Primo Simposio sul Turismo Enogastronomico Toscano

Metti uno sponsor autorevole come una banca, un movimento, alcune scuole superiori, un concorso con un tema di riflessione non banale e un gruppo di volonterosi/volontari ad organizzare il tutto, ed ecco gli attori che hanno dato vita al Primo Simposio sul Turismo Enogastronomico Toscano, una 2 giorni di analisi sullo state dell’arte del turismo del vino nella regione che ha dato i natali al Movimento Turismo del Vino.
Non essendo possibile sintetizzare nel breve spazio di un post quanto è emerso in questi due giorni di confronti, discussioni e relazioni, ci limiteremo a riprendere alcuni concetti.
Di cosa si è parlato nel simposio? Non solo di ciò che è (o vorrebbe essere) il Chianti Classico, o della prossima campagna promozionale della Regione Toscana.
Uno dei relatori più autorevoli (e interessanti), il prof. Fabio Taiti del Censis, ha parlato soprattutto di coriandolizzazione dell’offerta turistica italiana (migliaia di aziende vinicole e di eventi enogastronomici, centinaia di Strade del Vino e dei sapori, centinaia di denominazioni…) e di tribalizzazione del nuovo turista enogastronomico, che si coagula in gruppi (tribù) mossi da interessi (e capacità di spesa) molto diversi, spaziando dal low cost più estremo alla richiesta di lusso più sfacciato.
Si è parlato di disintermediazione della domanda turistica.
Perché i tempi del “noalpitour?ahiahiahi!” sono tramontati, finiti.
Oggi il turista (sempre più fai-da-te) i viaggi ha imparato davvero a organizzarseli da solo, forte di quel formidabile passaparola che gli concede la rete.
Ovvero i forum, i blog, il social networking, eccetera.
Un tema, questo dell’enoturismo 2.0, che ha avuto nel nostro Aristide un formidabile quanto applaudito relatore.
Come per il mondo del vino, anche nel turismo il focus non è più il prodotto (il vino, o l’offerta turistica), ma il fruitore (il consumatore, o il turista).
Il quale ha le sue idee, le sue aspettative, soprattutto il suo linguaggio; ai primi converrà adeguarsi, il secondo andrà imparato quanto prima. Piaccia o no, dalla rete non si sfugge più.
E qui cominciano i guai.
Ottima e centrata l’idea del Movimento del Turismo del Vino di lanciare un concorso per stimolare i ragazzi delle superiori a cercare nuove strade per acchiappare e fidelizzare turisti. Ma non aveva fatto i conti con la realtà scolastica italiana.
Che, sempre più spesso (lo dico da ex-insegnante) sembra difettare di idee, coraggio, curiosità (e voglia di lavorare).
E' ingessata, burocratizzata, demotivata.
Risultato? Gruppi di ragazzi abbandonati a se stessi perché i professori non avevano tempo/voglia/interesse a seguirli nello svolgimento delle tracce consigliate.
Hanno lavorato tutti con entusiasmo, come meglio hanno potuto, ma con esiti, ahimè, a dir poco mediocri (sono stati premiati ugualmente, per la buona volontà e l’impegno profusi – e perché il Movimento Turismo del Vino è un incrollabile ottimista, crede nei giovani per statuto).
Dai lavori presentati al concorso tuttavia, è apparso chiaro che “giovani e vino” sono un binomio che funziona solo nella testa dei pubblicitari e che la familiarità con il medium internet attribuita ai giovani... è un mito da sfatare.
No, non è “tutto sbagliato”, come diceva quel vecchio slogan.
Ma che ci sia “molto da rifare” - anzi, "da fare" e basta - , questo sicuramente sì. Soprattutto sul piano della formazione.
A tutti i livelli.
Commenti
Sono molti i giovani che smanettano in internet, possibile che manchino i figli dei vigneron o degli operatori del settore enoturistico?
Forse, invece che invitare i giovani delle superiori attraverso le circolari ministeriali ed il filtro dei docenti, sarebbe stato meglio usare i blog, non credi?
Postato da : borntowine | 10.03.08 02:13
E' proprio quello che hanno fatto gli organizzatori del simposio. Di più: sono andati personalmente nelle scuole a spiegare il concorso, e le tracce proposte (inventarsi un evento/aprire un blog).
Dai docenti è arrivata, mi è parso di capire, una tiepidissima accoglienza (del tipo: "se proprio volete fare 'sto concorso, fatelo...io però non ho tempo per seguirvi"), quando non, addirittura, una malcelata ostilità.
Anch'io pensavo - e con me Giampiero e il prof.Taiti - che i ragazzi avessero una dimestichezza con la rete e i suoi strumenti molto maggiore degli adulti.
Ebbene, ci siamo clamorosamente sbagliati.
Gli smanettoni esistono: ma, evidentemente, non tra i ragazzi che hanno partecipato al concorso.
Postato da : Lizzy | 10.03.08 10:43
Grazie Lilly per essere stata con noi e per i suggerimenti. Siamo
d'accordissimo con te nel constatare con il binomio vino e giovani è
troppo spesso una forzatura pubblicitaria.
Il problema è un altro e qui parto da lontano. La nostra società è
fondamentalmente impiegata nel terziario, coloro che lavorano
nell'agricoltura sono la minoranza. Di conseguenza di padri e nonni che
raccontano i loro amore per la terra e i suoi prodotti ce ne sono sempre meno.
E’ così tradizioni, le storie e i racconti anche legati al vino
non arrivano più agli orecchi dei ragazzi. Diciamo che in questi mesi,
girando per le scuole e parlando con tanti ragazzi, ci siamo scontrati
con questa realtà.
Per Borntowine: grazie del suggerimento però il problema resta, pensiamo
e forse qui ci sbagliamo clamorosamente, che ragazzi di 18-19-20 anni
utilizzino lo strumento blog principalmente come diario
personale con temi diversi dal vino, proprio perché lo sentono lontano
da loro o ne hanno un'idea sbagliata. Quindi la domanda è: insistere con
i ragazzi giovani e cercare di diffondere un po' di passione (pubblico
vasto), oppure indirizzarsi verso un persone più adulte che magari ha
un'esperienza più formata (pubblico ristretto)? In entrambi i casi
perdiamo delle opportunità ed è su questo punto che stiamo ragionando
per l'organizzazione del prossimo Simposio. Consigli sono bene accetti.
Postato da : Riccardo Porciatti - Simposio Turismo del Vino | 10.03.08 11:30
Lizzy, scusa, il correttore automatico di Word ha colpito ancora
Postato da : Riccardo Porciatti - Simposio Turismo del Vino | 10.03.08 11:42
@lizzy, scusa se insisto, non mi sembra che gli organizzatori abbiano usato i blog per diffondere la notizia del concorso, posso sbagliare ma non ho visto nulla in quelli che visito più spesso: Kelablu, Esalazioni etiliche, vino al vino,poggioargentiera, espresso, papero giallo, wine surf, tigulliovino, aristide, vinopigro.
Forse anche mondosapore ne avrebbe scritto se....
Postato da : borntowine | 10.03.08 15:17
@Borntowine, Aristide ne aveva scritto, of course! Cmq è vero, sugli altri wine blog non se ne è parlato. Bisognerà fare una riflessione anche su questo aspetto della comunicazione. E tuttavia, il focus era un altro: i ragazzi, le scuole.
Quanti sono i giovani che frequentano i nostri wine blog? Una minoranza, temo.
Diffondere il concorso su questi media avrebbe perciò fallito il bersaglio. Anche perchè era riservato alle scuole toscane, se non erro, non era nazionale.
In ogni caso, la discussione è aperta...in vista della seconda edizione del simposio.
@Riccardo, tu e gli altri ragazzi del MTV avete fatto un ottimo lavoro, e le premesse da cui siete partiti sono assolutamente condivisibili e importanti. Ora si tratterà di aggiustare il tiro, ma la riflessione, lo sforzo di trasmissione della cultura agricola toscana va portato avanti. Anche perchè, come ti ho detto, la Toscana è spesso presa a modello dalle altre regioni...una bella responsabilità.
Postato da : Lizzy | 10.03.08 15:24
Ho il blog del MTV nel mio feedreader, ma devo confessare che gli stessi autori del blog, che immagino siano i promotori del concorso e del simposio, non sono stati troppo coerenti alla filosofia del blog. Come? Confrontandosi poco e interagendo poco con quello che oggi e' gia' presente sulla rete italiana sul vino. Quello che voglio dire e' che se non intervieni nel dibattito corrente dei blogs, se non commenti, se non proponi, se non interagisci, allora non appari, non lasci la traccia. Quello che quindi mi sento di dire a loro e': partecipate di piu', coinvolgete e lasciatevi coinvolgere (a parte ovviamente la notevole eccezione di Aristide che pero' e' stato coinvolto materialmente, e questa e' un altra cosa). Vedrete che anche il vostro progetto interessante se ne giovera'. Insomma, o credete nella rete o non ci credete.
Quanto ai giovani, mah, non ho mai creduto alla categoria dei giovani. A 18 anni si e' gia' persone, e basta. Che poi la scuola sia un disastro sotto molti aspetti, quello purtroppo lo sapevamo.
Postato da : gianpaolo | 10.03.08 21:54
@Gianpaolo, il simposio di Siena è stato interessante e istruttivo per molti motivi. Tra le altre cose, ha permesso agli stessi organizzatori di prendere coscienza dei limiti delle loro conoscenze in materia di rete e blog. Perchè il blog è una cosa seria, uno strumento da "grandi". Non è un giochetto da ragazzini. Occorre imparare a usarlo, se vuoi sfruttarne appieno le potenzialità, una competenza meno immediata e intuitiva di quel che può sembrare a prima vista. E questa è la constatazione che penso abbiano fatto in molti, tra i partecipanti.
Postato da : Lizzy | 10.03.08 22:44
Ciao Giampaolo, nella rete ci crediamo eccome. Diciamo che stiamo
crescendo insieme al nostro blog. Il Simposio di quest'anno è servito prima
di tutto agli organizzatori per fare la necessaria esperienza e poi, a giochi
fermi, a pensare con calma dove possiamo migliorare nel preparare la
seconda edizione. A questo proposito, confrontarsi di più con la comunità
dei blogger - farne parte materialmente - non è solo una necessità per
sviluppare in modo coerente l'intero progetto, ma anche un nostro forte
desiderio che non abbiamo potuto perseguire come volevamo. anche perchè
ci vuole tempo per entrare a pieno titolo nel dibattito, immagino e spero che
l'anno prossimo possa succedere naturalmente, senza forzature
Postato da : Riccardo Porciatti - Simposio Turismo del Vino | 11.03.08 09:50
Ciao Giampaolo, nella rete ci crediamo eccome. Diciamo che stiamo
crescendo insieme al nostro blog. Il Simposio di quest'anno è servito prima
di tutto agli organizzatori per fare la necessaria esperienza e poi, a giochi
fermi, a pensare con calma dove possiamo migliorare nel preparare la
seconda edizione. A questo proposito, confrontarsi di più con la comunità
dei blogger - farne parte materialmente - non è solo una necessità per
sviluppare in modo coerente l'intero progetto, ma anche un nostro forte
desiderio che non abbiamo potuto perseguire come volevamo. anche perchè
ci vuole tempo per entrare a pieno titolo nel dibattito, immagino e spero che
l'anno prossimo possa succedere naturalmente, senza forzature
Postato da : Riccardo Porciatti - Simposio Turismo del Vino | 11.03.08 09:53
@ Lizzy,
per pigrizia copio/incollo il mio commento postato su Aristide pochi minuti orsono.
Un solo commento flash.
Forse era il caso di coinvolgere studenti dei "famigerati" corsi di laurea in Comunicazione che dovrebbero essere in grado di affrontare in modo più professionale la comunicazione.
Per quanto di buona volontà, ai 16/18 enni mancano gli strumenti (e se, come si legge da Lizzy su Vinopigro, sono i loro professori a essere pigri...).
Postato da : alessandro | 11.03.08 11:25
Sono un'insegnante... ci tengo a sottolineare che il Piano dell'Offerta Formativa di una scuola viene varato dal Collegio Docenti prima dell'inizio di ogni anno scolastico. In base alle indicazioni del POF, dei Programmi Ministeriali, alle esigenze del territorio e alla situazione di partenza i Consigli di Classe elaborano la programmazione interdisciplinare e, per finire, i singoli docenti stilano quella disciplinare. Volete invece che siano delle organizzazioni private a decidere contenuti e tempi di ciò che devono imparare i ragazzi a scuola?
L'alternanza scuola lavoro,gli stage aziendali: progetti importanti per la formazione dei ragazzi; per la loro realizzazione il collegio docenti nomina un docente coordinatore (incentivato economicamente, trattandosi di lavoro extra). Un consiglio per gli organizzatori del simposio: se volete coinvolgere attivamente le scuole proponete il vostro progetto a giugno, non in autunno!
Postato da : phylo | 11.03.08 23:46
@philo, evidente dimostrazione che il mondo produttivo ha tempi e mentalità diversi dal mondo statale.
Postato da : borntowine | 12.03.08 00:57
@Phylo, grazie per il tuo intervento, che ci permette di non continuare a parlarci solo tra noi, addetti ai lavori...Ciò premesso, nessuno pretende di entrare nel merito dei programmi decisi dalla scuola e/o dal Ministero competente: solo, constatiamo quanto questi stessi programmi, alla resa dei conti, siano distanti dalle esigenze e dalle aspettative del mondo produttivo. Gli stage degli studenti nelle aziende sono importanti e necessari, ma rischiano di essere l'ennesima occasione mancata se i ragazzi che li fanno non vengono allenati fin dalla scuola ad affrontare il mondo del lavoro con un atteggiamento mentale flessibile e creativo. La scuola italiana (in generale) non dovrebbe limitarsi a trasmettere nozioni: dovrebbe essere una fucina di nuove idee, un laboratorio che incoraggia la creatività.
La materia prima - pardon: grigia! intendo i cervelli - in Italia l'abbiamo: ma ci mancano gli strumenti per permetterle di passare dalla potenza all'atto, se mi consentite un paragone tratto dalla filosofia.
Quello che mi sento di poter auspicare, in futuro, è una maggiore, reale aderenza tra scuola e territorio. Non credo che sposti di molto gli obiettivi del POF rendere consapevoli i ragazzi anche di quello che fanno le aziende e le realtà produttive (in cui un giorno probabilmente lavoreranno)della loro regione...
Postato da : Lizzy | 12.03.08 08:32