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La cucina trentina in un libro edito da Laterza grazie alla delegazione di Trento dell’Accademia Italiana della Cucina

DoveGrand Hotel Trento

Quandoil 14 dicembre 2019

di Mariella Belloni

Sarà presentato sabato 14 dicembre al Grand Hotel Trento alle ore 20.00 il volume edito da Laterza, dal titolo Alimentazione e arte della cucina. L'esperienza del Trentino di G. Di Bernardo, M. Villa (a cura di), che raccoglie gli atti del convegno “La tradizione gastronomica trentina dal Concilio di Trento al giorno d’oggi: prodotti e preparazioni” promosso a settembre 2018 dalla Delegazione di Trento dell’Accademia Italiana della Cucina in occasione del 50° anno della sua fondazione.

L'alimentazione e l'arte della cucina sono da sempre materia del pensiero umano: gli alimenti e la loro ars combinatoria richiamano aspetti alchemici, saperi tradizionali, innovazioni che rendono ogni piatto un misterioso prodigio. L'Italia e, in particolare, il Trentino possiedono un inestimabile patrimonio alimentare, materiale e immateriale, che si è evoluto nei secoli e ne ha contraddistinto la cultura. Leggendo questo libro è possibile assaporare i banchetti di epoca rinascimentale ed esplorare, in una nuova e coerente rilettura, la cucina barocca attraverso la sua narrazione pittorica, le mode alimentari del XVIII e XIX secolo e i ricettari delle famiglie borghesi. Non mancano infine pagine dedicate alla scienza dell'orticoltura e della viticoltura, sottoposta ad antichi e nuovi cambiamenti climatici, e alle prospettive dell'alimentazione del futuro.

Il libro, 117 pagine, è in tutte le librerie d’Italia e costa 15 euro. Un veicolo importante della divulgazione della cucina trentina a livello nazionale, reso possibile dalla Delegazione di Trento dell’AIC, come detto. «Il convegno - spiega il delegato Stefano Hauser - si è svolto nel corso di una giornata ed è stato un viaggio attraverso i secoli, tra Umanesimo e Rinascimento con l’età del Concilio, tra Sei e Settecento seduti alla tavola del Barocco e Rococò, tra il Sette e Ottocento fino a giungere all’alimentazione di oggi con i suoi risvolti sociologici. Un viaggio non solo in cucina ma anche nella viticoltura trentina, dalla piccola glaciazione medioevale all’attuale crisi climatica, e nell’evoluzione di orti e coltivazioni tra il passato e presente. Lo scopo era quello di mostrare la complessità e le diverse sfaccettature della cucina trentina non solo sul piano storico ma anche in prospettiva futura. Con la pubblicazione degli Atti, s’intende fornire ulteriore stimolo a più ampi e approfonditi lavori di ricerca per tutelare la tradizione culinaria, adempiendo così al compito istituzionale dell’Accademia Italiana della Cucina, più volte ribadito dal presidente nazionale».

Tutto ciò anche per comprendere meglio un patrimonio di esperienze e di un sapere condiviso, che negli ultimi decenni si è sedimentato nella cultura alimentare del trentino, che richiede indagini scientifiche con approfondimento delle singole tematiche.


Il lavoro, frutto di una coralità di contributi, si è avvalso della collaborazione di personalità di primo piano della cultura e dell’università di Trento.

Chi è l’Accademia Italiana della Cucina

Fondata nel 1953 a Milano da Orio Vergani, da più di sessant'anni l'Accademia, organizzata in Delegazioni territoriali - a oggi 218 in Italia e 68 all'estero (cui vanno aggiunte le 10 Legazioni), con circa 7.500 associati - lavora intensamente alla valorizzazione, alla ricerca e all'ampliamento della conoscenza della cultura gastronomica italiana. Per consegnare alle nuove generazioni un patrimonio culturale, che oltre ad essere espressione delle origini della propria terra, è arricchimento personale, ricerca della qualità, conoscenza della storia, della formazione della cucina locale, dei suoi contatti e contaminazioni con altre culture, della selezione, della scelta dei prodotti tipici di ogni regione, paese, villaggio.


L'Accademia si ritiene, a giusto titolo, l'alfiere della Civiltà della Tavola, unica istituzione intenta da ormai sessant'anni, a propugnare la preminenza della cultura gastronomica sull'avvilente commercializzazione del cibo e su ogni forma d'ignoranza alimentare, attraverso un'intensa attività culturale condotta e realizzata con grande spirito di servizio, disinteressato ed impegnativo. Questo lungo cammino, percorso in totale autonomia, incurante delle lusinghe e delle sollecitazioni esterne, ha fatto sì che l'Accademia conservasse intatta la propria origine culturale, espressa dai suoi Fondatori, che erano personalità di primo piano nella cultura italiana del tempo.


Nel 2003, il Ministero per le Attività e i Beni culturali ha riconosciuto i meriti culturali, ampiamente documentati, dell'Accademia, conferendole il titolo di "Istituzione culturale", ponendola, quindi, tra le più grandi e importanti realtà culturali italiane, portatrici di esperienza e di saggezza in molti campi della cultura.


È l'unica Associazione gastronomica italiana presente in tutto il mondo.

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