare vini unici. Astraendo il medesimo concetto si è voluto creare una realtà vitivinicola che eccella nella qualità di tutte le denominazioni vinificate nella nuova cantina di Gattinara. Essa è condotta personalmente da Nicola, Carlo e Marco e vanta la possibilità di ottenere le uve dai più importanti cru storici delle colline dell’ Alto Piemonte in prestigiose denominazioni quali Gattinara, Ghemme e Fara.

Nella nostra assoluta convinzione che il terroir dell’ Alto Piemonte possa dare vini incredibili sotto qualsiasi aspetto, ci siamo prefissi l’obbiettivo di coltivare personalmente le viti nel più assoluto rispetto della natura e dei suoi ritmi e di vinificarli nel più tradizionale dei modi, tutto questo per lasciar esprimere in bottiglia la pura essenza del vino con tutta la sua prorompente personalità ricca di sfumature.


Considerazioni di TigullioVino

Gennaio 2012
Due validi vini dell’Alto Piemonte. Nel Vercellese e Novarese, si sa, la cultura del vino è di antica data. Due grandi di queste terre sono rispettivamente, il Gattinara e il Ghemme: due rossi che nelle grandi annate, superano per longevità il Barbaresco. Non solo. Nella Doc Colline Novaresi che comprende ben 7 vini, spiccano il Nebbiolo e il Bianco. Il primo in queste zone possiede più acidità fissa, quindi freschezza, discreta longevità ma meno struttura, rispetto all’Albese. Il secondo, da uve di un vitigno impronunciabile. Si, avete letto bene. Sebbene sia prodotto col vitigno erbaluce, come afferma Il produttore Marco Arlunno: "Ci è assolutamente vietata la rivendicazione di tale vitigno anche in controetichetta, in quanto rimane un esclusiva dei produttori delle Colline Canavesi. Con il decreto del 2009 dell'allora ministro Zaia, è stato vincolato il nome del vitigno Erbaluce alla D.O.C.G. territoriale "CALUSO"; ecco perchè abbiamo dovuto inventarci il nome di fantasia "Paglierino" da apporre sul fronte della bottiglia e la dicitura "Prodotto da vitigno impronunciabile" sul retro. Un paradosso tutto Italiano, dove le D.O.C. e D.O.C.G. che dovrebbero garantire qualità del vino oltre che visibilità del prodotto e trasparenza al consumatore, in questo caso invece, svolgono esattamente l'effetto contrario". E’ auspicabile che l’attuale ministro delle politiche agricole rimedi al più presto.
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