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Mondo del Vino e arretratezza tecnologica

Hai voglia a comunicare in rete quando, per dirne una, la maggioranza delle aziende vinicole e i molti operatori del settore enogastronomico ancora non hanno una mail o, se ce l'hanno, la consultano una volta al mese, se e quando si ricordano. Sarà che noi ci siamo troppo dentro a questo mondo che - paradossalmente - ancora viaggia e vive attraverso il semplice doppino telefonico, sarà che non abbiamo una visione obiettiva ed anzi professionalmente distorta ma, lo dico sinceramente, è disarmante constatare lo stato di arretratezza tecnologica che affligge anche il nostro amato settore e, ancor più deprimente, rendersi conto di come il muro di gomma non sia costituito da problemi tecnici, limiti fisici o economici - che, in quanto tali, potrebbero facilmente essere superati - bensì da un atteggiamento mentale passivo e rinunciatario che tende a relegare la rete a media di serie b e quindi a darle uno scarsissimo peso. Niente di più sbagliato.

Vi sono ostacoli di vario genere che si frappongono tra le aziende ed il loro utilizzo consapevole e fruttuoso della rete. Cercherò di esprimere qualche mia personalissima opinione, a ruota libera, e senza alcuna presunzione di completezza, con l'intento di spronare i più a cambiare atteggiamento verso questo straordinario mezzo che è anche un luogo. Un luogo dove è importante esserci.


Gli ostacoli intrinseci

Incredibile a dirsi. Talvolta eccesso di opportunità ed efficacia possono trasformarsi da qualità a difetti e creare problemi e confusione. Un po' come il computer che ha sostituito la carta. Sono sicuro che tanti di voi si saranno trovati molte volte a imprecare di fronte ad un documento non salvato sul quale avevano lavorato alcune ore. Di fronte alla vastità della rete e alle innumerevoli risorse che può metterti a disposizione, è quindi plausibile che un'azienda - non fa molta differenza se grande o piccola - abbia problemi di approccio, non sappia bene come muoversi o, per dirla popolarmente, non sappia proprio da che parte girarsi.

Se ho un giornale cartaceo non devo mettermi a spiegare ai miei lettori dove si compra, come si legge, come posso sfruttarlo per promuovere un marchio, un evento, un prodotto o un servizio. Normalmente tutti sanno leggere, tutti sanno cos'è un'edicola, come si compra la pubblicità e a cosa corrisponde. Se faccio tv lo stesso, più o meno tutti sanno utilizzare un telecomando e fare zapping. Di fronte alla rete ogni certezza sembra invece venire meno. Tante e tutte ugualmente interessanti sono le opportunità e le vie messe a disposizione, che l'azienda sembra perdersi di fronte ad esse.


Gli ostacoli lato client

Il client, in gergo, è quello che interroga o chiede alla rete di fare qualcosa per lui. Quando ti metti a navigare con internet explorer per esempio, o con un altro browser (si dice "bràuser" ed è quel coso che serve a vedere le pagine di internet), quando scarichi la posta, fai il client che chiede a determinati computer/contenitori sparsi sulla rete (i server) di "servirgli" qualcosa, in genere si tratta di contenuti (testi, immagini, filmati, musica, posta, file, ecc.).

Il problema è che ci sono ancora un mucchio di aziende (in questo caso piccole aziende) che si connettono in rete una volta alla settimana quando va bene, che guardano la posta un giorno si e tre no, che usano servizi mail gratuiti forniti da provider come libero, telecom, tiscali, ecc., che non hanno un sito, un dominio registrato, che si connettono con un modem 56k e non hanno idea di cosa sia la banda larga che hanno un approccio alla rete, in definitiva, assolutamente arretrato ed inutile se non per giocherellare quell'oretta alla fine del servizio al ristorante o dopo aver controllato un rimontaggio o fatto le potature di fine maggio / giugno. Per usarla così la rete, un consiglio, tornate al telgrafo.

E non è che le grandi aziende se la cavino poi tanto meglio.
Magari hanno l'adsl, magari si connettono tutti i giorni e consultano la posta elettronica ma poi non rispondono alle mail (o rispondono con troppo ritardo), magari non hanno registrato il loro dominio, oppure lo hanno fatto ma non hanno il sito, magari inveve il sito ce l'hanno ma statico e senza la benché minima idea di quanta gente ci vada sopra e da dove provenga (tanto ci sono "quelli del sito" che ci pensano). Ultimamente hanno sentito parlare di blog o di corporate blog. Fremono e non vedono l'ora di aprirne uno per "pubblicarci su" le brochure aziendali... non ci siamo proprio. Poi un giorno dici, dai non può essere veramente tutto così, chiami due o tre grandi aziende per consolarti e irrimediabilmente ti scontri con un mondo che ammette la propria completa ignoranza.

Il fatto, mi riferisco in particolare alle grandi aziende, è che probabilmente anche quelle che cercano di darsi da fare, non hanno la minima idea di come funzioni la rete, di quali siano le sue strade, i suoi volti e l'approccio sia conseguentemente inappropriato, fotocopia di quello che si utilizzarebbe per qualsiasi altro media, cosa che non è possibile. Internet è diversa (o è tutti i media, come preferite) e richiede conoscenze e approcci specifici. Insomma, c'è da fare, c'è ancora molto da fare.


Gli ostacoli all'esterno
Purtroppo, a far del male alle aziende e agli operatori del nostro settore, ci sono le cosiddette agenzie c.d. new media. Non voglio fare di ogni erba un fascio ma ci sono molti che speculano su questa "ignoranza" latina. Avrete senz'altro ricevuto nella vostra casella di posta elettronica questa o quella mail di questa o quell'agenzia che vi promette di arrivare primi sui motori di ricerca o di posizionarvi in prima pagina sui principali motori nazionali ed internazionali o, peggio, di fornirvi ogni suluzione per la vostra visibilità. Io vi do un semplice, singolo suggerimento. Prendete alcune parole chiave collegate a questo genere di aziende (per esempio, posizionamento sui motori, piuttosto che keyword marketing, pubblicità online e verificate voi stesso se chi promette cosa compare effettivamente primo su Google et similia). Penso che per un'azienda che vi promette di essere primi su Google il miglior biglietto da visita sia di essere lei stessa la prima su google come per un portale che vi parla di vino sia di comparire tra i primi risultati con quella parola...

Ma al di là di questo, c'è una considerazione più ampia che merita la vostra attenzione. Qualcuna di queste aziende vi ha seguito passo passo ? Ha cercato di istruirvi su come funziona quello che cercava di vendervi oppure si è limitata al preventivo pallido e asettico ? Cercate di vedere voi stessi, provate, sperimentate, verificate. Scegliete chi vi supporta. Internet ve lo consente. Vi piazzano il blog aziendale a 5000 euro e non vi spiegano come va gestito ? Non ci siamo. Pretendete sempre di capire quello che comprate. Vi parlano di word of mouth, buzz e voi ancora non sapete cos'è o come funziona un banner. Avete ragione, una cosa alla volta, ma approcciate tutto con un criterio, con la volontà di entrarci veramente in questo mondo.


Farsi del male

C'è un aspetto parecchio sadomaso che probabilmente è il frutto di un modo di fare che a "certi livelli" diviene normale. Pensavo fosse relegato alla politica ma l'esperienza mi ha dimostrato il contrario. Mi riferisco in particolare a coloro che, per esempio, acquistano uno spazio pubblicitario su un sito perché è "fico" o, peggio, perché sono amici di questo o quello e senza sapere in concreto quale sia il ritorno di quell'acquisto, senza avere statistiche (vi sarebbero dovute !), senza avere la benché minima idea di quanta gente abbia cliccato sul vostro banner o del perché stiate accordando quell'operazione. La colpa qui però è anche vostra (parlo con la categoria degli operatori enogastronomici in senso ampio). Accettare situazioni di questo tipo è un po' come dire a me piace sado.


Le opportunità e la comunicazione

Senza fare troppi ed inutili giri di parole, ve lo dico semplice semplice : la rete è comunicazione istantanea, non remate contro, per favore. Vorrei farvi alcuni esempi concreti in modo che possiate comprendere come l'intento di questo post sia propositivo e non distruttivo. Intanto, la mail è vostra amica. Vi costa pressoché zero, è immediata, arriva in pochi secondi da voi al resto del mondo. Dovete imparare ad utilizzarla con continuità e criterio. La rete non funziona come il mondo reale. Se vi scrivono una mail DOVETE rispondere, altrimenti è inutile rendersi disponibili per un contatto, vi autodanneggiate.

Poi, buttate via il telefono. Da domani - che dico ! Da oggi ! - scaricate skype oppure gtalk o un'altro messenger a vostra preferenza (sono tutti gratuiti) e cominciate a parlare gratis in rete con chi ha lo stesso programma installato (per esempio in una mattinata vi fate la linea telefonica gratis in azienda con 4,5 euro di mic per ogni operatore, qualcosina di più se ci tenete alla qualità hifi), oppure spendendo una miseria per chiamare in tutto il mondo (si, letto bene, TUTTO IL MONDO) anche con chi non ha il programmino. Fate vedere che la vostra azienda sa stare in rete standoci.

Cominciate a imparare cos'é usenet che, al contrario di quanti saltuariamente ne decretino la morte per vecchiaia, è quanto di più limpido e immediato per applicare le nuove teorie di marketing relazionale - certo, non solo per quello. Davvero un'ottima palestra : provate a fare i furbi e vedrete le mazzate che raccoglierete. Apritevi 'sto benedetto blog e cominciate a parlare con i vostri clienti che, ricordatelo, sono persone, non numeri. Cominciate pure con una piattaforma qualsiasi- meglio che nulla - poi quando avrete capito che vale la pena passate ad una piattaforma performante come movable type o come wordpress e magari fatevi assistere da qualcuno (non dal nipote del cugino della vostra segretaria se possibile...) per cominciare.

Promuovete il vostro brand (il marchio) online. Non abbiate paura di spostare parti di budget anche consistenti dalla comunicazione classica all'online, ma fatelo con consapevolezza. Pretendete di capire come funziona la pubblicità online, fatevi spiegare cos'è un'impression, un clic, un banner a tempo, la differenza tra una mailing list e una newsletter, tra una sponsorizzazione ed una dem, è l'abc ma è essenziale per capire il resto. E' anche importante sapere quando è meglio usare un mezzo e quando un altro se volete investire con criterio i vostri soldi. E poi scusate, lo sapete vero che la pubblicità in rete, a differenza della pubblicità sugli altri media :

- costa meno
- è interattiva
- misura statisticamente il rendimento
- permette di targetizzare meglio
- raggiunge il cliente o il potenziale cliente direttamente a casa sua
- ha un indice di affollamento di molto inferiore

(solo per citare alcuni macro-vantaggi)

Giocate con AdWords. Vetrete che bel giochino.
Se lo fate fare a uno / una in gamba, vi aprirete dei mercati.


Un modo nuovo di porsi

La rete ha rivoluzionato tutto.
L'immediatezza della comunicazione è realtà.
Tutti possono essere protagonisti del loro business in modo assolutamente autonomo ed innovativo. Tutti possono / dovrebbero crearsi un'identità ben precisa anche in rete che, ricordiamolo, va concepita come un vero e proprio luogo, non tanto come un mezzo asettico. Occorre quindi un poco di coraggio a fronte di enormi benefici e ridotti costi di gestione. Credeteci un minimo, provate a cambiare mentalità ed a vedere la rete come un partner importante della vostra comunicazione, come qualcosa su cui investire non come un dovere o un obbligo mal fatto che tanto non serve a nulla.


Capire per agire con consapevolezza.
Questo l'auspicio di TigullioVino.it per il mondo del vino.

Commenti

Ho letto quello che dici a proposito del mondo del vino in internet.
Hai ragione sul fatto che moltissime aziende non sono per niente all'avanguardia in fatto di organizzazione di siti internet.
Mi sono imbattuto su dei siti che sono aggirnati all'anno prima,siti che si può vedere la sola home page ,perchè i colegamenti alle altre pagine sono fasulli,e parliamo anche di siti di aziende che sono al top come vendite e importanza.
Forse quello che pensano di internet è che è solo un posto dove devono esserci perchè adesso è di moda avere l'indirizzo web sotto al numero di telefono nelle pubblicità.
A parte tutto questo devo fare i complimenti al vostro sito che è una fonte inesauribile di informazione per noi del settore.
Ancora grazie per avermi fatto partecipe del vostro blog e aver potuto esprimere la mia opinione.

Walter
enotriafood.it


PAROLE SACROSANTE
. Ho messo in atto da tempo tutto ciò che è scritto nell'articolo, con discreti risultati (tranne Adword). Il fatto è che sono proprietario di tre enoteche con un notevole fatturato, ho smesso di fare il dirigente d'Azienda al Nord e ho rinunciato al mio lavoro (ingegnere meccanico) per seguire la mia azienda. Posso permettermi di pagare consulenti e ho una conoscenza tale dell'argomento (e della matematica statistica) che posso sgamare eventuali truffaldini. Il problema più grosso in questo settore è il nanismo delle aziende. I costi promozionali sono molto elevati ed è difficile riconoscere i professionisti. E anche se capita di trovare un professionista che faccia un buon lavoro, il suo lavoro potrebbe tradursi in una mole di contatti così notevole che risulterebbe impossibile per l'azienda far fronte agli ordinativi (è successo ad un'azienda amica). Provate a spiegare ad una azienda familiare, in cui tutti lavorano e la moglie tiene la contabilità, cos'è un'azienda marketing oriented.

Leggo questo post fresco fresco (fresco non per la temperatura che haime’ si sta alzando ma perche’ e’ online da meno di 1 ora) e dico, beh lascio la mia esperienza.
La mia e’ una piccola azienda (CASTELLARI BERGAGLIO, concedetemi questo piccolo spazio pubblicita’) con piccoli budget e quindi con poche risorse da dedicare alle nuove tecnologie e allla pubblicita’. Ritengo pero’ di avere superato diverse realta’ molto ma molto piu’ grandi di noi che quando decidono i budget per la pubblicita’ parliamo di svariate migliaia di euro, per quanto riguarda l’immagine che riusciamo a trasmettere del nostro lavoro e della nostra passione.
A mio avviso si tratta semplicemente di un blocco mentale e di approccio alle cose. Non dimentichiamo che il vino si fa prima in vigna e poi in cantina e non vengano a raccontarmela quelli che credono di poter controllare i processi di produzione in remoto con un computer. In vigna e in cantina bisogna esserci e bisogna lavorare duro.
Una volta fatto il vino va comunicato, raccontato, non solo per il vino in se ma per tutto quello che si porta dietro. Non dimentichiamo che dietro un buon (BUONO) bicchiere di vino c’e’ storia, c’e’ cultura, c’e’ un territorio. E ovviamente tutto questo va comunicato, altrimenti come possiamo pretendere che i consumatori (sempre piu’ distratti e in difficolta’ dalle tante proposte) sappiano come orientarsi.
Io trovo l’uso di Internet e tutto quello che gli gira intorno (e-mail, blog, siti) una grande comodita’ e un grande vantaggio rispetto al passato per potersi proporre al mondo.
Sottolineo come ultimo punto, che i problemi tecnici (soprattutto nelle belle colline dove si trovane le cantine) esistono eccome. Spesso non esistono connessioni veloci (ADSL) perche’ la signora Telecom non ha interesse a installare centrali ADSL per pochi utenti (beh siamo in campagna e forse ci considerano davvero un po’ trogloditi) e quindi si viaggia nei migliori dei casi con linee ISDN o addirittura 56K. Che fatica. Pero’ si puo’ fare, e credo di dimostrarlo, l’importante e’ crederci.
www.castellaribergaglio.it

ARGOMENTI MOLTO INTERESSANTI ANCHE PER ME CHE USO IL COMUPTER HO SKYPE RISPONDO AI MIEI CLIENTI MA NON HO ASSOLUTAMENTE NESSUNA CONOSCENZA SULL'UTILIZZO DELLA RETE PER PROMOZIONE E VENDITA DEI MIEI PRODOTTI.
UNA RAGIONE DELLO SCARSO INTERESSE E' CHE NUTRO MOLTA DIFFIDENZA RISPETTO ALLE PROPOSTE CHE MI VENGONO FATTE E PER MIA IGNORANZA NON RIESCO A DISCERNERE TRA UN PRODOTTO VALIDO ED UN PRODOTTO "TAROCCATO" NON SOLO QUESTO MA ANCHE PER L'APPROCCIO AL SITO CHE STIAMO RINNOVANDO MI PARE FORSE DI AVERE UN'APPROCCIO "VECCHIO"
BELLE FOTO GRANDE ATTENZIONE ALLA GRAFICA E POCO O POCHISSIMO INTERESSE PER LA PARTE INTERATTIVA E DI DIFFUSIONE.
MA ANCHE CON LA VIGNA HO INIZIATO COSI'. ALL'INIZIO NON SAPEVO NEMMENO POTARE POI PIANO PIANO HO IMPARATO.
ALTRETTANTO CON LA RISTORAZIONE. DENARI SPESI MALE MA IN FUNZIONE DI SPENDERLI MEGLIO LA SECONDA VOLTA.
DEVO PERO' AMMETTERE CHE IL BLOG MI HA COLPITO NEL VIVO. QUINDI COMPLIMENTI ALLA TUA COMUNICAZIONE

Sono perfettamente d'accordo con quanto esposto da Filippo Ronco in questo thread. L'unica cosa che vorrei aggiungere è che in questo blog settoriale è corretto che si parli del mondo vitivinicolo ed enogastrnomico ma aggiungerei che, avendo avuto riscontro diretto, il problema è generalizzato in tutti i settori e non solo in Italia.
Alcuni degli esempi proposti sono calzanti, in particolare la cosa che a me personalmente mi dà maggior fastidio è quando per sapere se una mail o un fax siano arrivati è necessario TELEFONARE dopo 3 giorni in quanto non si è avuta risposta (e magari era un ordine ad un fornitore).
Dal punto di vista delle aziende vitivinicole piccole e medie che sono la realtà che io conosco la situazione è: se il titolare o il figlio del titolare sono giovani e hanno una minima familiarità con l'informatica una speranza c'è altrimenti è impossibile....chi ha una segretaria poi (e sono pochi) non è detto che essa sia capace e/o voglia farlo (lei direbbe che il suo lavoro è fare le fatture).
E' altresì vero che è veramente importante stare lontani da chi proponte pozioni magiche per i motori di ricerca o per dare visibilità al proprio sito, gli esempi indicati sono perfetti.
Più difficile è il discorso che riguarda la banda larga, la telfonia IP ecc. li siamo già ad una fase successiva dell'utilizzo del pc mi accontenteri che, come si dice nell'intervento, si utilizzasse la posta e si usasse almeno un motore per le ricerche.

Come dicevo prima il problema non è solo italiano e mi riferisco agli importatori, centinaia di mail non si sa se arrivano e se saranno mai lette e magari dentro ci potrebbe essere una proposta commerciale interessante, sarebbe buon costume almeno un "no grazie non ci interessa".

Buona giornata a tutti, fortuna che mio figlio è ing. informatico, pertanto mi ha inserito nel mondo di internet, anche con vendita on-line(www.elmastrograsparo.it), è un passo che tutte le aziende devono proggrammare. La difficoltà sta nel fatto di dover aggiornare e modificare ogni settimana perchè un sito elastico e ben aggiornato produce profitto altrimenti produce l'effetto contrario. Noi Italiani lo capiremo, forse, fra qualche anno ancora. Comunque tanti auguri a tutti.

@ Walter
Grazie a te per essere intervenuto, ritengo che il confronto su questi temi con voi operatori sia essenziale.

@ Marco Bergaglio
Caro Marco, lo so, tu sei uno dei rari esempi di come si possa fare comunicazione online e il tuo lavoro è doppiamente encomiabile per il fatto che sei una realtà aziendale di dimensioni medio piccole. Sono lieto di poter avere una testimonianza come la tua di uno che ha provato e sta provando le molte opportunità che la rete gli offre. Avanti così.

@Antonio Capelli
Antonio, il tuo intervento è prezioso per almeno due ragioni. La più banale è che, postando tutto in maiuscolo hai reso evidente come tu non conosca una delle regole base dello scrivere in rete, il maiuscolo equivale ad "urlare". Da oggi lo sai. Hai imparato qualcosa in 3 minuti, mica male no ? Dall'altro lato metti in luce l'aspetto critico, quello della "diffidenza". E' normale che vi sia diffidenza verso un mezzo/luogo che non si conosce. Per questo insisto molto sul fatto che chi si pone dalla parte di chi offre i servizi, debba per forza di cose includere attività di training per l'azienda. E poi, giustissimo, fatti sempre spiegare, cerca di capire - la rete te lo permette - quello che devi acquistare.

@ Giorgio Giansanti
Quanto mi fa piacere leggere commenti come il tuo. Sono d'accordo, è veramente assurdo che accadano cose del genere. Tu ordini ad un'azienda via mail e devi chiamare dopo tre giorni per vedere se hanno ricevuto la mail. Dovrebbero risponderti, a dir tanto, entro 1 ora. Ma spero che mettere in evidenza queste cose, parlarne, possa migliorare la situazione.

condivido il suo articolo, sottolineo solo che noi come azienda nonostante gli ottimi prodotti siamo stanche di vedere sui giornali specializzati sempre le stesse aziende grandi ma conprodotti di media fascia che occupano sempre i primi posti per notorietà e prestigio, PAGANDO LE RIVISTE E DANDO UNA VALUTAZIONE SENZA ASSAGGIARE MAI DEL VINO, PARLO PER MIA ESPERIENZA.

complimenti Filippo per la mail che trovo estremamente veritiera. Io sono titolare di una piccola azienda di distribuzione; il primo sito aziendale lo feci nel 98 presso un'azienda ora fallita (netbusiness) non avendo un dominio la seconda azienda a cui mi rivolsi mi consiglio' di registrarne uno (vinialdegheri) che dopo un paio d'anni dovetti cancellare per non "creare confusione nel mercato" con una nota cantina omonima del luogo . Ah anche la seconda azienda informatica ha chiuso i battenti. Ora chiaramente quando mi rivolgo al mercato di internet lo faccio in punta di piedi e con estrema razionalità.
Ammetto le mie colpe pero' spesso uno pensa di avere a che fare con professinisti con tanto di curriculum di aziende con cui collaborano e invece ti ritrovi con poco più di niente da una parte e molto meno dall'altra (vedi budget aziendale) ...ciao e grazie per la tua professionalità

ineccepibile...ma perchè? in italia siamo tutti abili commercianti, il fatto è che per fare della rete uno strumento di guadagno o di risparmio (che è la stessa cosa) le risorse in termini di tempo sono forse ancora troppe rispetto ai benefici peraltro anche tangibili, nel mio caso l'aver un sito ha prodotto inmeno di un anno 3 pranzi aziendali e probabilmente un certo numero di visite nel mio locale, ma se non lo avessi come hobby, mi avrebbe reso di più sostituire il tempo che giornalmente dedico a questa passione con un po' di permanenza uin più nel locale a scapito di qualche dipendente... mi tengo la passione ma come affermi tu Filippo, se si fa si deve fare seriamente e se me lo permetti tutto questo avviene non solo nel campo dell'enogastronomia, ma è VERAMENTE MOLTO GENERALIZZATO.

andrea

Purtroppo l'internet al giorno d'oggi è ancora poco utilizzato, pertanto le do ragione in merito, comunque credo che venga pian piano espanso in tutte le aziende e sempre più utilizzato o per lo meno, speriamo! Saluti Nicola Jasci

A mio avviso è tutto il contrario.Sono i gestori dei siti ad avere una grande ignoranza se si rispecchiano in dei risultati deludenti.Non voglio dibattere punto per punto il tuo lungo post ma credo che in ultima analisi se l'offerta gratuita iniziale per provare non è sufficiente bisogna fare un'uleriore ribasso finchè il mercato reagisce positivamente.Nel frattempo però è necessario fare le opportune modifiche all'offerta commerciale per stare a passo coi tempi ed evitare scarsi risultati in qualunque livello del periodo di lancio

Non pecco di presunzione,se dico di potermi collocare tra quelle"eccezioni" di cui si parla all'inizio di questo interessante discorso:uso internet e la posta elettronica ogni giorno,il mio sito (che tra l'altro riporta un contatore delle visite e statistiche che danno esaurienti informazioni di chi scrive )è l'unica pubblicità che cattura la nostra attenzione perchè fondamentale per far conoscere la nostra attività e i nostri prodotti.Fonte di inesauribile ricchezza anche per la ricezione agrituristica.Ma a mio malincuore,devo però contestare l'idea che il mancato utilizzo di internet porti ad una forte arretratezza nel mondo agricolo....trovo più meschino ed antiquato , in una realtà che predilige la tecnologia e l'apertura mentale il fatto che è lecito usare trucioli di legno al posto delle barriques oppure che una bottiglia che io vendo a max 3 € ex-cellar sia venduta all'estero 15€....qui internet purtroppo non è di nessun aiuto!!!!In questo caso L'arretratezza non è data dall'uso più o meno consapevole del computer..ma dall'intera società che permette tutto ciò...!!!
Donatella

Ho letto il tuo post trovandolo molto interessante.
Da qualche mese gestisco il mio primo wine bar e la comunicazione, soprattutto quella che si fa in Internet è parte fondamentala del nostro lavoro.
Il nostro sito fornisce interessanti informazioni ai nostri clienti e potenziali tali e ci permette di arrivare a chi nemmeno conosciamo.
La realtà che descrivi è vera, molte aziende non hanno un sito o se ce l'hanno raramente rispondono a mail ed altro.
Posso però dirti che il vento sta cambiando in virtà del cambio generazionale al timone delle Aziende stesse.
Io ho 30 anni e molti miei coetanei si trovano ora a far parte della dirigenza di Cantine e Gruppi Vinicoli, queste persone, come spero di esserlo anche io, sono attente alla comunicazione, riconocendola come un elemento cardine del successo finale del proprio lavoro, ed il fatto di trovarci qui a discuterne, ne è la prova lampante.

Grazie per l'attenzione

Io credo molto in internet.
Abbiamo tanti clienti stranieri e il nostro sito raggiunge i 14.000 clic al mese. Lo svedese che viene in Italia può programmarsi un tour due mesi prima visitando su internet i vari luoghi da visitare.
Riceviamo oggi una montagna di e-mail con richiesta di preventivi. richiesta di campionature, gente che vuole lavorare, stagisti, ragazzi che fanno tesi di laurea e che vogliono un'aiuto.
Chi non parla bene l'inglese come me , deve far tradurre l'e-mail, ed anche la risposta.
Come si diceva in una risposta, se c'è un pò di passione , si dedica un'ora al giorno per internet coniugando quello che è lavoro con il resto (leggi blog vari, cerchi info varie, ecc)
Purtroppo il vino si fa in campagna ed in cantina. Certi lavori vanno fatti. Nelle nostre piccole aziende, il tempo che si dedica a internet, viene rubato ai lavori tradizionali. Perciò a volte non si è solerti e pronti .
Mio padre una volta doveva produrre l'uva, trasformarla in vino. L'aspetto commerciale era irrisorio perchè il vino andava venduto tutti gli anni senza problemi. La qualità era un discorso ancora lungi da venire.
Oggi dobbiamo produrre ottima uva , essere ottimi cantinieri, saper vendere, conoscere le leggi (vedi rapporti con i vicini, con il comune, leggi di cantina, usl, naf, repressione frodi, Unione Europea, leggi fiscali, tributarie, successioni, trattamenti antiparassitari,ecc)Dobbiamo saper fare le fiere, dobbiamo sapere le lingue.
E internet...........
EPPOI....!!
E' chiaro che chi ha una apertura mentale moderna coniuga e collega tutte queste conoscenze.
Però è anche comprensibile che ci sia in giro tanta ignoranza.

ciao Carlo
Ps: nessuno ha nominato anche la difficoltà che noi agricoltori abbiamo con la tastiera. Mezz'ora per scrivere questo post!!

Condivido completamente le tue impressioni. Devo dire che per la ns azienda questa "arretratezza" settoriale è una fortuna in quanto noi utilizziamo lo strumento INTERNET con assiduità, rispondiame alle e-mails immediatamente, con conseguenti risultati positivi...mors tua vita mea. Sarà cinico ma in commercio spesso ci si impone per serietà professionale, qualità dei prodotti, pronta consegna, innovazione ma anche se la nicchia in cui si opera non è ben coperta da tutti gli operatori potenzialmente presenti.
Grazie, Walter

Ho letto il tuo intervento e sono pienamente in accordo,spessisimo mi capita in Italia r all'estero di provare un contatto via posta elettronica ma non controllandola spesso mi tocca telefonare per avere una info veloce.
Io cerco di rispondere a tutti i messaggi entro le 12-24 ore
avendo un sito di commercio elettronico (www.vintagewine.it)mi sembra doveroso verso i clienti. (comunque il sito e' in vendita ma io rimango nel mondo del vino e fortemente attacato ad internet
Saluti Riccardo

Credo sia ancora la diffidenza che la rete genera e coltiva quotidianamente. Non si puo' stare ore a generare contatti, promo, se poi arrivano bufale, truffe, etc. Il problema credo persista anche nelle medie Pmi vitivinicole e/o food & beverage in quanto tenere uno staff impegnato in rete o pagare terzi per promo vari (noi l'ho abbiamo fatto) non e' conveniente per ritorni = zero. In rete non esiste LA CERTEZZA. Non dimentichiamo le migliaia di campionature inviate GRATIS. Purtroppo questo e' il limite.

Filippo con questo caldo dove hai trovato la forza e la voglia. Si vede che dovevi dopo un lungo periodo di gestazione partorire.
Bravo ragazzo è un bel post, ma da dove si comincia a commentarlo? -ci vuole una giornata o forse più, potrebbe essere una tesi di laurea. Allora per adesso comincio da te. Chi di solito e specializzato in un settore assume un atteggiamento di insegnante chi in malafede o chi come te in buona fede. Succede anche a me quando dico - questo vino è ossidato, l'altro mi risponde è ammarsalato? usate un linguaggio troppo tecnico, troppo inglese ed non chiaro a chi non appartiene al mondo de solo PC. Bisogna tener conto delle generazioni, difatti esiste differenza tra chi ha 10 anni e chi ha compiuto i 50. per adesso ti saluto. viva il Taurasi

Filippo, su una cosa non sono d'accordo: tu minimizzi il problema dell'accesso alla rete di natura strutturale.
Il fatto di avere connessioni dial-up, cioè quelle col modem-doppino telefonico-banda super stretta, sta veramente cominciando a determinare un gap tecnologico e di possibilità di accedere a mercati, o comunque universi di comunicazione, più ampi.
Chi come me, e credo siano la maggior parte delle aziende agrarie che si trovano per definizione in zone non appetibili dalle telecoms, si trova a dover scaricare qualche volta emails di 2-3 o più megabytes con tempi di attesa di, letteralmente ore, non può che sentirisi frustrato. Scordiamoci skype, o solo di vedere un video o un sonoro. Il che vuol dire anche impedirci di pubblicarne uno. Scordiamoci il PC on line 24/7. Io sono già fortunato perché ho due linee, e quindi due costi sostanziosi, proprio per tenere il telefono libero, ma mentre uso la connessione tengo occupato il fax. Fax, è ancora putroppo insostituibile, molti agenti di commercio sono assolutamente refrattari a qualunque tentativo di informatizzazione.
Comunque Filippo, il succo è, il mezzo è anche il contenuto. Ma se il mio mezzo, ovvero la connessione, fa cagare, allora il mio contenuto come sarà??????

Sono di nuovo qui, Carlo con il suo genio contadino mia ha riportato. pensate alla tastiera. Ingegneri che progettate i PC o siete !! o siete !!! togliete sta cavolo di tastiera sopratutto dai portatili- e con pochi soldi visto che e possibile visto che siamo arrivati su Marte fateci parlare, dettare, con il pc , e non fa gli !! fate si che il pc si autoripari, autodiagnosi ecc ecc saluti.

La nostra piccola cantina ha un sito e una mail. Il sito è un poco artigianale, ma stiamo lavorando per migliorarlo, la mail è di quelle gratuite... insomma non siamo certo al top a livello di utilizzo delle "nuove tecnologie" che poi tanto nuove non sono.
Il nostro problema è primariamente di budget. E' vero che intenet non richiede troppo denaro, ma per noi che con fatica tiriamo avanti è comunque un sacrificio.

Sicuramente c'è da fare un salto di qualità e di quantità e un investimento. Un buon sito internet, con magari possibilità di interattività, tipo blog ad esempio, può essere molto utile, probabilmente più di una fiera.
Il cammino è per noi difficile, ma confido che ce la faremo, anche se non possiamo affidarci a "professionisti" della rete, ma cercheremo di migliorarci con la passione e le nostre competenze, così come ogni giorno proviamo a fare per il nsotro vino. Ottimo post e ottima analisi comunque!

...Hello hello...anche dalla calda Sicilia, eccomi puntuale (nonche' sollecitato a prender penna ops, a premer tasto).Un abbaccio enologico a tutti, e visto che stamani ci occuperemo di osticita' e refrattaria cultura, un grido di aiuto si leva dal famoso profondo sud !!...Ho letto anche i commenti dei colleghi e mi sa', caro Dott. Filippo che hai accesa la miccia molto vicina al candelotto.Le aziende in cambio generazionale (il padre e' sempre il titolare), la segretaria chatterina (non sempre fa' bene il suo lavoro), e i famosi web master casalinghi, sono davvero un problema alla penetrazione psicologica del cosmo internettiano.Vi faccio notare anche in un altro caso cosa succede; sono un discreto frequentatore di fiere e manifestazioni...(non c'ero a Rapallo...lo so')e mi accorgo sempre piu', che quasi tutta la pubblicita', delle aziende incontrate e contattate, sia stata interamente gestita e sottolineo gestita (imposta va') dall'azienda xxx o dal provider zzz magari contattato cosi'...in due battute e via al bordo dello stand.Realizzare una piattaforma pubblicitaria della propria azienda, a mio modo di operare, vuol dire metterci del proprio, dipingersi dentro un sito e riuscire a comunicarsi. Certo, non tutti i titolari hanno questo tempo disponibile,poiche' sempre a mio modo di vedere, si vedono gia' catapultati nel gotha dei grandi marchi mondiali...!!! Ma quando mi rigetti una mail o meglio, nemmeno la leggi perche' il solo messaggio in oggetto ti fa' pensare che magari venda chissa' quale virus...beh allora si' che non sarai un buon titolare...quantomeno un imprenditore.
Se poi andiamo a concludere un presunto affare...ahhhhh Dio mi salvi ! Tutti presenti online..."mi raccomando domani attendo la sua email"..."domani avra' il listino"...sono sicuro che faremo ottimi affari" !!...L'avete piu' visto o sentito...???
Anche questo carissimi colleghi del buon bere e affini, e' cabaret commerciale come lo chiamo io...e se per caso la tecnologia (quella utile) vi bussa alla porta...datele un po' di credito...e non sarete a piu' a debito. Saluti dal sud !

Ho letto questo bel post e mi trovo in completo accordo. La maggior parte delle aziende non risponde alle email, molti "si fanno il sito" e poi non sanno nemmeno il suo indirizzo... Io ho il compito di aggiornare un sito di un consorzio turistico locale; l'altra settimana ho ricevuto una richiesta di inserimento di un locale, ed ho provveduto. Poi per curiosità sono andato a vedere il sito web segnalato nella richiesta: non era il loro locale, ma uno in un'altra regione che aveva lo stesso nome. Ho telefonato al proprietario che mi ha detto "ma ha controllato di aver scritto bene, San deve scriverlo intero non S." "sono sicuro" "allora chiamerò QUELLO DEL SITO e chiederò" "beh mi mandi un'email e mi faccia sapere le lascio il mio indirizzo..." "non è così semplice, non abbiamo un computer", fortunatamente ho pensato di scrivere il dominio .com invece di .it ed ho scoperto il vero sito... ma dico, almeno scriversi il dominio del proprio sito su un foglietto vicino al telefono?? E se non avete un computer a cosa vi serve sito internet ed email (che non potete vedere e di cui non sapete l'indirizzo)?
Comunque scrivo anche per segnalare che se qualcuno dovesse aver bisogno ho una discreta esperienza sul web, ho realizzato e gestisco con alcuni amici un sito web di frasi & aforismi e molti altri, tra cui vari blog basati su Wordpress; potete vedere tutto su bitHOUSE cliccando su Portfolio.

Ciao

la adsl non funziona per le aziende che sono oltre 6 km dalla centralina. A montalcino (siena) non hanno programmi di rendere funzionante il servizio.
E' difficile trovare persone competenti e disponibili per aggiornare i siti e promuovere le attività commerciali inrete. Per ora ho trovato solo persone che vogliono soldi e poi spariscano. per questi personaggi sono alquanto sfiduciato. I tecnici in rete possono essere + affidabili?

un saluto a tutti quanti..dalla bella SICILIA ..........
io mi chiedo se il dott. Ronco sia un sensitivo...nel senso che in quello che a detto mi ci vedo......controllo le mail una volta la settimana....mi sono fatto il sito heheh ed e finita li....insomma....lei sa il suo mestiere..e le posso dire sinceramente CHE LEI E' UNA PERSONA MOLTO IN GAMBA...come a scritto arrivano molte mail di aziende che ti dicono ti metterti nei primi posti sui motori di ricerca....con poca spesa..e magari poi ti ritrovi chissa dove...invece cari amici provate a mettere anticauvadisicilia su google e vedrete che al primo posto ce proprio la mia azienda..ma GRAZIE AL PORTALE DI TIGULLIO VINO...e al dott. Filippo Ronco.....
La mia e una piccola azienda a conduzione familiare e puttroppo devo sbrigarmi tutto io.....anche questa benedetta innovazione che é(INTERNET)
provate a spedire una mail ad un nobel..vi risponderà in pochissimo tempo...
cerchiamo di sfruttare al meglio questa bellissima tecnologia ....a maggir ragione che abbiamo la possibilità di questo bel portale..... www.tigulliovino.it e di tutte le altre rubriche ecc.ecc.che ci mette a disposizione il dott. Filippo Ronco.
ancora un grande saluto a tutti voi........
P.S...SCUSATEMI DI QUESTA POSTILLA...BRAVI AZZURRI SIAMO CAMPIONI DEL MONDOOOOOOOOOOO

Anche se appassionato di enogastronomia da sempre, per lavoro sono Direttore Clienti di un'azienda leader nel settore del search engine marketing.
Tutti i giorni mi ritrovo a che fare con aziende che hanno un sito e non si preoccupano minimamente della loro visibilità (a volte la danno per scontata), non conoscono i principi base (non tecnici) di Internet, le potenzialità e la perdita di opportunità date da cattiva gestione.

Proprio in relazione ai blog, fatico da morire a far capire che mettere su il blog è il meno! Piano strategico, linea editoriale, specifiche di comunicazione, scrittura dei contenuti, gestione delle relazioni (i commenti!), integrazione col resto del mondo (social web) sono gli aspetti necessari e costosi.

Tornando al settore enogastronomico, mi trovo spesso a fare recensioni spontanee di ristoranti, vini ed altri prodotti. Sempre, poi scrivo all’azienda per indicare l’articolo, per chiedere se c’è qualcosa su cui secondo loro sono stato impreciso, se preferiscono che io rimuova il nome, ecc. Nessuna richiesta di soldi, chiaramente, visto che il mio blog non è commerciale. Se vi dicessi che a rispondere non sono più del dieci per cento?

Ciao Filippo!

Tra breve sarà online il nostro nuovo sito, più pratico, veloce e...facilmente aggiornabile!

Purtoppo uno dei nostri problemi più grandi è l'impossibilità di avere l'adsl in azienda, da noi anche isdn funziona malamente... e la telecom langue! E questo anche se la nostra tenuta è dall'altra parte della strada, subito dopo la località Santapalomba, sede di aziende come IBM e Jhonson&Jhonson, Rai...ma poi attraversi la strada, cambia il comune, inizia la campagna e ti dimenticano.

Avere adsl in campagna è difficile, da aggiungere a tutte le altre piccole grandi difficoltà che ombreggiano il mondo dell'agricoltura (vera) oggi.

Ma l'impegno e la volontà non mancano...qualcuno ha dei dubbi? ;)

A presto in rete,

Sono pienamente d'accordo sull'arretratezza del settore vitivinicolo nel mondo internet. Ci dovrebbe essere un atteggiamento più positivo ed un maggiore interesse da parte delle aziende. Purtroppo i problemi da superare non sono pochi, per dirne uno: un approccio sbagliato al mezzo porta ad un uso della rete alla stregua di qualsiasi altro media, implicando un'inadeguatezza a livello comunicativo. Quando parliamo di siti internet non dobbiamo esclusivamente pensare a strumenti elitari, oggi un sito internet può crescere fianco a fianco ad un'azienda, o inserirsi efficacemente in essa attraverso un personale competente e addirittura farla crescere, sia a livello di immagine che di profitto. Esistono Siti "vetrina", semplici ma (se costruiti in maniera professionale) efficaci per un ritorno d'immagine; Siti di comunicazione dove un'azienda viene promossa on line, sorretti da una mirata comunicazione di web marketing; infine ci sono Siti di lavoro, fonti di comunicazione/guadagno, con vendita on line, gestione magazzino, servizi di comunicazione. E' necessario valutare fin dall'inizio l'uso che si farà della rete, evitando così di aprire siti che richiedano un'attenzione quotidiana quando non abbiamo la possibilità di aggiornare e comunicare in un arco di 12-24 ore: ne va dell'immagine (e della serietà) dell'azienda.
In ogni caso è necessario che l'immagine del sito sia conforme a quella dell'azienda, il sito deve essere uno specchio in cui l'azienda si ritrae agli occhi degli utenti e, inoltre, esso non deve apparire come qualcosa di esterno, di agiuntivo, ma come una parte integrante.
Essere in rete ed avere un buon supporto è fondamentale: per farsi conoscere anche da coloro che fisicamente non ne hanno la possibilità, creare un'immagine coordinata, velocizzare informazioni e comunicazioni.

Vorrei anche aggiungere una considerazione.
Il Censis, che ha studiato le abitudini degli italiani tra il 2001 ed il 2005, riporta che 10 milioni hanno usato Internet per fare le proprie scelte, seppur poi abbiano comprato nei negozi.
Anche chi non vende online, quindi, dovrebbe rendersi conto di quanto sia importante esserci. Esserci, aggiungo, ed essere visibili, col messaggio giusto e con la strategia giusta.

Avere un sito ed essere posizionati sui motori di ricerca, non basta più (strano che lo dica proprio io).
Importantissimo è studiare le conversioni che si hanno sulle visite, per scoprire quali sono le chiavi di ricerca che portano i visitatori che poi si dimostrano interessati.
Per un'azienda, che giustamente si pone un obiettivo di ROI, diventa fondamentale capire come usare il budget disponibile.
Investire su un sito che non si trova, investire su un sito che si trova, ma per le parole che non portano conversioni (nome tecnico con cui indichiamo la risposta ad un call to action) è un errore madornale.

Come il fare il sito e poi posizionarlo.
Un sito andrebbe promosso e posizionato ancor prima di averlo realizzato ed è cosa fattibilissima ed economicamente di gran lunga più vantaggiosa.

Bellissima discussione...comunque siete stati linkati dal nostro sito.

a presto per altri interesanti discernimenti.

Lorenzo

Caro Filippo,
rispondo ora perchè ora ho avuto un po' di tempo per leggere il tuo post. tutto mi trova daccordo. mi sono sempre occupata di comunicazione e ora che porto avanti un'azienda (al femminile), piccola realtà, nel mondo del Prosecco, sono più che mai convinta dell'importanza di Internet. la stragrande maggioranza dei miei colleghi legge la posta quando capita. a volte passano giorni prima che io riceva l'avviso di lettura. incredibile ma vero! non ho mai fatto nessun corso eppure so usare il mio pc e mi tengo costantemente aggiornata sulle novità e sui nuovi programmi, questione di volontà e di capire l'importanza di comunicare. questo è il punto che non riguarda esclusivamente internet ma anche il semplice fax o il telefono. mi spiego: quante aziende nel mondo del vino hanno una persona che si occupa di relazioni pubbliche, che è in grado di comunicare la novità quando c'è, che è in grado di scrivere una lettera come va scritta, che si sa rapportare agli altri nei vari ambiti comunicativi (fiere, degustazioni,wine tour, telefono!)? pochissime. essere comunicatore è un ruolo che nessuno (o pochi) vede e riconosce ma che fa la differenza. tu mi parli di internet ma dovremmo ripartire dalle scrivanie, dovremmo ripartire da quegli imprenditori tanto bravi ma incapaci di guardare al futuro.
oltre all'azienda seguo da due anni anche l'agriturismo di famiglia, 10 camere, 80% delle prenotazioni arriva da internet. abbiamo trascorso un'intera estate a guardarci i mille siti su alberghi e agriturismo che si aggirano per la rete, abbiamo pensato ciò che il cliente vuol vedere e ciò che invece vuol evitare. è stato un lavoro lunghissimo che continua tutt'oggi ma che ha dato i suoi frutti nell'immediato. cambio qualcosa nel sito ogni mese perchè l'aggiornamenteo è fondamentale. a breve inserirò anche la newsletter (prima solo cartacea) che non è pubblicità della nostra azienda come spesso accade, ma è un insieme di racconti di aneddoti sul mondo del vino e della ristorazione. ora stiamo lavorando al sito de Le Vigne di Alice... (adesso ahimè è una pagina fatta in casa) non ho un grande budget a disposizione ma sono certa che riuscirò a fare un lavoro semplice chiaro e capace di raccontare anche in sole due pagine la nostra azienda. non servono tanti effetti speciali, serve chiarezza e immediatezza, perchè l'informazione è rapida, la risposta deve essere immediata.
colgo l'occasione per complimentarmi con quello che tu e tutta la redazione state facendo per il mondo del vino. perchè non dedicare un'intera sezione sul modo di fare comunicazione oggi, suggerimenti, consigli, aiuti? a presto.
Cinzia Canzian
Le Vigne di Alice

@Cinzia Canzian: presto, ti aiuto io a mettere una pagina html sul tuo sito al posto di un file pdf che un browser non configurato per aprilo automaticamente visualizza come una serie di caratteri indecifrabili. Presto, prima che Filippo ti scopra e ti bacchetti a dovere :)

Caro Filippo, dai commenti alla discussione lanciata puoi essere soddisfatto, il problema è venuto a galla sulle acque del meraviglioso golfo del Tiglllio, sede di tigulliovino.it !
E’ la certezza che diversi “client”sono in ascolto, in molti casi non sempre attivi,(il sottoscritto ad esempio!) ma consapevoli che la rete è un valido strumento di lavoro e di comunicazione
Una causa di questa arretratezza nei confronti della rete è sicuramente la diffidenza causata da aziende che pensano ai loro guadagni ma vendono molte volte fumo negli occhi da sommare all’incertezza dei risultati non sempre chiari e immediati.
Internet è giovane, per molti è utilizzato da poco tempo, tuttavia la necessita di collegarsi alla rete si materializza di anno in anno come una necessita; il biglietto del treno, dell'aereo o la prenotazione dell'hotel acquistato on-line, informazioni di ogni tipo reperibili in internet (per elencare esigenze comuni) possono solo essere adottati dalla maggioranza degli utenti.
Il risparmio di tempo e di denaro è evidente, la funzionalità della rete può solo convincere.
Certamente molti sono i problemi da risolvere, personalmente mi aggiungo alla lista di quelli non raggiunti dalla linea ADSL e credo che molte siano le aziende vitivinicole situate in aree non raggiunte dal noto e costoso doppino...
Il crescente numero di utilizzatori della rete sarà la motivazione necessaria per credere e investire maggiormente nelle nuove tecnologie di comunicazione.
Andrea

Ha perfettamente ragione,io stessa dovrei utilizzare maggiormente il sistema.Leggo la posta tutti igiorni e forse più volte al giorno, ma non il resto. Credo si tratti di chiusura mentale in genere.Io stessa ho comunque fatto passi da gigante.

...ma Filippo che fine ha fatto? non legge i post?.... :D starà rispondendo alle email....

;P Veronica

Ciao Veronica, ero via per lavoro in Toscana. Mi sto rileggendo tutto e poi intervengo...ma quanti siete !? :-)

@ Andrea Aldegheri
Caro Andrea, che dire, hai ragione ma in questo la rete è molto simile alla vita reale. Trovare un'azienda affidabile è qualcosa che ha a che fare anche con l'esperienza personale che, in quanto tale, passa purtroppo anche attraverso esperienze non del tutto positive. Quello che secondo me è un dato da tener presente per valutare l'affidabilità di un'azienda in rete è per esempio il tempo da cui opera online, il numero ed il livello dei progetti realizzati.

@ Andrea - Cantina del Polpo
Caro Andrea, immagina, con un semplice hobby hai ottenuto 3 pranzi aziendali e "un certo numero di visite" nel tuo locale. Non lo trovi uno stimolo ad intraprendere questa strada in modo meno hobbistico e più professionale ?
Sono d'accordo con te che il mio post possa tranquillamente essere esteso a qualsiasi settore e non certo solo a quello enogastronomico.

@ Giuseppe Arezzio
Ciao Giuseppe, non ho capito questa tua frase : "se l'offerta gratuita iniziale per provare non è sufficiente bisogna fare un'uleriore ribasso finchè il mercato reagisce positivamente". Che cosa volevi dire ?

@ Donatella
Donatella a chi ti riferisci quando scrivi : "devo però contestare l'idea che il mancato utilizzo di internet porti ad una forte arretratezza nel mondo agricolo" ? Io non ho mai sostenuto che il mancato utilizzo della rete ed il mancato sfruttamento delle sue opportunità comporti l'arretratezza del mondo agricolo. Io ho detto una cosa diversa : che il mondo agricolo o meglio, enogastronomico, è afflitto da una diffusa arretratezza di tipo tecnologico e che ha una chiusura mentale nei confronti del mezzo.
Sono d'accordo con te che l'inserimento di trucioli nel vino possa collegarsi, tuttavia, con una certa arretratezza, o meglio, deperimento, della nostra società.

@ Lorenzo Abussi
Caro Lorenzo, una ventata di ottimismo ! Grazie. Sono d'accordo con te che il fattore "generazionale" rivesta un ruolo centrale nella composizione dei fattori che determinano questa situazione. Aggiungerei, tuttavia, che anche molti giovani si accostano a questo settore pensando di "sapere già tutto da soli", senza avere in mente progetti concreti ad ampio spettro e senza minimamente farsi consigliare da professionisti.

@ Carlo
Carlo, hai ragione, il fattore tempo è essenziale e colpisce in particolare i lavori come il tuo o di chi si trovi a gestire un attività commerciale. Forse pensare a investire qualcosina in risorse umane, una persona che curi questi aspetti per voi, capace, competente...è un investimento, non uno spreco di denaro. Comunque, tu sei già un esempio "avanti". Fai già molto per essere da solo. Avanti così !

@ Walter
Walter, hai interpretato esattamente il mio pensiero. E' che io anziché limitarmi a gestire la mia baracca ritengo essenziale "istruire" il mio target. Se non spiego ad un'azienda come e perché utilizzare certi strumenti, come posso pretendere di venderli ? Comunque dici bene, già oggi, chi lavora come voi si differenzia nettamente da chi non risponde alle mail.

@ Maurizio
Non sono d'accordo. Se mai internet è l'unico strumento in grado di darti certezze. Non su tutto, ovvio - neppure altri mezzi lo consentono - ma su alcune cose si. Ti faccio un esempio banale : compri 1000 click sul tuo sito, ti vengono fornite statistiche e i tuoi banner ruotano finché non hai ottenuto fino all'ultimo dei tuoi 1000 click acquistati...se non è certezza questa...
Il problema comunque è anche delle aziende che credono che investendo 1000 euro in pubblicità abbiano risolto ogni loro problema. E' forse mai andata così nella vita ? Non confondiamo i mezzi con gli obiettivi e ricordiamo sempre che lo "spizzichi e bocconi" non serve a niente. Occorre sempre programmare un progetto serio della propria presenza online.

@ Mimmo
Caro Mimmo, io non mi voglio assolutamente porre come "insegnante". Piuttosto, quello che cerco di fare è di mettere a disposizione la mia esperienza in questo settore per chi esperienza ne ha poca o niente. Mi limito a questo, ci mancherebbe.

@ Gianpaolo
Caro Gianpaolo, non lo minimizzo, ho fatto un discorso ad ampio spettro. Mi sto già attivando comunque per portare qualche idea concreta per migliorare la soluzione delle linee veloci. In effetti, il primo passo.
Alla peggio comunque, una isdn se la può mettere chiunque credo, sbaglio ?

@ Stefano
Stefano, sono andato sul tuo sito. Ho cliccato sulla bandiera italiana e sono rimasto fermo lì. Cominicia da qui. In ogni caso, non servono grandissimi investimenti. Per un sito di immagine con media interattività, 1500 - 2000 euro bastano. Però, non dirmi che il blog sostituisce la fiera. Il blog è semai lo strumento per creare quei contatti che poi conoscerai fisicamente in fiera (è solo un esempio). Internet non è quello strumento / luogo che vi risolve ogni problema. E' uno strumento che vi consente di fare meglio, più velocemente e a costi inferiori, quello che prima facevate più lentamente, peggio e a costi più alti.

@ Fabio Di Benedetto
Parole sante.

@ Adrea
E' semplice, questo accade per via della scarsa serietà con la quale questo mezzo viene interpretato, o meglio, non capito.

@ Microbindi
Provaci.

@ Veronica - Donnardea
Cara Veronica, con un atteggiamento positivo come il tuo le cose non possono che andare per il meglio !

@ Fradefra,
Carissimo, grazie per essere passato. Qui siamo però ancora all'età della pietra, quando scrivi, non parlare di ROI o Call to Action. Dobbiamo ancora far capire cos'è un'impression :-)

@ Cinzia Canzian
Cara Cinzia, tu sottolinei un fattore importante : non è tanto prezioso il mezzo quanto la volontà di usarlo. Certo, poi servono anche gli strumenti, ma la volontà e la mentalità si devono adeguare prima di cominciare...

@ Adrea
Quella dell'immediatezza dei risultati è una di quelle pretese della gente nei confronti di internet che non ho mai capito. Ben detto !

Ciao a tutti, Fil.

Beh, Filippo, grazie a te per aver risposto a tutti!

Vabbè, per dare un piccolo contributo fattivo e non solo consulenziale, ieri ero alla cena sociale dell'associazione italiana per il marketing, le vendite e la comunicazione. Tanto che ero lì, ho cercato tra gli altri soci, quelli del nostro settore, per avviare qualche chiacchierata e vedere cosa si può fare. E qualcosa si può fare. Il punto è che spesso occorre operare nel mondo reale, per fare poi meglio sul web. La gente, giustamente, vuol incontrarti. Ho fatto più ieri durante una cena, che in un anno di forum e blog :-)
Tanto che eravamo lì, abbiamo anche approvato il bilancio :-D

Io propongo perchè anche nelle nostre piccole comunità non vengono proposti dei mini corsi pubblici serali, per farci avvicinare gradualmente alla conoscenza di questo mondo? In fondo vogliamo semplicemente essere spronati a saperne di più, ma lo stato o i privati non hanno mai fatto nulla di tutto questo?

Concordo, ma l'atteggiamento mentale non è solo diffidente verso le nuove tecnologie, ma anche verso i citati mezzi d'informazione comuni.
Mi spiego,gestisco un'agenzia che fornisce servizi di Ufficio Stampa, ovvero, le aziende nostre clienti, quando vogliono lanciare un prodotto, annunciare qualcosa di importante, o semplicemente acquisire visibilità verso il pubblico, ci contattano, ed ottengono articoli sui giornali, interviste, pubblicazioni.
Attualmente nel settore vitivinicolo, solo le grandi si servono dell'ufficio stampa..avete notato che sulle riviste specializzate parlano bene o male sempre degli stessi???

Bene, per aiutare anche le aziende con dei budget più bassi, abbiamo ideato un'offerta che, con una spesa minima, dà dei risultati interssanti.

Il risultato?
Il commerciale che si occupava proprio di quest'offerta per il settore vitivinicolo alla fine ha rinunciato.
Possibile che le piccole e medie aziende non capiscano l'importanza del farsi conoscere, tramite giornali, internet e televisioni???

Speriamo che in futuro la mentalità degli imprenditori cresca!!!!

Luca Vajani.

Caro Luca, io ho cominciato a girare l'Italia per spiegare direttamente alle aziende cos'è internet, come funziona e cosa possono farci. Mi sa che questo ripartire da zero sia necessario, soprattutto per intraprendere collaborazioni commerciali in quei settore più arretrati tecnologicamente ed imprenditorialmente.

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