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Back office

Chi l'ha detto: Robert Beynat

di Filippo Ronco

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Da un articolo di Decanter, apprendo che il CEO di Vinexpo, Robert Beynat, alla conferenza di chiusura della nota fiera di Bordeaux, ha avuto l'ardire di affermare che il web: "never be anything other than a marginal circuit for sales". Bordata che devo ricordarmi di segnalare a un po' di amici commercianti online che conosco.
Alla domanda relativa ai "nuovi" (?) media quali possibili canali sostitutivi delle tradizionali fiere, Beynat ha inoltre perentoriamente aggiunto:"the internet is not the right medium for the sale of wines and spirits, it is not a real alternative to traditional sales circuits and will never reach more than around 8% of the market".

Sebbene sulle prime due affermazioni di questo secondo intervento si potrebbe anche discutere, la terza mi sembra esagerare un poco in presunzione. L'unico problema dell'online è la logistica, lo sappiamo tutti ma sulla base di quali dati Beynat afferma che internet non raggiungerà mai un obiettivo di vendite superiore all'8% ?

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31 Commenti

Inserito da Fabio Ingrosso

il 30 giugno 2009 alle 15:25
#1
Ah, l'ho appena pubblicata anche io questa notizia, facendo tre ipotesi sul perchè Beynat abbia detto questo: incopetenza, buona fede o tendenziosità? http://vino24.tv/post/856/internet-non-e-buono-per-la-vendita-di-vino-dicono-da-vinexpo

Inserito da Filippo Ronco

il 30 giugno 2009 alle 15:34
#2
Un po' e un po' Fabio. Dicendo che il web non serve per vendere e che le Fiere sono tutto, mira a curare il suo orticello perdendo di vista l'obiettivo numero uno: integrare le due cose, quello che mi piacerebbe riuscire a fare compiutamente prima o poi. :)

Ciao, Fil.

Inserito da Tomaso Armento

il 30 giugno 2009 alle 15:35
#3
Sembra di tornare indietro nel tempo, vi ricordate:

-1993 The Internet? We are not interested in it, oppure

-1995 The internet is just a passing fad,

Sapete chi lo disse vero?

Bene ora so che appuntarmi per il 2009, e sto li agguardà!

Inserito da Fabio Ingrosso

il 30 giugno 2009 alle 19:28
#4
Tomaso, non so chi lo ha detto :(

Inserito da Giuliano Abate

il 30 giugno 2009 alle 19:44
#5
Uno che pasticciava in un garage, come si chiama? ha già Gates, Bill Gates......

Inserito da Tomaso Armento

il 30 giugno 2009 alle 23:08
#6
Esatto Giuliano!

Inserito da Gianpaolo Paglia

il 01 luglio 2009 alle 19:34
#7
Pero' e' probabile che non abbia tutti i torti quando dice che il web non sostituira' l'esperienza reale di conoscenza diretta del produttore e della degustazione, che poi e' l'essenza della fiera. Ma non mi sembra neanche questo l'obiettivo al quale si debba mirare se si ha una presenza su internet, che e' piu' legata ad una ulteriore possibilita' di far conoscere il proprio vino esattamente a molti di quelli che all efiere non ci hanno mai messo, ne metteranno piede.
E' anche probabile che lui sia un po' nervoso, perche' non mi pare che il Vinexpo sia andato a gonfie vele quest'anno.

Inserito da Filippo Ronco

il 01 luglio 2009 alle 19:46
#8
Infatti Gianpaolo, su quella parte si può discutere. E' la sicumera sull'8% che non verrà "mai" superato che mi pare un po' eccessiva.

Ciao, Fil.

Inserito da Alessandra Rossi

il 01 luglio 2009 alle 20:26
#9
Ho più volte detto che per ora il vino non si vende online, ma non mi sono mai limitata a frasi categoriche ed entravo in parecchie specifiche. Sono assolutamente convinta che il supporto del web sia vitale.
Quanto alla vendita diretta è ancora, a livello generale, un fenomeno non rilevante per i motivi che gia' sappiamo, ma l'affermazione di Beynat cosi' lapidaria ed in quel contesto si presta ad essere più che opinabile, anzi, assolutamente contestabile.

Inserito da Filippo Ronco

il 01 luglio 2009 alle 20:38
#10
Immagino un futuro in cui i rappresentanti saranno bravi intermediari tecnologici, continuamente interfacciati con il sistema di acquisto centralizzato e a prezzo unico per tutta italia, per qualsiasi fornitore, ovviamente online. Probabilmente sogno.

Ciao, Fil.

Inserito da Paolo Carlo Ghislandi

il 02 luglio 2009 alle 09:17
#11
Al di là del fatto che certe dichiarazioni sono palesemente tendenziose e se ne capiscono le motivazioni, io credo che Internet abbia tutti i presupposti per crescere ancora ed ancora inglobando e dando una nuova veste anche alle professioni.

Per quanto riguarda le cantine e la vendita online io non credo che sia solo la logistica il problema, anzi , è la credibilità, la reputazione che sta dietro al marchio il problema.

Perchè se andate su Ebay ( per non fare nomi ) le bottiglie si vendono eccome, ma quali ? ;-))

Detto questo io sono certo che tutti noi cantine 2.0 ci stiamo adoperando ogni giorno per colmare questo deficit di notorietà, la logistica verrà di conseguenza al mercato, come sempre.

Ciao
Paolo

Inserito da Tomaso Armento

il 02 luglio 2009 alle 10:13
#12
Mah, io vedo il web come Giampaolo, ovvero uno strumento per far sapere al mondo che ci sei. Serve, come dire, per farsi trovare nel caso qualcuno stia cercando qualcosa di simile a quello che fai tu. La conoscenza diretta del produttore se lo stesso opera con mentalità di confronto, interattiva (tanto per non ripetere 2.0) in effetti un po si sta già facendo conoscere, poi come ho sentito dire, magari quando lo conosci di persona controlli "se ti torna il conto" cioè se quello che hai percepito ci sta o meno. Penso che si possa fare lostesso sui vini, ma in primis, per come la vedo io, sul web evoluto trovi il produttore e poi i vini. Questo secondo me è il bello del web, umanizza e fa associare la miriade di vini sul mercato a persone ognua relativamente interessante.

Il caso scuola per me è la conoscenza di Gianpaolo: l'ho visto sul web, mi ha incuriosito ho approfondito la conoscenza sul web prima e poi alla prima occasione quando ho trovato un suo vino (ed ero pure con un mio cliente!) ho ordinato per me e per il mio cliente due suoi vini. Dopo ancora un pò sono andato a conoscerlo al Vinitaly di persona, perchè ho fatto 2+2 e il conto mi tornava.

Lo stesso dicasi di Paolo di Cascina i Carpini, andato a trovare a Alessandria Top Wine dopo aver visto e interagito su Vinix, anche lì è tornato il conto e sono felice di conoscerlo.

Quindi proprio zero il web non è, ma mi torna in mente il discorso fatto a VUU: se non hai voglia di sbatterti tu che il vino lo bevi io posso anche andare a rifare le crociate con le enoteche ma non servirà a nulla perchè chiederai banalmente "un rosso" o "un bianco" e chi ti sta vendendo si farà i conti e ti darà quello che gli torna meglio.

Che dite, sono tutto scemo?

Ciao
Tom

Inserito da Tomaso Armento

il 02 luglio 2009 alle 10:13
#13
Scusa, volevo dire Gianpaolo, ma la m e la n sono vicine sulla tastiera.

Inserito da Paolo Carlo Ghislandi

il 02 luglio 2009 alle 10:18
#14
@ Tom,

Sai una cosa davvero bella dello scrivere su internet ?

Non c'è ne giusto ne sbagliato, ne bene ne male, c'è solo quello che uno pensa e scrive liberamente e la stessa libertà dall'altra parte di condividerlo o meno.

Quindi ciascuno di noi può semplicemente fare delle affermazioni che sono al contempo giuste quanto sbagliate a secondo di chi le legge.

Ciao
Paolo ( filosofico oggi )

Inserito da Filippo Ronco

il 02 luglio 2009 alle 10:43
#15
Riguardo al "far sapere che ci sei", tanto per tirare un po' l'acqua al mio mulino, che ruolo gioca secondo voi la pubblicità e questo ruolo è identico per voi sulla carta stampata o sul web ? Come valutate servizi innovativi come vta system, contorsioni da tecnofili o reali strumenti del 2.0 che devono ancora essere scoperti ed apprezzati ?

Io ho già le mie risposte ma mi baso soprattutto su quel "far sapere che ci sei" per darmele: se l'intento è quello, ci sono strumenti oggi che inconfutabilmente sono in grado di garantirti un numero preciso di persone sul sito nel tempo richiesto, basta pagare. Ora, io sostengo che questo serva ma solo se c'è tutto il contorno di chi ha una presenza attiva online.

Ciao, Fil.

Inserito da Filippo Ronco

il 02 luglio 2009 alle 10:50
#16

Inserito da Tomaso Armento

il 02 luglio 2009 alle 11:06
#17
@Paolo: col tuo commento hai definito esattamente il criterio di scelta che mi aspetto da chi ci legge e che da il senso allo stare su internet a chiacchierare.

@Filippo: chiaro. Il fatto è che forse il discorso andrebbe un pelo ampliato, per avere punti di vista di chi va oltre il trafficare su internet. Ma mi pare di capire che al momento non ci siano i volumi o dei canali affermati entro i quali poter prendere uno spunto e, come dire, riferirsi. Quindi, senza girarci intorno, siamo tutti qui a parlare ma il discorso è chi sta ascoltare chi è? E se è parzialmente vero che ad una fiera ci vai per conoscere e (forse) per vedere se c'è qualcosa di interessante da comprare, su internet cosa ci vai a fare?
Trafficare per curiosare è qualcosa che dal lato di chi viene sui tuoi siti, che fai banner e che quando cliccano mi fai pagare ( a me che faccio pubblicità intendo :-)) ) è già sufficiente per introitare, ma se poi si ferma alla curiosità e non si va oltre, o magari io non sono sufficientemente diffuso sul territorio per essere presente nelle sue occasioni di consumo allora resto una stella cometa. Poi se riesco ad arrivare sul suo tavolino perchè ha deciso che schiscia il button e catta qualche boccia (anche una) da me allora è diverso. Idem per il commerciante, ma vedo da quello che leggo qui http://tinyurl.com/mmpe6l che commercianti son talmente "ben abituati" che anche solo pensare a loro fa scattare la risata generale.
Ora, la seconda che mi fa venir voglia (a me produttore) di comprare la prima da te (che vendi comunicazione). Altrimenti, (i.e. se non c'è la seconda) mi basta star qui a chiacchierare, imparare e condividere. E ti pago voentieri il pro, così tanto che parlo se interesso a qualcuno può vedere il mio profilo per esteso.

Anche perchè francamente non posso permettermi oltre: devo investire in vigna e in cantina se voglio i livelli qualitativi e se son bravo quei soldi tornano tra 30 anni.

Spero di essere stato utile. (my two cent)

Ciao
Tom

Inserito da Filippo Ronco

il 02 luglio 2009 alle 11:11
#18
E' uno di quei commenti Tom in cui ho capito poco o nulla, probabilmente sono io ma prova a sintetizzare in due parole il concetto che volevi esprimere.

Ciao, Fil.

Inserito da Tomaso Armento

il 02 luglio 2009 alle 11:45
#19
"sono in grado di garantirti un numero preciso di persone sul sito nel tempo richiesto".

Che persone sono? Interessate a comprare o solo curiosi? A te bastano i click per guadagnare, io per comprare i tuoi servizi devo avere un ritorno proporzionale, altrimenti chiudo.

Quindi o parte di quei click poi mi ripagano dell'investimento oppure io che son piccolo anche solo 1000 euro di campagna non meli posso permettere.

Cosa intendo per ritorno dell'investimento
Privato:
A)-vai in giro e cerchi il mio vino perchè sei curioso e vuoi provarlo, probabilmente non c'è. Non perchè non volgio io o perche faccia schifo il mio vino, ma tutti sappiamo quanta fatica si fa, indipendentemente dall'avere un buon vino e con un giusto prezzo a trovare enotecari che abbiano voglia di avere il tuo vino.
B)-mi fai un ordine e io telo spedisco (la logistica è un problema che ho faticosamente risolto)
C)-vieni ad una fiera e lo assaggi.

Commerciante
Sei uno che fa ricerca, non il solito che si attacca alle strusce del marketing di massa che fanno i produttori di massa, ti incuriosisci, ti attrezzi per provare il mio vino e se ti quaglia fai un ordine.

Che mi dici?
Tom







Inserito da Filippo Ronco

il 02 luglio 2009 alle 11:57
#20
Speravo in questa domanda perchè mi da modo di spiegare oltre.

1) il click di ritorno sul sito e la vendita non è la prima cosa alla quale uno dovrebbe pensare. La prima è "far sapere che ci sei", l'hai già dimenticato ? :-)
A questo serve la pubblicità ed è tanto più gradita quanto questa non è solo un brand ma una serie di valori, storia e altro che può realmente interessare chi ne viene investito. Io la chiamo info-pubblicità ed è per questo che mi piace così tanto promuovere eventi, perché guadagno informando, facendo qualcosa di utile. Lo stesso discorso ovviamente vale per far conoscere un brand ma non è la stessa cosa.

2) strumenti come vta secondo me vanno nel senso che dici tu, delle conversioni. Certo, bisognerebbe programmare la campagna pensando bene bene bene alle parole ma è una spanna sopra al resto dell'offerta attuale al momento. Rigorosamente imho.

Ciao, Fil.

Inserito da Tomaso Armento

il 02 luglio 2009 alle 12:05
#21
Fil,
non mi sono dimenticato. Ora parto con le domande, visto che speravi su una ti faccio anche le altre...che mi eran rimaste nella tastiera.

Tu, piuttosto, ti sei dimenticato la mia dimensione?
Oppure mi stai dicendo che la mia presenza su Vinix non serve / non basta? Mallora dobbiamo parlare di soldi perchè il piano pro costa troppo per quello che ti da rispetto al base. :-D Lo sai come la pesno, tu sei per la spinta alla pubblicazione ma dici che non ci campi....poi ti do le idee e mi dici che sono old style. Beh, almeno ci provo. Va bene farsi conoscere e sono uno che si mette in discussione non poco partecipando sinceramente, mi stai dicendo che con VTA mi metto maggiormente in discussione? O che mi faccio vedere un po di più? Ma non sono i post, le foto, i filmati a tirare fuori la nostra realtaà? Che faccio punto la pubblicità su quelli?

"Aiutami a capire, aiutami a comprare"

P.S.: bella questa, potrebbe diventare il motto del vino 2.0, quindi rivendico il copyright come autore.

:-)

Ciao
Tom

Inserito da Slawka G. Scarso

il 02 luglio 2009 alle 12:27
#22
Ne ho parlato anch'io su Marketing del vino, linkando questa discussione :)

Inserito da Filippo Ronco

il 02 luglio 2009 alle 12:36
#23
Tom stavo facendo un discorso in generale. Conosco bene la tua dimensione e infatti se mi chiedessi tu di fare un'attività pubblicitaria online te lo sconsiglierei - anzi, mi pare di averlo già fatto al telefono con riferimento a vinoclic tempo fa quando mi chiamasti - così come faccio ogni giorno con chi non ha un budget adeguato da investire per fare una cosa sensata (ultimo in ordine cronologico a cui ho detto di aspettare è marco di pievevecchia per esempio). Non ti racconto palle.

L'idea "che mi hai dato" è un'idea vecchia: chiudere o limitare la possibilità di pubblicare o essere visti ai free incentivando solo a coloro che pagano. La chiusura ai tempi della rete è sempre sbagliata, almeno questa è la mia visione sul tema. Posso cercare di migliorare e incrementare i vantaggi di una soluzione premium rispetto ad una soluzione free - questo è corretto e ci sto già lavorando - ma un'eccessiva chiusura farebbe bene agli stessi utenti premium che vedrebbero irrimediabilmente calare il traffico globale verso ciò che scrivono per non parlare del rischio, dopo un certo periodo, di trovarsi a parlare tra loro.

Per quanto riguarda VTA non dico che ti metti maggiormente in discussione rispetto a quanto già stai facendo. E' uno strumento commerciale di promozione in più. Molto innovativo e preciso, un coadiuvante per coloro che hanno forse meno tempo del tuo da impiegare in rete.

Farsi pagare per qualcosa è già difficile. Fare in modo che ciò che si vende sia realmente utile per chi lo acquista è una missione. Le critiche costruttive come le tue possono solo aiutare ad andare in questa direzione.

Inserito da Filippo Ronco

il 02 luglio 2009 alle 12:38
#24
Ovviamente volevo dire "farebbe MALE agli stessi utenti premium".

Inserito da Filippo Ronco

il 02 luglio 2009 alle 12:40
#25
E su VTA aggiungo che in qualche modo è sociale perché l'annuncio consente a chi è interessato, oltre che di cliccare sull'annuncio stesso, di aggiungerti ai suoi contatti. Altre funzioni aggiuntive sull'annuncio potrebbero essere aggiunte se ci fossero indicazioni interessanti da parte degli stessi fruitori (gli inserzionisti o potenziali tali).

Ciao, Fil.

Inserito da Paolo Carlo Ghislandi

il 02 luglio 2009 alle 12:41
#26
Semmai ce ne fosse bisogno Filippo mi ha più volte sconsigliato di fare campagne, infatti seguendo il suo consiglio, sono arrivato anche a capire che non solo aveva ragione, ma che molto più sensato ed efficace sarà per me ( a suo tempo )usare il TAG ADV che per me è geniale !

Ciao
Paolo

Inserito da Tomaso Armento

il 02 luglio 2009 alle 12:42
#27
My other two cent http://tinyurl.com/nqbxrn che ne dite?

Inserito da Filippo Ronco

il 02 luglio 2009 alle 12:56
#28
Caro Tom, il punto di vista espresso nell'articolo sul mitico Masternewmedia è del tutto condivisibile (anche perchè è l'unica strategia della quale si parla molto e da diversi anni come alternativa al modello totalmente free dei contenuti) ma è anche molto diversa da quella che avevi proposto tu inizialmente. Qui il contenuto premium non è in alcun modo associato al fatto che chi lo pubblica abbia pagato o meno ma è basato unicamente sul tipo di contenuto, sul suo livello di specializzazione, sulla sua qualità. Questo è un modello percorribile.

Ciao, Fil.

Inserito da Tomaso Armento

il 02 luglio 2009 alle 14:22
#29
Beh, dai perdonami: io faccio solo vino e mi sbatto per farmi conoscere...se avessi avuto l'idea giusta per pubblicare contenuti online forse mi sbattevo un po meno....

:-)

Infatto ho detto my other two cent....

Inserito da Tomaso Armento

il 02 luglio 2009 alle 18:58
#30
Fil, this http://tinyurl.com/d4ehum
is another cent..

Inserito da Luigi Bellucci

il 02 luglio 2009 alle 19:52
#31
Coraggio Tom
anche zio Paperone ha cominciato con "un cent".
Secondo me Beynat vuole dire:
1 - entro i prossimi tre cinque anni Internet arriverà al massimo all'8%
2 - Internet non è ancora maturo per sostituire il mercato tradizionale (del resto tu stesso citi 1993 - 1995 ... sono passati SEDICI anni, che nel mondo del planning sono un'eternità).
Io aggiungo
3 - non si vende perchè c'è la crisi, alias la gente ha meno soldi e li spende con più attenzione
4 - un conto è vendere una macchina fotografica (o qualsiasi oggetto o bene ben inquadrabile per caratteristiche e funzionalità) in rete, un conto vendere un vino (o lo conosci già o vai alla cieca, come lo assaggi?, come lo odori?)
5 - spesso chi compra in rete rispetto al negozio vuole cogliere "l'occasione" altrimenti preferisce andare nel negozio sottocasa (se ce l'ha ancora) e questo significa uno sconto importante
Per chiudere un bravissimi a tutti quelli come voi che fanno degli ottimi vini!
PROSIT !!!

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Laureato alla Facoltà di Giurisprudenza di Genova nel 2003, ho fatto pratica legale in uno studio per circa 2 anni ma non ho mai provato a dare...

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