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La Pergolata Agriturismo
Km. 61+200 SS-81 - Contrada Canale di Cermignano (TE)
Tel: 0861-66294
Data recensione: 11/2006


COME SI ARRIVA:
Uscendo dall'Autostrada A14, casello di Roseto degli Abruzzi, si va
in direzione Val Vomano, sulla SS150 e quindi verso Cellino Attanasio.
Imboccata la SS81, al Km 61+200 si imbocca una salitella piuttosto
ripida e si arriva sullo spiazzo (un'aia) dell'Agriturismo "Lapergolata".
Non ci sono cartelli indicatori particolari: solo quando siete dentro
notate delle ceramiche e qualche documento incorniciatoche fa
riferimento all'attività agrituristica. Ci si arriva, in altre parole, solo se
lo si cerca.

IL POSTO
Splendido: colline, rilievi montuosi con i paesi avvinghiati sulle
sommità, il mare di sfondo e la presenza verso l'interno delle cime
innevate del Gran Sasso. L'aria è frizzante e pulita.

IL LOCALE
Semplicissimo: una cantina riadattata con volte ad archi, qualche
quadro a motivo agreste, dei tavoli con tovaglie di carta.
All'interno troviamo due tavoli occupati da gente che sembra del
posto e un tavolo più grande con una famigliola. La (gentile) signora
Gabriella, coadiuvata dalla figlia in cucina, ci fa accomodare ad un
tavolo per due e con l'aria di chi sa il fatto suo, ci dice di
lasciar fare a lei per i piatti. Una raffinatezza gradita (per questo
tipo di locali) è trovare i bicchieri separati per l'acqua e il vino
e le posate ben pulite. Ci viene portato subito del pane locale
(fianalmente vero pane di semola buono e fragrante) e del vino
rosso discreto in caraffa oltre all'acqua minerale.

ANTIPASTI
Gli antipasti sono generalmente molto importanti in un'agriturismo di
queste zone. Vediamo cosa ci portano:

1. Vassoio con olive e pomodori secchi sott'olio. Vassoio con due
fette di prosciutto, due fette di lonza, quattro fette di salsiccia,
due fette di pecorino.
Il salame è molto buono ed eccellente il pecorino. Buonissime le
olive, molto tenere. Discreto il prosciutto. Piuttosto buona la lonza.

2. Vassoio con anelli di cipolla fritti, formaggio fritto, cipolle
sott'aceto, e una sorta di panzerotti di pasta di pane fritti anche
questi (le "pizzelle").
Gustosi gli anelli, il formaggio fritto sparisce in un lampo mentre le
pizzelle meritavano un bel ripieno.

3. Ciotola di ceci ai semi di papavero e ciotola di fagioli neri ai
funghi chiodini.
Ottimi questi legumi dal sapore deciso e da "vecchi tempi".

4. Ciotola di orzo perlato e farro al sesamo.
Questo è un antipasto per modo di dire dato che potrebbe da solo
diventare un ottimo primo. Ne mangeremmo un'altra porzione...
5. Piatto di bruschette: alla ventricina, alla julienne di zucchine e
olio della casa (eccellente a chi piace l'ottimo olio abruzzese dal
gusto spiccato).
A questo punto cominciamo ad avere qualche problema: mia moglie
si fermerebbe anche bene con gli antipasti. Io, invece, attendo i primi.

PRIMI
Gabriella ci porta in sequenza:

1. Ravioli della casa con salsa di noci e funghi.
Questi ravioloni con ripieno di ricotta sono eccellenti: la salsina di
noci e funghi regala un sapore al tempo stesso sapido e non invasivo,
permettendo di assaporare la ricotta teramana all'interno.

2. Gnocchi fantasia (bianchi, rossi e verdi) al tartufo e funghi.
Che dire? Buonissimi.

3. Le famose "fregnacce" (caratteristiche della casa) al pomodoro.
Si tratta di sfoglie di pasta arrotolate a mo' di cannelloni
ricoperte con del buon sugo di pomodoro. La cosa singolare è che sono
al tempo stesso gustosi e "leggeri" dato che non c'è ripieno e
il sugo penetra abbondantemente nella pasta insaporendoli alla
perfezione.

4. Non potevano certo mancare in quel di Teramo: un bel piatto di
chitarrine con le polpettine.
La classica chitarra abruzzese, fatta a mano e ricoperta di polpettine
di carne. Un vero peccato assaggiarla soltanto dato che non ce la
facciamo più!

SECONDI
Grigliata di agnello della casa, maiale e galletto: la possiamo solo
vedere sui tavoli degli altri commensali dato che non riusciamo
neanche ad assaggiarla causa mancanza di spazio. Un vero
peccato!

Per riprenderci un po', ci alziamo e chiediamo alla signora Gabriella
qualche dettaglio sulla sua attività. I punti dolenti, come si può
intuire, sono rappresentati dal complesso reperimento di materie
prime genuine in aggiunta a quelle di propria produzione (deve, ad
esempio, rifornirsi di uova e pecorino da altre aziende agricole
della zona, facendo molta attenzione alle "fregature" sempre in
agguato) e la difficoltà di far coesistere la qualità tradizionale dei
piatti con la quantità imposta dal numero dei clienti (specialmente in
certi periodi) e scarsità del personale a disposizione (solo i familiari,
per scelta). D'altra parte per un locale di questo tipo, in una zona
abituata a mangiare bene e in abbondanza, il passaparola è delizia
e insieme croce: se i clienti arrivano grazie ai consigli di chi c'è
stato, allo stesso tempo uno scadimento qualitativo dei cibi può in
breve disintegrare il grosso del bacino di utenza, essenzialmente
locale. Passiamo dunque, smaltito un po' l'effetto accumulo dei cibi
precedenti ai:

DOLCE, CAFFE', LIQUORI
Il dolce è rappresentato dalla tradizionale "pizza dolce": una
fetta di pan di spagna con ripieno di crema, cioccolato e liquore
rosolio. Il vassoio di amari (lasciato sul tavolo) mostra una bottiglia
di liquore alla genziana (un particolare amaro digestivo), un liquore
della casa alla ruta (una sorta di grappa), un amaro veneto e un
altro amaro alle erbe.
Buona e dal gusto di una volta la pizza dolce: ricorda quelle torte
che mangiavamo alle feste di compleanno tanti anni fa (non la
pasticceria professionale per intenderci).

CONCLUSIONE
Il conto è di 25 euro (in due). Un bel posto, accogliente e semplice,
dove gustare in tranquillità gli appetitosi piatti della cucina
tradizionale teramana. Un "pieno" di bontà genuina che ci farà
certamente tornare in futuro.


DavidB