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Rai Tre, Report e il vino malmenato

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Si sono scritti fiumi di parole sulle due trasmissioni "Report" di Rai Tre dedicate al Vino e condotte dalla brava Milena Gabanelli. In generale il mondo del vino è insorto sia dopo la trasmissione del 24 settembre 2004 sia dopo la breve replica del 20 novembre 2005 di cui potete leggere la trascrizione integrale.

In generale, dicevo, il mondo del vino si è sollevato in difesa dei propri interessi. Nulla di strano, ci mancherebbe, anzi doveroso in alcuni casi. Mentre la trasmissione del 2004, di più ampio respiro, aveva toccato diverse connivenze tra vino e salute, vino e frode, vino e chimica, vino e denaro, il breve richiamo interno alla trasmissione del 20 novembre 2005 è risultato, più che un approfondimento o un "vediamo come è andata a finire" nel classico Report Style, una sorta di controdenuncia contro le azioni intraprese dall'Unione Italiana Vini e da alcuni parlamentari contro la trasmissione.

Ora, alcune mie personalissime considerazioni.
Entrambe le trasmissioni - la prima in particolare, visto che era quasi interamente dedicata al vino - hanno probabilmente peccato di scarso approfondimento. Tutti i temi trattati, sia pur in molti casi ampiamente condivisibili, hanno subito negativamente le forzose tempistiche ed il particolare taglio che una trasmissione televisiva di denuncia quale è Report purtroppo si deve dare per sopravvivere, con quella dose indispensabile di senzionalismo utile alla buona riuscita del prodotto trasmissione. Report non è e non vuole essere un documentario ma una trasmissione che gioca tutto sulla velocità e sull'impatto della comunicazione.

E' una trasmissione molto utile per sollevare i coperchi, apre il dibattito sul tema trattato e, puntando come ogni altra trasmissione anche allo share, il tutto deve essere fatto nel modo più accattivante e senzionalistico possibile, pena la chiusura della trasmissione stessa e sarebbe l'ennesima voce spenta di cui non abbiamo bisogno. Quello che la gente - o almeno gli addetti ai lavori - si aspettavano, era l'altra faccia della medaglia. Ma Report non è un film alla Nossiter è un'altra cosa.

La funzione di Report è scoprire la "magagna", quello che non va. Sollevare l'opinione pubblica su un tema che merita attenzione. Non credo proprio che l'intento di Gabanelli e co. fosse quello di screditare il mondo del vino anche se, di fatto, in parte è successo. L'errore, se di errore si tratta, è stato quello di applicare lo stesso identico taglio ed il medesimo metodo di sempre ad un prodotto, il vino, in cui non vi è una solida base "contro" dell'opinione pubblica ma, piuttosto, una solida base "pro".

Mi spiego : se si parla di politici corrotti, di processi lenti, di export di alimenti tossici o avariati, di parlamentari strapagati, di sfruttamento della prostituzione...ecc., si parte già da una base di consenso - verso la trasmissione intendo - molto ampio da pare dell'opinione pubblica, consenso in parte fondato su dati di fatto, in parte fondato su luoghi comuni che, come tali, portano con se anche la loro buona parte di verosimiglianza.

Nel caso del vino è stato diverso. Ferma la correttezza degli aspetti toccati (l'alcool fa male, il vino costa troppo, le frodi sulle doc e le docg, le pratiche di cantina spesso esasperate e senza ritegno...), qui la trasmissione di denuncia si è andata a scontrare con un prodotto che gode di larghissimo consenso tra l'opinione pubblica, per non parlare degli addetti ai lavori e degli stessi operatori o associazioni di categoria. La trasmissione è andata volontariamente contro i luoghi comuni a favore del prodotto e, un po' più involontariamente, contro il buono che pur vive sano e vegeto nel settore. Ecco il motivo della maggior resistenza da parte dell'opinione pubblica e della grandissima eco mediatica che la prima trasmissione e in parte anche la seconda hanno avuto.

Per l'italiano medio il vino accompagna il pasto ed è giusto così. Per il consumatore più evoluto il vino è anche tradizione, valore, qualità, fierezza del territorio e cultura. Di questo purtroppo, del buono del vino, la trasmissione non ha parlato ma è una trasmissione di denuncia, che ci si poteva aspettare ? Deve tirar fuori il male e non l'altra faccia della medaglia. Per quella ci sono già fior di trasmissioni, giornali, riviste e codazzo di markettari e conduttori pronti a sciorinar parole e incensi.

Circa l'azione dell'Unione Italiana Vini contro la trasmissione credo non ci sia molto da dire. In quanto associazione di categoria, l'Unione non ha fatto altro che tutelare i relativi interessi nei modi e nelle sedi ritenute più opportune e con tutta la forza ritenuta necessaria. Lo stesso impegno e la stessa forza, auspicabilmente, andrebbe profuso nella repressione delle frodi.

Voglio dire un'ultima cosa, infine, su alcol e salute, uno dei temi più caldi tra quelli toccati da Report.
L'alcool fa male. E' una molecola dannosa per la cellula umana, questa è una verità assoluta. E' come dire che il fumo fa male. E' la stessa cosa. Ma come sostengo la sigaretta (o il sigaro) del piacere, quella dopo il caffé o dopo una lunga cena piacevole con amici, sostengo anche fortemente un consumo avveduto di alcol, sia esso contenuto in un buon distillato che in un cocktail o in una buona bottiglia di vino.

Dovrei concludere dicendo che l'importante in fondo è non esagerare, la moderazione, il controllo ma so che ognuno di noi è padrone della propria vita, delle proprie gioie e dei propri dolori e che nessuno può impedirci di vivere come desideriamo, assecondando, quando lo vogliamo, i nostri vizi, i nostri desideri, i nostri eccessi.

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