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Fazi Battaglia

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Fazi Battaglia
Via Roma 117 Castelplanio (AN)
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Telefono Telefono: 0731.81591
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Indirizzo web Web: www.fazibattaglia.it
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Indirizzo Email E-mail: info@fazibattaglia.it
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La Fazi Battaglia nasce nel 1949 in un piccolo e attrezzato stabilimento a Cupramontana, nelle Marche, con una produzione annua di 60-80 mila bottiglie di Verdicchio, un vitigno autoctono a quei tempi praticamente sconosciuto. L'avventura inizia così negli anni '50, grazie all'intuito ed al coraggio dell'imprenditore Francesco Angelini, che ha saputo credere nelle potenzialità del Verdicchio e che acquisterà l'Azienda ancora oggi gestita dai suoi nipoti. Nel 1953 viene creata la bottiglia ad "Anfora", ispirata agli antichi contenitori etruschi per il vino, grazie al disegno originale dell'Architetto Antonio Maiocchi, vincitore del bando di concorso lanciato dalla Fazi Battaglia per rendere il suo Verdicchio "Titulus" immediatamente riconoscibile sulle tavole di tutto il mondo. Per completare l'abbigliamento della bottiglia, l'etichetta è stata disegnata dal famoso maestro Bruno da Osimo. Questa bottiglia riscuoterà un successo tale da diventare il simbolo stesso del Verdicchio dei Castelli di Jesi, e aprirà la strada alla creazione di una serie di contenitori simili per il Verdicchio di tutta la zona.

Una qualificata produzione segna l'inizio di un continuo successo, e la richiesta di Verdicchio è tale da imporre nuove strutture. La Fazi Battaglia si trasferisce allora in un nuovo e più moderno stabilimento a Castelplanio, in provincia di Ancona, ed amplifica il suo successo investendo coraggiosamente in vigneti selezionati nella zona Classica dei Castelli di Jesi. Proprio le vigne diventano l'elemento di maggior impegno dell'azienda che negli anni a seguire ha sempre scelto con cura i suoi terreni, tutti collinari, dopo un esame che ne accerti la validità alla coltura specifica del vitigno Verdicchio convinti del fatto che il buon vino nasca innanzitutto dalla vigna e dalla qualità delle sue uve; a questa fase segue un approfondito lavoro di sperimentazione sui sistemi di allevamento delle viti.

Attualmente l'azienda agraria della Fazi Battaglia si compone di circa 300 ettari tutti ubicati nella zona "Classica" del Verdicchio dei Castelli di Jesi. La conduzione diretta unita alla passione di 4 generazioni ed alle tecniche agricole più moderne ed accurate e, soprattutto, dei tecnici esperti ed efficienti come l'enologo Dino Porfiri e l'agronomo Mirco Pompili consentono alla Fazi Battaglia di ottenere uve eccezionali e di presentare ai consumatori una gamma di prodotti sempre più ampia e di grande qualità.

Dall'inizio degli anni '90, con l'arrivo in azienda di Maria Luisa Sparaco, affiancata dai suoi figli e dall'aiuto della consulenza del noto enologo Franco Bernabei, l'azienda sta vivendo una nuova spinta innovativa che ha portato profonde trasformazioni e miglioramenti eccezionali nel livello qualitativo, con una spinta alla diversificazione della gamma (al Verdicchio ed al Sangiovese si affianca con risultati sempre più sorprendenti anche il Rosso Conero), e la creazione di selezioni e Riserve di grande livello qualitativo. I risultati raggiunti dalla Fazi Battaglia sono il frutto di una realtà produttiva in costante evoluzione, di una ricerca di miglioramento qualitativo che unisca la tradizione all'innovazione, esaltando i valori della natura ed al tempo stesso arricchendoli delle tecnologie più moderne e soprattutto dell'esperienza accumulata da una famiglia impegnata nella viticoltura da più di 50 anni.


Considerazioni di TigullioVino


Dicembre 2004

L'azienda ha presentato una vasta gamma di vini differenti gli uni dagli altri e questo è un pregio. Bene per il varietale del vitigno sui vini base, in particolare sul Titulus e sul Le Moie - corretto il primo e buono il secondo - sicuramente tipici e rispettosi del territorio di provenienza. La mano tecnica è buona su tutta la linea ma a nostro avviso vini come il San Sisto - ancora buoni, probabilmente, per un certo gusto internazionale - cominciano qui un poco ad assuefarre i palati. Bel vino il Passo del Lupo dove il frutto rosso denso è supportato da giusta acidità ed il passaggio in legno è molto ben eseguito : a qualche euro in meno avrebbe senz'altro ottenuto almeno un punto in più, a questo prezzo i rivali sono molti. Un po' stanco invece l'Arkezia che, pur mostrando di avere polpa e carattere, da un lato è troppo condizionato dal legno e dall'altro soffre di una componente zuccherina prepotente, non del tutto bilanciata da adeguata acidità. Nel complesso un'azienda che, nonostante produzioni elevate, ha saputo presentare vini di un certo interesse, in alcuni casi molto interessanti. Riducendo ulteriormente le rese ed eventualmente la gamma di vini proposti, si potranno senz'altro raggiungere ancora più alti risultati.

Gennaio 2008

Non siamo sinceramente riusciti a cogliere - nostra incapacità - una grande differenza tra i due verdicchio nella tradizionale bottiglia ad anfora, il secondo dei quali risulta essere una selezione di 1500 bottiglie. Sicuramente tipici e minerali come si confà al vitigno e questo è un punto a vantaggio dell'azienda. Peccato non aver avuto a disposizione tutta la campionatura, comrpesi i rossi. Ricordiamo infatti un Passo del Lupo particolarmente interessante.

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