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    <title>Il Blog dei Giornalisti enogastronomici</title>
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    <updated>2007-06-14T10:57:22Z</updated>
    
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    <title>Tito Stagno e il Vino</title>
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    <published>2007-06-14T10:56:27Z</published>
    <updated>2007-06-14T10:57:22Z</updated>
    
    <summary>Intervista di Luciano Scarzello E’ stato uno dei giornalisti che hanno contribuito a fare la storia della televisione italiana e acquisto’ maggiore notorietà nelle case di milioni di italiani quando la notte del 20 luglio del 1969 annunciò lo sbarco...</summary>
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        <name>Luciano Scarzello</name>
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            <category term="Persone" />
    
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        <![CDATA[<p><em>Intervista di Luciano Scarzello</em></p>

<p><br />
E’ stato uno dei giornalisti  che hanno contribuito a fare la storia della televisione italiana e acquisto’ maggiore notorietà nelle case di milioni di italiani quando la notte del 20 luglio del 1969 annunciò lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11 collegato con Houston  da dove trasmetteva  una star  quale fu Ruggero Orlando.  Molti che oggi non hanno meno di cinquant’anni ricordano ancora  il “gracchiare” a  volte concitato via satellite del celebre ed estroso corrispondente della Rai dagli Stati Uniti che sembrava, a volte, dare per certo l’avvenuto allunaggio salvo poi precisare che la navicella  stava ancora per ammainare.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Era l’eccitazione dei cronisti di razza che vivono la notizia fino al midollo – come si dice in gergo –  e che  Stagno dallo studio  del “Tg”  cercava di contenere  dando  ordine alle notizie che arrivavano come un torrente in piena da Oltreoceano.  Qualche anno dopo  Stagno divenne conduttore della “Domenica Sportiva” e fu proprio in quel periodo che iniziarono i suoi primi contatti con Alba e le Langhe. Da Diano, dove ogni anno veniva consegnato il premio giornalistico “Pier Cesare Baretti” intitolato ad un altro noto giornalista sportivo, venne chiamato a far parte della giuria che ha distribuito riconoscimenti a personaggi importanti come Indro Montanelli e Giorgio Bocca. Per Tito Stagno fu l’occasione per avvicinarsi e conoscere meglio una realtà enologica.  Calato il sipario sul “Baretti” Stagno presiede da 7 anni la giuria  di un altro premio, il “Terre del Barolo” organizzato dall’omonima cooperativa di Castiglione  Falletto.  E’ li’ che lo  abbiamo incontrato  per uno scambio di opinioni sul vino di cui Stagno è un appassionato . </p>

<p>“Fu mio suocero – spiega - pioppicoltore ed enologo parmense, a istruirmi e farmelo apprezzare.  Credo che il vino  rappresenti lo specchio della cultura, dell’ “anima” di chi lo produce. Quando venni contattato dagli amici di Diano colsi anche l’occasione per approfondire meglio la conoscenza dei grandi vini delle Langhe e, insieme, ho continuato il mio lavoro di giornalista ricco di incontri ed esperienze più varie”.</p>

<p>So che lei è un collezionista di vini…<br />
”Sì, colleziono vini rossi italiani, tutti bevibili e non invecchiati oltre il dovuto. Ho la stessa passione di un collezionista di francobolli con in più il piacere fisico della degustazione”.</p>

<p>Quali preferisce?<br />
“Apprezzo, in particolare oltre al dolcetto  di Diano dei fratelli Veglio, il Barbaresco di Gaja, il Tignatello toscano il miglior Chianti e anche il merlot e il cabernet friulani”. </p>

<p>Stagno è atteso per la consegna del premio 2007 e deve  scappare. Giusto il tempo per ricordagli che fra due anni ci sarà il quarantennale dello sbarco sulla Luna e perché non cogliere l’occasione per parlare anche del mondo del vino.  “Di quello che accadde nel 1969 – risponde- ne parleremo senz’altro e alla grande” e sul secondo quesito aggiunge sorridendo: “Chissà qualche spunto lo troveremo”.  Cominciando con un brindisi ma certamente – almeno una volta – non o non solo  stappando  Champagne. Come siamo abituati spesso a vedere in tv in occasione di grandi eventi anche e soprattutto sportivi.</p>]]>
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    <title>Le (auto)strade del vino</title>
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    <published>2007-04-18T17:19:15Z</published>
    <updated>2007-04-18T17:19:55Z</updated>
    
    <summary>ALBA- Ore 14 del 17 aprile, barriera di Govone d’Alba: sotto il sole cocente di una giornata di primavera che sembra l’inizio dell’estate il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro taglia il nastro che inaugura il primo tratto di autostrada...</summary>
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        <name>Luciano Scarzello</name>
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            <category term="News &amp; Eventi" />
    
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        <![CDATA[<p>ALBA- Ore 14 del 17 aprile, barriera di   Govone d’Alba:  sotto il sole cocente di una giornata di primavera che sembra l’inizio dell’estate il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro taglia il nastro che inaugura il primo tratto di autostrada che collegherà Asti con Cuneo.  Il tracciato, con doppia corsia di marcia, è lungo quasi 18 chilometri e collega  Guarene-Alba est con Isola d’Asti mentre da quest’ultima località si raggiunge Asti percorrendo la superstrada che venne già  costruita diversi anni fa. Contemporaneamente è stata aperta al traffico la variante di Isola che raccorda la statale “”231” “di Santa Vittoria” e la ex strada statale 456 del “Turchino”. </p>]]>
        <![CDATA[<p>Per  i cuneesi e gli astigiani come per molti turisti e forestieri (compresi i numerosi conducenti dei Tir) che  fino a ieri hanno percorso  il tratto albese-astigiano della SS 231 definita la “Mulattiera d’Italia”, la cerimonia di ieri era una data storica attesa  da tempo immemorabile colpa  soprattutto – ha ricordato il presidente dell’amministrazione provinciale di Cuneo ed ex ministro Raffaele Costa rivolgendosi a Di Pietro -  – dei “peccati della politica e della burocrazia” ai quali il ministro  ha voluto aggiungere anche le manovre di altri “furbetti del quartierino”  che dalle precedenti normative sulle concessioni autostradali  avrebbero tratto troppi vantaggi . </p>

<p>Proprio qui sta il punto: per completare l’Asti-Cuneo mancano ancora 8 lotti  (tra Alba e Massimini di Carrù, pochi chilometri prima di Cuneo) che dovrebbero essere costruiti dalla società “Cuneo-Asti” di cui fanno parte Anas e l’ “Itinera” di  Marcellino Gavio che però deve adeguarsi alla nuova normativa varata con la recente finanziaria. Il proposito è di superare l’ostacolo nel corso di una riunione convocata per il 26 aprile al ministero. In caso di fallimento il presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha anticipato ieri che la società è disposta ad assumersi “la responsabilità di portare a termine da sola ai lavori” e  il  ministro lo ha confermato indicando come  possibile data per l’ok dal 15 giugno in poi. </p>

<p>Intanto, mentre  Rifondazione, Pdci e  Verdi piemontesi annunciano, in alternativa alla Tav, un collegamento veloce tra Torino- Cuneo e Nizza,  il comitato di monitoraggio dell’Asti-Cuneo si  sta già mobilitando per favorire un  accordo alla riunione del 26 aprile. Evitando anche altre eventuali complicazioni e lungaggini.</p>

<p><br />
<strong>Luciano Scarzello</strong></p>]]>
    </content>
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    <title>TERRA’ E LIBERTA’/CRITICAL WINE A MONTARETTO</title>
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    <published>2007-04-01T18:42:47Z</published>
    <updated>2007-04-01T19:10:32Z</updated>
    
    <summary> TERRA’ E LIBERTA’/CRITICAL WINE A MONTARETTO Cuochiartistivisionari, piantati tra cielo e mare 7, 8, 9 APRILE 2007 “Terra e libertà-Critical wine” è una manifestazione itinerante, nata da un’intuizione di Luigi Veronelli, che da quattro anni fa conoscere ai consumatori...</summary>
    <author>
        <name>Gianni Camocardi</name>
        <uri>http://www.tigulliovino.it</uri>
    </author>
            <category term="News &amp; Eventi" />
    
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        <![CDATA[<p> </p>

<p>TERRA’ E LIBERTA’/CRITICAL WINE A MONTARETTO</p>

<p>Cuochiartistivisionari, piantati tra cielo e mare</p>

<p> </p>

<p>7, 8, 9 APRILE 2007</p>

<p> “Terra e libertà-Critical wine” è una manifestazione itinerante, nata da un’intuizione di Luigi Veronelli, che da quattro anni fa conoscere ai consumatori piccole produzioni vinicole rispettose del lavoro contadino e della terra, attraverso l’esposizione e la degustazione dei vini, che qui si potranno sorseggiare passeggiando per il paese. L’intento è quello di mettere al cospetto produttori e consumatori, proponendo tra loro una modalità di rapporto diversa da quella delle grande distribuzione e del marketing.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Dopo varie edizioni in alcune città italiane (Milano e Genova ad esempio) è probabilmente la prima volta che questa manifestazione coinvolgerà un intero paese, Montaretto nel Comune di Bonassola (SP)</p>

<p>Il piccolo borgo ospiterà nei suoi carruggi e nelle piazzette principalmente produttori di vino ma non solo, olio, miele ed altri prodotti di agricoltura biologica si affiancheranno rappresentando un altro modo di produrre.</p>

<p>Non solo esposizione ma anche degustazione, i produttori rappresentanti di diverse regioni italiane, sono lieti di poter parlare del loro vino e dei loro prodotti e sono disponibili a rispondere a qualsiasi domanda possa avvicinare il consumatore al produttore.</p>

<p>Sarà anche un’occasione per ragionare e dibattere più approfonditamente di produzione biologica, certificazioni e denominazione di qualità, e in ultima analisi anche di problemi sociali ed economici legati al territorio e alla riviera. Due gli incontri previsti, sabato 7 e domenica 8 entrambi alle 16,30, il primo incontro avrà come tema l’agricoltura biologica e gli Ogm, il secondo tratterà dei marchi di qualità (doc, dop…) e la Denominazione Comunale (De.Co). Oltre alla presenza dell’assessore alle politiche agricole della Regione Ligura Giancarlo Cassini, e al presidente della Comunità montana della Riviera Spezzina Adastro Bonarini, saranno presenti agli incontri un rappresentante di Green Peace e Paolo Soldati, segretario provinciale del Sindacato Agricolo Confederation Paysanne che ci porteranno la loro esperienza di lotta, quindi incontri informativi ma anche dibattimenti su temi attuali e controversi, e chiunque dal pubblico potrà chiedere e cercare di chiarire i propri dubbi in materia.</p>

<p>Non mancherà in questi tre giorni la musica, che si affiancherà all’iniziativa non da protagonista principale ma come una buona “spalla” che oltre a divertire aiuta a smaltire.</p>

<p>Due i concerti serali, alle 21,30 nella piazza del paese, sabato 7 e domenica 8. La musica popolare e tradizionale è stata la nostra scelta, una breve presentazione merita soprattutto il concerto di sabato, “La banda del villaggio solidale”, otto musicisti Rom protagonisti di interessante progetto. Dopo lo sgombero del campo nomadi di via Capo Rizzuto a Milano, la Casa della Carità, diretta da don Virginio Colmegna, ha sviluppato alcuni progetti di integrazione con le famiglie Rom accolte, fra cui la creazione di un gruppo musicale.</p>

<p>Il gruppo ha inciso un CD che ha avuto un buon riscontro sia nelle riviste specializzate che nelle emittenti radiofoniche. Dal marzo 2006 la Banda ha tenuto oltre cinquanta concerti in tutta Italia. La Banda del Villaggio Solidale porta nei concerti una sintesi dei vari generi musicali presenti nella cultura popolare romena cosi piena di etnie:  violino, fisarmoniche e voci femminili, ritmi spartiacque tra Oriente ed Occidente, la musica Rom è virtuosismo, vivacità, allegria e malinconia.</p>

<p>Il gruppo che organizza l’evento non è un circolo, né un’associazione specifica, né una persona, ma un insieme di tutte queste cose e si è denominato “Cuochiartistivisionari”, un nome avuto gentilmente in prestito da Paolo Paci, autore del libro dal titolo omonimo, che sarà ospite dell’iniziativa.</p>

<p>Tre giorni, quindi, di esposizione e degustazione accompagnati da musica, informazione e dibattiti, buona cucina e un concorso fotografico dal quale sarà allestita una mostra intitolata “Dalla vite al bicchiere; forme e colori del nettare degli dei”.</p>

<p>Il tutto attraverserà i carrugi del paese, che saranno anche animati da artisti da strada e molto altro….</p>

<p>Montaretto è un tipico borgo ligure, a ridosso dei monti ma con lo sguardo aperto sul mare, abitato da un centinaio di persone ma frequentato da molte più; si tratta di una sorta di "oasi" di tranquillità in una riviera frequentata spesso dal turismo di massa, appunto.</p>

<p>Rinomato per la sua bellezza, la sua casa del popolo, il suo ostello e le sue proverbiali feste del 25 Aprile e 1° Maggio, dove la cucina si anima e dà vita a ottimi menù tradizionali</p>

<p>Luogo di origine di partigiani, il paese è caratterizzato da una lunga tradizione di impegno politico e sociale, che ha visto momenti di particolare rilevanza. Ad esempio “lo sciopero al contrario”, negli anni 50’, in cui l’intero paese si mobilitò per la costruzione di un tratto di strada carrabile che le autorità si ostinavano a negare, lasciandolo collegato al resto del territorio soltanto da un’impervia mulattiera. In due giorni uomini, donne, bambini e una ruspa collegarono il paese alla provinciale. E ancora la costruzione della casa del popolo, negli anni 70’, dell’ostello ,negli anni 80’, che attraverso il lavoro volontario dei giovani del luogo diede a Montaretto una struttura ricettiva a basso costo, oggi frequentata da un turismo più consapevole e ospite di progetti di cooperazione internazionale</p>

<p> PROGRAMMA</p>

<p>Sabato, Domenica e Lunedì esposizione produttori di vino indipendenti e degustazioni</p>

<p>Esposizione sabato e domenica dalle ore 11 alle 21, lunedì dalle 11 alle 18.</p>

<p>La mostra fotografica allestita farà da cornice durante tutta l’iniziativa, così come la presenza di artisti da strada e l’apertura di alcune cantine con punti di ristoro</p>

<p>SABATO 7</p>

<p> 16,30 casa del popolo : incontro/dibattito - OGM e BIOLOGICO la realtà e l’economia.  Interverranno: Giancarlo Cassini, Assessore alle Politiche Agricole della Regione Liguria; Alessandro Ferrante, Presidente consorzio Val di Vara; Andrea Ruwett, responsabile locale Ogm Greenpeace (Genova); Esponente di Critical Wine; Paolo Soldati, segretario provinciale del Sindacato Agricolo Confederation Paysanne (Francia) .</p>

<p> 21,30 P.zza Montaretto : concerto de “La banda del villaggio solidale” una sintesi dei vari generi musicali presenti nella cultura popolare romena così piena di etnie: violino, fisarmoniche e voci femminili, ritmi spartiacque tra Oriente ed Occidente, la musica Rom è virtuosismo, vivacità, allegria e malinconia.</p>

<p>DOMENICA 8</p>

<p> 15,30 p.zza Montaretto : Premiazione concorso fotografico “Dalla vite al bicchiere, forme e colori del nettare degli Dei”</p>

<p>16,30 Casa del popolo : Incontro/dibattito - Marchi di qualità e de.Co., Interverranno: Giancarlo Cassini, Assessore alle Politiche Agricole della Regione Liguria; Riccardo Lagorio, Presidente di AssoDe.Co.; Adastro Bonarini, Presidente Comunità Montana della Riviera Spezzina; Franco Bonanini, referente Ufficio Marchi e Presidente del Parco Nazionale 5 terre;.</p>

<p>21,30 : concerto di musica popolare del sud Italia con gli “Streuza”</p>

<p>Durante i giorni di realizzazione dell’iniziativa sarà in funzione il ristorante della Casa del Popolo</p>

<p>La manifestazione si terrà, in caso di pioggia, al chiuso.</p>

<p>Coordinatore degli incontri scrittore e giornalista Michele Marziani.</p>

<p>Contributo € 10,00.</p>

<p> </p>

<p>PRODUTTORI TERRA E LIBERTA’/CRITICAL WINE MONTARETTO 2007</p>

<p><br />
 </p>

<p> 	<br />
Az. Agr. Maria Bortolotti info@mariabortolotti.it Bologna</p>

<p>Az. Agr. Giovanni Daglio giovanni.daglio@tiscali.it Alessandria</p>

<p>Az. Agr. Antico Convento acferretti@libero.it Alessandria</p>

<p>Az. Agr. Poggio Paolo jekmax@libero.it Alessandria </p>

<p>Az. Agr. Tirelli vini_tirelli@libero.it Alessandria </p>

<p>Cascina Zerbetta paomalf@infinto.it Alessandria</p>

<p>Coop. Agr. Valli Unite valli.unite@tin.it Alessandria</p>

<p>Az. Agr. Ferraro Vini contatti@ferrarovini.com Asti</p>

<p>Cascina Tavijn info@cascinatavijn.it Asti</p>

<p><br />
Az. Agr. Garella agricolagarella@hotmail.com Biella</p>

<p><br />
Az. Agr.Quaresima Ancona</p>

<p><br />
Az. Agr. Cebrelli cebrelli1887@ciaoweb.it Pavia</p>

<p>Fattoria Cerreto Libri fattoria@cerretolibri.it Grosseto </p>

<p>Az. Agr. Ca del Manet studio.caccia@virgilio.it Bergamo</p>

<p><br />
Az. Agr. Aldrighetti serealdri@alice.it Varese</p>

<p><br />
La Cantina Levantese cantinalevantese@libero.it Levanto (la spezia) </p>

<p>Ganjamaica ganjamaica73@yahoo.it Firenze<br />
Prodotti alimentari, cosmetici, e borse di canapa</p>

<p>Gilberto Montezemolo Salumi montezemolosalumi@tim.it Cuneo</p>

<p>Az.Agr. Oranami, formaggi oranami@libero.it Pavia </p>

<p>Coop. Agr. Canedo franco.daidone@libero.it Pavia<br />
Carne bovina</p>

<p>Az. Agr. il Leccio agr-illeccio@tiscali.it Albereto (Parma) <br />
erbe officinali e prodotti dalla terra</p>

<p><br />
Az. Agr. D’agostini Teresa leoner21@libero.it Framura (la spezia)<br />
Vino e prodotti dalla terra </p>

<p>Coop. Agr.Vallata di Levanto coop.levanto@libero.it Levanto (la spezia)<br />
Frantoio e cantina</p>

<p><br />
Zucchero Amaro solariclaudio@libero.it Chiavari <br />
Mercato Equo Solidale</p>

<p>Liberaterra www.liberaterra.it Palermo<br />
Coltivano le terre confiscate alla mafia</p>

<p></p>

<p>Coop. Soc. Lazzaria lazzaria@alice.it Velletri (roma)<br />
Vino dal carcere</p>

<p>Ecolab Cooperativa Sociale ecolabmi@yahoo.it Milano<br />
Prodotti in pelle e formazione carcerati</p>

<p> <br />
 </p>

<p>Info: 333.6950547  - www.montaretto.org   ostello@montaretto.org</p>]]>
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    <title>Benvenuto Brunello, io no !</title>
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    <published>2007-03-22T18:50:42Z</published>
    <updated>2007-03-22T18:52:03Z</updated>
    
    <summary>Mancata cronaca di una manifestazione annunciata, per mancanza di invito. I fatti. Sapendo della manifestazione “Benvenuto Brunello”, il giorno 8 febbraio 2007, ho telefonato al Consorzio di Tutela del Brunello di Montalcino per chiedere di essere ammesso alle degustazioni dell’omonimo...</summary>
    <author>
        <name>Virgilio Pronzati</name>
        
    </author>
            <category term="Mi da fastidio" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/bloggiornalisti/">
        <![CDATA[<p><em>Mancata cronaca di una manifestazione annunciata, per mancanza di invito.</em></p>

<p>I fatti. Sapendo della manifestazione “Benvenuto Brunello”, il giorno 8 febbraio    2007, ho telefonato al Consorzio di Tutela del Brunello di Montalcino per chiedere di essere ammesso alle degustazioni dell’omonimo vino in qualità di giornalista specializzato in enogastronomia (nonché membro di Commissioni dei Vini Doc e Docg).  Mi risponde la signora Marta Ripaccioli, dicendomi di inviare una mail contenente le mie generalità e le testate alle quali collaboro e che, una volta ricevuta tale lista, mi avrebbe ricontattato.  Cosa che feci il giorno seguente (venerdì 9 alle ore 10,21).</p>]]>
        <![CDATA[<p>Passano i giorni e, il 22 febbraio, giorno precedente la manifestazione, richiamo telefonicamente la Signora Ripaccioli senza riuscire a parlarle. A questo punto, sempre lo stesso giorno, telefono al presidente del Consorzio di Tutela del Brunello di Montalcino dr Filippo Fanti, mettendolo al corrente della mia richiesta,  il quale mi risponde di non saperne nulla.  Quindi invio anche a lui la stessa mail già inviata alla signora Ripaccioli, affermando che non essendo stato invitato, non avrei certo potuto fare la cronaca dell’evento. Aggiungendo che il titolo che avrei pubblicato sulle testate con cui collaboro, sarebbe stato “Benvenuto Brunello, Io No”. Probabilmente, chi decide della partecipazione, ha ritenuto che le tali testate, inclusa la presente, fossero di scarso valore.</p>

<p>La risposta. Alle 16,32 ricevo una mail redatta dal dr Stefano Campatelli, in cui leggo che gli inviti vengono inviati alle riviste, le quali decidono direttamente chi inviare. Alle 16,52 invio quindi una nuova mail indicando che, pur considerando breve il periodo antecedente l’iniziativa, sarebbe stato corretto avere una risposta più sollecita in merito alla mia richiesta di accredito e, se il prossimo anno, inviando la richiesta 3-4 mesi prima, ci sarà la possibilità di essere invitati.  Sino ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta...</p>

<p><br />
Virgilio Pronzati</p>]]>
    </content>
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    <title>Il vino si trova dove c’è il sole.</title>
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    <published>2006-10-22T19:28:52Z</published>
    <updated>2006-10-23T18:28:58Z</updated>
    
    <summary> Un vino italiano comprato in un negozio a Londra, a Berlino, a Stoccolma è differente. Pettegola di un sole particolarmente caldo ed esotico e, portato in tavola, ha un sapore diverso. È come se il vino perde qualcosa d’essenziale...</summary>
    <author>
        <name>Sarah Djerf</name>
        
    </author>
            <category term="Pensieri e opinioni" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/bloggiornalisti/">
        <![CDATA[<p><img alt="druvor.jpg" src="http://www.tigulliovino.it/bloggiornalisti/druvor.jpg" width="300" height="200" /></p>

<p>Un vino italiano comprato in un negozio a Londra, a Berlino, a Stoccolma è differente. Pettegola di un sole particolarmente caldo ed esotico e, portato in tavola, ha un sapore diverso. È come se il vino perde qualcosa d’essenziale quando non  è accompagnato da chiacchiere nella lingua di Dante e gesti cosi forti che certe volte rischiano a volare sia bicchieri che bottiglie. </p>]]>
        <![CDATA[<p>È come se i pomodori maturati al sole e il pecorino stagionato in fosse della terra degli etruschi aggiungessero qualcosa particolarmente importante al vino, anche se si parla della sola conoscenza della loro esistenza geograficamente vicina.  Il profumo di basilico accompagnato dal rumore dei motorini, clacson e frasi in una lingua musicale dona una completezza a qualsiasi prodotto raccolto, spremuto, fermentato e vinificato qui. Capita che queste frasi non sono esattamente recitate dalla Divina Commedia (!).</p>

<p>Per uno studente importa la quantità, per un intenditore la qualità ma per un nord-europeo medio importa la sensazione. Il vino italiano è diventato sempre più alla moda. Non mi domando perché, è troppo ovvio. La qualità. Ma, non è solo questo.  </p>

<p>La cultura del paese sempre storicamente e presentemente invasa da stranieri, mostra generosità e apertura. Nelle nostre società (anche quella italiana), talmente indirizzati sull’individuo e il proprio successo nella vita, si ha bisogno di sentirsi inclusi, di fare parte di una gran famiglia dove tutti sono benvenuti. Il vino è un prodotto dalla cultura, la terra, il popolo ciò è il motivo perciò il vino riesce a simbolizzare quello di cui abbiamo bisogno. </p>

<p>Un bicchiere d’accoglienza, di calore, di sole per imparare dai paesi del sud. </p>]]>
    </content>
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    <title>Critical book &amp; wine</title>
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    <published>2006-09-29T11:36:37Z</published>
    <updated>2006-09-29T18:31:02Z</updated>
    
    <summary>Libri da gustare - Vini da leggere Contro il libro-cibo spazzatura Contro il supermercato del libro-cibo per l’autopromozione, il prezzo sorgente e la coproduzione......</summary>
    <author>
        <name>Gianni Camocardi</name>
        <uri>http://www.tigulliovino.it</uri>
    </author>
            <category term="News &amp; Eventi" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/bloggiornalisti/">
        <![CDATA[<p>Libri da gustare - Vini da leggere<br />
Contro il libro-cibo spazzatura<br />
Contro il supermercato del libro-cibo<br />
per l’autopromozione, il prezzo sorgente e la coproduzione...<br />
</p>]]>
        <![CDATA[<p>Critical book & wine nasce dalle esperienze di Terra e libertà/Critical Wine e del Centro Sociale Leoncavallo, luogo storico di sperimentazione di saperi e pratiche innovative. Critical book & wine è un’esperienza di cooperazione alla quale partecipano scrittori, editori, artisti, intellettuali dalle provenienze più diverse, i quali non si accontentano più di urlare alla luna il proprio disappunto per lo stato della cultura italiana, ma intendono farsi direttamente promotori di pratiche di trasformazione di tutta la filiera produttiva, distributiva e commerciale.</p>

<p>Che il mercato editoriale viva un grande momento di crisi è acclarato. Che esistano molteplici relazioni tra la crisi dell’editoria colta, di ricerca e quella dell’agricoltura contadina è un dato meno conosciuto. Eppure, i mercati del cibo e dei libri si somigliano moltissimo. In ambedue i campi, per sopravvivere occorre:</p>

<p>- avere dimensioni industriali che sono la negazione intrinseca della produzione di qualità;<br />
- essere condizionati dal circuito di distribuzione e commercializzazione che impone il numero, i tempi<br />
e i costi dell’uscita del prodotto;<br />
- il successo del prodotto deriva più dalla forza del marketing che dal suo contenuto;<br />
- i costi al consumo continuano ad aumentare mentre gli utili del produttore, quando ci sono, seguitano<br />
a diminuire;<br />
- produttori e consumatori vivono lo stesso impoverimento economico che va di pari passo con l’impoverimento<br />
della produzione socio-culturale nel suo complesso;<br />
- i luoghi di commercio, per corrispondere alle necessità della filiera produttiva dominante, sono sempre<br />
più grandi e sempre più pieni di cibo come di libri spazzatura. In questi luoghi si vendono montagne<br />
di prodotti che continuano a chiamarsi libri o cibo, in effetti sono luoghi di vendita di spazi, di un<br />
prodotto industriale che è spazzatura prima ancora di essere consumato;<br />
- gli iperspazi del consumo sono non luoghi della cultura e non luoghi del cibo; sono invece luoghi in<br />
cui la spazzatura è il prodotto di punta;<br />
- libri e cibi devono essere venduti in grande quantità, devono essere di facile consumo, iperpublicizzati<br />
e sovraesposti. </p>

<p>È diffusa l’opinione che vi sia una sovrapproduzione libraria, ma nel mercato librario non si trovano tanti libri; se ne trovano invece pochi di quei pochi che devono essere venduti in grande quantità. Per il resto, i libri esistono per piccole nicchie di lettori o vivono nel silenzio e nell’invisibilità. D’altronde, per i libri come per qualsiasi altro prodotto, si acquista ciò che si vede e ciò che è invisibile non può essere acquistato.</p>

<p><strong>critical book & wine</strong><br />
il mercato degli editori<br />
e dei vignaioli indipendenti<br />
Milano Leonkavallo 17, 18, 19 novembre</p>

<p>La cosiddetta legge di mercato esige che vi sia un fenomeno di concentrazione e di semplificazione dei prodotti. Pochi grandi editori o industriali agricoli e ancor meno catene distributive regolano e controllano il mercato dei cibi e dei libri spazzatura. Il resto si uniforma o sparisce. Gli effetti sono palesi: per esempio si stampano tantissimi libri, ma i libri non si trovano nelle librerie e il loro prezzo al pubblico, se non è abbattuto dal trash, è molto alto.</p>

<p>Contro questa realtà che sembra ormai naturale si può e si deve reagire. Critical book & wine al Leoncavallo è una proposta innovativa di concepire, produrre, distribuire e commercializzare i libri e i cibi. Critical book & wine intende favorire la nascita di economie, relazioni sociali, culturali e ambientali profondamente diverse, abbattere i prezzi dei libri e dei cibi al consumo, favorire la circolazione degli editori e dei vignaioli indipendenti, l’autopromozione, la filiera diretta, la coproduzione, il prezzo sorgente.</p>

<p>Per questo il 17, 18, 19 novembre, al centro sociale Leonkavallo, si incontreranno 40 editori e 40 vignaioli, per leggere dei vini e gustare dei libri. Tra gli editori che hanno aderito segnaliamo Agenzia X, Bollati Boringhieri, Coniglio Editore, Costa e Nolan, DeriveApprodi, Editori Riuniti, Edizioni e/o, Eleuthera, Fratelli Frilli, Iperborea, manifestolibri, Meltemi, Meridiano Zero, Mimesis, Minimum fax, NDA, Ombre Corte, Quodlibet, Shake, Spartaco, Voland.</p>

<p>Tra i vignaioli partecipanti segnaliamo<br />
Azienda agricola Spagnol Eris, Guia di Valdobbiadene (Tv), Veneto.<br />
Rottensteiner, Mazzon (Bz), Alto Adige.<br />
Roagna-Azienda Agricola I Paglieri, Barbaresco (Cn), Piemonte.<br />
Cascina Besciolo, Gorzegno (Cn), Piemonte.<br />
Cooperativa Agricola Valli Unite, Costa Vescovato (Al) Piemonte.<br />
Azienda Agricola La Viranda, Calamandrana (At), Piemonte.<br />
Casina di Cornia, Castellina in Chianti (Si), Toscana.<br />
La Busattina, S. Martino sul Fiora, Manciano (Gr), Toscana.<br />
Azienda Agricola La Distesa, Cupramontana (An), Marche.<br />
Azienda Agrobiologia Aurora, Affida (Ap), Marche.<br />
Azienda Agricola Cascina Sant’Ubaldo, Acqui Terme (Al), Piemonte.<br />
Azienda Agricola Novaia, Marano di Valpolicella (Vr), Veneto.<br />
Amilcare Alberici, Boretto (Re), Emilia Romagna.<br />
Fattoria Cerreto Libri, Pontassieve (Fi), Toscana.<br />
Fattoria Castellina, Capraia e Limite (Fi), Toscana.<br />
Terra d’Arcoiris, Chianciano Terme (Si), Toscana.<br />
Azienda Agricola Le Tre Stelle, San Gimignano (Si), Toscana.<br />
Cooperativa Agricola Paterna, Terranova Bracciolini (Ar), Toscana.<br />
Cantina Giardino, Ariano Irpino (Av), Campania.<br />
Azienda Agrituristica Biologica Fiorano, Cossignano (Ap) Marche.</p>

<p><br />
<strong>Per informazioni:</strong><br />
Associazione culturale critical book, via P. Bonafede, 18, 40139 Bologna<br />
tel. 051.19980213, fax 051.3371700<br />
<a href="mailto:info@criticalbook.org">info@criticalbook.org</a><br />
critical book & wine</p>]]>
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    <title>Settembre DiVino a Novara, di Luciano Scarzello</title>
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    <published>2006-09-18T01:53:43Z</published>
    <updated>2006-09-19T15:58:57Z</updated>
    
    <summary>A Novara sta avendo successo la seconda edizione di “Settembre di Vino” manifestazione che si svolge per l’intero mese e viene dedicata ai vini che hanno origine nel territorio che si estende tra i fiumi Sesia e Ticino. Su queste...</summary>
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        <name>Filippo Ronco</name>
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            <category term="News &amp; Eventi" />
    
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        <![CDATA[<p>A Novara  sta avendo successo la seconda edizione di “Settembre di Vino” manifestazione che si svolge per l’intero mese e viene dedicata ai vini che hanno origine nel territorio che si estende tra i fiumi Sesia e Ticino. Su queste colline hanno origine, tra gli altri, i rossi e i bianchi che riportano in etichetta il nome “Colline Novaresi doc”.Negli ultimi anni, hanno rappresentato una importante novità nel panorama enologico piemontese a fianco del più conosciuto e storicamente affermato Gemme docg.</p>]]>
        <![CDATA[<p> “SettembrediVino”, è organizzata da alcuni enti tra cui l’ATL Novara, il Consorzio di tutela Nebbioli Alto Piemonte e dal  Distretto dei vini dell’Alto Piemonte e i visitatori possono scegliere tra  diversi itinerari che si tengono nei fine settimana. Sono in programma visite alle cantine e ad aziende agrituristiche dove degustare altri prodotti tipici locali, in primis la Panissa e il salame della Douja oltre a specialità culinarie a base di riso.  Ai turisti e amanti del buon bere gli enti organizzatori della manifestazione hanno messo  a disposizione pulmann e guide turistiche. Alla cooperativa dei “Colli Novaresi” di Fara Novarese verranno celebrati i  primi 50 anni e a Romagnano Sesia, il 23 settembre, si svolgerà  l’inaugurazione del museo storico-etnografico- sezione viticoltura presso la villa Caccia. Grandi festeggiamenti si annunciano a partire dalla fine di ottobre per i primi dieci anni della docg Ghemme. Un evento che si protrarrà fino a ottobre del 2007. </p>

<p>A fianco di “Settembre di Vino” sta per iniziare un’altra importante manifestazione voluta in primis dal Consorzio tutela Nebbioli Alto Piemonte in collaborazione con l’Associazione Carnelvaspettacolo di Ghemme e la stessa ATL.  45   vignette disegnate da famosi vignettisti selezionate dal bolognese Alessandro Molinari Pradelli, tra i più noti scrittori italiani di enogastronomia, resteranno esposte per un mese in 11 aziende vinicole dell’alto Piemonte. I visitatori, oltre ad ammirare le vignette, avranno la possibilità di  avvicinarsi al lavoro che viene svolto dai viticoltori proprio nelle ultime settimane della vendemmia. Oltre a degustare i vini.  </p>

<p>La manifestazione si chiama “Vignettando” e si protrarrà ininterrottamente tutti i giorni fino al 22 ottobre. Una full immersion totale e quotidiana, quindi, nella realtà vinicola del novarese, vercellese e biellese che ha, storicamente, un suo illustre passato e ottime prospettive per l’avvenire. Tra gli obbiettivi in vista l’ottenimento della doc “Alto Piemonte” che raggrupperebbe tutti i vini bianchi e rossi  di un vasto territorio ad eccezione del Ghemme e del Gattinara che già si fregiano da tempo della docg. Lo scopo è quello di semplificare il sistema delle denominazioni e facilitare il mercato oltre a creare una precisa carta d’identità per questi tipi di vini. Sotto l’ombrello della doc “Alto Piemonte” verrebbero raggruppati sia il “Colline Novaresi” che il Boca e poi il  Bramaterra, Coste della Sesia, Fara, Lessona e Sizzano. L’unione fa la forza dice il proverbio e per imporsi all’occhio del consumatore serve anche una sempre maggiore sinergia.</p>

<p><br />
<strong>Info :</strong><br />
tel. 0321-394059<br />
<a href="mailto:novaratl@tin.it">novaratl@tin.it</a></p>

<p><br />
<strong>Luciano Scarzello</strong></p>]]>
    </content>
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    <title>Giornalisti enogastronomici: ecco il vostro pubblico</title>
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    <published>2006-09-07T10:26:33Z</published>
    <updated>2006-09-07T10:28:04Z</updated>
    
    <summary>Giornalisti enogastronomici di giornali, riviste, tv, autori di libri e guide, ecco il vostro pubblico di appassionati: si tratta di donne in prevalenza meridionali e con un titolo di studio non universitario. Ma chi poi in realtà mette in pratica...</summary>
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        <name>Filippo Ronco</name>
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            <category term="News &amp; Eventi" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/bloggiornalisti/">
        <![CDATA[<p>Giornalisti enogastronomici di giornali, riviste, tv, autori di libri e guide, ecco il vostro pubblico di appassionati: si tratta di donne in prevalenza meridionali e con un titolo di studio non universitario. Ma chi poi in realtà mette in pratica le buone letture e i buoni ascolti sono soprattutto i figli, i giovani sotto i 35 anni che in media fanno una settimana di vacanze enogastronomiche l’anno.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Questo flash emerge da un’indagine nazionale sul profilo dei potenziali turisti enogastronomici italiani commissionata dal Comune di Terricciola e condotta dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con il Gambero Rosso. I risultati completi dell’indagine saranno resi noti sabato 16 settembre nel corso del convegno “Enoturisti non per caso” organizzato nell’ambito della tradizionale festa dell’uva e del vino di Terricciola (Pisa). In anteprima sarà data una classifica sul gradimento delle regioni italiane con i principali “però” attribuiti a ciascuna; il profilo dei turisti enogastronomici italiani che lega le abitudini di vita a quelli di vacanza e molto altro ancora.</p>]]>
    </content>
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    <title>Capezzone presenta proposta di legge per abolire l&apos;Ordine dei Giornalisti</title>
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    <published>2006-08-28T10:07:56Z</published>
    <updated>2006-08-28T10:27:44Z</updated>
    
    <summary>Una proposta di legge e un appello firmato da personalità del mondo giornalistico per chiedere l&apos;abolizione dell&apos;Ordine creato ormai 43 anni fa. Due iniziative &quot;distinte ma convergenti&quot;, presentate a Montecitorio da Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività Produttive della Camera,...</summary>
    <author>
        <name>Filippo Ronco</name>
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    </author>
            <category term="Pensieri e opinioni" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/bloggiornalisti/">
        <![CDATA[<p>Una proposta di legge e un appello firmato da personalità del mondo giornalistico per chiedere l'abolizione dell'Ordine creato ormai 43 anni fa. Due iniziative "distinte ma convergenti", presentate a Montecitorio da Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività Produttive della Camera, e da Michele De Lucia, membro della direzione di Radicali Italiani e della Rosa nel Pugno, con l'auspicio di riaprire un "dibattito serio e profondo" per la liberalizzazione della professione giornalistica. Che ne pensate ?</p>]]>
        
    </content>
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    <title>Ferragosto con Telecom</title>
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    <published>2006-08-14T10:32:45Z</published>
    <updated>2006-08-14T10:43:51Z</updated>
    
    <summary>Scusate se facco uso di questo blog per una comunicazione di servizio: tutti i siti della Simplicissimus Blog Farm e San-lorenzo.com non funzionano. Causa: un non meglio identificato &quot;cavo tranciato nel corso di lavori&quot; da parte di Telecom, che sta...</summary>
    <author>
        <name>Antonio Tombolini</name>
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            <category term="Mi da fastidio" />
    
    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/bloggiornalisti/">
        <![CDATA[<p>Scusate se facco uso di questo blog per una comunicazione di servizio: tutti i siti della <a href="http://blogs.simplicissimus.it">Simplicissimus Blog Farm</a> e <a href="http://www.san-lorenzo.com">San-lorenzo.com</a> non funzionano. Causa: un non meglio identificato <em>"cavo tranciato nel corso di lavori"</em> da parte di Telecom, che sta mantenendo un'intera cittadina (Filottrano, dove risiedono i nostri server) anche telefonicamente isolata.</p>

<p>Roba da telegiornale (ma nessuno ne parlerà, ovviamente). Anche il <a href="http://www.comune.filottrano.an.it/">Comune di Filottrano</a>, mentre scrivo, è irraggiungibile. Quelli di Telecom rispondono come se niente fosse <em>"ci attendiamo un intervento risolutivo in giornata"</em>. Saprei io quale sarebbe <em>l'intervento risolutivo</em> da mettere in atto, sì che lo saprei.</p>

<p>Ma possibile che se una bottiglia di vino dà di tappo il ristoratore o l'enotecaro (e il produttore ad essi) debba cambiarla o rimborsarla, e invece costoro possono fare tutti i danni che vogliono, e prendersela comoda come vogliono, senza essere obbligati a risarcimento alcuno? Telecom, basta, non se ne può più. A quando una RyanAir delle telecomunicazioni?</p>]]>
        
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    <title>Il Prosecco verso una nuova frontiera</title>
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    <published>2006-07-30T11:33:12Z</published>
    <updated>2006-07-30T11:39:07Z</updated>
    
    <summary>Coltivato e prodotto nel triveneto, il Prosecco è no dei vini bianchi più noti e “storici”. Le bottiglie superano ogni anno i 140 milioni ma la zona più pregiata è considerato l’alto trevigiano, noto come Altamarca, da dove sul mercato...</summary>
    <author>
        <name>Filippo Ronco</name>
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    </author>
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    <content type="html" xml:lang="en" xml:base="http://www.tigulliovino.it/bloggiornalisti/">
        <![CDATA[<p>Coltivato e prodotto nel triveneto, il Prosecco è no dei vini bianchi più noti e “storici”. Le bottiglie superano ogni anno i 140 milioni ma la zona più pregiata è considerato l’alto trevigiano, noto come Altamarca,  da dove sul mercato vengono immesse circa 44 milioni di bottiglie. Ed è la zona, in particolare quella di Conegliano-Valdobbiadene, dove il Prosecco si fregia della doc con la dicitura in etichetta che riporta il nome di queste due località. Ma  sull’onda di una sempre maggiore ricerca della qualità, i produttori della zona adesso puntano più in alto. </p>]]>
        <![CDATA[<p>Hanno preso da tempo coscienza del fatto di avere un vino  che considerano eccellente e vorrebbero, in maggioranza,  prendere le distanze dagli altri viticoltori del nord-est ovviamente puntando su prezzi ancora più remunerativi di quanto già non lo siano adesso. Il dibattito è in corso e, ad esempio l’ambizione  di Gianluca Bisol, direttore dell’omonima  nota azienda , sarebbe di ottenere il riconoscimento di una doc  superiore che avrebbe come nome “Prosecco Altamarca” e la qualifica di “cru” per i prosecchi di Conegliano e Valdobbiadene al pari del  “Cartizze” che già esiste. </p>

<p>Il Consorzio  di tutela raggruppa attualmente i produttori di 15 comuni dell’Altamarca che potrebbero diventare anche 40 con conseguente aumento della produzione.  Franco Adami, presidente del Consorzio che esprime anche l’opinione degli associati, precisa: “Qualificare ulteriormente la produzione va bene ed è necessario ma il Prosecco doc deve restare una prerogativa di Valdobbiadene-Conegliano e, a questo proposito, abbiamo avviato una richiesta di modifica del disciplinare dello spumante per aumentarne ulteriormente la qualità.”. </p>

<p>Nella zona  qualcuno ha cominciato anche a produrre Prosecco con metodo classico o champenois , cioè la fermentazione in bottiglia al pari dello champagne, che dà la possibilità a questo vino di esprimere al massimo le proprie caratteristiche. Della denominazione doc superiore se ne riparlerà in settembre anche in occasione della manifestazione riservata agli spumanti.</p>

<p><br />
Dall’8 al 12 settembre si svolgerà a Valdobbiadene il Forum degli “Spumanti d’Italia”, notevolmente modificato rispetto agli anni passati. Un  evento all’insegna degli incontri di cultura e di didattica enogastronomia guidati e curati dallo staff-degustatori delle guide di Veronelli Editori, da Fabio Scarpitti (direttore di Spazio Scarpitti a Milano) a Osvaldo Murri ( Vivere meglio-Rete 4-Mediaset e docente di analisi sensorial), da Luigi Bortolotti  (guida 2000vini di Ais-Bibenda) a Massimo di Cintio (giornalista enogastronomo ) a Michele Bressan ( enotecario di Treviso), tutte su prenotazione con ticket di ingresso e una ampio presentazione di abbinamenti di prodotti dop e igp alimentari, le eccellenze nazionali . </p>

<p>In settembre Sempre un ticket di ingresso apre le porte alla “Aule&Enoteca” delle degustazioni riservate agli spumanti suddivisi per territori di origine docg e doc e per metodi di produzione. Inoltre gli ottocenteschi Saloni di Villa dei Cedri ospiteranno al piano terra “Il Banco dei Mille Spumanti d’Italia” presso la quale i visitatori potranno assaggiare centinaia di etichette italiane scegliendo e acquistando un calice  per volta, per metodo o per tipologia.</p>

<p>Molto attese, alla luce del successo ottenuto lo scorso anno che testimonia la crescita di un numero sempre maggiore di consumatori “consapevoli”, le “Degustazioni guidate” curate dai Consorzi di tutela e Associazioni di Spumanti con la regia di un partner eccezionale, i curatori delle guide Oro Veronelli e le “cene conviviali” presso le case spumantistiche  associate ad Altamarca che ospitano i vini di colleghi di altre docg e doc di altri territori da presentare a giornalisti e operatori economici , escludendo in ogni caso il Prosecco doc Conegliano Valdobbiadene. Quest’anno è la volta delle Case Ruggirei e Bortolomiol.</p>

<p>( Prenotazione vivamente consigliata presso la Segreteria del Forum Tel. 042397199 – <a href="mailto:segreteria@forumspumantiditalia.it">segreteria@forumspumantiditalia.it</a>  <a href="http://www.forumspumantiditalia.it">www.forumspumantiditalia.it</a>).</p>

<p>Ricco anche il calendario dei convegni inseriti nell’evento, con un appuntamento privilegiato fra tutti: quello di sabato 9 settembre alle ore 11.00 con la presentazione del Rapporto 2006 sul mercato ed i consumi a cura dell’Osservatorio Economico Nazionale  Spumanti, in collaborazione con Ismea-Buonitalia-Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari. Ovvero lo strumento più aggiornato per avere un quadro delle tendenze del comparto. </p>

<p>La “Mostra&Enoteca degli Spumanti d’Italia” inoltre sarà l’occasione per l’assegnazione di importanti riconoscimenti a personalità, aziende, giornalisti, attori che si muovono all’interno del variegato mondo della spumantistca nazionale. Accanto alle premiazioni dei 12 Nastri d’argento, ovvero delle aziende vincitrici del “Concorso Enologico Nazionale Spumanti“, venerdì 8 settembre, alle 18.00, verrà consegnato il Premio della prima edizione del Concorso giornalistico internazionale “Spumanti a… sproposito” che vuole appunto segnalare la creatività di chi riesce a comunicare i termini legati al campo semantico “Spumanti” al di fuori dei contesti comunicativi e dei significati abituali. Il riconoscimento per il 2006 è stato attribuito ad una prestigiosa testata tedesca “NZZ”per la campagna “P-ROSE-CCO”, come simbolo della ospitalità e del vivere piacevole italiano.</p>

<p>Largo spazio in Villa dei Cedri anche alla cultura e alla storia legata al vino. Continua l’apertura della grande mostra- prima assoluta nazionale - di sculture e incisioni dell’artista Paolo Menon “Dei Tirsi Divini” che propongono il mito e le celebrazioni nel tempio del dio pagano Dioniso, scoperto nel 2002 sui Monti Rodopi. Accanto alle opere di Menon anche altri pezzi d’antiquariato, cartoline, manifesti, quadri, macchine antiche legate agli Spumanti e l’esposizione dei disegni selezionati nell’ambito del Concorso  “Bollicine d’Artista”. Sabato e domenica inoltre è aperto il 2° Salone degli Scudi che permetterà ai collezionisti di capsule di spumanti di incontrarsi per mostrare e scambiarsi i pezzi pregiati.</p>]]>
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    <title>Sciabolatori al Duca di Dolle</title>
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    <published>2006-07-29T10:16:06Z</published>
    <updated>2006-07-29T10:16:56Z</updated>
    
    <summary>Al Relais Foresteria Duca di Dolle (Rolle, Cison di Valmarino) nell’alto Trevigiano si è svolto una suggestivo rito di iniziazione. Da Reims, in Francia sono giunti fin qui gli sciabolatori della Confrérie du Sabre d’Or, eredi di una tradizione cara...</summary>
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        <![CDATA[<p>Al Relais Foresteria Duca di Dolle (Rolle, Cison di Valmarino) nell’alto Trevigiano si è svolto una suggestivo rito di iniziazione. Da Reims, in Francia sono giunti fin qui  gli sciabolatori  della Confrérie du Sabre d’Or, eredi di una tradizione cara agli ussari di Napoleone che brindavano alla Francia con questo rito militare festoso e goliardico, dopo ogni vittoria.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Avvolti nei suggestivi mantelli della Confraternita che vanta più di 30000 iscritti nel mondo, hanno nominato solennemente  16 nuovi cavalieri della Sabre d’Or mentre il Relais Foresteria Duca di Dolle diventa da oggi sede ufficiale di investitura per i nuovi cavalieri della Confraternita della Sciabola d’Oro.</p>

<p>L’atmosfera era magica. Al tramonto, nello splendido contesto naturale che circonda la foresteria - le distese di vigneti,  i boschi e in lontananza l’antico borgo di Rolle su cui svetta l’austero campanile - i nuovi  16 cavalieri hanno troncato di netto con abilità ed eleganza  il collo alle bottiglie di champagne. Dice il rito solenne: in nome di Noè, padre delle vigne e di San Vincenzo, protettore dei vignaioli, ti  nominiamo Cavaliere della Sciabola d’Oro per aver separato il tappo dalla bottiglia con movimento elegante …</p>

<p>La serata conviviale si è conclusa con un buffet curato dal ristorante il Ghebo di Cavallino Treporti (VE), servito intorno alla piscina e innaffiato da numerose bottiglie di ottimo champagne.<br />
Dice Gianluca Bisol diventato da oggi Maitre Chavalier: la nostra famiglia stima e rispetta da sempre i vini di grande qualità e lo champagne,  nella gerarchia dei  vini, è senza dubbio il re a cui tutti i produttori devono fare  riferimento.</p>

<p>Tra i nuovi Cavalieri nomi importanti tra cui la giornalista Rai Lucia Buffo, Gabriella Bechi della Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana, Giselle Obert, nota P.R. della capitale, Dino Marchi, presidente dei Sommelliers del Veneto, Gino Bartoletto, presidente dello Slow Food Veneto, Carlo Casti, governatore della Lombardia e tanti altri tra cui un simpatico Carlo Raspollini, autore della fortunata trasmissione La Prova del Cuoco, che mentre veniva nominato solennemente Chavalier Sabreur  gridava allegramente, con un sorriso tutto italiano Viva Materazzi.</p>]]>
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    <title>La Contea, azienda agricola a Neive (CN)</title>
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    <published>2006-07-20T10:39:31Z</published>
    <updated>2006-07-20T10:41:34Z</updated>
    
    <summary>Chi sceglie di visitare La Contea ha probabilmente qualche ora da investire nel progetto ed un bagaglio di sensibilità e cultura enogastronomica di livello almeno medio alto. La Contea ha tutte le caratteristiche necessarie a non deludere le aspettative di...</summary>
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        <![CDATA[<p>Chi sceglie di visitare La Contea ha probabilmente qualche ora da investire nel progetto ed un bagaglio di sensibilità e cultura enogastronomica di livello almeno medio alto. La Contea ha tutte le caratteristiche necessarie a non deludere le aspettative di questo ipotetico visitatore.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Fondata nel 1992 e diretta dai proprietari, Claudia Francalanci e Tonino Verro, La Contea produce 41.500 bottiglie l’anno tra Barbaresco, Nebbiolo d’Alba, Roero Arneis, Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Moscato d’Asti e Langhe, grazie alla coltivazione a vitigni di una dozzina di ettari di terreno. Antonio Verro, per tutti Tonino, è anche  il geniale creatore e titolare del ristorante che porta lo stesso nome delle Cantina  situato  nel centro storico di Neive, mèta di raffinati ed esigenti gourmet.  </p>

<p>Nato a Canale d’Alba da famiglia casalese contadina, Verro porta lo stigma del viticultore inscritto nel dna: suo padre,  rinomato geometra di paese, e sua madre, pasticcera nella panetteria della nonna Ieta, gli hanno insegnato ad amare la terra, ad apprezzarne i frutti ed i sapori, ma anche la fatica e la pazienza. Claudia è nata invece a Castagnole Lanze: il padre, di origine toscana, discende da una famiglia d’illustre tradizione artigiana; la famiglia della mamma, di estrazione contadina, del vino e delle ricette tradizionali ha sempre fatto un vanto. </p>

<p>Verro e la Francalanci hanno incominciato il loro cammino nell’enologia all’inizio degli anni ‘90: un incontro non privo di prospettive per Tonino, da sempre attivo in questo settore e capace di fondare una cantina dotata delle più sofisticate tecnologie e di estendere la coltivazione della vite su terreni collinari sparsi a macchia di leopardo sui colli di Langa e del Roeroa.  </p>

<p>La Contea è partita sulla base di pochi ettari di proprietà a Canale, cui Verro e la Francalanci hanno man mano aggiunti vigneti e cru reperiti ed acquistati a Neive; ora l’offerta della Contea, sia per quanto riguarda il ristorante che sia l’enoteca “Al nido della cinciallegra”, comprende un’ampia gamma di vini, tra cui varie etichette di pregio e prodotti particolari. </p>

<p>La scelta produttiva della Contea è incentrata e finalizzata alla qualità; la minor resa dei ceppi inorgoglisce la struttura dei vini, la concentrazione nel colore, nel fruttato dei profumi e nella complessità del gusto.  Alla Contea, tutti si dedicano ad un vino con particolare affetto o affinità: Tunin per il Roero Arneis (dedicato a Tonino), Mary per il Langhe Chardonnay,  Moncastello per il Nebbiolo d’Alba, Caplin per il Barbera d’Alba (dedicato a Claudia), Ripa Sorita per il Barbaresco, Paciocchi (dedicato ad Elisa) per il Dolcetto d’Alba, Scricciolo (dedicato ad Alessandro) per il Moscato d’Asti e Cianin Moscato Piemonte Passito (dedicato al nonno di Claudia, appassionato ed intenditore di vini).</p>

<p>Come raggiungere La Contea (Vicolo Asilo, 13 - 12057 Neive (Cn): tel.: 0173.677585): dall’autostrada A21, uscita Asti est, 28km direzione Alba (strada del vino); a Motta di Costigliole, 300 metri dopo il semaforo, svoltare a sinistra per Castagnole delle Lanze; Neive è a 5 km in direzione Alba. La Contea è nel centro storico, vicino alla chiesa.</p>

<p><br />
Luciano Scarzello<br />
(ha collaborato Andrea Barbieri)</p>]]>
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    <title>A cena  con la cucina piemontese al ristorante “Badellino” a  BRA.</title>
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    <published>2006-07-16T10:49:12Z</published>
    <updated>2006-07-16T10:50:19Z</updated>
    
    <summary>Fino a cento anni fa o poco meno si sarebbe arrivati in carrozza e una volta ricoverati i cavalli nello stallaggio gli avventori avrebbero potuto godere della cucina semplice e genuina di Giovanni Badellino, da Santa Vittoria d’Alba, bisnonno di...</summary>
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        <![CDATA[<p>Fino a cento anni fa  o poco meno si sarebbe arrivati in   carrozza e una volta ricoverati i cavalli nello stallaggio gli avventori avrebbero potuto godere della cucina semplice e genuina di Giovanni Badellino, da Santa Vittoria d’Alba, bisnonno di Giacomo, l’attuale proprietario. Il fondatore del ristorante che si trova sempre sulla “storica” piazza XX Settembre, la “Rocca”, a Bra in provincia di Cuneo proponeva la stessa autenticità di sapori  di oggi.</p>]]>
        <![CDATA[<p>Quattro generazioni di ristoratori rappresentano ormai una dinastia, e ad ogni cambio della guardia il Badellino di turno ha apportato modifiche e miglioramenti. Ora il Ristorante  “ Badellino” offre anche 18 camere e 3 monolocali , moderni e funzionali,  con parcheggio privato per visitare a piedi il cuore della cittadina piemontese.</p>

<p>Il ristorante vero e proprio è stato esteso in orizzontale e in verticale: due sale al pianterreno, accoglienti ed eleganti, e di sopra una terrazza estiva accarezzata dalla brezza e riparata dalla calura, tutto pervaso di buon gusto e armonia, luci, tende, candele... una splendida cornice alle raffinate proposte della cucina. L’ultimo rinnovamento- negli anni ’80 – avvenne per iniziativa del papa’ di Giacomo, Giovanni,   personaggio estroso e di grande simpatia oltre che ottimo intrattenitore, a suo modo, dei clienti. D’estate il ristorante si amplia all’esterno nel dehor allestito sulla bella piazza da poco meno di un anno tirata a lucido dai lavori di ristrutturazione.</p>

<p>La cucina è  gustosa. Si punta ,intanto, sulla stagionalità, prodotti freschi e di qualità, e naturalmente sulle specialità locali, come la  salsiccia di vitello di Bra, leggermente speziata e da mangiare soprattutto cruda, il vitello tonnato, l’insalata di carne cruda, i peperoni con bagna caoda (in stagione) e su quei piatti tipici fatti a mano come i ravioli  del “plin”, ovvero pizzicotto perchè si chiudono stringendo i lati tra indice e pollice (con grattatina di tartufo bianco di Alba in autunno) e poi le tagliatelle, gli arrosti e -su richiesta- il mitico e trionfale fritto misto alla piemontese. Per concludere i formaggi tipici del cuneese e i dolci tra cui il bonet della nonna e un originale dessert alla panna con ricoperto sempre  cioccolato. Il tutto  innaffiato con ottimi vini a cominciare da quelli di Langhe e  Roero cui si sono aggiunti recentemente anche quelli siciliani bianchi e rossi molto gradevoli della “Mandrarossa” prodotti dalla “Sottesoli” di Menfi in provincia di Agrigento.</p>

<p>Un locale adatto per ogni occasione: per i pranzi d’ affari come per le cene di famiglia o tra amici e anzi, un posto dove portare anche i bambini perché la genealogia continua. Infatti già un piccolo rampollo, Edoardo,  un giorno sarà chiamato alla successione e ogni braidese augura ai propri figli, una volta cresciuti, di pranzare o cenare ancora nel suo futuro ristorante Badellino. Tel. 0172-439050, chiuso il martedì.</p>]]>
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    <title>Viaggio in Sicilia lungo l’itinerario delle Terre Sicane</title>
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    <published>2006-05-30T18:23:26Z</published>
    <updated>2006-05-31T14:17:49Z</updated>
    
    <summary>Santa Margherita del Belice (Agrigento) - Un tour nella valle del Belice offre l’occasione di conoscere uno degli angoli certamente più affascinanti della Sicilia. Arriviamo nell’agrigentino in primavera e il nostro viaggio tocca località dai nomi suggestivi come Menfi, Montevago,...</summary>
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        <![CDATA[<p>Santa Margherita del Belice (Agrigento) - Un tour nella valle del Belice offre l’occasione di conoscere uno degli angoli certamente più affascinanti della Sicilia. Arriviamo nell’agrigentino in primavera e il nostro viaggio tocca località dai nomi suggestivi come Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita Belice, la “Donnafugata” del celebre “Gattopardo”. </p>]]>
        <![CDATA[<p>Il visitatore è accompagnato dal calore del sole, dalla bellezza del paesaggio caratterizzato da colline ed altopiani dolci e levigati che si snodano verso la fascia costiera a tratti frastagliata e selvaggia in cui si estendono finissime dune sabbiose ricoperte dalla palma nana e dal giglio del mare e sulla cui battigia gli aironi e le tartarughe marine depongono le loro uova. Una natura quasi incontaminata bagnata da un mare pulitissimo che ha ottenuto il riconoscimento della Bandiera Blu dalla FEEE e dal Ministero dell’Ambiente, e contrassegnata anche e soprattutto dalla storia e dall’arte. </p>

<p>La valle del Belice era nell’antichità in Magna Grecia, di cui si possono ancora oggi ammirare le testimonianze, e una fra tutte è rappresentata dagli splendidi templi di Selinunte. Da queste parti, nel corso dei secoli, sono transitati un po’ tutti, dai Fenici ai Greci, Romani e Normanni preceduti in tempi remoti  dai Sicani ed è proprio per questo motivo che la zona è nota anche come le “Terre Sicane”. I popoli trovavano un ambito approdo dove il clima è da sempre un privilegio di una zona fertile in cui, tra l’altro, la viticoltura era già nota ai primi abitanti. </p>

<p>E’ proprio ispirandosi ai Sicani  che i cinque comuni della valle del Belice, rinata con orgoglio dopo il terremoto che la colpì nell’ormai lontano 1968, hanno costituito da tempo un’Unione che ha anche lo scopo di promuovere e valorizzare il territorio. Partendo dal rigore neoclassico di Palazzo Ravidà a Menfi, la Torre Federiciana e quella di Porto Palo, avamposto sul mare e dove – affermano in Comune – si ha intenzione di dare il via al più presto ad un progetto di ulteriore sviluppo turistico migliorando ulteriormente la splendida ed incontaminata spiaggia e la costruzione di nuovi hotel e altre strutture ricettive per proseguire con i mosaici di sapore bizantino nel cuore di Montevago, la chiesa Madre, i cortili saraceni e l’antico insediamento archeologico di monte Adranone a Sambuca e l’esplosione barocca di Palazzo Filangieri-Cutò a Santa Margherita, oltre ad altre rinomate ed eleganti ville.  </p>

<p>Un mosaico di storia e cultura all’interno del quale si colloca il Parco Letterario intitolato al celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e trasportato sulle scene cinematografiche nel “Gattopardo”, il capolavoro di Luchino Visconti del 1964 con interpreti d’eccezione come Claudia Cardinale, Burt Lancaster e Alain Delon. Il Parco raggruppa il palazzo Filangieri-Cutò dove la famiglia Salina trascorreva le vacanze e che si affaccia sulla piazza centrale del paese, la chiesa Madre e il prezioso giardino botanico meta delle passeggiate del principe Fabrizio Corbera, l’interprete principale del romanzo tradotte in decine di lingue. </p>

<p>Straordinario l’allestimento al  piano superiore del palazzo (il cui progetto di ristrutturazione venne però contestato da Vittorio Sgarbi) della Sala delle Cere dove i personaggi del Gattopardo, complici la luci, i dialoghi, le musiche e le narrazioni fuori campo fanno rivivere i momenti cruciali del romanzo: il monologo del principe che ,al nobile piemontese Chevallier inviatogli da re Vittorio Emanuele II° per proporgli la nomina a senatore del neonato Regno d’Italia, descrive una Sicilia fatalistica destinata a non cambiare mai e il valzer finale ballato con Angelica magistralmente interpretata dalla Cardinale. Sicilia di ieri e Sicilia di oggi. </p>

<p>Molti aspetti sono cambiati nel carattere di questo popolo leggendario, spesso – proprio grazie al turismo e ai prodotti tipici - il fatalismo ha lasciato il posto all’ottimismo. Anche quando si parla della promozione dei vini. Infatti, il Parco è nato anche con l’obiettivo di fare da cuore pulsante dell’immagine dell’enologia delle “Terre Sicane” sponsorizzando le diverse manifestazioni che si svolgono sul territorio e con ottimi risultati.</p>

<p><br />
<strong>Eventi in Terre Sicane</strong></p>

<p>Cultura e gioia di vivere, è il  binomio che trova la sua armonizzazione grazie all’impegno dei comuni  e delle due grandi aziende vinicole che vi hanno sede, Donnafugata e Settesoli, quest’ultima la più grande cooperativa d’Europa presieduta dal barone Diego Planeta nome di prestigio dell’enologia isolana, che contribuiscono alla realizzazione di due importanti momenti della promozione locale.</p>

<p>Dal 29 giugno al 2 luglio, a Menfi si svolgerà la manifestazione Inycon, dall’antico nome della città e di cui il comune ha depositato il marchio, aggregazione di eventi di varia natura e cultura: conferenze, dibattiti, performance teatrali e musicali e  un talk show, attorniati da saloni del gusto e proposte enogastronomiche dei sapori locali. </p>

<p>Ai primi di agosto, invece, l’attenzione si sposterà a Santa Margherita Belice, dove nella barocca atmosfera del Palazzo Filangeri-Cutò all’interno del Parco Letterario del Gattopardo, verrà proclamato il romanzo vincitore del Premio  Giuseppe Tomasi di Lampedusa giunto alla quarta edizione grazie anche al patrocinio dell’azienda vinicola Donnafugata e di altri enti tra cui, naturalmente, la Regione Sicilia. “Donnafugata” con i suoi blasonati vini bianchi e rossi rappresenta 150 anni di tradizione famigliare eroica e forte predisposizione all’investimento culturale. </p>

<p>Un’azienda a ritmo di jazz (vista la passione per la musica dei suoi titolari, la famiglia Rallo) come si autodefinisce all’apertura del sito, che organizza e sostiene il premio intitolato al grande scrittore che visse nella storica dimora.<br />
Per informazioni sui programmi dettagliati delle manifestazioni, contattare le Cantine “Sottesoli” di Menfi allo 0925 77111 e la Cantina Storica “Donnafugata” a Marsala allo  0923 724200.</p>

<p><br />
<strong>Luciano Scarzello</strong><br />
(Ha collaborato Paola Ragno)</p>]]>
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